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Barbieri
Sergio (Voghera 1932 - Voghera 02.01.2011), poeta e scrittore. Come poeta era nato da pochi anni: solo dal 1982 ha iniziato a
scrivere e a tutt'oggi annovera numerosissime opere di poesia:
La ragazza di Malaga e l'uomo di Casablanca (1983),
I mondi di sogno (1983, 19842), Le
alternative (1984), Un graffito nel buio della notte
(1984), La morte si sconta vivendo (1984), I labirinti della solitudine (1984),
La collina degli ulivi (1985), Schegge di passato (1986, 19932),
Le parole della lontananza (1986), Due occhi pieni di stelle (1988, 19952, ill. a colori e prefazione di
R. Masone Beltrame), Le stanze del tempo (1988, con prefazione di
Mario Conti), Le rauche parole (1991, con prefazione di
Mario Conti; 19922 con prefazione di
Francesco Di Ciaccia; 19943 con ill. a colori e prefazione di
R. Masone Beltrame), In una piazza color seppia (1993),
I giorni dorati (1993), Schegge di passato (1993, introduzione di
Francesco Di Ciaccia), Al crepuscolo (1996, introduzione di
Olivia Trioschi), Parole abbandonate (1996, con nota critica di
Ninnj Di Stefano Busà), Ultima Thule (1998, con introduzione di
Olivia Trioschi), Lo stupore del vivere (1998, con prefazione di
Franco Coda e postfazione di Olivia
Trioschi), Ar parlà dra mé famíja. Il parlare della mia famiglia
(1998), Il dolore del tempo (2000, in
proprio, con 20 fotografie, con prefazione di Giuliana
Matthieu Chiocchini; ripubblicato dall'Accademia "Padre Pio da
Pietrelcina", 2000), In attesa
1998-2000 (2000, con prefazione di Romana
Cignoli Mazza), L'ultima farfalla. Storie di
un cacciatore di farfalle (2000), La
memoria (2001),
Ho sfogliato il mio passato 1988-2002 (2002,
introduzione di Luciano Nanni,
postfazione di Leonello Sala),
Recitare la vita 2000-2002
(2004, introduzione di Eugenio
Salis, presentazione e postfazione di Flavia
Lepre), Voglia
di libertà. In una illusione di vita - 1998-2002 (2004,
prefazione di Romana
Cignoli Mazza, postfazione di Flavia
Lepre). È accademico di merito dell'"Accademia Internazionale Padre
Pio da Pietrelcina". Ha partecipato a numerosi premi letterari dove ha
conseguito circa 580 riconoscimenti e si è classificato primo per ben 130 volte,
tra questi ultimi in ordine di tempo: 1988, "Lions Club Milano Duomo", "La Penna
d'Oro", "Città di La Spezia", Firenze "Fiorino di Bronzo"; 1989,
"Firenze-Fiorino d'Argento" (dietro a M. Luzi); 1990, "Firenze-Fiorino d'Oro",
"Conca d'Oro-Città di Palermo" e Gallarate "Bontempelli-Marinetti" (anche nel
1991); 1992, "Cardo-Viareggio", "Grand Trophée Ville de Nice", "Voci
nostre-Città di Ancona" medaglia del Parlamento Europeo; 1993, "Santa
Margherita-F. Delpino", "Comunità Gabbiano" medaglia d'argento del Presidente
della Repubblica O.L. Scalfaro; 1994, Latina "Club Letterario Italiano"; 1995,
Trofeo "Medusa Aurea", "Trofeo Atheste" Este, "La Lizza d'Oro", "Lions Club
Milano Duomo" (vernacolo), "La Baita", "Olinto Dini", "Club degli Autori"
Milano; 1996, Roma "Laurentum", "Il Grifone" Rapallo, "Superga" Torino,
Pontedera "Giovanni Gronchi", Livorno "Il Covo dei Poeti"; 1997, Biella "Orso di
Biella", Montepulciano "Artepoesia", "Poseidonia-Paestum", "Grand Trophee Ville
de Nice", Marina di Massa "Riviera Apuana", "Iniziative Letterarie", "San
Marino"; 1998, "Giovanni Gronchi" Pontedera (vernacolo), "Il Club degli Autori"
Milano; "Gabriella Mistral-Il Grifone" Rapallo, "A. Moro" Lecce, "Atheste" Este;
1999, "Club degli Autori" Milano; 2001, "Giovanni Gronchi" Pontedera (primo
premio assoluto con medaglione d’argento del Presidente della Repubblica C.
Azelio Ciampi); 2002,
“Olympia-Città di Montegrotto Terme” con Il sole era
tornato giovane; “Poesia a Chiaromonte”; 2003, “Padus Amoenus” per
l’edito in vernacolo Ar parlà dra mé famija.
Sulla sua produzione letteraria hanno
scritto, tra gli altri: I. Bonassi
«[Parole abbandonate] In principio c'era un sogno, quello del poeta, e
poi vennero anche gli altri sogni, quelli di coloro che lo avevano preceduto.
Così più o meno inizia questa bella silloge, piena di immagini suggestive e
irreali, per non dire originali. Ed è l'originalità della tematica, oltre che la
qualità del verso, che ha attirato l'attenzione di chi doveva leggere e
giudicare. Il verso lungo, disteso, musicale, inconsueto al giorno d'oggi, in
cui prevale quello brevissimo, spesso anche mono o bisillabico, accompagna più
facilmente il lettore nel misterioso mondo di una silloge molto poetica e colma
di immagini metaforiche, con il pregio di non avere significati oscuri,
difficili da interpretare. Ecco, sì, la chiarezza del verso...» P. Cirillo «Durevole o fugace, l'amore è comunque nella poetica del B., un sogno-realtà, un momento di eternità, che va intensamente vissuto, mentre a volte è ad un passo da noi...»;
M. Conti «Sempre teso verso l'esplorazione del proprio intimo che è la costante caratteristica di tutta la sua produzione poetica.»;
F. Di Ciaccia «La vita comunque è soprattutto amore. C'è un amore che abbraccia tutte le cose e va oltre quello specifico sentimento che possiamo dire sentimentale ed erotico. Il tempo d'amare non subisce le stagioni che passano, non ha tempi morti. Esiste da sempre.»;
Giuria del premio "A. Moro '99" «Il verso duro e dissonante, le immagini incorporee, il paesaggio metafisico tradiscono lo smarrimento di un'anima raggelata dalla scoperta dell'arcano della nostra esistenza: un andare per sentieri deserti sollecitati dal melodioso richiamo di una 'fanciulla', che alla fine si rivela un miraggio dagli occhi di pietra e dal sorriso di sfinge.»;
L. Goldoni «Seguo da tempo il lavoro di B. e dico lavoro perché non solo scrive versi, ma li impagina, sceglie carta e composizione, considera la poesia un tutto unico di contenuti e veste grafica. Se il vero dono di un poeta è quello di indurre in chi legge le stesse emozioni che lui esprime con sintesi geniali, B. è un dispensatore di poesia. […]Nella raccolta
Il dolore del tempo il mistero e lo sgomento di vivere affiorano con nitida consapevolezza dagli 'abissi' e dai 'labirinti' della condizione
umana.»; G. Ladolfi «Schegge di passato
propone la ricerca di un’unità originaria perduta nella civiltà occidentale
piuttosto che un semplice e consueto aggrapparsi nel ricordo, come si afferma
nell’introduzione.» «Attraverso la raccolta Al crepuscolo, di
carattere spiccatamente autobiografico, il pensiero giunge all’Ultima Thule
attraverso I giorni dorati e ciò all’esperienza dell’unità non più
percepita in un itinerario intellettuale, ma per mezzo dell’amore, la vera e
unica legge che unisce due corpi, due anima, l’unica via attarverso la quale
recuperare l’unità originaria che nella nostra cultura non solo produce
incapacità di spiegazione della vita, ma anche schizofrenie e nevrosi.»;
F. Lepre «[Recitare la vita,
Introduzione] ... Ed ecco nascere così un ennesimo libro, con liriche raccolte
nel tempo, ad una ad una, piccole fiammelle sapientemente accese dal poeta per
rischiarare il buio della vita. E poi c'è il suo 'giovane sole' quello che non
conosce le ferite del tempo, perché è un sole che vive dentro i pensieri, dentro
i ricordi e che quindi non invecchia mai o meglio, non 'tramonta' mai, perché è
il sole dell'anima!» «[Recitare la vita, Postfazione] ... Ed è così che
un libro di poesia diventa un insieme di parole bellissime, esenti da
futili dispersioni. Qui si espone infatti anche la teoria dell'effetto unitario
e della totalità indispensabile all'opera poetica, alla sua costruzione,
necessaria ad ottenere un buon fine. Una specie di magia...» «[Voglia di
libertà] ...di questo straordinario poeta che sa bene come fare per rubarti
l'attenzione e l'anima e, dolcemente, condurti nei meandri più segreti e
profondi della sua poliedrica personalità! ...resta una testimonianza
interpretativa ineguagliata in ogni singola lirica, mai svalutata da
un'apparente asciuttezza, sempre resistente per l'intima qualità poetica
depurata dalle atmosfere ambigue e dall'impasto di un falso poema.»;
G. Luongo Bartolini «Questa raccolta di liriche [Al crepuscolo] tutela uno spazio scenico (e poetico) che si inquadra nel sogno, in cui la tematica del dramma individuale, che percorre ampie metafore ed orizzonti, liquida ogni antefatto, ogni concorso di vissuto interiore. Si fa lirica d'amore per ogni creato, per ogni ardente creatura ... Spesso, l'autore segna, al fondo delle sue parole, la data di un evento che collima - e si confonde - con quella della scrittura. Un desiderio assurdo, una speranza più forte della sapienza lo ferma, e si volge al passato, per districarne l'arcano, il segreto intangibile, la cifra misteriosa...»;
L. Maino «B. tocca due istanze esistenziali che sono in molti ad eludere: la solitudine e la morte. E le propone in modo crudo ed essenziale, quasi senza l'apporto di sentimenti.»;
R. Masone Beltrame «[Le
parole della lontananza] La poesia del poeta di Voghera conosce il fascino
lungo che proviene da sentimenti sinceri, forti, che affondano là dove si creano
le ragioni del vivere, per credere, per lottare, per realizzarsi. È una poesia
ricca di immagini concrete che tridimensionalmente emergono dalle proprie acque
azzurro cielo, a dilatare le nostre pupille, a scaldare i nostri sensi, a
riempire il cuore di strane sensazioni forse perdute.» «[Le rauche parole]
...sono il mistico slancio di un cuore sensibile che si abbandona all'infinita
lontananza dei sogni per vivere e continuare a sognare. ... La poesia di B. è
nella sua sostanza un'elevazione dell'anima verso la comunione con l'umanità
attraverso un raccoglimento pensoso, alla ricerca delle voci interiori che
portano sempre più su, sempre più lontano, in un abisso di vertigine, in cui
sembra possibile toccare l'intoccabile, sentire l'inudibile, vedere
l'invisibile. È una poesia umanissima, di facile approccio 'schiva del dettato',
come lo sono tutte le realtà colte, così sofferte da diventare universali e -
dunque - eterne.» «Una raccolta [I giorni dorati] ricchissima di motivi umani, poetici, psicologici, in cui l'amore è motore e muove pensieri, considerazioni, riflessioni, gesti; è forza che anima ed esalta, che annienta e disertifica, ingrigendo una tavolozza ricca di colori.»;
G. Matthieu Chiocchini «La poesia di B., non solo è speculare di se stessa, ma riflette con ampi spazi di riflessione la realtà degli altri, introduce nei sentieri della vita, che conoscono le scansioni del tempo, poi le supera e indaga sulle memorie care a lui come ad altri, per cui il verso si alza poderoso e universalizza il passato che incombe e sgrana perle di memorie.»;
R. Mazza Cignoli «Lo stile asciutto [Lo stupore del vivere], il ritmo serrato, sono efficaci così come risultano adeguati ai semiaforismi, riflessioni sarcastiche, gravide di amarezza, a volte caustiche senza essere intransigenti... Ritrovo comunque la tua originalità timbrica, nel ricordo struggente della giovinezza e delle passate stagioni, nell'evocazione di luoghi che diventano coaguli di sogni e di memorie, nella consapevolezza della tua solitudine, vissuta con una sorta di autocompiacimento e insieme di
naturalezza.» «[Voglia di libertà] Chi conosce il
percorso poetico di B. non può non notare che in questa raccolta di liriche, la
sua ispirazione artistica e la sua capacità comunicativa si fanno più profonde
sia per i temi trattati che per la pregnanza dei versi in cui si legge una più
intensa ricerca introspettiva e una volontà di capire il senso della vita.»; L. Nanni «...una raccolta [Ar
parlà dra mè famija] in dialetto vogherese del contado (con traduzione in
lingua) nella quale perviene a una sintesi espressiva sorprendente, specialmente
nei testi meno narrativi, forse in virtù della scabra realtà del
vernacolo...»; «A volte s'infiltra l'ironia [Lo stupore del vivere], ma
la cifra stilistica dell'a., ormai più che riconoscibile, è connotata
dall'interiorizzazione del sogno e del ricordo, forze ispiratrici da tradurre
nella scrittura in forma poetica.»; «L'amore, una tematica [Ultima Thule]
che potrebbe sembrare usurata, mentre riesce ancora a ispirare chi - come B. -
ha la stoffa del poeta...»; «Agisce nella poetica di B. - autore di sicuro
rilievo nel panorama attuale - la memoria come forza che fa irradiare dalle
parole un fascino melanconico, un'acuta percezione del tempo, entità che
c'inganna trascinandoci nel suo fiume incorporea e senza fine; la nostalgia
allora è una cifra creativa... [Il dolore del tempo]»; «Si nota in
genere un tono più discorsivo [La memoria] segno di un labor limae così
necessario quanto oggidì spesso ritenuto superfluo, e ciò testimonia
dell'impegno di B., un autore nel quale la tecnica aperta a soluzioni inedite si
unisce a una fantasia che crea non di rado pagine emblematiche...»
«[Voglia di libertà] La poesia vi si trova come voce pura. Così è per B.,
che ne fa esempio (ed esercizio) continuo, crepuscolare elegia di un astro che
mai s'allontana né tramonta. Soltanto a margine di questa scrittura vanno
rilevati peculiari caratteri, per la versificazione disposta in scansioni anche
visive, oppure la punteggiatura personalizzata che la integra.»; L. Pumpo
«Una poesia vissuta come rimozione della tristezza della vita, scacco alla solitudine, in una tensione dialettica nascosta che sta fra una visione lirica e la ricerca di un punto fermo, su cui contare.»;
M. Rambolini «[Parole
abbandonate] Con l'espressione poetica di B. si compie la Genesi dell'eternità del pensiero. ... Con B. si apre così il capitolo della nuova poetica introspettiva dove viene dato ampio spazio al totale manifestarsi dell'animo umano. Ognuno di noi è poeta di se stesso e possiede il germoglio creativo dei pensieri. La materia delle idee accresce lo spirito. Niente va perduto; tutto si crea, tutto si trasforma.»;
E. Salis «[Recitare la vita,
Introduzione] ... Non ho ancora incontrato un poeta così articolato in queste
drammatiche sequenze come B. dove il passato, il presente, i sogni, i ricordi si
mescolano a tal punto da costruire un paesaggio umano e naturale nuovo e da
scoprire passo passo una poesia dopo l'altra, un'ombra dopo l'altra in un gioco
di specchi dove ad un certo punto si perde la coscienza distintiva tra realtà e
sogno.»; G. Sallustio «[Parole
abbandonate] Un dialogo ora cortese, ora disperato, ora rassegnato con il
Tempo, mi pare il motivo conduttore ed ispiratore di questa silloge poetica di
B. ... Poesia moderna questa di B. nella sua semplicità e chiarezza
dell'espressione, nutrita di pascoliane malinconie, ossigenata dal vento della
speranza, che rimane implicita e solleva e fa ondulare gli aquiloni, colorate
metafore dei sogni.»; R. Scalfari «[Parole
abbandonate] La lettura di questi versi, infatti, riesce a creare
un'atmosfera dolcemente malinconica, di fronte alla quale non è possibile
restare indifferenti. Si intuisce subito la piena e commossa partecipazione
dell'a. che, attraverso la cura dello stile, personalissimo ma universale nello
stesso tempo, si lascia trasportare dall'onda del proprio vissuto nel mondo
magico della nostalgia.»;
G. Tacconi «Ricordi come sogni. Teneri e terribili, lievi e potenti, immensi, luminosi cangianti, dentro un racconto infinito: è questa la poesia di B. […] Fatti di sostanza misteriosa, la stessa delle favole; la stessa a cui si abbevera la natura profonda della poesia di B.»;
R. Tassinari «Sono sostanzialmente due le tematiche caratterizzanti B., e si tratta di due argomenti cari ai poeti d'ogni tempo e luogo, quali l'amore e il sogno.»;
O. Trioschi «Attraverso la poesia - un sogno ad occhi aperti, uno sprazzo di luce benedetta - è possibile avvicinarsi, finalmente, alla comprensione della vera essenza del tempo nel suo articolarsi e dipanarsi in quelle tre categorie - passato, presente e futuro - che solo un'esigenza, per così dire organizzativa, ci ha fatto disporre in metodica successione. ...nella poesia di B.: l'altalena del tempo compie giri sempre più ampi, e ogni volta è più grande il dolore del distacco dall'infanzia - mitica età dell'oro in cui il bimbo, come un dio in miniatura, può tutto - e dalla giovinezza. ...abbiamo accennato come quella di B. non sia una poesia gridata - e ci sia consentito dirlo con sollievo in quest'epoca di urlatori di professione.» «B. ama misurarsi col tempo e il ricordo, questo lo sappiamo. Abbiamo già avuto modo di segnalare come le sue poesie rifuggano dalla metodica scansione del tempo nelle categorie normalizzate di passato, presente e futuro; la sua voce di poeta le supera d'un balzo, cercando una dimensione esistenziale che non debba soggiacere al disfarsi della materia.»;
U. Zingales «La tematica poetica di B. non è soltanto pura creazione dello spirito che avverte con immediatezza e comprensione, ma bisogno struggente di comunione spirituale con la natura e le cose reali.».
sergiobarbieri@gmail.com
- risponderà la moglie Sonia
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