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Golinelli

Luigi (San Felice sul Panaro 1955), poeta, vive a San Felice sul Panaro. Ha pubblicato alcune poesie nell'antologia "L'angolo della poesia" (1994) e le raccolte poetiche: Il buio e la luce (1997), Accado (2000), I frutti del pensiero (2004) e I lati della sfera (2008). Ha vinto i seguenti primi premi: 1999, "Città di San Mauro Mare"; "La Tavolozza" Sanremo; 2000, "Ercole Labrone-Yorick"; 2001, "Il bosco degli gnomi" con la silloge Varuna; 2004, "Ercole Labrone-Yorick"; 2005, "Un mare d'inverno" Savona; 2005: "I cieli azzurri della libertà", Broni; "Trofeo Titano", Repubblica di San Marino; 2008: "Polvere di stelle", Stella San Giovanni; "Andrea Vajola"; "Tindari", Patti; 2009: "Parole e poesia", Fiorano con la raccolta I lati della sfera.

Intorno alla sua poesia hanno scritto: G. Ciano «Riesci sempre e con genuina spontaneità a comunicare la complessità dell'essere umano e del suo animo attraverso poche precise parole! Sveli, con tua naturale semplicità, enigma complessi e dai spiragli di luce per uscire dai labirinti che la vita è costretta a costruirci!»; M. B. Colombo «Io penso che le sue composizioni migliori siano le più brevi, quelle che rasentano l'aforisma. Ce ne sono alcune veramente ben centrate, perfette nella loro brevità, come "Vivere insieme", "Ricordi", "Insieme"...»; E. Conti [dall’antologia “Il Convivio”] «Le liriche con i suoi chiaro-scuri si ricompongono, l’una dietro l’altra, attraverso una catena di concetti e messaggi, quasi sempre di itinerario introspettivo ed espressione del senso profondo della vita. Il verso, pregno di musicalità e ricco di intense cromie che si stemprano in un leggiero grigiore di tristezza, esprime nella realtà che va oltre l’apparenza e mira alla ricerca dell’identità e del senso della vita. L’utilizzo della metafora, che emerge come la ‘fiaccola’, diviene simbolo di speranza.»; G. Contri «… un vagabondare filosofico – esistenziale contemporaneo, inquieto, storico-sociale “Pixsel”, surreale ”Speranza e vita”  a volte tradizionale –  rassicurante, nato dall’osservazione – ascolto – empatia con la realtà, parole che creano una simbiosi tra riflessione e immagine, una tormentata, dolorosa “riflessione laica”»; M. Cotti «[in occasione della presentazione della prima raccolta poetica Il buio e la luce, 2001] ...dimostra una predisposizione per l’aforisma essenziale e le metafore indirette che con fulminanti sintesi permettono di assorbire pressoché istantaneamente squarci di realtà sotto luci e prospettive completamente nuove, in un processo molto simile alla scoperta (“Il cavallo bianco”)»; E. Diedo «La fantasia del poeta rielabora un mondo d’altri pianeti, “altre galassie”, una dimensione aliena ma ideale, soggettivamente ottimale.»; R. Gaffè «...dall’interiorità al mondo e viceversa, la poesia, incisiva ed efficace, genera un microcosmo di affetti ed emozioni che affascinano il lettore dalla prima all’ultima lirica.»; L. Gelli «…una poesia semplice ma incisiva, versi puri ma con un senso profondo: “…costruire parole…con gocce di verità”, “…Gocce di pensiero, semina il poeta…” e “…non uccidete il poeta, tocca solo teneri cuori…”»; F. Mandrino «…non sempre quotidiana, è una poesia spesso immediata, che anche nei momenti di incertezza non rinuncia a lasciar intravedere un orizzonte possibile.»; M. Marchesi «Scrittore di pregio, con linguaggio sintetico ed essenziale comunica sentimenti ed emozioni. Sa cogliere e trasmettere valori fondamentali della vita, “raccontando e raccontandosi”, attraverso un lessico immediato e pittoresco, “visivo”. E’ un vero poeta, senza schemi precostituiti, non imbrigliato dalla sola tecnica. Egli rivela l’anima e, non occupandosi né preoccupandosi della finalità del messaggio, arriva al cuore, coinvolge a leggere nel quotidiano le vibrazioni, coglierle, viverle. Come tutti i grandi poeti dona se stesso »; G. Marchetti «Vedo con piacere che la sua poesia è sempre amorosa e lirica in uguale misura e con luminosa intensità.»; A. Pasolino «Sono versi vibranti [sulla poesia Nel vento] dal fiato lirico che veleggiano sull’alba di nebbie rarefatte in lemmi che precedono le allure, gravide di percezioni e di fantasmi dello stupore che cercano il sole, nostalgie della stagione trascorsa. Non più di alberi spogli quali mani protese alla rivelazione che non parla già di cose o di morte, di gente e di cose abrogate, ma di un sentimento costruito sul suono interiore delle parole e di giorni felici vissuti al centro limpido della vita.»; G. Pederali «… davvero molto belle: lampi di poesia che rimangono dentro. Una delle tante che mi hanno colpito: “La giostraia”. Notevoli anche i disegni, si vede che il talento è un male di famiglia.»; D. Piccardo «…ho amato i tuoi versi brevi, spezzati secchi, che mentre leggi pare di sentire il respiro di chi scrive. Ho apprezzato la tua poesia e l'ho trovata incisiva come vento sulla roccia e così materica che pare scritta con tutti e cinque i sensi mentre si introflettono nell'anima. Ogni tanto il verso è un solco, è una ruga nello spirito, una piccola amara piega delle labbra tra malinconia e tenerezza»; M. Rametta «...con la raccolta Accado, per noi, diviene il poeta dell'essenziale unto del dono della positività. Le sue liriche sono come lampi di luce che illuminano l'infinito...»; A. Rossi «Lei sa cogliere l’attimo della significabilità interiore e la traduce nel verso; la sua ricchezza interiore si esprime nella rapidità quasi impressionistica dei suoi versi e ad essa unisce l’ inclinazione al riflettere, la capacità di osservare il mondo esterno che riflesso diventa metafora del suo sentire. Tutto questo caratterizza I frutti del pensiero, ma anche I lati della sfera. Direi che in quest’ultima raccolta è più evidente una vena pessimistica, sofferenza e disillusione, un “male di vivere” in cui il lettore può ritrovare la paura dei nostri giorni. Penso che la sua sensibilità di uomo e di artista è degna di essere conosciuta; nei suoi versi il lettore può trovare condivisione, uno stimolo per una propria introspezione e riflessione.» F. Rota «[Accado] Consapevole delle valenze spirituali insite nello scrivere, G. afferma "Gocce di pensiero | su fogli bianchi | danno vita". Ed è la potenza della parola che viene ribadita nei bei versi "Con parole ho ucciso e | costruito uomini".»; A. Tassinari «Ho provato forti emozioni, la loro concisione e la loro brevità sono incisive come coltelli che definiscono le cose e i sentimenti»; C. Tisselli «…è un’ espressione pura di sentimenti, che testimoniano eventi e situazioni di vita […] condizioni sociali e affettive della realtà quotidiana»; P. Tosi «Trovo che nella poesia di G. fondamentalmente sia la ricerca della verità, il giusto modo di porsi di fronte alla vita, tra infinite contraddizioni , le quali ogni uomo è chiamato a verificare ed eventualmente analizzare. Temi ricorrenti e termini utilizzati sono legati ad eventi naturali, quali il vento, la luce, il sole, per evocare il trascorrere del tempo nell’ arco della vita, simboleggiata da analogismi quali l’ alba e il tramonto. Profondi i significati.»; S. Zanone «Il sogno, inseguito, voluto, amato; il desiderio di andare oltre il limite del vivere; la ricerca continua di qualcosa che preme, incalza, vuol farsi scoprire, qualcosa per dar senso alla vita. Questi gli elementi della poesia di G. che mi hanno maggiormente colpito. Lui ama il verbo “cercare” e questo denota la sua indomita ansia di ricerca. Come un esploratore si aggira nei meandri dell’anima, tra le grotte buie e scomode del dolore, nelle desolate terre della delusione e della malinconia. Instancabile, continua a camminare nonostante gli ostacoli della realtà, dei limiti umani, nonostante “l’umiliazione del quotidiano” per usare le sue parole. L’introspezione e la conoscenza di sé lo avvicinano sempre più agli altri,verso una condivisione alla quale anela e che conduce ad un’unione profonda tra tutti gli uomini. Nel difficile percorso la sua lucerna è l’amore e una speranza che non viene mai meno, che se a tratti sembra affievolirsi, subito torna a splendere alimentata dal bisogno di guardare in alto, verso le più alte vette che accolgono le ali del suo pensiero, unico mezzo questo per fuggire attraverso le sbarre delle quotidiane prigioni. Un uomo, un poeta che, come tutti i poeti, non si accontenta di sopravivere ed esprime un’emozionante poesia piena di voglia di “vera vita”, quella che gli fa scrivere.».

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