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Izzi Rufo
Antonia (Scapoli 1929), poetessa, scrittrice e saggista, vive a Castelnuovo
al Volturno. Ha pubblicato diverse opere letterarie, di poesia: Piccolo
caotico zibaldone (1992), Quando la Musa è
con noi (1999), I colori dell'anima
(2000), Senderos d'azul - Sentieri d'azzurro
(2002), Voli nei sogni (2002),
Emozioni (2003), Le
couleurs de l'âme (2003),
Omnia vincit amor (2004, con testo greco a
fronte), Intus
(2004), A zonzo (2004),
Meraviglioso mare (2004,
Passi leggeri (2004),
Lamento dell'animo (2005), Donna
(2006, con testo a fronte in greco); di narrativa: La nonna racconta
(1993), Un posto chiamato Scapoli (1994), Racconti
(1996), Gira la ruota del tempo (1997), Volando,
sognando. L'incidente (1997) Ricordi
d'infanzia, ricordi di guerra (1999), Perdonami
Galdino (2000), Pensieri per te
(2002), Continuano a chiamarmi la
Maestra (2003), Profumi (2003,
romanzo), La mia vita con te (2005),
Pasquale Vecchione e la Capitale della zampogna
(2005), Ritorno alla terra (2006, romanzo); di
saggistica: Castelnuovo e
il brigante Centrillo (1993), Di tutto un
po'. Streghe, malocchio e fatture (1994), Ho
conosciuto Charles Moulin (1998), Tristia.
L'anelante voce di speranza nelle Tristezze di Ovidio (2000), "Le
novelle della Pescara" di G. d'Annunzio (2001), Saffo,
la decima musa (2002), La
Ginestra (2003), Mimnermo e Solone
(2003), Rivisitazione di Virgilio (2003),
Per una lettura della Vita nuova di Dante Alighieri
(2004), Enrico Marco Cipollini e la sua opera
(2005), Ricondurre ad unità (2006),
“De profundis” di Oscar Wilde (2006). Nel 2004 è uscito il saggio
Antonia Izzi Rufo nella critica che
raccoglie quanto i critici hanno scritto sulla sua opera letteraria
e il saggio di E.M. Cipollini
Invito alla lettura dell'opera di Antonia Izzi Rufo
(2006). Ha ricevuto i seguenti primi premi letterari: 2002: “L’amaro
miele” per I colori dell’anima; 2004, “Spazio
donna”; “Alias Australia”; 2005, “Spazio donna”; “P. Virgilio
Marone”.
Sulla sua produzione letteraria hanno scritto
diversi critici letterari, tra cui: G.
Bárberi Squarotti «...la sua poesia è luminosa ed essenziale in forza
di una magata liricità, con esiti spesso altissimi.» «La sua poesia è limpida e dolce...»;
R. Brunetti «Ho avuto modo di leggere alcuni
stralci dei suoi romanzi delle sue raccolte poetiche e dei suoi saggi... La
varietà dei temi che ha affrontato costituiscono un vero patrimonio di cultura,
non soltanto frutto di uno studio sempre in fieri, ma del vissuto.»; A. Caccia
«Un mondo fatto di vissuto personale, di piccole cose quotidiane, di ricordi e
di nostalgia per una vita semplice e serena, di seduzioni e di aspettative
sempre rinnovate...»; M. Carmisciano «La
forma del diario... [Pensieri per te] permette al lettore di
immedesimarsi nel dramma che l’a. vive, nell’angoscia – tutta femminile
– per questo amore...»; F. Castellani «Quasi
tutte le poesie sono dei flash, dei quadretti intensi. C’è comunque una vena
malinconica un lamento quasi ad accompagnare i suoi tuffi nell’io, le sue
accelerazioni, le sue pause intrigate, le sue immagini antiche, le “parole che
altro | vorrebbero dire | e non possono”, quel “muto tormento’ che brucia
l’animo e lo intristisce [Lamento dell’animo].»; A. Cervo
«Cara Ninfa delle Mainarde, ho ricevuto i tuoi Passi leggeri, un libro
bellissimo, dove la trasparenza delle tue intuizioni liriche richiama quella del
tuo cielo, dei tuoi monti, del tuo mare. Ci ritrovo – sublimati – a uno a uno,
tutti gli elementi della tua poetica: amore delle creature, letizia dello
spirito, godimento dell’ineffabile senso panico.» «La poesia di I.R.
[Quando la Musa è con noi], provvidenzialmente estranea ad ogni
complicanza o artifizio linguistico, immune dal presuntuoso 'trobar clus' di
insipidi provenzali dell'ultim'ora, scorre nelle pagine con la stessa
trasparente brillantezza, col medesimo gradevole fruscio delle vergini acque
d'alta montagna.» «I poeti, a dispetto dei secoli che li separano, spesso si
cercano... Si stabilisce tra loro un rapporto empatico... Oggi tocca a Saffo di
Mitilene riemergere dalle onde ionie – ammesso che vi sia mai annegata – per
rivivere fra le guglie dolomitiche delle molisane Mainardi, richiamata dal
fraterno ‘affettuoso grido’ di I.R.»;
E.M. Cipollini «Forza espressiva, vere e proprie
schegge dell’animo colto nei suoi più reconditi meandri.» «...'curiosa giramondo' ci
presenta un viaggio a ritroso nella memoria personale e storica [Un posto
chiamato Scapoli], tale sorretta da opere che spaziano dal brigantaggio
meridionale sino al rarissimo testo "Chronicon Vulturnense" che si
rivela una miniera di notizie... Come in tutta la nutrita opera dell'A. mai si
incontra arida saggistica ma il tutto è impreziosito, reso amicale, dal suo
brio biografico...»; «L'a., in una quarantina di pagine [Perdonami Galdino],
scrive forse per liberarsi del senso di colpa riguardo al fratello Galdo,
familiarmente Galdino. Il libro è intessuto di liriche e di prosa che,
talvolta, ha il pregio di diventare lirica, togliendo, se ce ne fosse bisogno,
il pregiudizio tra scrivere in versi, in prosa e lirica veramente intesa. Ottimo
libro di testimonianza di una vita vissuta con amore e dolore, spesso
inseparabili come diceva il grande filosofo Empedocle.» «... L'ultima opera
saggistica [Le novelle della Pescara di G. d'Annunzio] dell'ormai nota
poetessa e scrittrice I.R., che non cede mai all'aridità del saggio di per sé
ma lo connota con una sua personale indole che rivela originalità e carattere
sicuro, che la essere saggista briosa senza annoiare il lettore... La I.R. vede,
in questo crogiolo di forze arcaiche, primitive, le forme dell'es, della natura
umana, un'anticipazione letteraria della psicanalisi...» «Queste diciotto
poesie, con testo a fronte [Senderos d’azul], guardano ad altre mete:
non allo spiritualismo ma alla spiritualità pura tramite ogni gesto ed atto
quotidiano... Piccolo libretto ma pieno di tante verità esistenziali ...
tentativo della poetessa di esternare il suo ‘intus’ più che riuscito.»
«...un libro che giunge [Pensieri per te], senza mediazioni, al cuore di
chi lo legge, il quale deve, per comprenderlo, e non solo leggerlo, possedere
una sensibile inclinazione dell’animo all’arte di intelligere: tormento,
passione, gioia, sublimazione che sfociano in un inno al divino dono degli dei,
Eros.»; P. Courget «Se je trouvais le temps
de le parcourir, sans doute serais-je tenté par les passages versifiés...» ; S. d'Acunto «Lei ha
talento ed ha, cosa piuttosto rara oggi come oggi, la possibilità, con la sua
parola scritta [Racconti], di tenere il lettore legato alla pagina. ...ha
la stoffa delle scrittrici del primo '900 di cui si è perduta la memoria.»;
M. Delpino «In queste ricche pagine [Pensieri
per te] troviamo aneliti di speranza, tra realtà e fantasia, in un canto di
passione e di testimonianza sincera. Un canto che è suono, colore e sentimento,
come un fiume impetuoso, in cui le parole. scritte con vigore e competenza
riescono ad andare diritte al cuore.»; F. D’Episcopo
«I.R. affida alla poesia il proprio diario di inquietudini... Il ciclico tema
romantico delle illusioni riaffiora non foscolianamente ma leopardianamente, per
svelare il volto di una verità dura, difficile da accettare e condividere... La
voce della nostra vestale giunge da una terra appartata e sacra, per chi, come
lei, e chi scrive tanto l’amano: le Mainarde [Lamento dell’animo].»;
L. Di Stefano «L’a. ci fa rivivere momenti
lontani nel tempo, ma sempre con garbo e conoscenza della materia; materia da
lei idealizzata, così come viene idealizzata da Dante la figura di Beatrice,
mediante, osserva la I.R. “un amore purissimo... un amore tutto spirito che lo
fa gioire dentro, puritica il suo animo e lo libera da ogni bassezza e
materialismo” [La Vita nuova di Dante Alighieri].»;
V. Guarracino «C’è una commovente disponibilità al canto in questi
Passi leggeri di I.R., un’attitudine estetica e contemplativa, da
leopardiano “respiro dell’anima” che subito coinvolge il lettore... C’è la forza
suggestiva del canto di “un’anima bella”, c’è la capacità di dar corpo in versi
limpidi e arcani ad una musica la cui misura genera nel lettore una strana
vertigine di bellezza.»; A.
Iannacone «Questo libro [Ricordi d'infanzia, ricordi di
guerra] ha il pregio di farci vedere la seconda guerra mondiale, un evento
che sconvolse il mondo, non dall'angolazione cui siamo abituati, ma attraverso
gli occhi, ingenui e curiosi, di una bambina.»; F.D.
Lalli «Quest’opera della I.R. non serve soltanto a riscoprire l’opera
di Saffo ... ma per riconsegnare all’uomo di oggi ... lo scopo per
riconquistare il suo segno distintivo: l’amore privo d’ogni fine,
rivelazione di un rapporto simbolico con l’altro per viverne l’intensità e
l’indispensabilità.»; G. Li Volti Guzzardi
«Come descrivere questa prolifica poetessa e scrittrice che ci dà I colori
dell’anima, per inebriarci di gioia nelle nostre giornate tutte da
inventare, mentre sussurriamo al vento i suoi magici versi? Lei, dall’apparenza
così fragile e delicata, ha saputo essere grande nel donarci tanti piccoli
gioielli da leggere e rileggere e la voglia di donarli agli altri, per
condividere insieme i suoi stati d’animo descritti con dolcissima fantasia e
viva realtà del tempo trascorso attimo dopo attimo.»;
C. Manzi «I.R., con la delicatezza della sua scrittura e con
quell’afflato così intensamente lirico che distingue ogni sua composizione in
prosa e in versi, si appoggia a due grandi temi: quelli dell’infanzia e della
guerra... Pagine intense di chi ha vissuto il dramma in prima persona. [Ricordi
d’intanzia, ricordi di guerra].»; G. Matthieu
Chiocchini «Il fatto che la poesia e in particolare quella della I.R.
sia piena di lirismo, di delicati toni e sfumature che fanno intravedere lembi
di cielo e aperture su orizzonti chiari sgombri di nubi... fa pensare che la
poesia sia un dono che viene da lontano. Dal mondo delle stelle per esempio... [Lamento
dell’animo].»; E.
Pacitti «Ammirevole il salto compiuto per passare dalla così
piacevole atmosfera incantata della fiaba, a quella ragionata e seriosa del
saggio letterario [La nonna racconta e Tristia...]; dagli scenari
storico culturali contenuti entro le catene montuose a noi familiari delle
Mainarde e del Matese, a quelli più vasti e misteriosi dell'Abruzzo digradante
verso l'Adriatico selvaggio... E tuttavia, come in natura così anche nell'arte
che ne è figlia, il nuovo nasce dal vecchio...»; N.
Paone «I.R. è persona dai sentimenti forti, che nei versi e nella
prosa si fanno “vibrazioni” d’eterno nella fragilità del tempo. E lo stesso
lirismo che caratterizza ogni lavoro prende forza da questo senso della
spiritualità che tutto pervade senza essere totalizzante [Perdonami Galdino].»; G.
Petta «Il merito di I.R., in questo lavoro [Tristia...],
è la capacità di accostare il poeta di Sulmona con sensibilità rara, di
abbracciarlo con umanità, di capire il pianto di chi muore lontano dalle cose
e, diciamolo pure, dalla mondanità romana che aveva riempito la sua
esistenza.»; A. Pezzella «La narrativa di
I.R. [Volando, sognando. L'incidente] si ispira alle cose eterne,
sottraendosi al velleitarismo di molta poesia d'oggi, dando la dimensione di un
temperamento pensoso che intende vedere nell'intimo degli accadimenti e che si
contraddistingue per ricca ed umana semplicità.»; A.
Procaccini «I.R. comunica le sue sensazioni quasi in un sussurro: lo
fa con discrezione, come per non dìsturbare e scrive liriche di forte
suggestione che lasciano intravedere il suo mondo inferiore abitato da sogni, da
incanto di fiaba, da immagini di luce soffusa (poesia: “Ove i sogni”).»; L.
Pumpo «Un saggio [Perdonami Galdino] breve, ma denso che,
sull'area della memoria, ricostruisce, con lucidità e appassionata
partecipazione, l'immagine di una persona cara che ha lasciato vivo ricordo per
le sue qualità umane e sociali.»; N.
Rampin «Leggerti è sempre un'emozione.»; F.
Romagnolo «...è un tuffo nel passato [Piccolo caotico
zibaldone] ed un pescare qua e là tra le pagine ingiallite di vecchi diari
e giornalini di classe ... ed un emergere di ricordi e tanta voglia di
comunicare all'universo le sensazioni meravigliose del mondo interiore...»; M.
Rossi «Traspare nel ricordo della scrittrice l'ammirazione per
l'uomo, il fascino del personaggio Moulin [Ho conosciuto Charles Moulin],
la profonda comprensione per lo stile di vita e soprattutto l'adesione al
sentire di un animo puro e che I.R. fa rivivere con intensità nel suo
racconto.»; M. Scrignoli «Questa raccolta [Passi
leggeri] mostra l’esito di un lavoro ricercato tra essenza della parola
poetica e sentimento, tra pensiero, poesia e sublimazione verso il cuore
dell’anima.»; C.M. Stamatis «Nei suoi libri
c’è poesia tenera, dove il cuore, il pensiero, l’ispirazione, i sentimenti e il
fluire poetico hanno creato una parola lirica, semplice e magnifica, la quale
guida il lettore in sentieri nei quali palpita la vita.»; P. Topa «Ad
accentuare il valore di questa estrosa poetessa c'è quel delicato senso di
perfettismo verbale, quel saper pizzicare le corde più recondite dell'essere,
quel saper percepire anche le vibrazioni più delicate...» «Saffo la decima
musa è un’opera di elevato contenuto culturale, una ardimentosa e
documentata evocazione d’una figura mitologica che ha interessato cultori d’ogni
tempo... Impegno dell’a. è stato quello di umanizzare la personalità di
Saffo, evidenziandone le caratteristiche poetiche ed amatorie...» «Sentieri
d’azzurro, una mini-raccolta che sintetizza egregiamente la personalità
poetica dell’a. la quale s’entusiasma di fronte alla bellezza della natura,
si sofferma a riflettere sulla caducità terrena, argomenta sul destino umano,
si esalta nella parte descrittiva... L’immediatezza è la sua prerogativa.»
«In questa pubblicazione [Pensieri per te] c’è la ricerca assillante,
mai appagata, d’un amore che è la stessa esistenza, il motivo di
sopravvivenza, l’elemento base d’una realtà che, altrimenti, sarebbe fredda
e arida...»; C. Vitale «Senderos
de azul sta riscuotendo un grande successo in Spagna...»; F. Weisghizzi «...questa [Pensieri
per te] non è una storia d’amore: è il pensiero d’un amore, raccontato
con delicatezza, passione e abilità.».
e-mail
antoniaizzi@virgilio.it
web www.sferra.org
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