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Gianni Calamassi

Arte

Disegni con poesie di altri autori


Il pozzo

C'è un buio più' fondo
E' l'oscurità blu
del mio umido pozzo
Antiche e lisce le grandi pietre
incoronate dal verde tenue
della capelvenere
come nobile alloro
Lieve e fresca la brezza
di muschi morbida carezza
e il cielo si fa acqua
Filtra piano la luce dall'alto
calde dita dorate
sulla fredda superficie
E sotto ancora
suona l'eco di ciò
di cui non ho memoria cosciente
tra mille minuscole gocce colorate
In fondo al pozzo
l'acqua si purifica nella terra
guarda il cielo
e lui si specchia in lei
come il sole nella luna
E tutto laggiù'
è silenzio e
infinita pace

© Marina Marini Danzi

© Il pozzo dello Spedale di Luco di Mugello, 2011 Gianni Calamassi


I giorni della memoria

Lontani e vicini gli echi
dei muri addossati
a abiti scarni
di moltitudine deportata.

Lucido passato
inciso nella collettiva
scala delle generazioni di poi.

Colori opachi, che per essere evidenti
necessitano testimonianza
di sempre nuova e generosa linfa.

Animi che per trasformare
disperazione e vergogna in pace
vogliano portare alla luce
ricordi che il tempo seppellisce.

Uomini e donne impegnate
a che non succeda che la storia
si ripeta, anche se elegante
e attraente vestita.

Da allora, alta sul vessillo è salita
e mai più senza memoria.

© Anna Maria Lombardi, 21.1.2019

 

© 2010 Shoah di Gianni Calamassi


Amano anime amazzoni

Nella realtà di un cielo morbido
Si sdraia un manto fluttuoso
Terra lamina lama
taglia questa sensazione d’oltretempo
Amano anime amazzoni
Vedo brillare il corpo tropicale di una femmina
la notte cerca di esportare linfa dal cuore
Un essere scorre scivolando nella simbiosi
Terrea occhi divini
Accogli i desideri infiniti di questa amazzone

Gianluca Ciappi
30 giugno 2018

Su l’Amazzone morente di Gianni Calamassi


Sbeba

Scendono fra scapole irriverenti
Ciocche d'estasi si raccolgono nel fermaglio
Non ti potresti voltare?
Vorrei osservare la luce dei tuoi occhi
Specchi
Riflessioni di prato indenni
Hai una foglia per coprire le tue vergogne
Godo del tratto sensuale
Regalo dell'artista concepito

Gianluca Ciappi su “Marcella”

 


Gianni Calamassi, Casa Volpi – china e grafite su carta grigia – 2018 – 35x50 cm

La casa

E' una casa senza porta:
vuote le nere finestre,
come occhi curiosi su infiniti orizzonti,
casa dei mille venti:
dolce brezza ed inclemente libeccio;
abbracciata a gialle, selvagge ginestre
e a rossi dorati corbezzoli,
tra foglie verde scuro.
Profuma di aspro elicriso e di saggia salvia,
di intenso spigo e di dolci rose.
E' una casa sul mare:
dal salmastro corrose,
le balaustre dei suoi impettiti balconi,
ma non ha catene.
Il maestrale nel caldo meriggio
sfiora le tende ingrigite



d'organza sfilacciata:
fantasmi e chimere,
ovattata ombra di felci,
a ristoro dell'anima
e odore intenso di muschio
tra spesse pareti di ruvida pietra:
per la carne ed il cuore.
Ogni giorno il sole entra furtivo,
ascolta le note di piano
che incessantemente suona e suona...
nella vuota stanza del camino.
Ogni sera la luna accarezza le bianche lenzuola
tra sussurri di teneri abbracci
ancora desiderati.

Marina Marini Danzi


Minuzioso canto

Obelisco smeraldo
domina forme
smussando vetta
come collinebbre
a giogo d’uomo.

Assorda-dolce
minuzioso canto
che triangola estremi
sfamando insaziabile
mano in gioco d’equilibri.

Penetra fulgido e
solingo richiamo
d'affabulanti muri
ingordi di futuri chicchi
spremuti fra maglie di sole.

Silvia Calzolari

Ispirata a
"Vigneti a San Casciano" di Gianni Calamassi


Precipitano diavoli nello stomaco
Scivolano maree sanguigne
Nella creazione dell’acqua un uomo
Osserva il suo recipiente calarsi nel pozzo
La corda trama i suoi spazzi
Occhi sprofondano nel cunicolo
Salgono molecole liquide
Si fondono a epidermidi scarlatte
Sul bordo abitano evi
Padri e madri
Centurioni intimidatori
Aleggia il vespro della sera
Il buio del pozzo s’inombra di bramosie…

Gianluca Ciappi
17 gennaio 2018

 

Gianni Calamassi,
San Quirico d'Orcia, il pozzo della Collegiata, 2011.


‘A luna

'A luna se veste d'argiento e, appare ncielo comm'a na grossa stella...chella cchiù bella e,
pare na modella ca sfila ncopp'a passerella e nuvole bianche a ppecurelle!
'A luna, 'e vvote bbianche 'e vvote ggialla...pare na palla
ca nun rimpalla,
sta llà ferma aspettanne ca vene ll'alba ppè se j' a cuccà!
È all'impruvviso ca spond'o sole e, pure si nc'è ttempesta,
tutt'o juorno ppè jsso è sempe festa!
'O vide llà, giallo e pimpante
cu 'e raggi suoje caver'e ballante e annanze, 'e nnuvole pazzeano cu jsso,
ca fa capolino
tra 'e pertuse dò viento,
ca s' arapene comm'e mmane e, pare ca, nc'accarezzano chiano!
E mentre fanno sti scherze terrestri...se torn'a ffa sera
cu 'a luna chiena!
E chesta è 'a vita ncopp'a
sta terra...mentre è ghiuorno
pò 'a notte torna,
cu incubi, ammore 'o suonne d'oro...basta ca lascia arete tutt'e dulure!...

© “A luna” di Marynzia Panico Borrelli

 

© Gianni Calamassi “Solitudine” – 1970 – Olio su faesite – 50x70 cm


Gianluca Ciappi su “Abbadia San Salvatore il pozzo nel chiostro” - 2012

Il pozzo di Gianni

Tu che lo chiami pozzo
Prova a guardarci dentro
Troverai quello che la vita ti vorrà donare…
Ama scrivi il tuo essere nel cuore
Donalo alle anime più tristi
Lascia che il pozzo possa contenere
La tua guerra contro il malessere
Prendi la corda tira fuori l’acqua dal buio

Vedrai che dal fango nasceranno fiori
AMA SCRIVI IL TUO ESSERE NEL CUORE
DONALO ALLE ANIME PIÙ TRISTI
LASCIA CHE IL POZZO POSSA CONTENERE LA TUA GUERRA CONTRO IL MALESSERE
PRENDI LA CORDA TIRA FUORI L'ACQUA DAL BUIO
VEDRAI CHE DAL FANGO NASCERANNO FIORI...


Per partecipare al concorso “Poesia a Colori” indetto da “Arte per Amore” che si è svolto nel mese di aprile di quest’anno (2017), con votazione via web, su facebook, alcuni amici poeti e poetesse mi hanno chiesto di poter abbinare i loro versi ad alcuni miei disegni.
La mia disponibilità è stata di massima adesione alle loro richieste, alcuni hanno partecipato, altri hanno trovato difficoltà nell’inserimento dei materiali ed hanno rinunciato, come altri che poi hanno deciso di non partecipare rendendosi conto che il vantaggio acquisito da chi si era iscritto subito, sarebbe stato irraggiungibile.
Personalmente sono stato lusingato dalla scelta operata e mi è sembrato doveroso, pubblicare questi abbinamento, tra i miei “Materiali”.
A loro va il mio sentito ed affettuoso ringraziamento.


A – Sete di foglia

Fra ali d’ignoto
s’annida terzocchio
intrecciando instabili fili
s-composti in (dis)equilibri
a-sete di foglia.

Esplode cromatico
in-costante soffio
a spirito di piuma
come peso di cuore
ove odora s-mosso
ogni spirito udito
in brividi di colonna.

Segrete affinità
a fronte di fronde
come destino e scelte
secrete a linfa di luce
d’eterno mutamento
sino a volatile rivelazione.

Silvia Calzolari

Gianni Calamassi, Metamorfosi  


Su vigneti a San Casciano

In un giorno qualunque
Nel momento più caldo di maggio
Decidemmo di partire
Attraversare la noia per sollevarci
Andammo fra le dolci colline del Chianti
Dove gli orologi dormono
I silenzi sono spaccati dalla natura
Mi incontrai con una risata
Feci due chiacchiere con il tempo
La strada in salita tra filari e coloniche
Vecchi cancelli con colonne attempate
Il giglio ci offriva qualche papavero rosso
Sembravano inchinarsi al nostro passaggio
Cieli brillanti fatti di pensieri
Avrei voluto conoscere quei desideri
Salimmo sulle guance morbide di San Casciano
Alle porte del sogno ci aspettava un cipresso
Folta chioma rispetto di un signore nobile
Trovai ricordi scritti sui suoi rami
Un passerotto vi pesava le membra
Il cipresso con voce imponente disse:
Benvenuti in Paradiso
Che i vostri occhi si sazino di bellezza!

Fra i filari sulla collina

Nel momento in cui sto per scrivere un sogno
Mentre il vento accarezza la pelle
Quando il movimento è emozione esplosiva
Se nel silenzio cadono lacrime lunari
Anche per lo scorrere del tramonto
Nei giorni d’oltre ceruleo
Nella stanza ove Morfeo si riposa
Gli anni si alimentano di linfa
Linfa è terra che calpesto
Sono grilli saltellanti nel campo
Osservo un uomo arare la sua vigna
Carpisco il succo della vita
Quegli zampilli d’estasi
Ho dentro me il sogno ilare
Lascio l’amore riposare nel Chianti
Ogni tanto torno nella casa dei tempi
Dove il mio sangue bolle estasiato
Sono sommerso da luce vera.
Nel cuore in cui si sparge un pianto
Nel colore divertente di una volpe
Assimilo respiri velati
Osservo un cipresso fra le linee di una china
Esagero i miei sobbalzi fra i filari della collina…

Gianni Calamassi, Vigneti a San Casciano, 2012.

© Gialuca Ciappi

 

L’abbinamento tra la poesia di Marina Marini Danzi “E’ lei” con il disegno “Marilyn 1965” si è guadagnato il premio della critica.

É lei

E' lei
Cammina nel sole
e sorride al mondo
Passi leggeri

freschi di felci

Orme di sabbia

carezzate dal mare
E' lei
Pensieri puri
comunque,

qualsiasi cosa faccia

Lei
Riso che canta
come cascata

Vita che scorre col fiume

E' lei
piccola mano

Accarezza sogni e ricordi
Culla speranze e bambini
Lei si sfiora i capelli

e con un gesto veloce
cancella il dolore
E' lei
Con grande coraggio
e infinita costanza
affronta tempeste
e gode le gioie
Lei può' tutto
mentre sorride all'amore

© Marina Marini Danzi

G. Calamassi “Marilyn 1965” ©


Non più laceranti catene

Non più laceranti catene
che trattengono dietro sbarre di spine
intrise dalla paura e dal sangue
di persone denudate dell’intima dignità,
private della gioia e a milioni della vita,
dell’integrità, della speranza,
c’invita a raccogliere il testimone
d’ogni infame storia presente e passata,
e a procedere
- tagliando il nero ferro dei recinti-
perché ogni uomo possa, da ora in poi,
volare nei celi sereni della libertà.

© Anna Maria Lombardi

G. Calamassi “Momenti difficili” ©


Olocausti d'oggi

Amari giorni nostri passano davanti alla coscienza:
tristezza e dolore per le tante vittime,
per i bambini “consumati”, uccisi,
per le assurde violenze in inutili guerre.
Gente che al bene ha scelto l’abisso più nero.
Provo un senso d’impotenza per gli innocenti,
persone che non possono difendersi né possono più parlare.
Non possiamo più tacere, lo dobbiamo a loro,
vittime sacrificali di supposti ideali "divini" e non.!
Olocausti, tali sono quelli che oggi
facciamo fatica a credere veri,
eppure sono sotto i nostri occhi,
e le sofferte pene ci trapano le orecchie.
NON CI STO,
mi oppongo a tali assurdità,
a tale assenza d'umanità nel mondo: la nostra casa.
Non voglio restare muta
facendo finta che nulla accade:
mi sento impotente, ma non indifferente.

© Anna Maria Lombardi

G. Calamassi “Shoah” ©


Come una rosa

Rosa bianca
pura
rosa bella,
illuminata da una stella.
Lei…
che libera la mente
inebriante,
stupenda amante.
Rosa impura
dura con il mondo e con se stessa
imprigionata dal destino,
mostra al mondo le sue spine.
Rosa ribelle, sfuggente,
percorso di luce …
tutto si placa,
senza spezzare.

© Francesca Ulivelli

Puro amore
Caro diverbio di litigio
L'amore è la spina combattono per averti
Ti paghi al profumo razionale
Voglio stringerti per darti il mio sapore
Guardami
Insegnami ad amore le tue spine....

© Gianluca Ciappi

G. Calamassi “La rosa del deserto” ©


Imprigionati dalla vita

“a Fortuna”

Bambole di porcellana
gettate sul selciato da perversi
imprigionati dalla vita;
ìl loro nido è l'immondizia
culla della loro esistenza,
-morti anche se nati-
così
l'alba è già appassita nel sole
che mai vedrà la luce.

Il mio pregarti Signore è senza voce,
pieno di specchi di chi vede e non sa reagire.|

Riaffiora il silenzio,
due occhi sbarrati e vetro trasparente
ove scorrono lacrime di sangue,
nell'innocenza pura di chi non si difende.

Dentro un sacchetto di plastica
posso solo guardare,
nulla più.

Sento che la mia anima ha toccato il fondo
senza fondo, nel domandarmi perché
quelle mie preghiere non hanno ascolto
ma solo un tonfo d'eco, senza ritorno.

La mia anima incontra l'infinito
e rimbalza contro muri di vuoto.

Vorrei essere come una farfalla
con ali trasparenti,
vivere in un giardino fiorito
invisibile al mondo ferito.

Luciano Manfredi ©

G. Calamassi “Non cadere” ©


Anima deserta

Un'anima deserta
rifugia pensieri.
Spazio
Nell'intricato mistero
un cielo di polvere nera
... indugia...
tra strade di pietra e irti filari di grano
Spazio.
Lontano l'ultimo sole sorride
non scalda il cuore
racchiuso in una matassa di dolore.

© Marinella Fois - 4 Novembre 2015

Ancora credi

Come per incanto
l'alba rosa cancella
il tuo notturno pianto,
nel cielo blu sparisce
il buio dei pensieri
e con essi svaniscono
i cupi ricordi di ieri.
Col sole torna il canto
degli uccelli e ascoltando
la loro melodia
con la sua foto accanto
aumenta la tua malinconia.

© Bruno Chisu

G. Calamassi “Dopo il temporale” ©


Dove vivi

Dolce amica mia,
sei pura come l’acqua
che dall’alto scende,
cercando tra le pietre
la sua strada.
Vuoi diventar ruscello,
per scendere a valle,
nulla ti può fermare.
Poi piano, fatta fiume,
scenderai a baciare il mare.
Da una bianca schiuma
ti torni a trasformare
in nube di vapore,
per volare in alto
ad incontrare il sole
rivivere e sognare.

© Bruno Chisu

G. Calamassi “Il Lucido a Monzone” ©


Abbraccio

Ritorno volentieri al tuo abbraccio
perché in esso, amarti fu divino,
anche se duole toccare adesso,
da un oceano lontano la riva,
mentre corrono gli anni
e d'amor più non si vibra!
Perciò resterò in quell'abbraccio
per sentir la tua forza,
respirando la vita,
mentre navigo nel tuo mare assorto,
sazia di ogni momento,
in quell'abbraccio, sparita!
Tornerò in quel tepore
che ora sa di mare affogato,
adagiando sul tuo cuore di pietra
le vele che ho sognato,
consapevole che solo l'amore è vita,
mentre fuori da me,
torna e si accende Estate!

© Anna De Filpo

G. Calamassi “Da Marina di Carrara” ©


Un pomeriggio parole ai siedono fuori porta

Girano e scrutano i passanti
Una rondine le atteggia
Un passero si disseta
Voci di un paese in festa
Triangoli nudi
Giostre fraseggi curiosi
Sai tutto di tutti
Hai sguardi per gli altri
Vivono due signore sulla sedia
Un ricamo da finire
Il corredo per il nipote
Trapela un filo ventoso da un pertugio
Giocoso porta via il fazzoletto
La signora borbotta solenne
Dove sono quelle donne chiacchierine?
Vuoti annunciano malinconia
Anni persi una brezza li ha portati via

© Gianluca Ciappi

G. Calamassi “Le ultime notizie” ©


 

 
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