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Note critiche a
E nella sera un'ombra
di Mariagrazia Carraroli

Franca Alaimo
(critico e scrittrice palermitana)

E’ un’appassionata ricerca sul senso della morte questa elegante silloge che si affida al tema archetipale del viaggio nello spazio-tempo, assumendo su di sé il compito di indicare, ancora una volta, il potere salvifico dell’Arte e della Bellezza, quali espressioni dell’insopprimibile bisogno di spiritualità, all’umanità contemporanea, scopo che è poi, da sempre, quello specifico della poesia, uno dei pochi baluardi contro la nuova barbarie avanzante. Testimoni delle tappe del viaggio le bellissime immagini fotografiche di L. Ricci…a realizzare una perfetta fusione tra parola e immagine.”

Giuseppe Baldassarre
Prato

… un oggetto d’arte: per le parole e per le immagini. Anzitutto l’impianto, l’idea: originale, avvincente: la fusione dei due linguaggi…è un linguaggio nuovo. Il soggetto: storico e indefinito, archetipico, quasi. La realizzazione : i versi raggruppati per strofe, autonome e legate; una narrazione che la forma drammatica rende vivida; l’espressione nitida e , insieme, sospesa. E poi i colori, la grafica, le foto. Di alto livello, il tutto… Piacevole a leggersi, vedersi, leggero e profondo…

Giorgio Bárberi Squarotti

…meravigliosamente leggo e contemplo il suo dramma poetico e le immagini e lei stessa che anima fervidamente e limpidamente parole, ritmi e figure. Ha saputo rievocare i tempi remoti ed enigmatici, al tempo stesso confrontandoli con l’attualità fulmineamente attraversata come una domanda ansiosa ma anche come una speranza. La sua è un’opera davvero bellissima…

Alberta Bigagli
Firenze

La teatralizzazione è intensa e giocata interamente sulla poesia, Come? Nella centralità della presenza femminile, impegnata già dal prologo ad esternare il dramma intimo senza frenare l’impeto del collettivo, che anzi viene assunto con passione. Il primo personaggio qui è la donna e solo la donna, forse, è capace di piena testimonianza storica, capace cioè di esprimere, di accoppiare le solite, eterne dimensioni. L’etica e l’estetica, l’epica e il privato, il maschile e il femminile…La forza della poesia emerge anche nella sola enunciazione degli altri personaggi: la morte, l’oblio, il saggio. Ma non si chiude qui l’elenco di figure e immagini emergenti….E’ forte il gioco dell’apparire e scomparire, dell’esserci e non esserci. Senz’altro c’è, non può non esserci, il dolore…Resta salva, in questo andare e lottare e anzi cresce ed esplode, la tensione drammatica… ….Si avverte, a lettura conclusa, il sorriso leggero come brezza della già evocata “ombra della sera.

Maria Rita Bozzetti
Roma

E’ un libro che si legge volentieri, centellinato in versi leggeri e ricchi di ritmo, soffusi di una crepuscolare malinconia che accompagna questa donna etrusca sulle tracce del suo Lucumone… La vicinanza emotiva tra la donna etrusca e la donna d’ogni tempo sembra cancellare i rituali di epoche diverse e di modi differenti di esprimersi, ritrovando universalità e atemporalità del pathos, una misura di eternità per la condizione umana….Il colore di foto con particolare luce, quasi sciupate dalla memoria, come la parola (evoca) un sentire rimasto inespresso che, nell’attimo di svelarsi, si ritrova intenso ed emoziona.

Fabiano Braccini
Milano

...ho ricevuto E nella sera un’ombra e me lo sono letto tutto d’un fiato…Non so chi oggi riuscirebbe a scrivere un testo d’impronta classica con la leggerezza, il ritmo, la scioltezza e …la poesia con la quale tu hai creato un’opera così attrattiva e avvincente. E’ una trama che si sviluppa con l’intensità di un thriller estremamente colto, che sviluppa con sapienza il fascino della ricerca e il mistero dei sentimenti e del dolore…

Domenico Calarco
Roma

Sono rimasto entusiasta del tuo ultimo contributo poetico: dal tema al contenuto, dalla profondità del senso alla varietà di tono, tutto è un “segno e seme” di speranza alla luce dell’amore, fonte di unità. E poi Luciano col suo “alto” apporto di foto dall’evidente “chiaro-oscuro” e dall’andamento “ mosso” che facilitano l’incontro con il mistero…

Alberto Caramella
Firenze

lettera all’editore: “La ringrazio del dono graditissimo del libro di Mariagrazia Carraroli e di Luciano Ricci ai quali La prego di porgere le mie più vive congratulazioni. E’ un’opera di grande bellezza e di grande raffinatezza e non mancherò di farla segnalare nel sito della Fondazione Il Fiore e di segnalarla io stesso in qualsiasi utile occasione che mi capiterà …..condivido con gli autori...quella che Mariagrazia Carraroli chiama, così giustamente, atmosfera etrusca

Roberto Carifi
per: Poesia, nr. 233 - dicembre 2008

Domenica mattina 26 ottobre 2008 mi ha telefonato per chiedere il permesso di estrapolare quattro versi di E nella sera un’ombra e scusandosi di dover sacrificare gli altri del poemetto… parlandone sulla sua rubrica nella rivista “Poesia”. E’ stata una telefonata dolcissima e commovente, il cui contenuto mi resterà come dono specialissimo e prezioso.

Nicoletta Cherubini
(pubblicista bilingue, saggista , poetessa, traduttrice di pensatori utopisti - Gregg Braden in primis - specializzata nella formazione di docenti in tema di didattica innovativa e accoglienza alunni immigrati) - 13 marzo 2010

...faccio i miei più sentiti complimenti a te e a tuo marito per l’eleganza formale dell’opera che trasuda impegno e amore per l’arte, per la storia, per l’Essere...

Giuliano Ladolfi
in: “Atelier” n° 40 dicembre 2005

Con questa silloge la Carraroli apre una nuova via di ricerca nel suo percorso poetico. Rispetto al lirismo precedente, la poetessa trova il centro ispiratore nel tema del viaggio e del dialogo al punto che il testo si svolge come un ditirambo greco in cui si alternano voci diverse. Interessanti appaiono alcuni brani di poesia descrittiva nei quali il mondo interiore trova spazio e compimento nei luoghi della Toscana ( le tombe etrusche e i contemporanei negozi fiorentini), in cui la tradizione si coniuga con l’attuale creatività. L’alternarsi delle voci (la donna, il coro, voci fuori campo, l’oblio, la morte ecc…) conferiscono ricchezza e movimento a questa poesia fondamentalmente odeporica. Il testo è corredato e completato da fotografie di Luciano Ricci.

Franco Lanza
in: “Osservatore Romano”, domenica 7 luglio 2005

Il sorriso degli etruschi

Letizia Lanza
Venezia

… come subito dissi alla cara amica Lucia, ho ricevuto con grande piacere- e ammirazione- il suo dono…Un lavoro senz’altro prezioso anche nelle derive grafiche, che magistralmente coniuga testo poetico-teatrale e immagini. Un forte afflato antico permea entrambi i linguaggi (peraltro modernissimi) a degnamente incoronare la fascinosa presenza femminile che costantemente s’impone, attraversando luoghi e momenti di mitica distanza (e sentimento)…

Giovanni Lombardi
Empoli

 …L’epopea storica degli Etruschi è vissuta attraverso i punti cardinali di una lezione morale che conserva il suo fascino…(.accompagnata ) dalla delicatezza della poesia come corredo espressivo, dall’ariosità dei versi ricchi di contenuto la cui robustezza culturale si salda con la suggestione di pagine di storia d’amore che acquista il sapore di un’epopea desiderata perché tutti ci coinvolge…..Un invito non nostalgico, ma costruttivo fra l’imbarbarito mondo d’oggi e i valori fondanti della civiltà etrusca, le preziose testimonianze artistiche confrontate con il massivo consumismo che disperde il patrimonio dell’essere umano…

Maria Grazia Maramotti
Firenze

Senza dubbio esaltanti quelle improvvise aperture di luce, in contrasto con l’opaco del tufo e della pietra e con le ombre in cui la luce stessa si fonde per rivelare la verità delle cose. L’opera ha per me la sintesi pittorica del Caravaggio: una vera e propria lezione di chiaroscuro drappeggiato e sulla sinuosità della natura e sulle intriganti sembianze della protagonista mediatrice tra il sensibile e l’ultrasensibile…Lo stile è stringato ma con grande forza evocatrice. La suggestione è inoltre potenziata dalle immagini di Luciano Ricci che completano raffinatamente il libro con un tocco di patinato esoterismo.

Patrizia Pallotta
Roma

...riesco a vedere questo tuo libro in un contesto, ad esempio, del teatro di Fiesole, di cui, tra l’altro tu parli….posso dirti che sono rimasta affascinata dalla forte intensità delle emozioni che sai comunicare…Un viaggio, definirei, questo libro visivo e interiore, che regala a chi legge quella piacevole e unica sensazione di chi, non potendo conoscere certi luoghi, ne subisce il fascino attraverso la descrizione che ne fai…

Sabine Pascarelli
(scrittrice e traduttrice italo-tedesca)
Montespertoli

Il tuo libro è bellissimo. Le tue poesie sono splendide, come anche le foto. Mi colpirono tra gli altri i versi scritti sul supermercato, sul centro storico “uomini e donne sordi e ciechi/ gli uni agli altri…” così veri nella loro semplice verità, dando espressione a questa nostra vita frenetica senza senso…. invogliando a saperne di più sugli etruschi, ancora presenti sullo sfondo di questo paese e della gente, colpita dall’oblìo”.

Leandro Piantini
Firenze

...ho letto con attenzione il tuo bel libro. Trovo idea felice l’avere evocato nel mondo d’oggi l’ “ombra della sera“, la presenza nascosta e misteriosa di una civiltà come quella etrusca. Nell’attuale “tempo della povertà”, come diceva Heidegger, che purtroppo si espande come una macchia infetta sul nostro mondo, tu evochi presenze e luoghi sacri, uomini ed eroi la cui memoria è sepolta nella notte dei tempi….. Giustamente, alla gloria e alla “religio” degli Etruschi tu contrapponi Firenze in cui il passato inossidabile è continuamente offuscato dalle botteghe, dai lustrini, dalle colonne di turisti mordi-e-fuggi assolutamente incapaci di comprendere quello che casualmente li sfiora. Tu, però, hai espresso tutto ciò in forma letteraria, anzi scenica, modulando con sapienza sobri elementi atti a “rappresentare” in maniera sensibile la dialettica, il contrasto tra sacro e profano, presente e passato, poesia e denaro… Mi piace la lingua della tua scrittura…il tuo discorso mi pare si sviluppi in forma prensile e accattivante, rapida e pensosa, e in una koiné comunicativa e ben controllata…

Paolo Ruffilli
Treviso

… ho letto e sfogliato con piacere e grande interesse lo splendido volume E nella sera un’ombra per la qualità della poesia e delle immagini…

Caterina Trombetti
Scandicci

…sono felice di averti incontrata e di avere assistito a Villa Bandini alla lettura del tuo E nella sera un’ombra che più rileggo e più mi sembra straordinariamente ricco di presenze, che tu hai percepito con una sensibilità fuori dal comune…

Liliana Ugolini
Firenze

….Non ho visto la mise en espace, ma questa è già qui nel libro e facilmente suggerisce a chi legge il fascino della contaminazione. L’idea è di dare corpo e vita alla Donna Etrusca che attraverso il tempo è tramite per consegnare la propria emozione a chi sa ascoltare….La magia poetica scorre e si fa storia, ricerca, elevazione, memoria, voce e costruisce un cristallo, una geode aperta dove la bellezza costruisce il tempo e il tempo la bellezza….L’opera è un movimento che non si ferma all’ultima pagina, ma continua per moto proprio.

Lucia Visconti
Firenze

….Solo a due anni dalla pubblicazione, ho avuto fra le mani E nella sera un’ombra.Voglio augurarmi che il percorso continui di mano in mano: pochi testi di drammaturgia poetica lo meritano…La radice ispiratrice resta il fascino della civiltà etrusca; eppure il grido d’amore si offre a letture diversificate…I versi sono d’irripetibile pulizia e alta musicalità….Le immagini di Luciano Ricci, parte integrante dell’opera…fanno trasparire oltre alla genialità dell’artista, il potenziamento emotivo dell’amore verso la sua donna. Il tutto fa di “E nella sera un’ombra” un testo di alta poesia.

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