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Alcune poesie da:
Tela di parole

Dentro il verso

Dentro il verso la pena della mente,
il lavoro e l’affanno a costruire
ponte di parole fra sponde di silenzio.

Su basamenti di memoria arcate
Di sogni, ponteggi d’assenze e presenze,
concepimenti e disfacimenti,
l’alba e il tramonto,
la culla e la sua fossa.

Dal sottosuolo, nel peso della roccia,
a fughe in vertigine di cielo,
nella leggerezza del vento e della luce.

La radice e la foglia, il nido e il volo,
dal ventre della madre al passo del viaggio
nel senso dell’andare e del tornare
sempre tra sponda e sponda,
tra silenzio e silenzio.

Nel fuoco della parola, dove brucia
La follia della sillaba,
si tempra il metallo della lingua.

Dentro il verso l’infinito ponte
Del Verbo, l’Universo, Verso-Dio.

Donna

O Donna, Donna immensa,
Donna universo
il Mondo hai concepito nel tuo Grembo.

O Donna, Donna devota,
cuore infinito, Donna bella,
l'Amore concepisci nel tuo Grembo.

O Donna, Donna gemma,
linfa d'eterno, o Donna amante,
fiamma di sogno,
la Vita concepisci nel tuo Grembo.

O Donna, Donna di godimento,
coppa d'ardore, o Donna nembo,
sguardo oscillante,
la Morte hai concepito nel tuo Grembo.

Tela di parole

Di filo in filo, Aracne,
Per geometrie d’angoli e di rette,
Ondeggi triste tra muro e muro,
Tra tronco e tronco, tra ramo e ramo,
Sempre sospesa sul vuoto.
Abissi e abissi ti sostengono
Mentre tessi incessante la tela
Che imprigiona la preda che ti nutre
E ti consente di creare sogni.
E fu un sogno di divino ingegno
A condannarti all’eterno tentare
Il perfetto disegno.
Il timore che un piccolo evento
Infranga il tuo lavoro e lo disperda,
Ti costringe a una continua veglia.
All’infinito intessi il tuo ricamo
E sempre speri che possa un giorno
Avvolgere la superbia della Dea.

Chi mangia il frutto della conoscenza?
Chi sfida le altitudini del sole?
Chi può guardare nell’occhio del Dio?

Anche al poeta fu data la tua sorte:
Escluso dal canto universale
Fu condannato a raccoglierne i frammenti
Sempre oscillando tra la luce e l’ombra,
tra la spine e il fiore, tra la terra e il cielo.
Gli fu concessa scarsa lucerna:
Sguardo di donna, luccichio di perla,
Ala di farfalla, per cercare,
Di segno in segno, di verso in verso,
Di poema in poema, l’alfabeto del Verbo
Impronunciato e abbandonato
Nel silenzio del tempo.
Con tenacia coltiva il sogno
Di trovare un giorno
Il suono incipitario
Il suono che riporta l’eco lontana
Della prima voce e intanto lotta
Sul filo della vita e della morte.

Quali solitudini conoscono le onde?
Cosa insegue la vela del vento?
Dove muore il passo delle ombre?

Il cuore incerto

Appeso sulla soglia
tra odio e amore ondeggia il cuore,
gioca nella tua luce fra le ciglia
e si spaventa appena lo sorprende
il freddo fuoco della tua pupilla.

Tra paura e coraggio si dimena
e ora nella gioia si dilata,
ora si chiude in nodo d'agonia;
vola sugli archi limpidi dei sogni
e poi si schianta
sulle scogliere della nostra via.

Vacilla il cuore fra colomba di pace
e rostro di rapace ,
tra l'eterno e l'effimero s'alterna
e incerto vibra tra verità e bugia,
tra l'Angelo caduto e l'Uomo sulla Croce.

Tra la vita e la morte oscilla il cuore,
tra la vita e la morte,
dove il silenzio di Dio si fa parola
e il labbro parla e ci racconta il cuore.


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Giovanni Chiellino
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