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Brevi note critiche a
Il giardiniere impazzito

Elisa Armellino
in: Il nostro tempo, n. 38/2003

Giovanni Chiellino, nato a Carlopoli nel 1937, ha alle spalle una lunga serie di pubblicazioni e di riconoscimenti. Come il Premio degli editori Felsine 1991 che gli è stato assegnato per l'opera poetica «Daedalus» (Genesi 1990), con prefazione di Giorgio Bárberi Squarotti. E come i Premi Aeclanum e Pablo Neruda e il Poseidone-Paestum ottenuti nel 1995 e nel 1996 per Nel cerchio delle cose (Genesi 1994). Tema di quest'opera è il viaggio. Inteso come itinerario dantesco, metafora conoscitiva nella quale tutti siamo coinvolti. La meta ideale è l'unione di passato e presente, spirito e materia, dalla ricerca di un paradiso al tentativo di tornare alle origini.

Sfruttando un linguaggio crudo e deciso, il poeta collega quest'aspirazione di tutti i tempi all'oggi, mostrando impietosamente un uomo diventato, appunto, Giardiniere impazzito. Che si ritrova a «Sradicare le ortensie e il rosaio, | eliminare i bulbi dalla terra» in un mondo nel quale «Bisogna fare spazio | a cose più importanti: | mine anti uomo, missili, mitraglie | un'infinita varietà di armi».

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Giovanni Chiellino
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