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Note critiche brevi a
Luce crepuscolare (2011)
di Giovanni Chiellino

Serena Siniscalco
Promotricee Presidente del Premio “Milano-Streghetta

"Milano Streghetta" [XLI Edizione - Anno 2012] sotto il patrocinio degli Enti: Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, con l'autorità che le deriva da oltre quarant'anni di feconda attività letteraria, riesumando l'antico rito in terminologia oraziana detto "Laurea donandus Apollinare" - meritevole dell'alloro di Apollo - ("Horat. Carmina IV, II, 9") che il sommo poeta latino riconosceva ai meriti di Pindaro, è lieta di attribuire codesta laurea in "Ars Poetica" all'esimio poeta, saggista, critico letterario Giovani Chiellino con i complimenti della Giuria che all'unanimità ha decretato questo riconoscimento. Presidente di Giuria: Prof. Orazio Antonio Bologna dell'Università di Roma.

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Giovanni Amodio
“Ultim'ora”, 9 luglio 2011

Le insidie del silenzio non scalfiscono l'eco magmatico delle parole che si predispongono all'indissolubilità dell'afflato poetico, direttamente elargito dall'indagine esistenziale dentro e oltre il tempo, in un rapporto di stretta alleanza tra arte e scienza già enunciato dal maestro Nicola Silvi, citato dall'illustre prefatore critico Eraldo Garello. La scrittura, le tematiche, le aderenze filosofiche nella compresenza delle assimilazioni come degli opposti, tra realtà, simbolismo, metafisica e affinità del mito, sviando dalle antinomie della concettualità di frontiera, analizza, esplora, sublima le costanti degli elementi della conoscenza, puntando all'armonia risolta sempre con efficacia, nella discreta "luce crepuscolare" come ultimo baluardo del giorno che si predispone alla notte, solo per affrettare sorgere di nuovo giorno illuminato, "Coppa d'amore che si schiude al sole, occhio di Dio che specchia l'universo, feconda il bello e lo consegna al cielo". Sorgere e perire, amore e thanatos, quale suggello di poesia.

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Pietro Civitareale
28 marzo 2011

La poesia di Chiellino è limpida nell’eloquio e conchiusa nelle sue motivazioni; non lascia margini di inespresso ed è tutta risolta nella sua letteralità. Il tono è cordiale , comunicativo e l’intento è speculativo, ma in una condizione psicologica e intellettiva già consapevole dello stato vero delle cose del mondo, di cui si limita a riconoscere la mutevole fenomenologia in un contesto cosmico nel quale i ruoli sono già assegnati da sempre.

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Giovanni Chiellino
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