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Note critiche a
Impressioni e commenti (1974)

Salvatore Calleri
“La procellaria”, Reggio di Calabria, gen.-mar. 1981

“Sono note critiche attente ed essenziali, rivolte a cogliere aspetti particolari del mondo degli autori esaminati.”


Barbaro Conti
“La procellaria”, Reggio di Calabria, ott.-dic. 1978

“[I saggi,] stilati con chiarezza e con franchezza, sono notazioni e considerazioni che illustrano qualche aspetto o momento degli autori trattati. Alcune impressioni hanno un tratteggio personale e anticonformista. Lo scrittore si rivela critico attento e sensibile, poeta fine e introspettivo.”


A. Musumeci
“Books abroad”, University of Oklahoma, Norman (Usa), oct. 1975

“From the point of view of critical methodology they are perhaps dated, yet they exude the charme of the viva voce of the classroom and the loving dedication of a passionate teacher.”


Giorgio Bárberi Squarotti
Università di Torino, 30.III.1975

“Libro senza dubbio interessante e valido in molte pagine (soprattutto quelle verghiane, che dicono cose spesso nuove e suggestive).”


Carlo Della Corte
“I fogli parlanti”, RAI di Venezia, 9.I.1975

“Da segnalare un paio d’interessanti recuperi: quello di Alessandro Citolini, grammatico del Cinquecento, e quello di Domenico Carbone, poeta satirico del Risorgimento.”


Paolo Diffidenti
“Cimento”, Roma, 31.XII.1974

“Carmelo Ciccia è l’espressione dello studioso d’oggi, che alla serietà sa unire un’autonomia critica ed un discernimento analitico fondato su intuizioni casuali o discrezionali personalissime. Per questo se ne apprezza l’opera, che, data l’originalità interpretativa spesso in contrasto con la critica militante, può costituire un valido sussidio didattico per insegnanti e studenti.”


Eugenio Fizzotti
“Sìlarus”, Battipaglia, nov.-dic. 1974

“I saggi [...] presentano una freschezza di stile ed una attualità di argomento e si fanno leggere con molta piacevolezza [...] Crediamo utile la lettura del volumetto non solo per studiosi di letteratura e di arte, ma anche per studenti che intendono accostare il fenomeno culturale oltre la cortina prettamente scolastica.”


Gualtiero Amici
“Le Venezie e l’Italia”, Padova, nov.-dic. 1974

“Sui temi trattati, con chiarezza e brevità essenziali, il Ciccia dimostra buona preparazione e misurata sensibilità.”


Dino Menichini
“Messaggero Veneto”, Udine, 2.XI.1974

“Gli esempi potrebbero continuare a lungo, ma ci limiteremo a ricordare che uno dei tre saggi dedicati a Dante è incentrato sulla figura di Gioachino da Fiore (canto XII del Paradiso) e sulla supposizione, certamente plausibile e che il Ciccia fa propria, che l’episodio del Veltro possa essere di origine gioachimita. [...] Va da sé che si può concordare o no con quanto Carmelo Ciccia sostiene, ma gli si deve riconoscere il merito di manifestare apertamente il proprio parere e di suffragarlo con abbondanza di citazioni e con perspicuità di commenti.”


Aldo Priore
“Il piccolo”, Trieste, 1.XI.1974

“C’è il felice risultato di un’indagine accurata, di uno studio accanito, d’una introspezione personale e responsabilizzata al massimo, con nitide intuizioni critiche che valorizzano la saggistica. [...]L’intelligente saggista non si ancora al passato ma estende la sua esplorazione anche su poco noti poeti e critici contemporanei assumendone quasi la paternità della scoperta e promuovendoli al rango d’una maggiore considerazione: un onesto atto di coraggio.”


Carmelo Musumarra
Consiglio Nazionale delle Ricerche, Catania, 23.X.1974

“Apprezzo soprattutto nei suoi scritti la chiarezza, l’onestà e l’indipendenza di giudizio, che sono qualità, oggi, assai rare.”


Salvatore Lo Presti
“La Sicilia”, Catania, 9.X.1974

“Carmelo Ciccia rivela le sua qualità di osservatore acuto e la sua inconfondibile personalità che, esprimendosi con ammirevole chiarezza e padronanza, rifugge da ogni compromesso e da ogni classificazione convenzionale.”


Vittoria Guzzardi
“Biologia culturale”, Roma, set. 1974

“Non privo di buone osservazioni. Tra i classici, segnaliamo uno scritto sulla novella boccaccesca di Lisabetta, dove ‘la parola grasta, tipicamente siciliana, può contribuire alla soluzione della questione’ sulla ‘preesistenza della canzone in Sicilia’.”


G. R.
“La fiera letteraria”, Roma, 4.VIII.1974

“Raccoglie vari scrittori riguardanti un arco troppo vasto (da Dante a Soffici) in rapporto al volume. Tra i nuclei più cospicui e informati segnaliamo i sei scritti sul Verga e il saggio su Gino Raya e la critica fisiologica.”


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