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Note critiche a
Profili di letterati siciliani dei secc. XVIII-XX (2002)

Paolo Anelli
“L’alba”, Belpasso, dic. 2013

“[…] il saggista Carmelo Ciccia, autore dei Profili dei letterati siciliani dei secoli XVIII-XX, esemplari per accuratezza scientifica […]”
 

Mimmo Chisari
“La gazzetta dell’Etna”, Paternò, 27.VI.2006

“Acuto saggista e storico della letteratura, costituisce un punto di riferimento indispensabile per chi voglia conoscere la storia della letteratura siciliana dei secoli XVIII-XX, corredata anche di interessanti ed ampie notizie e riflessioni critiche su autori minori che, meritevoli per l’impegno profuso nel settore letterario, si sono distinti nell’ambito della loro cittadina o della provincia di appartenenza.”


Rita Calderini
“La voce del Cnadsi”, Milano, 1.I-1.2.2004

“Sono quasi 200 pagine di ricerca e studio in cui si possono trovare i profili non solo di autori che, pur essendo nati in Sicilia, sono vanto dell’Italia e del mondo intero, ma anche di autori poco noti [...] Un’opera di tutto rispetto nel panorama della Letteratura Italiana, che tratteggia vite, opere, correnti e movimenti di pensiero, caratteristiche formali. Un libro che si legge con interesse, anche perché scritto con stile semplice e chiaro [...] Insomma, un’opera che conferma la profonda cultura e la capacità esegetica di Carmelo Ciccia, quale conoscevamo già dai precedenti libri, compresi quelli in Lingua latina.”


Guido Pagliarino
“Le Muse”, Reggio di Calabria, feb. 2004

“Presenta le biografie di oltre centosettanta letterati siciliani. I nomi di alcuni di loro sono ormai compresi da tempo in manuali di storia della letteratura, quelli degli altri sono più o meno noti. L’opera è dunque divisa in due parti [...] Nella seconda parte dei ‘Profili...’ il Ciccia presenta più di centocinquanta autori, che è impossibile anche solo elencare in questa sede, la cui fama, per parte di loro, è già consolidata presso il grosso pubblico, mentre gli altri, tra cui l’autore stesso, sono noti in ambienti letterari; su tutti però, non ci sono ancora sufficienti, approfonditi studi critici, per cui non si può tentare di prevedere se rimarranno o no nella storia della letteratura.”


Silvana Musso
“La Sicilia”, Catania, 25.I.2004

“La peculiarità del libro, messa in evidenza dal prof. Sciacca e confermata dalle parole dell’autore, è proprio quella di essere un “invito alla lettura”, uno stimolo a riscoprire alcuni personaggi caduti nell’oblio o a vedere in una diversa prospettiva letterati siciliani molto famosi, dei quali il prof. Ciccia inserisce il saggio critico corredato da una sua interpretazione della personalità scaturita in certi casi dalla conoscenza diretta e testimoniata da scambi epistolari e immagini fotografiche. Attraverso il ricordo degli episodi riportati è possibile immaginare un ritratto completo, non solo critico, ma soprattutto umano dei grandi personaggi cui il libro è dedicato. Giovanni Verga, Domenico Tempio, Tomasi di Lampedusa, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sciascia, Vitaliano Brancati e Giovanni Meli solo per fare qualche nome, e i meno noti, ma non per questo meno importanti per la cultura siciliana, Luigi Russo, Concetto Marchesi, Carmelina Naselli, Antonio Aniante, Gino Raya, sono alcuni dei letterati siciliani che rivivono tra le pagine di questo libro attraverso il racconto, in certi casi affettuoso e nostalgico, di Carmelo Ciccia.”


Horatius Antonius Bologna
“Latinitas”, Città del Vaticano, Dic. 2003

“Aliud opus, nitidis typis nuper excusum, edidit Carmelus, quod acre auctoris ingenium, singularem doctrinam atque eruditionem patefacit [...] Auctor in Siculos tantum scriptores et poetas considerationes intendit; nullus adhuc eruditus vir eruditorum Siculorum nomina in indicem eorumque opera in tabulas rettulerat [...] Carmelus in eos necessarias inquisitiones perficit, ideoque perutilem librum exhibet. Opus, quamvis mole mediocre, doctum et laboriosum iure meritoque ducitur, propterea quod uniuscuiusque auctoris brevem vitam eiusque opera memorat. Auctor nomina et opera cura et probabili diligentia notat, in quibus archivis serventur perscribit. Opus illis destinatur vestigatoribus, qui, cum ignotum auctorem ab oblivione vindicare velint, nomina et opera in promptu habere cupiunt. Librum, parvum sed pretiosum, ut idoneum locum in bibliothecis cum publicis tum privatis habeat, faustis votis prosequor.”


Sergio Sciacca
“La Sicilia”, Catania, 27.XII.2003

“Carmelo Ciccia, dirigente scolastico e narratore dalla vena verista, i cui racconti (Storie paesane, 1976) hanno suscitato attenzione anche internazionale e traduzioni nelle maggiori lingue europee, è soprattutto saggista. Il volume dedicato ai letterati di Sicilia (Profili di Letterati siciliani dei secoli XVIII-XX, CRES, Catania, 2002, 192 pagg.) è allo stesso tempo un prontuario e una squisita raccolta critica. Offre al lettore una raccolta ragionata della vita e dell’attività di quasi duecento scrittori dell’Isola; da Giovanni Meli a Domenico Tempio, da Salvatore Quasimodo (nella foto) a Leonardo Sciascia. Ma accanto a loro ci sono i riquadri dedicati a figure non altrettanto celebri, seppur non meno rilevanti nella formazione della cultura siciliana: Gino Raya e Antonio Aniante, Carmelina Naselli e Concetto Marchesi. Poi ci sono i personaggi che pur di decisivo rilievo storico normalmente vengono esclusi nei manuali di comune consultazione. È il caso dell’epigrafista Gabriele principe di Torremuzza (1727-1792), che dette ospitalità a Goethe e per molti versi fu creatore dell’archeologia siciliana a carattere scientifico.


Anna Maria Gallo
“Talento”, Torino, lug.-set. 2003

“Un lavoro di paziente ricerca che l’Autore ha chiaramente affrontato con passione e competenza, a giudicare dai risultati [...] Se per gli autori maggiori e relativamente recenti è facile trovare notizia, la raccolta di Carmelo Ciccia: ‘Profili di letterati siciliani’, sarà senza dubbio traccia preziosa anche per seguire un percorso storico e insieme bibliografico di quegli autori siciliani meno popolari, nonché strumento, non di tortura, per gli studenti a cui occorra una pronta e affidabile consultazione.”


Pippo Virgillito
“La gazzetta dell’Etna”, Paternò, 17.VII.2003
“Le Muse”, Reggio di Calabria, dic. 2003

“Il lavoro sembra una ‘mini enciclopedia’ di letterati siciliani [...] Carmelo Ciccia, insigne studioso, scrittore, saggista, critico letterario, giornalista, conferenziere, specialmente su Dante Alighieri: un vulcano nel campo letterario, una fucina di sicilianità come l’Etna in perenne eruzione! [...] Ne ha fatto di fortuna letteraria in Italia e all’estero, ricco di un bagaglio culturale che lo ha sempre contraddistinto per la sua competenza e professionalità, la sua profonda cultura multidisciplinare. Ha fatto e continua a fare onore alla sua terra; adesso è cittadino del mondo, ambasciatore di sicilianità in Italia e all’estero.”


Egidio Finamore
“Nuovo Frontespizio”, Rimini, giu. 2003

“La chiarezza espositiva e la scoperta di particolari inediti o quasi dimenticati rendono questo libro di Carmelo Ciccia un’opera unica, che finisce con l’essere non soltanto un testo di consultazione per chi studia per esami, ma anche di interessante lettura letteraria [...] Abbiamo dunque, con questo, un lavoro di grande impegno di ricerca e rielaborazione, distinto nel suo genere, di uno scrittore ormai provato da esperienze molteplici con pubblicazioni e analisi critiche su argomenti di livello universitario [...] Resta comunque da poter dire che la selezione compiuta dal nostro critico è senza dubbio esauriente, in linea di massima, per i nomi già affermati e noti nella storia della letteratura peninsulare e per quelli emergenti.”


Sebastiano Saglimbeni
“La voce di Mantova”, Mantova, 15.VI.2003

“In questo agile lavoro, un tributo di memoria per la scrittura dell’Isola del sole, la Sicilia. Vi figurano pure i minori di ieri, e quelli contemporanei e quelli viventi in carne e ossa. I profili sono limpidi, come se si leggessero nelle indovinate antologie scolastiche.”


Sebastiano Saglimbeni
“Gazzetta del Sud”, Messina, 3.VI.2003

“Carmelo Ciccia, dopo gli anni del suo magistero di docente e di dirigente scolastico al Liceo classico [...], fagocita con costante appetito il tempo della sua quiescenza costruendo scritture che, come ancora abbiamo scritto, sono puri e sofferti saggi su grandi autori come Dante e altri classici [...] Ciccia — va informato — scrive recensioni in latino, ad onta di chi vuole completamente bandire questa lingua dei padri, questa lingua, forte luce, di base. Questo suo ultimo lavoro è un’impresa agile di circa 190 pagine [...] Quanto, però, può sembrare modesto altro non è che assai utile per chi volesse conoscere, per approfondirle, volendo dal 1700 a oggi, le storie creative di tanti siciliani [...] Ma sconosciuto può considerarsi tanto percorso della scrittura [...]”


Paolo Ziino
“La voce dell’Unitre”, Catania, mag. 2003
“SiciliAntica”, Catania, mag. 2003

“Il testo può essere consultato come un dizionario ma si lascia anche leggere come una piacevole serie di biografie [...] In parecchi casi il Ciccia fa riferimento a sue numerose recensioni giornalistiche di opere degli autori trattati.”


Giuseppe Risica
“L’attualità”, Roma, apr. 2003
http://www.giuris.org/receciccia.htm

“Opera che si pone in una posizione di tutto rispetto tra quelle del suo genere. L’Autore è il prof. Carmelo Ciccia, uomo di cultura nel senso pieno del termine, che ha dedicato tutta la sua vita alla Letteratura, sia come docente sia come apprezzato poeta, scrittore, saggista e critico[...] Con pazienza certosina e scrupoloso metodo, ha raccolto nel prezioso volume [...] i profili di 170 letterati, setacciando attentamente tre secoli di storia della Sicilia [...] Di ogni Autore è tracciato un esaustivo profilo bio-bibliografico, con importanti rilievi critici, utilissimi per la comprensione del suo pensiero. Il prof. Ciccia, ha compiuto un’impresa sicuramente encomiabile, profondendo un grande sforzo, nell’intento di offrire ai lettori un’opera il più possibile completa. Da apprezzare, l’organicità ed il rigore di questo riuscito libro, autentica “summa biografica”, scritto con passione.”


Silvano Demarchi
“Il Cristallo”, Bolzano, apr. 2003

“L’opera è costituita di profili critico-biografici di celebri e meno celebri scrittori siciliani [...] che svelano particolari inediti o poco conosciuti ai non addetti ai lavori. [...] Carmelo Ciccia di origine siciliana, vinto il concorso a preside di liceo classico, visse a Conegliano veneto, ma non scordò mai le sue origini, dedicando studi critici al Verga in particolare, e ad altri celebri personaggi come l’antico legislatore Caronda di Catania, di cui abbiamo scritto in queste pagine.”


Salvatore Calleri
“Il corriere di Roma”, Roma, 28.II.2003
“Il corriere degli Iblei”, Palazzolo Acreide, feb. 2003
“Sentieri molisani”, Isernia, gen.-apr. 2003

“Il metodo usato da Ciccia è quello certosino: della pazienza e dell’impegno nella ricerca, assieme a una certa curiosità nel vedere addentro nella vita degli uomini. Ciò gli ha permesso di mettere in luce per tre secoli di vita e di civiltà (dal XVIII al XX) non soltanto letterati di chiara fama quale Giovanni Meli che, per usare le parole che Dante fece rivolgere da Sordello a Virgilio (Purg. VII 17), “mostrò ciò che potea la lingua nostra” poetando delicatamente nel dialetto siciliano (con ammirazione anche del De Sanctis), ma anche altri letterati altrettanto bravi, anche se meno famosi. Questa è la lezione della vera cultura che Ciccia ha fatto sua: rivelare talenti inesplorati, ma autentici, e non soltanto osannare quelli già abbastanza conosciuti.”


Francesco Giordano
“La gazzetta dell’Etna”, Paternò, 25.I.2003

“Con i suoi Profili l’autore porta a compimento un affresco ben disegnato della letteratura siciliana degli ultimi tre secoli, attraverso i suoi numerosi rappresentanti [...] Emerge una grande profonda realtà culturale che mostra, come detto prima, la coincidenza della letteratura italiana con quella siciliana. Forse, fin qui, niente di nuovo; la critica letteraria già da tempo ha evidenziato questa identità. Ma uno studio approfondito della letteratura siciliana, con i suoi nomi presentati in un unico ventaglio biografico, è un discorso nuovo, che impone una nuova coscienza letteraria [...] Tra i profili noti più interessanti, sono da leggere: quello che affronta le problematiche legate al valore dell’attività poetica e letteraria di Salvatore Quasimodo, e del suo “discusso” Premio Nobel, oppure la figura quasi dimenticata di un grande letterato del ’900, Antonio Aniante; ed ancora, le figure di Mario Rapisardi, Michele Amari, Lugi Russo, Leonardo Sciascia [...] Letteratura e vita: Carmelo Ciccia, con questo libro, ha dato prova e testimonianza dell’esistenza di questa felice simbiosi. Accanto al valore assoluto ed intrinseco, il libro può vantare — con le sue storie biografiche appassionanti e vivaci — quello di stimolare la conoscenza, la riflessione, ma anche la curiosità di tutti. Carmelo Ciccia, ancora una volta, ha saputo mostrarci la grandezza d’ingegno e la dignità umana dei siciliani.”


Fausto Politino
“La tribuna di Treviso”, Treviso, 6.I.2003

“Cadrebbe in errore chi considerasse l’opera un assemblaggio di note di colore. L’autore in realtà consente al lettore di farsi un’idea attendibile dei molti autori che analizza. Ne ‘Il Gattopardo’ l’attenzione è rivolta al tema ricorrente della morte. Alla sensualità come ‘desiderio di annullamento e superamento della corporeità’.”


Vincenzo Rossi
“La procellaria”, Reggio di Calabria, gen.-mar 2003

“Il pregio maggiore (unificante) di questo ampio lavoro di Carmelo Ciccia, (C.R.E.S. Catania) a nostro vedere, consiste nel presentare la Sicilia in un’attività letteraria ben radicata e motivata [...] Il lavoro di Carmelo Ciccia offre alla sua isola nativa un altissimo contributo, una solidissima proposta di precisazioni e di coordinamento [...] Di ogni autore il nostro saggista, oltre le generali specificità e temi più o meno conosciuti, adduce sempre osservazioni personali, valutazioni e notizie inedite, ricercate in loco con instancabile passione di conterraneo e di attento ricercatore [...] Le annotazioni, le rivendicazioni, le difese in fondo i giudizi pronunciati da Carmelo Ciccia ci trovano sempre in pieno accordo, come, per addurre almeno un esempio, quando con fermezza e appropriata terminologia difende Salvatore Quasimodo dall’aspro e ingeneroso giudizio di Giovanni Raboni [...] Molto ci sarebbe da scrivere su quest’opera, ma essa richiede soprattutto di essere studiata pagina dopo pagina e non soltanto dai siciliani, ma da tutti gli studiosi che si interessano di critica letteraria e di storia della letteratura. Ci sembra doveroso concludere che se alle numerose opere già pubblicate aggiungiamo tutti i precedenti bibliografici indicati in questo libro in fondo ai “profili” (precisiamo che quasi tutti non sono profili ma saggi che presentano ordinata conoscenza degli autori) la produzione letteraria di Carmelo Ciccia assume un peso rilevante nella storia letteraria del Secondo Novecento e di questi primi anni del Terzo Millennio.”


Rai
Televideo, “Libri/Saggistica”, settimana dal 7 al 13.X.2002, pag. 570, 8/12

“Quasi 200 autori trattati, fra cui Meli, Capuana, Verga, Pirandello, Lampedusa, Quasimodo, Bufalino, Sciascia, Camilleri, Consolo.”


Giancosimo Rizzo
dalla presentazione

“Carmelo Ciccia [...] è riuscito a realizzare una summa biografica, niente affatto impersonale o soltanto riduttiva, che aggiunge qualcosa in più al mero profilo dei narratori di indiscusso talento e di conclamata tempra, senza tralasciare quelli che non hanno goduto di popolarità, ovvero siano appena emergenti. Le pagine che seguono formano un lavoro organico, che si rivolge a quanti apprezzano la vitalità della letteratura siciliana, testimoniata dalla profondità etica e poetica delle generazioni vissute nell’arco di tre secoli e che certamente ci aiuta a capire meglio ed a classificare le forme d’arte ed il travaglio interiore di un’epoca appena conclusa.”


autore
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