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Note critiche a
Saggi su Dante e altri scrittori (2007)

F. Tr. [FRANCESCA TROPEA]
"Bibliografia generale della lingua e della letteratura italiana 2007", Roma, 2009

Saggi su Dante e altri scrittori: Raccolta di saggi, già pubbl. su giornali, riv. o monogr., su alcuni aspetti della produz. letter. di AA. rilevanti per la letter. ital. […]

Le poesie che hanno unito l’Italia: Panoramica sulle più celebri liriche della tradiz. letter. ital.

Dante nelle arti figurative: Propone una breve panoramica sugli ill. della ‘Commedia’ di D.

Dante e Celestino V (‘Inf.’ III): Rievoca le ragioni storiche che indussero D. a dannare Celestino V, il papa che con la sua rinuncia al soglio pontificio aveva lasciato campo libero a Bonifacio VIII, il traditore della missione religiosa della Chiesa e tra i maggiori responsabili dell’esilio del poeta.

Il ‘De Gloria Paradisi’ di Gioacchino da Fiore e la ‘Divina Commedia’ di Dante Alighieri: Interviene brevem. sul poema di Gioacchino da Fiore come fonte ispiratrice del poema dantesco.

Dante e la coscienza nazionale: Propone alcune riflessioni sull’attualità di D. quale fondatore di una coscienza civile e nazionale ital.

Dal Cane di Gioacchino al Veltro di Dante: Rilegge il veltro dantesco di ‘Inf.’, I insistendo sull’influenza delle profezie di Gioacchino da Fiore nella genesi dell’immagine.

Fede e religiosità in Dante Alighieri: Riflette brevem. sulle posiz. dottrinali di D. giudicandole del tutto ortodosse rispetto alla dottrina della Chiesa romana.

Il folle volo d’Ulisse anticipato da Luciano: Propone alcune note nelle quali evidenzia analogie tra alcuni passi dello scrittore ellenico Luciano e la ‘Commedia’ di D.

La gloria di colui che tutto move…” (‘Par.’ I): Lectura Dantis di ‘Par.’, I incentrata sul rapporto che il testo stabilisce con l’esperienza teologica e letter. delle 2 precedenti cantiche, sullo stile del dettato poetico, sulle questioni relative alla cronologia del viaggio.

Giustiniano e Romeo: impero ed esilio (‘Par.’ VI): Sottolinea il valore complementare delle 2 figg. di ‘Par.’, VI, il grande Imperatore e l’umile servitore del principe, una coppia che serve a delineare la concez. universalistica dell’Impero nella visione dantesca, un universalismo di senso non solo geografico ma soprattutto di senso sociale.

Omaggio alla donna nel canto di Piccarda (‘Par.’ III): Lectura Dantis di ‘Par.’, III particolarm. incentrata sull’idea che il canto costituisca una celebraz. della fig. e della sensibilità femminile così come concepite da D.

Questioni dantesche: l’onore e il disonore di Sicilia e d’Aragona (‘Purg.’ III): Esplicita le ragioni che inducono a ritenere che con la parola ‘onor’ (‘Purg.’, III 113-116) il principe Manfredi intendesse riferirsi al proprio lignaggio.

Boccaccio, Lisabetta e la poesia popolare: Propone alcune riflessioni sulla vicenda di Lisabetta da Messina, narrata da G. B. in ‘Dec.’, IV 5, al fine di esaminare i rapporti tra l’A. e la poesia popolare.

Petrarca, Laura e l’umanesimo: Ripercorre il profilo biogr. e l’itinerario letter. di F. P., con partic. attenz. al tormento e all’inquietudine che caratterizzano la sensibilità dell’A. dei ‘R. V. F.’.

Goldoni e Verga: Propone un confronto tra C. G. e G. V. individuando situaz., vicende, coralità narrativa, questioni linguist. e note folcloristiche che rendono l’A. veneziano, per alcuni aspetti, un precursore dello scrittore siciliano.

Carducci “La nebbia agl’irti colli piovigginando sale…”: Propone una lettura del componim. poetico ‘San Martino’ di G. C. riscontrandovi l’opposiz. tra l’ambiente esterno, tempestoso e cupo come l’animo del poeta all’approssimarsi dell’inverno, e l’ambiente interno, profumato dal mosto e allietato da presenze familiari [...]

Antonio Fogazzaro fra arte e propaganda: Delinea il profilo biogr. di A. F., con particolare attenz. alla sua produz. letter. , caratterizzata da un contrasto fra dovere morale e passione erotica che rispecchia l’inquietudine della fine del sec. XIX.

La grande poesia del Leopardi: Propone la lettura di 2 componim. più famosi di G. L.: la canzone ‘A Silvia’, composta a Pisa nel 1828, e l’idillio ‘Il sabato del villaggio’, scritto nel 1829 pochi giorni dopo ‘La quiete dopo la tempesta’: se nella canzone ‘A Silvia’ l’A. ha cercato di trasfigurare la donna reale, a cui si è ispirato, in modo da farne la donna ideale, ‘Il sabato del villaggio’ si caratterizza per la presenza di un’architettura studiata.

Fede e religiosità in Alessandro Manzoni: Ripercorre le tappe principali dell’itinerario letter. di A. M. evidenziando come dopo la conversione, avvenuta nel 1810, l’A. diventi cattolico praticante e si dedichi alla diffusione della fede.

Giuseppe Mazzini e Gioacchino da Fiore: Indaga l’interesse di G. M. per la figura di Gioacchino da Fiore , evidenziando come – nell’inedito trattatello ‘Joachino, appunti per uno studio critico sull’abate Gioacchino – il grande patriota ottocent. vedesse nel mistico calabrese un anticipatore del ruolo dell’intellettuale quale guida delle vicende storiche della nazione.

L’italianità del Nievo: Ripercorre la produz. letter. di I. N. al fine di dimostrare i suoi ideali patriottici e filantropici, che esercitava anche nella vita quotidiana.

Pascoli e gli uccelli: Indaga la presenza degli uccelli nella poesia pascoliana ricordando in partic. l’opposiz. “aquila”-“rondini” in ‘X Agosto’.

Il ritorno di D’Annunzio: Sottolinea come, dopo un periodo non favorevole alla fig. e all’op. di G. D’A. nel corso del secondo dopoguerra, oggi si torni ad apprezzare il valore intrinseco della sua produz. letter., compreso il culto per la parola fine e cesellata.

Il dramma di Pavese: Propone alcune riflessioni sulla produz. letteraria di C. P. evidenziando la presenza costante dell’incomunicabilità e della solitudine, sentita come un destino che vieta di instaurare un serio rapporto con gli altri, non come superba affermaz. del proprio io.


U. Mb. [UMBERTO MORBIDELLI]
"Bibliografia generale della lingua e della letteratura italiana 2007", Roma, 2009

Questioni dantesche: l’onore e il disonore di Sicilia e d’Aragona: Interviene sui vv. 113-116 del III canto del ‘Purg.’ dantesco approfondendo la questione del significato della parola ‘onor’ pronunciata da Manfredi di Sicilia ed evidenziando le ragioni che fanno ritenere che il sovrano intendesse riferirsi al proprio lignaggio.

La breve ma incisiva parabola d’Ippolito Nievo: Ripercorre brevem.la vicenda biogr. e letter. di I. N. inquadrando lo scrittore all’interno della cultura romantica coeva ma evidenziandone anche il ruolo di precursore del Verismo.


Nicola Scopelliti
“Il Gazzettino” (ediz. di Treviso), Venezia, 27.II.2009

“Chi segue Carmelo Ciccia nella sua lunga attività di dantista a Treviso e altrove, nel nuovo libro ‘Saggi su Dante e altri scrittori’ (Pellegrini, Cosenza, 2007) può trovare il riscontro di sue conferenze, letture e interpretazioni personali: dal Veltro a Celestino V, da Ulisse a Manfredi, da Beatrice a Piccarda, dalla religiosità alla coscienza nazionale. Notevole è anche la rassegna di Dante nelle arti figurative. Qui ci sono anche saggi su Petrarca umanista, Boccaccio, Goldoni accostato a Verga, Leopardi, Manzoni, Mazzini, Nievo e Fogazzaro rivalutati o da rivalutare, Carducci intimista, Pascoli e gli uccelli, D’Annunzio, il dramma di Pavese e gli autori che hanno unito l’Italia. Seppur vario, il libro non è dispersivo, giacché ha un filo conduttore nello spirito dell’unità d’Italia che permea le pagine. Ovviamente l’autore cita spesso altri studiosi e critici, ma nel complesso sa dare al suo lavoro una impronta di originalità, in particolare per quanto riguarda i rapporti fra Dante e l’abate calabrese Gioacchino da Fiore,a cui egli in passato aveva dedicato uno specifico volume. Il testo, nonostante sia intriso di profonda dottrina, è scorrevole e piano, e ci fa immaginare facilmente un'aula scolastica o universitaria con in cattedra un bravo docente.”


Sandro Angelucci
“Le Muse”, Reggio di Calabria, giu 2008
"Pomezia-notizie", Pomezia, ago. 2008

“L’opera [...] è un esempio – a nostro avviso chiarissimo ed eccelso – di come un testo di saggistica possa essere limpidamente reso attraverso una scrittura piana ed accessibile, fruibile tanto dal lettore appassionato quanto dallo specialista ed esperto di letteratura. La raccolta [...] ha proprio in questo la sua peculiare connotazione, una rara qualità – per il genere – che avvince, sprona la curiosità ed allo stesso tempo educa e costruisce. E non tragga in inganno, in quanto a compattezza, l’eterogeneità degli autori considerati perché sensibile è il filo che li cuce insieme e li tiene uniti sotto l’egida del giusto e bello scrivere. Circa la metà del libro è occupata dalle considerazioni sul sommo Poeta e la Divina Commedia aprendosi con l’interessante raffronto tra il canis della XII° tavola del Liber figurarum di Gioacchino da Fiore e il veltro di Dante. In questo primo capitolo il Nostro fornisce un’interpretazione esaustiva e molto verosimile [...] Ma c’è anche un altro parallelismo, ed è quello [...] con la “Storia vera” dello scrittore e retore greco del II° secolo d. C. Luciano di Samosata: nel suo viaggio oltre le Colonne d’Ercole, Ciccia rileva sorprendenti coincidenze ed analogie, documentandole [...] Lo studioso sottolinea il canto di Piccarda come un omaggio alla donna [...] Ma non vanno indubbiamente sottaciuti gli altri saggi che completano il libro [...] Tra questi, decisamente bello quello sul Petrarca [...] Ci piace, però, mettere di nuovo in risalto il fascino esercitato dalla profezia gioachimita della Terza Età sulla futura idea di nazione del Mazzini [...] e, nello stesso scritto, la citazione dello splendido passo sulla donna, di un’attualità sconcertante nell’epoca della disgregazione della famiglia e di fraintendimento, all’interno della stessa, della sua figura più importante [...] Peccato non poterci trattenere sugli altri saggi – tutti, comunque, interessantissimi per la grande capacità del loro autore di trattare i contenuti in modo criticamente armonico e consapevole – di un’opera convincente, meritoria ed a tutti i livelli educativa [...]


Flavio Alivernini
“Pagine della Dante”, Roma, gen-mar 2008

“[…] Accanto a Dante, a cui sono dedicati ben dieci saggi, l’autore offre un’ampia ed approfondita panoramica su altri celebri personaggi che hanno contribuito al raggiungimento e al consolidamento dell’unità d’Italia […]”


Mimmo Chisari
“La Gazzetta dell’Etna”, Paternò, 29.II.2008
“Il Corriere di Roma”, Roma, 30.IV.2008

“Ecco dunque la chiave di lettura che riconduce all’unità la varietà di saggi che l’opera contiene: la poesia, la letteratura che sono state degli elementi di coesione e di caratterizzazione dell’Italia. In “Dante e la coscienza nazionale” il Ciccia augura, dopo aver esaltato la grandezza del poeta Dante e il suo carattere di simbolo per l’Italia (perché ne ha indicato in modo chiaro i confini intuendone l’unità nazionale e deprecando le lotte intestine), che la Divina Commedia sia sempre più conosciuta e diffusa specialmente fra i giovani. Il sommo poeta inoltre, come sottolinea l’Autore, ha perfezionato la lingua adottata dalla scuola poetica siciliana portando la letteratura italiana ad un altissimo prestigio che dura continuamente nel corso dei secoli. Un merito riconosciuto a Dante anche da tutti gli altri scrittori e pensatori italiani: dal Foscolo al De Sanctis, da Galileo Galilei al Mazzini […] Un altro pregio di Carmelo Ciccia è quello di aver saputo inserire nella vastità degli studi su Dante un suo giudizio personale ed originale allorquando si occupa, come ha fatto Giovanni Getto per Manzoni nei riguardi dei Promessi Sposi (G. Getto, Manzoni europeo, Mursia, Milano, 1971), delle fonti ispiratrici del viaggio ultraterreno di Dante, proponendo oltre all’Eneide, all’Odissea, al Somnium Scipionis di Cicerone e alle Metamorfosi di Ovidio (opere già tante volte citate da moltissimi critici) il “Liber figurarum” di Gioacchino da Fiore (figura già analizzata dall’Autore in uno studio monografico ampiamente documentato) e la “Storia vera di Luciano di Samòsata. Infine è da segnalare il saggio “Dante nelle arti figurative” dove l’Autore presenta i vari e più importanti illustratori del poema dantesco (fra cui senza dubbio primeggia per popolarità il Doré) genialmente intuendo una delle più probabili vie divulgative della Divina Commedia nel futuro. Quella cioè di un ipertesto in cui l’opera possa essere apprezzata in tutti i suoi vari aspetti anche per i “commenti” grafici e le illustrazioni che, talvolta evocando particolari atmosfere visionarie, altre volte invece accostando paesaggi surrealistici a mistiche visioni, aiutano i non specialisti a comprendere meglio un’opera così complessa, frutto di un grande ingegno e di una grande cultura. Aspetti nuovi, interessanti, attuali, che lo scrittore Carmelo Ciccia, dimostrando ancora una volta il suo acume di profondo ed originale saggista, ha saputo mettere in luce in questa sua nuova e recente opera.”


Tito Cauchi
“Pomezia-notizie”, Pomezia, feb 2008

“[...] Non si tratta di una mera elencazione di scrittori ormai classici della nostra letteratura, ma si tratta della evidenziazione di un unico nerbo che li unisce [...] La figura di Ciccia è presente quale docente ed educatore con i suoi richiami all’insegnamento del latino, della grammatica italiana, dell’apprendimento a memoria, di versi o di brani di prosa, per la funzione formativa esercitata sulla persona, oltre che per l’unitarietà del ‘popolo’; contrario ad ogni forma di faziosità, di provincialismo che disgregano l’Italia. Il suo richiamo all’abbandono dei programmi unitari, suona come un monito. È perciò, un libro che andrebbe letto come testo scolastico, per via degli approfondimenti, perché forgia le coscienze ed è un richiamo alle comuni origini degli Italiani, nel desiderio di uomini eccezionali che diedero la vita perché questo si realizzasse; specialmente oggi che si avverte odore di separatismo, di dialetti perfino nella toponomastica, uno sconcerto [...]”


Valeria De Mattei
“Talento”, Torino, n° 1/2008

“È decisamente interessante e di ampio respiro questa raccolta di saggi letterari che, seppur nella sua brevità, fornisce un quadro esauriente e curato del panorama letterario-culturale italiano [...] Ogni saggio è un piccolo scorcio, una piccola incursione nelle tappe di quel cammino che il nostro paese ha percorso fino ad oggi. Gli scrittori e i poeti rappresentano di volta in volta la voce di un’epoca, ne diventano, forse anche al di là delle loro stesse intenzioni, esponenti-simbolo, riferimenti per le generazioni a venire [...] Ciascun saggio è dunque una piccola monografia, un approfondimento di un particolare aspetto di ciascun autore o, nel caso di Dante, cui è dedicato più spazio, un’analisi di determinati aspetti di alcuni canti [...] La lettura del testo è gradevole e proficua. Non vi è ostentazione accademica, ma un linguaggio piano e scorrevole, che cattura l’attenzione e stimola la curiosità, spronando così il lettore a proseguire. Ogni autore trattato diventa così un capitolo nella grande narrazione della nostra storia letteraria, presentata qui in modo organico e ben strutturato. Particolarmente degni di nota, oltre agli scritti su Dante, di cui il prof. Ciccia è rinomato studioso, sono i saggi su Pavese [...] e su Leopardi [...] Un testo insolito, forse, quello di Carmelo Ciccia, dove concisione e ricchezza vanno di pari passo... un binomio che ormai raramente si ha il piacere di incontrare.”


Silvano Demarchi
“Il Cristallo”, Bolzano, dic 2007

“[...] saggi che vanno da Dante a Pavese, passando attraverso poeti e narratori rappresentativi del genio italiano. Circa metà del volume è dedicato agli studi danteschi, parlando di Gioacchino da Fiore, l’abate calabrese ‘di spirito profetico dotato’, del ‘folle volo’ di Ulisse e dei suoi antecedenti in Luciano di Samosata, della figura di Manfredi e di Piccarda Donati alle caratteristiche salienti della terza Cantica [...] Interessante il saggio ‘Dante nelle arti figurative’ che passa in rassegna i principali pittori che illustrarono la Divina Commedia, da Bottticelli al popolare Gustave Dorè a Salvador Dalì [...] I saggi di Ciccia sono ricchi di riferimenti alla storia e alle sottili disquisizioni critiche, tra le quali l’Autore, noto dantista, si muove a suo agio [...] La seconda metà del libro è dedicata agli autori successivi a Dante, a iniziare dal Petrarca col suo umanistico amore alla classicità e alla perfezione dello stile che diverrà modello della poesia successiva, non solo petrarchesca [...] Vi è da notare che ogni saggio presenta un aspetto nuovo, inedito, dell’Autore o dell’epoca trattati, offrendo così un sostanziale contributo alla critica e alla comprensione di ciò che viene preso in considerazione, il tutto attraverso una esposizione chiara e a tutti comprensibile.”


Lucia Paternò
“Il Convivio”, Castiglione di Sicilia, ott-dic 2007

“Dante preconizzatore del moderno assetto delle nazioni europee; Dante il poeta della religione cattolica per eccellenza; Dante attuale nel suo grido ‘Ahi serva Italia...’, iconoclasta, scaglierebbe ancora oggi il suo grido contro le iniquità, contro i potenti, contro l’immoralità; questi sono solo alcuni degli aspetti analizzati [...] ma non solo Dante, e ciò è chiaro già nel sottotitolo. Il ritratto di questi autori è delineato in maniera insolita, analizzando più che gli aspetti letterari propriamente detti, i tratti umani e la situazione storica che ha visto nascere le loro opere e (in alcuni casi) il dispiegarsi della loro azione. I poeti e scrittori che hanno unito l’Italia, non sono solo quelli che si sono occupati del Risorgimento, ma tutti quelli che, grazie ad un sistema scolastico unitario, milioni di persone di varie generazioni e regioni, hanno studiato a memoria, e ciò ha contribuito a corroborare l’espressione dell’unità nazionale. Ciccia è molto critico riguardo alla normativa sull’autonomia scolastica, perché se per un verso consente una maggiore flessibilità ai programmi, per un altro in essa è insita un’indubbia frammentazione [...] I primi dieci saggi sono dedicati al poeta della Divina Commedia, dove l’analisi sul piano, propriamente linguistico, ha aperto la strada ad un serie di informazioni di carattere storico [...]


Giancosimo Rizzo
“Ricerche”, Catania, giu-dic 2007

“[...] l’opera consiste in un nuovo viaggio tra personaggi dominanti della letteratura italiana, tesa alla minuziosa ricerca di tutte le connotazioni più segrete degli autori presi in esame, in una sorta di analisi comparata dell’afflato che li ha mossi. L’autore, animato da concreta quanto innata volontà di indagine (concepita come fatto etico) ritorna (ancora una volta) a considerare il sentimento politico di Dante, enunciato per simmetrie e analogie, rivelandoci una ancor più ampia interpretazione del simbolo del Veltro. Naturalmente, quale logico corollario all’argomento, l’attenzione si appunta, con scrupolosità che implica una profonda cultura, su da Fiore; ‘...il calavrese abate Giovacchino | di spirito profetico dotato...’, che precorse Dante nel suo ideale di redenzione e di riscatto d’Italia come nazione. Si susseguono poi – a volte con differenti quantità e densità di argomentazioni – altre figure rappresentative della nostra letteratura (da Petrarca, a Boccaccio, a Fogazzaro, fino a Pavese), chiamate nel libro a rivivificare l’interesse verso quello straordinario e glorioso processo storico, mediante il quale la nostra nazione si è costituita in stato, riconquistando le proprie tradizioni e proponendosi come protagonista sulla platea internazionale. Sicché ci sembra di poter affermare che l’autore, oltre all’impegno profuso nel sottolineare e commentare i temi di elevata poesia, sia stato spronato da un commovente fervore patriottico (sentimento non troppo diffuso ai nostri giorni), sì da porre in piena luce tutti quei valori risorgimentali, alimentati dagli ‘autori che hanno unito l’Italia’. Notevole la quantità di riferimenti bibliografici che Ciccia ci presenta con la puntigliosità e precisione che gli sono abituali. Il saggio rivolto a tutti gli appassionati di letteratura che intendano ‘seguir virtute e conoscenza’, è, in particolare, consigliabile ai più giovani che sovente ignorano il senso e il valore della Letteratura e della Storia trascorsa.”


Fausto Politino
“La tribuna di Treviso”, Treviso, 13.XI.2007

“Il rapporto tra Carmelo Ciccia e la poesia di Dante rimane un legame forte [...] Particolarmente interessante l’analisi che fa del III canto del Paradiso; quello dell’incontro con Piccarda Donati che gli fa sorgere intenso il ricordo di Firenze, in preda alle lotte fra Bianchi e Neri. Ma la decodificazione dei versi vuole attirare l’attenzione sull’interesse particolare che Dante ebbe per le donne, per ‘tutto il bello, buono, delicato, tenero’ che caratterizza il mondo femminile [...] Forse molti non sanno – ricorda Ciccia a proposito del Verga – che nel 1862 lo scrittore siciliano pubblica Sulle lagune, il romanzo ambientato fra Venezia e Oderzo. Un’opera sicuramente trascurata. Tuttavia da non sottovalutare perché anticipa le tematiche della futura arte verghiana [...] Nel capitolo dedicato a ‘Il dramma di Pavese’ Ciccia si interroga sulle cause del suicidio dello scrittore piemontese. A suo parere è corretto riferirsi alla disfunzione fisiologica che ne compromette il sistema nervoso. Alla sua profonda delusione per l’ingiustizia che domina la società. Ma senza dimenticare l’atmosfera di morte che si respira nelle sue opere [...]”


Sergio Sciacca
“La Sicilia, Catania, 28.X.2007

“[...] Con una competenza che si spinge fino all’indagine su testi rari o manoscritti, lo studioso getta luce probante sulle allusioni dantesche, sia sulla storia a lui contemporanea che sui vaticini per il futuro che egli sparge nel Poema. Perché Dante, come l’abate Gioacchino, credeva che il futuro fosse già tutto segnato e che le menti superiori potessero coglierne i segni principali [...] Questo libro aiuta a orientarsi in una bibliografia spesso recondita e a collocare nella giusta dimensione l’opera di molti che non furono solo artisti, amanti del bello, ma uomini d’azione che volevano fare dell’Italia la grande Nazione che realmente fu solo per qualche secolo.”


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“Il quindicinale”, Vittorio Veneto, 25.X.2007

“[...] torna a occuparsi di Dante con 10 saggi riguardanti il sommo poeta e 15 interventi su altri autori emeriti della nostra letteratura: Petrarca, Boccaccio, Leopardi, Manzoni... Con questo libro, l’autore, presidente del comitato di Conegliano della Società Dante Alighieri, sintetizza oltre mezzo secolo della sua attività di saggista e critico.”


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"Il gazzettino della 'Dante' albonese", Albona-Labin (Croazia), lug-dic 2007

"Con questo libro, l'autore, presidente del comitato di Conegliano della Società Dante Alighieri, sintetizza oltre mezzo secolo della sua attività di saggista e critico."


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