Adriana Scarpa
da: Il tempo della memoria, 1997
Le belle figlie di Madama Dorè
Smettere di
cercarla, la chiave.
Tanto si è
perduto per sempre
il tempo
l’uscio il cancello
l’acquario
d’oro
e l’erba
smaltataverde.
Il cuore sta
piantato
sulle rovine,
vagheggia
voci e tesori.
Ma le conchiglie
più non
suonano di mare
e nulla si è
salvato dal naufragio.
Lunghedita
tastano
se qualche
serratura
non sia
rimasta accessibile
ma anche a
spezzarsi le unghie
ed aprirla
cosa mai
potremo ritrovare
nello scrigno
se non licheni
pallidi
e le belle
figlie di Madama Dorè
senza più
giovinezza.
E guai a porsi
domande
ché quelle sì
fanno male.
Dentro il
piccolo cerchio
della nostra
conoscenza
paiono uccelli
catturati
che sbattono
impazziti
contro le
sbarre.
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