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Adriana Scarpa
da: Il tempo della memoria, 1997

Lettera a...

... te la porterà un cavallo, forse
o un pavone di luna
questa mia lettera.
Decifra la grafìa
del filo d’oro
il limìo dell’unghia.
È passato attraverso vetri socchiusi
s’è curvato ad ondate
di marea ed ora
è qui il messaggio.
Piccola luce che di me
racconta e attorno spande
la polvere dei gigli
l’argento liquefatto dei pensieri.

Ti narro col mio scritto
di come si possa
attorcigliarsi dentro un ricciolo
o farsi nota
sul pentagramma dello spazio.
Leggimi in controsole
ho usato penna di cigno
intinta in succo di limone
e una corteccia invisibile.
Le parole puoi frantumarle
(come il diamante tagliato
si moltiplicano in facce di luce)
e l’una che era
si muta in cascata di suoni.
Così molto saprai
dell’arpa ricurva, dei fianchi
con braccia di salice,
delle mie stanze per grilli.

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Adriana Scarpa
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