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Adriana Scarpa
da: Alchimie per una donna, 2000
Rita delle bambole
a Rita S.
Parlando
ognuna di noi
ha aperto
carrellate di pietre bianche
sul greto e i
canti dell’aurora.
Ci si racconta
l’odore
della pioggia
e l’anima ha
una sua voce
ch’è fatta
di braccia di
sole e di memorie.
Io ti chiamo
"Rita
delle bambole"
per la pelle
fresca
del tuo volto,
per il seno d’adolescente,
per le storie
dell’infanzia
lontana. Tu avevi la ricchezza
di bambole
cucite
con ritagli di
pezza
da una nonna
paziente
e volti sempre
diversi
disegnati e
freschi di lisciva
e ancora
ridipinti
sopra la tela
bianca. Così
è la vita, un
inseguirsi
di sensazioni
fresche
e di
tristezze, ma ricorda, Rita,
che tornano
ogni giorno
le albe
bianche
odorose di
mare
e il nostro
ricordare
è una nenia
dolcissima.
Noi due
riconosciamo
ancorala luce del
nocciolo
e sappiamo
cogliere
la purezza del
croco
prima che
spacchi
lo strato
sottile
della neve.
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