Servizi
Contatti

Eventi


Sei storie piccine piccine picciò

Premio Histonium
Premio speciale del Presidente
Luigi Alfiero Medea

Un linguaggio fresco e genuino e un grande amore per i bambini caratterizzano queste sei storie, scritte con il cuore, più che con la penna, da “nonna Ines”, per i tanti piccoli lettori, ma in particolare per i suoi nipotini Doriana, Dario e Michele, i quali, attraverso la magia fiabesca, possono riscoprire importanti valori, indispensabili per la loro crescita umana e morale.

A partire dall'amicizia. Ben tre fiabe sono ritmate da questo sentimento, In Splat è un cucchiaino che riesce a ridare gioia e speranza ad una vecchia ciotola di terracotta, che se ne sta "tristissima e dimenticata da tutti, sulla scansia più alta di una credenza panciuta di legno di ciliegio, tra profumi di cannella e chiodi di garofano". In Salterella si instaura un prezioso legame tra una minuscola goccia d'acqua, di rara trasparenza. la quale, rimasta sola, attende rassegnata la sua fine, e una rigogliosa felce, che avvolge la goccia con le sue fronde e dice ad essa di avere pazienza perché, finita l'estate, arriveranno le piogge "a riempire con forza ogni bacino d'acqua", offrendole la possibilità di raggiungere le altre gocce sorelle. In Honey trova un amico il protagonista è "un bel cucciolo di pastore tedesco dal pelo lungo e soffice color miele", che cammina solo, traballante e infreddolito per le strade della città e che trova calore nella lieve carezza di un bambino. Tènere le frasi finali della storia, che si riferiscono al fatto che Michelino dice al suo papà di voler chiamare il cucciolo Honey: "Scodinzolando felice, la bestiola fece capire il suo assenso rizzandosi prontamente sulle zampe e leccando più volte, con tenerezza, le manine protese. Ne era proprio convinto: era bellissimo avere qualcuno di speciale, cui voler tanto bene!".

Che dire di Punturina, la zanzara che si dispera perché vuole dare solo bacini a una piccola creatura, ma non riesce che a farla piangere? È pronta allora a sacrificare tutto ciò per cui è nata e cresciuta, cambiando il suo modo di pungere attraverso un'operazione: al posto del pungiglione accetta il trapianto di una "tenera boccuccia", fatta a cuore.

La prefatrice Giuseppina Ranalli ricorda le origini venete della Scarparolo, individuandole nella fiaba Una gamella di latte. È vero, c'è sotteso in questa bella storia del piccolo Cianeto, che va a mungere le vacche, sia l'educazione al sacrificio e al lavoro, sia il rispetto per gli animali, che negli ambienti rurali e pastorizi, come quello del paese natio dell'autrice, ha forgiato il carattere di tanti uomini e di tante donne fin da bambini.

autore
Literary © 1997-2022 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza