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Il deserto e il cactus

Cod.: 24

Opera prima, con presentazione dello stesso editore Guido Miano, che ne fa un'analisi acuta e delicata, suddivisa in "I segni del tempo"(1976-79) e "Il deserto e il cactus"(1980-81). Il motivo esistenziale fondamentale, l’ansia d’eterno, trascende la quotidianità e la temporalità, e, tuttavia, questa poesia è tutta radicata nella storia e nella contemporaneità: di qui la sua tensione umana e civile, come nella splendida “Terra di Sicilia”, ch’è una delle liriche più belle che, in questi ultimi tempi, siano state scritte sulla nostra Isola. Dal deserto, la speranza: bellissimo significante! La drammaticità della iterazione ostinata delle immagini della droga, della violenza, della ipocrisia, di una vita sfuggente, di nullità e precarietà si contrappone in un riscatto inatteso e perentorio a quell’eden antico che apre una sua stupenda lirica “Crisalide”. E’ la chiusura, il rifiuto dell’effimero, per incarnarsi, finalmente, nella limpida serenità dell’amore: segni palesi di una vocazione poetica che ha certamente lontane radici. Poi l’irrefrenabile tormento dell’anima in un avvenire immaginato “di quercia”, ma che si ritrova nella “fragile carne”; richiamo alle più raffinate elegiache movenze latine nell’ovidiano desolato “nunc deformatus aerumnis”, ma che subito si riscatta in “Pace” e in “Miraggio”. Moderno, armonioso, sofferto, questo suo stile in “Stimmung” isolano e fortemente “vero”, trascina in una continua estetica ammirazione.

NIGRO Pietro

Genere: Poesia

€ 7,75 attualmete non disponibile

Milano 1982, 15x21, pp. 48


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