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Astronavi dell'anima

Cod.: 366

La poesia di Pietro Nigro, nella sua profonda ricerca di pensiero e nella sua forza immaginativa, si può definire una poesia costantemente al limite. Tutto quello che viene detto e immaginato, nello spazio di un linguaggio che si riflette sulle origini mentali di se stesso, è portato all'estremo confine della conoscenza. In tal modo l'effetto di trovarci di fronte a una rara testimonianza delle estreme capacità evocative che può avere una scrittura poetica, è davvero travolgente. E viene adoperata, e fin dal titolo, la metafora di una astronave per indicare la direzione ultima e indefinita di una tale esplorazione cosmica o trasmigrazione, spinta ai margini più lontani, ossia più profondi e irraggiungibili della mente, configurati come squarciati orizzonti o, avuto riguardo alla poesia, come "estrema ricerca dell'eterna parola". Sarebbe troppo facile parlare di memoria orfica e misteriosofica, nei "sensibili recessi", e del mitico e avventuroso pensiero filosofico o "spirito primevo" o "il sapere dei secoli", lasciato in eredità dall'antica storia culturale della terra siciliana. Di quest'ultima profondità di radici come figlie della verità e come cordone ombelicale o "gene che cantò per secoli e millenni", l'autore mostra di avere un'idea chiara e assoluta. Qui non si tratta, infatti, di futili atteggiamenti o viste esteriori, ma c'è in ballo la verità, quella dei massimi sistemi dell'infinito e dell'eterno, una meta insperata e disperata. Da qui nasce il particolare "sentimento del tempo" di questa inesauribile poesia e della sua intima "coscienza dei millenni" che sente l'immobilità animata e silenziosa della pietra attendere "da millenni", appunto, il suo destino.

NIGRO Pietro

Genere: poesia

€ 10,00 attualmete non disponibile

Arezzo 2003, pp. 48


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