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Un posto chiamato Scapoli

Cod.: 331

In Un posto chiamato Scapoli... la scrittrice vuole ritrovare, al di sotto del nuovo che ha cancellato per sempre l'antico, i luoghi della sua infanzia. Lo deve fare, però, "ad occhi chiusi" perché, quando volge lo sguardo intorno, non riconosce nulla, la civiltà ha trasformato a poco a poco ogni cosa. Allora fa appello alla fantasia e riesce, con la magia dell'immaginazione, a rivivere i momenti spensierati ed allegri dei suoi anni verdi... Corre verso San Rocco per dondolarsi sull'altalena; va a giocare sotto l'ombra della quercia della Croce; va a raccogliere pinoli gelsi e "crugnali"; a fare il bagno nel ruscello del Mulinello con le zie (Da La nonna racconta...); a divertirsi davanti al piazzale della chiesa, sotto l'ampia chioma dell'annoso leccio, e a nascondino nel labirinto del centro storico... Quando riapre gli occhi, s'accorge che c'è ancora una testimonianza del tempo trascorso: il vecchio pino, secco, però, ed in procinto di essere abbattuto... Lo ama ancora il paesello, più di allora, non se n'era mai accorta; è legata ad esso da un sentimento rimosso che ora è tornato a galla. Tutto le è caro, in modo particolare gli angoli che le ricordano le persone scomparse: la casa paterna, quella dei nonni, l'abitazione di don Luigi Mancini, ancora molto bella sebbene vecchia e decrepita; la fonte Vecchia dove andava ad attingere l'acqua, la scuola, la piazza... Il testo è pervaso dai ricordi e dalla nostalgia di qualcosa che non c'è più e dal desiderio di trasmettere ai posteri la visione antica di un luogo, plasmato dalla civiltà, ma ricco di storia.

IZZI RUFO Antonia

Genere: saggistica

€ 8,00 attualmete non disponibile

Isernia 1994, pp. 110


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