Legenda Libri - Literary.it Catalogo Cerca Info

Soglie

Cod.: 333

Dalla recensione di Giampietro Tonon (Punto di Vista, nr. 38/2003).
Una visitazione insolita, almeno nei termini editoriali, quella di un luogo dell'eterno riposo, relegato oggi ai margini della vita comune, un tempo meta del pensiero che fissa nel tempo il ricordo delle persone care. Sì, Luccia Danesin con la sua macchina fotografica ha cercato e fissato, attraverso il cimitero monumentale di Padova, tagli insoliti, di quelle figure scultoree che era in uso porre nelle tombe più ricche almeno fino agli anni Quaranta. Poi più nulla, o quasi, semplici lapidi, veloci loculi, per dimenticare? Figure spesso sensuali, meste, sorridenti, in lacrime, attente nel vuoto di fronte, dimenticate, legate da ragnatele, scrostate, colorate dallo smog del tempo: un palcoscenico vivo e vitale che si sforza di perpetuare il ricordo ai vivi che spesso, invece, vogliono dimenticare in un perverso usa-e- getta. E ogni tanto, perché Luccia è anche poetessa, pochi versi, distici "Ogni vuoto ha il suo recinto | Fu giardino, pozzo o labirinto". Una fotografia che è anch'essa poesia, delicata, quasi colta in punta di piedi, per rispetto e per non turbare il tempo immobile che passa. Un bianco e nero morbido con un'immensa scala di grigi come ormai non siamo più abituati a percepire, calibrato a mano, cercato per dare storia alla storia nella quotidianità del vivere. È raro trovare un poeta, ancor più raro un poeta- fotografo. Luccia li è entrambi. E testimonia una tradizione familiare che ha radici fin dall'Ottocento. Questo volume esce dopo una mostra che ha riscosso molto successo, per certi versi inquietante, ma anche ristoratrice e vivificante. Sta a noi superare i limiti di questa cultura che avanza dominata dagli oggetti. E l'uomo?

DANESIN Luccia

Genere: fotografia

€ 18,00 attualmete non disponibile

Cittadella 2003, pp. 96


© 1997/2012 - Libraria Padovana Editrice