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Adolfo Wildt
in mostra al
Museo “San Domenico” di Forlì
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Davide Argnani
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Forlì è sempre stata Città
d’Arte, di storia e di lettere, forse un po’ provinciale, un po’ chiusa, e un
po’ nascosta o trascurata dai mass-media o dai grandi esperti, come i critici o
gli studiosi, e soprattutto dalla pigrizia dei suoi stessi cittadini, eppure,
nel corso dei secoli, ha saputo ben rappresentare Cultura Arte e Sapienza.
Almeno fin dai tempi di Dante che capitò pure a Forlì oltre che in permanenza a
Ravenna; Jacopo Allegretti che tra due/trecento a Forlì e Rimini diede vita ai
primi salotti letterari, poi il Melozzo (quello detto da Forlì), la Caterina
Sforza, il Canova… Però da qualche tempo Forlì finalmente si è mossa: motori
trainanti il ricchissimo Fondo Piancastelli nell’antica Biblioteca Comunale “A.
Saffi” con l’annessa Pinacoteca ricca di numerose opere di importanti artisti
dell’arte antica e contemporanea, e da diversi anni la presenza del nuovo Polo
Universitario che ha saputo vivacizzare culturalmente l’ambiente forlivese.
Da alcuni anni l’emerita
Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, presieduta dall’instancabile Avvocato
Pier Luigi Dolcini e in collaborazione con il Comune di Forlì, promuove e
organizza eventi di grande importanza artistica a livello internazionale con la
cura di un valido Comitato scientifico presieduto dal critico e studioso d’arte
Antonio Paolucci.
Dopo le precedenti mostre
antologiche dedicate fra l’altro all’arte di Silvestro Lega, Antonio Canova,
all’Egitto mai visto, a Melozzo da Forlì, quest’anno è la volta dello scultore
italo-austriaco Adolfo Wildt.
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Autoritratto. |
Monumento ad Aroldo Bonzaghi (Cento). |
Le cui opere saranno in mostra
dal 28 gennaio al 17 giugno 2012, a cura di Ferrando Mazzocca e Paola Mola.
Della sua opera il critico Mario Tinti, nel 1919, scriveva “Wildt è arrivato
attraverso spiritualizzazioni estreme di piani e di volumi, di gesti e di
espressioni a una plastica ascetica di una intensità e di una profondità da
lungo tempo non raggiunte”.
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La concezione (1921). |
Infatti l’estrema levigatezza
delle superfici marmoree delle sue sculture conferisce a ogni opera una purezza
assoluta e unica rispetto ai tempi difficili da lui vissuti. Proprio a causa dei
suoi sentimenti forti e sensibili e delle dure prove che la vita fin dalla
fanciullezza lo aveva costretto non è forse un caso l’espressione triste e allo
stesso tempo meravigliata dei volti e degli sguardi delle sue sculture che
possono ricordarci “A egregie cose il forte animo accendono…” di foscoliana memoria.
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Carattere
fiero-Anima gentile. |
Maschera. |
Tutto ciò però non toglie
prestigio alla sua opera che si dimostra nuova e originale rispetto al suo tempo
fra ‘800 e ‘900. Anzi segna senz’altro un percorso di passaggio importante fra
due secoli storicamente turbolenti e artisticamente innovativi nonostante un suo
apparente romanticismo sentimentale che non sa o non vuole allontanarsi dal
classicismo. I temi da lui prediletti e privilegiati diventano quelli del mito
(esistenziale) e dei simbolismi multiformi della maschera (come simulazione) da indurlo a rendere
scarnificate e assolute tutte le sue sculture con forti richiami all’arte antica
come lui stesso, nel 1915, ha lasciato scritto: “Fin da ragazzo studiai con
selvaggia intensità i nostri maestri antichi. È questo studio, lungo e faticoso,
l’unica fonte della mia arte e a questo aggiungo il mio potente bisogno di
sincerità”. (dal programma pubblicitario). Così l’estrema levigatezza delle
superfici marmoree dona ai suoi busti una purezza assoluta ed una integrità
plastica conciliandola con il sentimento drammatico di alto vigore esasperato.
Questa espressività si può ammirare in molte sue opere presenti nei Musei Civici
di Forlì e, per l’occasione, nelle sale di questa mostra forlivese, da non
perdere.
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Arte lunga vita
breve (incisione di Wildt). |
Adolfo Wildt nasce il
primo marzo 1868 a Milano dove muore il 12 maggio 1931. Wildt proveniva da una
famiglia poverissima di origine svizzera che da molte generazioni si era
trasferita in Lombardia. A causa delle misere condizioni familiari, a nove anni
fu costretto ad abbandonare gli studi per lavorare come garzone prima presso un
barbiere e poi da un orafo. A undici anni inizia il suo apprendistato per la
lavorazione3 del marmo nella bottega di Giuseppe Grandi. A 18 anni era già ben
noto per la sua abilità nella finitura del marmo. Dal 1888 lavora per Federico
Villa che lo mette a contatto con i più noti scultori lombardi. Riprende gli
studi a Brera alla Scuola Superiore d’Arte e poi all’Accademia di Belle Arti. La
sua prima opera che espone alla Società per le Belle Arti di Milano è un
ritratto della moglie, subito acquistata dalla Galleria nazionale d’arte moderna
di Roma. Dal 1894 lavora per il collezionista prussiano Franz Rose, firmando un
contratto per la durata di diciotto anni e che gli offrirà la possibilità di
esporre in mostre importanti a Milano, Monaco, Zurigo, Berlino, Dresda. Fra i
suoi maestri preferiti ammirava Adolf von Hildebrand e Auguste Rodin. Nel 1913
riceve il Premio Principe Umberto per il suo progetto per la fontana La Trilogia
alla mostra della Secessione di Monaco. Successivamente partecipa a varie mostre
internazionali e negli anni 1921-1924-1926 espone alla Biennale di Venezia. Nel
1921 fondò la sua Scuola del Marmo entrando a far parte dell’Accademia di Brera.
Tra in suoi allievi più noti saranno Lucio Fontana, Fausto Melotti e Luigi
Broggini. Molti suoi capolavori si trovano nei Musei Civici di Forlì:
Autoritratto (1908-1909), Pargoli (1918), Fulcieri Paulucci de’
Calboli (1919), Lux (1920), La fontanella santa (1921),
Santa Lucia nella omonima chiesa di Forlì (1926), San Francesco d’Assisi
(1926).
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Santa Lucia. |
Paolucci
Fulcieri de’ Calboli. |
° ° °
Informazioni:
Museo San
Domenico, Piazza Guido da Montefeltro, 47121 Forlì. Tel. 199.75.75.15 –
www.mostrawildt.it – Orari visita: da martedì a venerdì: 9,30-19; sabato-domenica-giorni festivi: 9,30-20; Biglietti: intero € 10,00, Ridotto €
7,00. Info e prenotazioni: Tel. 339.29.21.002.
Mostre collegate:
Faenza (Ravenna): dal 28 gennaio al
17giugbno 2012. La ceramica nell’età Wildt al Museo Internazionale delle
Ceramiche. Tel. 0546/697311
www.micfaenza.org
Cervia (Ravenna): Giuseppe Palanti. La pittura, l’urbanistica, la pubblicità da Milano a Milano Marittima,
(Magazzini del Sale, dal 5 maggio al 2 settembre 2012) – tel: 0544/979267.
Predappio (Forlì-Cesena): Archivio del
Novecento. Marisa Mori, donna e artista del ‘900, il talento e il coraggio;
Renato Bertelli, la parentesi futurista. Dal 4 febbraio al 5 agosto 2012. Tel.
0543/921700.
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rubrica |
| Arte |
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Wildt, Adolfo in mostra
autore: Davide Argnani
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