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A Edoardo Nesi l'ambito Premio Strega

foto © Nicoletta Corsalini

Incontrare il vincitore del LXV Premio Strega, Edoardo Nesi, per chi ama la letteratura, è non solo curiosità di conoscerlo di persona, ma anche emozione per quello che rappresenta e rappresenterà nel panorama culturale italiano, e auspico anche internazionale.

Da diverse settimane i miei amici mi parlavano del libro Storia della mia gente, finalista allo Strega, mostrandomi la copertina e aggiungendo i loro personali commenti. Infatti, il nome di Edoardo Nesi e il titolo del suo libro sono entrati a far parte spesso dei discorsi dei pratesi in questi giorni. Tutti in attesa del verdetto della giuria, come se fosse stato il risultato di una partita di calcio della nostra Nazionale contro un’altra squadra molto forte. Poi il risultato e le parole dell’autore hanno riempito di orgoglio letterario un'intera città e la sua provincia. Ed io, nel tardo pomeriggio del 22 luglio 2011, quando la mia amica Luana Cecchi, giornalista de “Il Tirreno” di Prato, mi ha telefonato informandomi che, alle 19, c’era un suo incontro con i cittadini organizzato dalla Libreria Il Castello, lì per lì ho pensato fosse troppo tardi per andarci, ma subito dopo, l’istinto ha prevalso e mi sono detta: “Ok, vado. Ascolterò attentamente ciò che dirà, poi leggerò il libro con più interesse.”

Lo scrittore Edoardo Nesi e l'intervistatore Paolo Balestri.

Edoardo Nesi era già arrivato, alcune persone stavano parlando con lui. Alle sette in punto, all’ora stabilita, Paolo Balestri, socio della libreria, ha salutato i presenti ed ha iniziato a fargli domande.

Cosa vuol dire partecipare allo Strega?

Il Nesi, a questa prima impegnativa domanda, ha così risposto: “Vuol dire entrare in un mondo competitivo, in un clima strano per uno scrittore. Ci sono diverse selezioni e presentazioni dei libri alla fine delle quali restano dodici finalisti, e successivamente soltanto cinque. Si arriva alla serata finale stremati… con il tempo che sembra accelerare. Ci sono dei pronostici, è vero, ma non sempre sono rispettati. Nel mio caso è andata molto bene, insperatamente. Per me è stata un’esperienza straordinaria che mi ha dato grande felicità accompagnata da incredulità. Stento ancora a crederci. E’ sorprendente constatare come il Premio Strega sia conosciuto dalle persone, e dai romani in particolare, infatti, per strada subito dopo l’annuncio del risultato ufficiale qualcuno mi ha riconosciuto.”

Con voce pacata, ma velata ancora di emozione, ha continuato: “Sono felice di far parte di un elenco di scrittori straordinari, verso i quali sento un sacro timore reverenziale. Il Premio Strega è, senz’altro, una lunga storia che racconta anche la storia del nostro paese. Cinque anni fa, lo stesso premio è stato assegnato ad un altro scrittore pratese, Sandro Veronesi, e questo è sorprendente, un fatto davvero eccezionale per la nostra città. Forse questo è successo perché a Prato si sta vivendo un momento particolare. Veronesi mi è stato molto vicino in questi giorni ed anche durante la serata finale era al mio fianco a sostenermi. In questo libro racconto la mia storia e quella della mia famiglia, storia legata a quella della nostra città. Prima che sapessi i risultati finali avevo pensato di dedicare questo libro a Prato, a mia moglie Carlotta e a tutti quelli che hanno perso il lavorosoprattutto i giovani”.

“Dopo aver capito che Storia della mia gente era il libro più votato dalla giuria, sull’onda dell’emozione ho chiesto proprio a mia moglie di venire con me sul palco, cosa che non era mai accaduta prima in questa manifestazione letteraria. Negli ultimi tempi Prato è stata raccontata in modo più vero, ed anche se, a volte, viene accostata a Lampedusa per alcuni suoi aspetti, credo che esse vivano situazioni diverse. A Prato prima c’era ricchezza da condividere, perché la città era generosa con chi arrivava, come i tanti immigrati del Sud.”

Paolo Balestri subito dopo gli ha chiesto: Cosa pensi delle critiche negative rivolte al tuo libro?

Istintivamente, Edoardo Nesi, ha dato una risposta significativa e poetica, forse, destinata a rimanere nell’immaginario letterario: “Per uno scrittore le critiche negative sono come sussurri, le critiche positive sono come tuoni.”

Ed a proposito di protezionismo e luddismo, di cui parla nel libro, ha affermato: “Preferisco passare da luddista che da qualcos’altro.”

Ha dato una risposta ben precisa anche alla domanda: Di cosa tratterà il prossimo libro?

“Pensavo di scrivere un libro su Berlusconi, ma mi sono accorto che non è possibile finché opera ancora nell’ambito pubblico, forse ne riprenderò la scrittura in futuro. Nell’immediato penso, invece, ad una storia d’amore. In questo periodo, per effetto della vincita dello Strega, ho ricevuto tantissimi inviti da ogni parte d’Italia, da Nord a Sud, ma purtroppo non posso essere presente dappertutto.”

L’ultima domanda riguardante la scrittura e gli scrittori, rivoltagli da una persona del pubblico ha ricevuto questa risposta: “La fortuna di uno scrittore è quella di poter decidere se finire un libro oppure continuarlo. Mi arrivano molti dattiloscritti di giovani ma spesso non sono completi, invece, uno scrittore deve saper riconoscere quando un libro è finito oppure no.”

La serata si è conclusa con un brindisi dalla duplice valenza: per complimentarsi con lui della vittoria e per fargli i migliori auguri per il suo futuro di scrittore.

Il contenuto di questa sua ultima opera, Storia della mia gente, si presta a discussioni di varia natura e di grande attualità, soprattutto per gli aspetti riguardanti la realtà dell’industria tessile italiana, non solo pratese. Questo prestigioso riconoscimento sarà per Il Nesi, sicuramente, un incentivo a continuare nel suo cammino letterario, con più consapevolezza delle sue possibilità. Il mio augurio è che possa volare ancora più lontano per raccontarci tante altre storie “tra tuoni e sussurri”.

foto © Tg24.sky.it

La recensione di Nicoletta Corsalini

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