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19 giugno 2011
Intervista ad Alessandro Pierfederici

Alessandro Pierfederici è un Direttore d'Orchestra con la passione per la... penna. Nel senso che scrive. Ma contrariamente ad altri suoi illustri predecessori però, non scrive di musica, non fa biografie, ma scrive romanzi.

E' di recente uscita il suo primo lavoro Ritorno al tempo che non fu, con stile molto personale. Due chiacchiere tra noi per raccontarci un po' del libro ed altre cose...

Alessandro, com'è che un direttore d'orchestra oltre alla bacchetta "sposa" anche la penna...? Una sorta di "bigamia artistica"?

Alessandro : Credo che tu abbia azzeccato la parola giusta: " bigamia"; infatti la mia passione per la musica ed in particolare per la direzione d'orchestra e quella per la scrittura sono praticamente nate assieme quando avevo dodici anni. Ho coltivato entrambe le passioni con continuità ma la musica è stata quella che ha inizialmente prevalso come attività professionale principale. Da musicista ho comunque continuato a scrivere, tenendo nel cassetto i miei lavori nella speranza sempre viva di poter un giorno pubblicarli. Quel giorno è arrivato ed ora sono apertamente un bigamo dichiarato ed ho intenzione di restarlo molto a lungo.

Di che parla il tuo libro? Che genere affronti?

Alessandro : E' un romanzo che nasce da spunti autobiografici e che narra del viaggio di un ignoto personaggio alla ricerca della propria verità umana e che si svolge contemporaneamente nello spazio, nel tempo, a contatto col mondo e con la natura e nella propria interiorità. Si potrebbe definire quasi un classico percorso iniziatico di morte e rinascita con un messaggio positivo di speranza nel quale vorrei che tutti potessero identificarsi. Il genere è narrativo ma non definibile in una categoria specifica: vi compaiono elementi realistici, simbolici e fantasiosi.

Scrivere un libro e dirigere l'orchestra: che differenze trovi, se ce ne sono?

Alessandro : Più che differenze, trovo molte affinità. L'elemento in comune è il creare o ricreare un'opera d'arte a partire dal vuoto, che può essere il foglio bianco o lo spazio sopra me e l'orchestra. Il secondo elemento che avvicina queste due attività è l'elaborare interiormente ciò che dovrà poi essere, nel primo caso attraverso le parole, nel secondo attraverso l'esecuzione di un gruppo di musicisti. Terzo elemento in comune è l'esigenza di affinare sempre di più il prodotto, da una parte sottoponendolo alle necessarie revisioni prima della pubblicazione, dall'altra perfezionando sempre di più la propria conoscenza della partitura e il proprio modo di comunicarla all'orchestra.

Mi parli anche dell'associazione che hai con Lucia (Mazzaria, moglie di Alessandro), Musicaemozioni?

Alessandro: Come già sai, nasce dal desiderio di creare occasioni di sperimentazione per i giovani artisti o studenti in un momento storico in cui tali occasioni sono sempre più rare. Contemporaneamente, nella consapevolezza di una sempre più limitata cultura musicale, abbiamo pensato di creare occasioni di diffusione di tale conoscenza attraverso lo stimolo sia della spiegazione dei brani eseguiti che dei riferimenti e dei legami con altre forme d'arte e cultura. Si tratta di un duplice servizio, in favore dei giovani (alcuni dei quali hanno perfettamente capito lo spirito di questo lavoro ed è su di loro che si ripongono le nostre speranze), e in favore del pubblico, riguardo al quale possiamo vantare il successo di aver avvicinato alla musica vocale persone che ne erano totalmente digiune.

Un "pizzico" di polemica: perché è cosi difficile fare Arte coi giovani in Italia?

Alessandro : Ci sono molteplici responsabilità equamente ripartite. Partiamo dalla scuola, dove la musica è considerata una sorta di inutile appendice; per non approfondire il discorso su alcune carenze croniche della formazione musicale in Italia. Dopo i miei diplomi in Italia, quando mi sono recato a studiare a Vienna mi sono sentito improvvisamente un perfetto ignorante, e credo che la mia non sia stata un'esperienza isolata. Quindi gli studenti terminano i loro corsi scolastici con una conoscenza molto ridotta di quella che è l'arte e la sua storia e quindi con una obiettiva difficoltà ad apprezzarla.

Secondo punto: non facciamo di tutta l'erba un fascio, ma la mia esperienza di musicista e di insegnante mi ha portato negli anni a contatto con giovani potenziali "artisti" il cui reale scopo non era quello di far musica ma di sfruttare la musica per i propri scopi.

Terzo punto: credo che sia un problema generalizzato a tutte le professioni nella nostra epoca. Il sistema cerca esclusivamente persone che abbiano al loro attivo già molteplici esperienze (senza metterli in condizioni di farle però), per cui giovani artisti realmente dotati, ma che non hanno avuto l'opportunità di sperimentarsi, si ritrovano nelle condizioni di non poter accedere a quei meccanismi che li porteranno nel mondo del lavoro.

Quarto punto: è quasi una sintesi e una conseguenza del secondo e terzo. Molti giovani, dotati e no, hanno in comune la bramosia di arrivare subito, bruciare le tappe e conseguire immediato successo, sacrificando a questo lo studio, una preparazione accurata ed una progressiva acquisizione di esperienza. Per questo motivo spessissimo ci troviamo di fronte a meteore che come sono comparse così, non essendo solidamente supportate dalla propria preparazione, scompaiono in brevissimo tempo.

Perché si premia, come nel caso della recente trasmissione di Frizzi "Mettiamoci all'Opera", la mediocrità vocale di cantanti oltre la trentina spacciandoli per "promesse", quando sappiamo benissimo che per un'agenzia i trentenni sono quasi dei vecchi, e non si premia invece la qualità di cantanti (e direttori) che dimostrano coi fatti il loro valore? Al di là del fatto che "passare in televisione" è una pubblicità gratuita...

Alessandro: I meccanismi per i quali si fanno delle scelte che obiettivamente appaiono non condivisibili, sia che avvengano a livello di agenzie, di teatri o di televisione, obbediscono a delle regole autonome, direi quasi autoreferenziate. Secondo me si tratta di una molteplicità di casi singoli che evidenziano come il meccanismo generale sia diventato totalmente fuori controllo da parte di chiunque. Rare sono le eccezioni in un contesto in cui predomina l'apparenza, la superficialità e a volte anche il pietismo, tutto pur di conquistare il favore del pubblico (in un mondo in cui sembrano contare solo i numeri, più numeroso è il pubblico più vincente è il prodotto).

Come vedi la diffusione dell'Opera in televisione?

Alessandro: Quando mi sono accostato per la prima volta all'opera, esistevano due soli canali della Rai e qualche tv privata locale. Ricordo benissimo che sia d'estate che d'inverno potevo assistere ad almeno un'opera alla settimana in televisione e spesso vi erano anche trasmissioni correlate (reportages e documentazioni sulle prove e ricordo inoltre una trasmissione con il parallelismo fra la fonte letteraria, con recitazione, e l'opera derivata......). Poi venne Rai tre che per il primo periodo trasmetteva una quantità straordinaria di eventi musicali ed opere anche risalenti ad alcuni anni prima. Vogliamo proprio parlare di quello che (non) c'è adesso?

Noi sul nostro sito ne parliamo spesso, ed anche nel forum, di quello che ( non ) c'è adesso... Parliamo invece di quello che fate tu e Lucia anche al di fuori dell'Italia: a La Palma, per esempio. Raccontaci...

Alessandro: a La Palma siamo gemellati con l'Associazione canaria A.C.A.P.O. e abbiamo iniziato una collaborazione che ha già dato alcuni frutti notevoli, dall'organizzazione e realizzazione di concerti che hanno portato i nostri Soci Artisti sull'isola e i loro in Italia al primo Master Class internazionale di canto lirico "Vacanza Studio", dal quale sono usciti giovani artisti, alcuni dei quali hanno vinto concorsi, una si è esibita a fianco di Placido Domingo ed uno debutterà nel "Così fan tutte" nel ruolo di Guglielmo il prossimo mese, scelto appositamente fra i partecipanti del Master dal direttore artistico del festival "Opera en el Convento de la Palma". Adesso stiamo ultimando i preparativi per la seconda edizione che si svolgerà dal 19 agosto al 2 settembre a Santa Cruz de La Palma e che riprenderà la formula del primo (che si distingue da Master consimili nell'abbinare allo studio la possibilità per i partecipanti di usufruire di una splendida vacanza e conoscere nuove culture nonché nel condividere momenti di vita in comune anche al di fuori delle lezioni, con escursioni e convivialità... una sorta di campus nostrano), aggiungendovi però la possibilità per i partecipanti di esibirsi, oltre che nel gala finale, in due altri concerti in varie città dell'isola. Il Master in ogni caso non è una passeggiata per quanto riguarda l'intensità dello studio e la frequenza, e si avvale di un'organizzazione molto precisa e della disponibilità di strutture logistiche efficienti e ben fornite. Una chicca: due dei partecipanti, a giudizio insindacabile dei docenti, saranno ammessi a partecipare al concerto che Musicaemozioni terrà il primo ottobre 2011 presso gli Amici del Loggione della Scala sul tema dei Salotti Risorgimentali. E per un giovane, scusate se è poco...

No, direi che non è poco, se pensiamo che tutto questo è fatto “in casa”, da Alessandro e Lucia. Questa è la riprova che le cose si possono fare bene, e spesso molto bene, seppure con moltissimi sacrifici, senza spennare i giovani ed anzi, aiutandoli a perfezionarsi non solo sotto l'aspetto vocale, ma anche interpretativo, giacché avere una cantante di grande esperienza come Lucia ed un Direttore d'Orchestra e pianista altrettanto esperto come Alessandro, è garanzia di poter risolvere i propri eventuali problemi o affinare i propri talenti sotto ogni profilo. E garantire loro almeno una strada aperta per una carriera nel mondo dell'Arte.

Ad Alessandro e Lucia auguriamo una bellissima estate, piena di soddisfazioni e lavoro !

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