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Intervista a Giampietro Tonon

Gentilissimo Giampietro Tonon, innanzitutto desidero porgerLe i migliori auguri di bentornato e di rapida ripresa della Sua attività. Literary è il Sistema Letterario Italiano presente nel web dal 1997, ma soprattutto è il profondo impegno della Libraria Padovana Editrice, nella Sua persona, di promuovere l'attività di autori e operatori del panorama culturale.

1) Alcuni definiscono le possibilità telematiche una nuova frontiera, altri che hanno avuto una formazione piuttosto tradizionale restano ancora scettici. In quale misura Lei ritiene che la piattaforma digitale possa offrire opportunità di applicazione concreta e di ampliamento degli orizzonti letterari?

Ormai stiamo andando ben oltre, la piattaforma digitale, che al presente si concretizza in diverse applicazioni, Literary possiamo dire che gira su una piattaforma digitale tradizionale, ma le novità nel mondo della comunicazione vorrei dire che sono quasi quotidiane.

2) Stiamo attraversando un momento di profonda crisi politica ed economica in ambito internazionale, e nello specifico, in quello culturale. Una crisi che coinvolge, naturalmente, anche il mercato del libro. Lei ritiene che la letteratura stessa sia in crisi o che proprio in contesti come quelli che stiamo vivendo possano emergere nuove progettazioni in risposta alle quotidiane difficoltà sociali e ambientali?

Certamente, come dice lei, stiamo vivendo un momento molto difficile che si riflette in modo pesante anche nell’aspetto culturale. La carta sta sparendo, i quotidiani nel giro dei prossimi dieci anni saranno solo on line con sezioni gratuite e sezioni a pagamento. Il libro di carta dopo tanti secoli sarà costretto a cedere il passo, con il plauso dei difensori della natura. Il libro di carta manterrà la sua funzione forse solo nell’ambito delle presentazioni pubbliche, se si continueranno a fare le presentazioni pubbliche. Non sarà quindi più un oggetto che dovrà fisicamente seguirci. Ci seguirà il lettore, il tablet, insomma l’oggetto tecnologico che vincerà la guerra attualmente in atto per la primazia.

3) Nonostante i dati non siano promettenti, il mondo culturale del nostro Paese continua a sostenere anche in termini economici iniziative letterarie, dalle grandi rassegne del libro alle piccole manifestazioni locali.

In pratica si spendono soldi pubblici per un qualcosa di vecchio e superato. Vorrei dire che quasi si sprechino le iniziative incentrate sui libri come se nel nostro futuro ci fosse il libro, mentre forse si tratta piuttosto di cerimonie funebri nelle quali spesso si sprecano fondi pubblici come se il libro di carta possa avere un futuro, e quindi abbia bisogno d’essere incentivato come si fa con una nuova iniziativa.

4) Tuttavia si sente ripetere che sono tanti coloro che scrivono e pochi quelli che leggono.

Che l’offerta nel panorama letterario italiano non brilli particolarmente in qualità è un dato di fatto. Per trovare un buon libro, un libro che tratti di argomenti di largo interesse bisogna proprio avere la fortuna di inciamparci. Ma spesso è proprio a causa di un’offerta troppo ampia che il mercato viene reso più difficile.

5) Inoltre un autore esordiente trova spesso difficoltà nella scelta di come pubblicare un proprio libro. Cosa consiglierebbe a chi conserva un manoscritto nel cassetto?

Se ho titolo a dare un consiglio, ma pochi oggi a mio avviso hanno i titoli per dare consigli, suggerirei, più che consigliare, si utilizzare le nuove tecnologie, come ad esempio l’e-book che ha il vantaggio di costare poco e proprio grazie ai bassi costi consente agli autori una valutazione anche personale e quindi si può pensare o a un’altra versione o a un nuovo e-book.

6) Stiamo assistendo al fenomeno dell’e-book, una realtà già affermatasi negli Usa, anche se meno sviluppata in Italia. Lei considera l’espansione del libro elettronico un innovativo modello di marketing per ampliare il pubblico dei lettori o soltanto una tendenza del momento?

Indubbiamente la strada del’e-book è già stata tracciata e non saremo certamente noi a invertire il futuro. Il marketing che sta dietro all’e-book, ancora troppo povero d’investimenti, vedrà maggiori investimenti quando anche i quotidiani non saranno più di carta. Aspettiamoci dei grandi cambiamenti nel prossimo futuro.

7) La comunicazione dominata dalla cultura dell'immagine si sta trasformando in un sistema interattivo globale che consente di stabilire relazioni d’incontro e gestire tutta una complessità di rapporti per scambiarsi idee e raggrupparsi in comunità. In che misura ritiene che questa transizione collegata al mondo virtuale, ma che implica il contributo trasversale di persone, possa avere ricadute economiche?

Come già dissi, anche in occasioni pubbliche, l’architettura sociale si sta trasformando e in modalità che ancora non siamo in grado di comprendere compiutamente, ma solo intuire. Nel futuro anche prossimo dobbiamo attenderci cose al presente ancora oscure. Quello che oggi ci sembra il futuro, esempio Facebook, domani ci sembrerà il passato. Questo desiderio di comunicare tutto a tutti, forse domani ci sembrerà solamente un gesto inconsulto. Ricadute economiche certamente saranno possibili ma necessita un notevole sforzo intellettuale e di progettazione.

8) Il mondo di internet è poliedrico, vitale e offre un utile canale per entrare in contatto diretto con i lettori. Cosa pensa dei blog letterari, dei social network, dei siti e dei booktrailer per avvicinare gli utenti al libro?

I blog letterari, i social network e quelle che a molti sembrano diavolerie in un futuro non troppo lontano ci sembreranno cose ridicole di una primitiva era archeologica, un mondo a cui non vorremo tornare. Rendiamoci conto che stiamo parlando di cose già vecchie oggi.

9) Quali trasformazioni auspica nei media globali e qual è il messaggio più importante che vorrebbe infondere nelle giovani generazioni?

Essere se stessi, essere giovani, non essere o apparire ciò che non si è.

10) Ha progetti per il futuro?

Al giorno d’oggi dopo aver fatto ciò che ho fatto, non posso dire di avere grandi progetti per il futuro. Il mio progetto è raffinare ciò che ho già fatto. Dopo circa 15 anni dalla fondazione di Literary posso tranquillamente affermare che l’idea originale che allora mi ha mosso non ha dato i frutti sperati e non mi riferisco agli abbonati. Il mio obiettivo era di veder crescere dei semi, ma a volte penso di aver seminato sul marmo.

Un vivissimo ringraziamento con gli auguri di buon lavoro a Giampietro Tonon per avermi gentilmente concesso questa stimolante intervista.

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