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10 domande a Ferruccio Gemmellaro

in: CinemaDonia

Incontrare Ferruccio Gemmellaro è scoprire orizzonti inediti. Ogni tipo di conversazione diventa il riflesso imprevedibile di un prisma, difficile predire di cosa si parlerà. Intellettuale per vocazione prima ancora che per scelta razionale, Ferruccio possiede il raro dono di stimolare la creatività altrui. Catalizzatore sia per l'esprit de finesse sia per l'esprit de geometrie, Gemmellaro riesce ad essere scrittore impegnativo ed esigente con il lettore quanto amico devoto: umanità e curiosità in lui convivono pacificamente, balenando l'ipotesi che possa provenire non da Meolo, ma da un futuro passato grazie ad una macchina del tempo alimentata dallo stream of consciousness (l.s)

1) Il momento in cui hai deciso che saresti diventato uno scrittore

Quando alle scuole medie elaborai un sonetto d’amore. Il foglietto capitò tra le mani della professoressa che se ne compiacque con entusiasmo; era la stessa che mi metteva otto ai miei temi di fantasia. Dopo quella poesia, fu lei che annunciò ai miei colti da stupore un futuro da scrittore. Decisi allora di realizzare le sue intuizioni.

2) La tua idea di letteratura

Suggerimenti per convivere francamente in un luminoso creato e abbattere così i sogni, i quali sono la trappola per ingabbiare le nostre esistenze nel buio.

3) Il supporto fisico con cui scrivi

Dalla prima bozza editoriale degli anni settanta, con la brutta copia scritta a mano sul bloc-notes, avevo incominciato con la macchina per scrivere meccanica, poi direttamente con quella elettrica (scritto modificabile) e con quella computerizzata; ho finito oggi con l’usare esclusivamente il Notebook… sto dimenticando la mia grafia.

4) Gli autori che ti hanno influenzato maggiormente

Alexandre Dumas (padre), Franz Kafka, Luigi Pirandello.

5) Il libro (altrui) che avresti voluto scrivere tu

I tre moschettieri.

6) Il tuo lettore ideale

Chi non acquista i libri unicamente per amicizia, parentela, per fare piacere all’autore.

7) La volta in cui avresti voluto mollare tutto (e il motivo per cui non l’hai fatto)

Nella mia opera prima L’acchiatura, del 1976 Rebellato Editore, scrivo testualmente:
\…\ senza volerlo ci troviamo nel quartiere del Mahane Yehuda, il mercato ebreo di Gerusalemme /.../ è affascinata dall’incredibile esposizione di articoli d'ogni genere \…\ non perdono l’occasione di visitarlo \…\ riscoprono la loro atavica abitudine di mercanteggiare, una usanza che il progresso ha ormai distrutto con la freddezza dei supermercati \...\ il terrorismo arabo ha colpito ancora; questa volta con una carica esplosiva mimetizzata da un frigorifero \…\ per le vie della città s’è aperta la caccia all'uomo. Israeliani inferociti assaltano tutto ciò che sa di arabo, uomini compresi. Alcuni arabi vengono sbattuti sul selciato antistante le loro abitazioni o rivendite/…/
Ed ecco cosa scrive il quotidiano "La Repubblica" a pag 15 il 29 maggio 1990
\…\ una bomba è scoppiata nel mercato di Mahane Yehuda, il più popolare del settore ebraico di Gerusalemme \…\ per attaccamento alle loro radici non possono o non vogliono frequentare i supermercati costruiti in tutti i quartieri \…\ la bomba, collocata in una bancarella di bibite (banchetto frigo) \...\ decine di lavoratori arabi si sono dati alla fuga inseguiti da gruppi di israeliani \…\ un fotografo buttato a terra e picchiato \…\;
Avevo già avuto altre “preveggenze” simili e il timore che qualcuno o qualcosa d’incontrollabile potesse guidarmi nello scrivere mi è stato di forte attrito; non sto scherzando. In verità, è innegabile che narratori e poeti abbiano una fervida immaginazione, viceversa non lo sarebbero, di là di una retta scrittura; pertanto non è per nulla irragionevole che prima o dopo qualcosa delle loro pagine possa avverarsi, ossia omologarsi straordinariamente nella realtà, infrangendo l’ordine omologistico della realtà che si riversa nell’arte. E così non ho più mollato.

8) Un autore emergente che consiglieresti

Benedetta Cibrario (Rossovermiglio). Nella ventenne protagonista, l’autrice ha omologato la trasformazione di un'intera società, questa non più adattabile alle convenzioni e tradizioni tramandate ma ancora non preparata a vivere la ribellione e le inevitabili conseguenze. Una conflittualità che risolve sanandosi dall’ambiente e dagli affetti che la trattenevano con l’arma dei condizionamenti e delle persuasioni occulte.

9) Il progetto a cui stai lavorando in questo momento

Una sorta di percorso storico-sociale preminentemente ancorato nella Prima Repubblica, a mo’ di narrativa, in cui testimone oculare è la mia persona, quale corrispondente giornalistico, redattore, critico, presidente di consiglio d’istituto, sindacalista, consigliere comunale e fondatore di un movimento culturale.

10) Un giudizio su CinemaDonia

È noto che l’arte cinematografica sia la più completa in assoluto, in cui è omologata la vita e il creato tutto. Qui si abbracciano gli attori con scrittori e poeti (copione), figurativi (scenografia, costumi), danzatori (coreografia), musicisti (colonna sonora in coupling), tecnicartisti (luci, suoni, rumori… e poi parrucchieri, truccatori …), esperti delle discipline sportive e marziali … CinemaDonia ne è quindi un qualificato strumento artistico-culturale on-line, insostituibile supporto informativo e sociale, che rende appetibile il cinema e tributa merito ai suoi autori e interpreti, alla troupe d’ogni tempo.

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