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Arcifa

Alfio (Catania 1920), poeta, scrittore e saggista, vive a Rieti. Numerose sono le opere letterarie pubblicate; di poesia Luce nell'ombra (1955), Foglie sparse (1963), Altre foglie (1964), Sitio! È il grido del cuore (1966), Ed è ancora un sogno (1976), Fiori allo specchio (1979, con traduzione in francese a cura di Solange de Bressieux); di narrativa: Asterischi di un uomo comune (1965), Primi passi (1969), Numero contro numero (1972), Pensieri e immagini (1984); di saggistica: Inchiesta sulla poesia italiana contemporanea (1967), Novecento inquieto (I v. 1970, II v. 1976), Tempo di crisi (1974); ha curato raccolte antologiche: Attimi di azzurro (1981), I poeti del Tizzone (I vol. 1984, II vol. 1985, III vol. 1987), La vittima dell'uomo (1985), Racconti del nostro tempo (1986), Sprazzi di luce (1992), Dizionario antologico (1993), oltre a molte altre opere. Ha fondato e dirige la rivista letteraria Il Tizzone, all'insegna della quale si è poi spontaneamente formato un Cenacolo artistico-culturale, del quale si onorano di farne parte diversi autori. Nel 1999, celebrando il ventesimo anno di vita di questa rivista ch'egli considera la sua «creatura di carta», pubblica un altro volume antologico di oltre 300 pagine con il titolo Luci ed ombre del ventesimo secolo, nel quale figurano con propri scritti una sessantina di poeti e scrittori con brevi note di presentazione e taluni con propria foto, il tutto avvalorato da una "Premessa necessaria" di A. nella quale traccia un significativo e sintetico profilo del secolo trascorso dal punto di vista storico-politico, letterario e del progresso tecnologico scientifico, per un certo verso utile ma non sempre utilizzato proficuamente dall'uomo che continua a vivere moralmente e spiritualmente nella più assoluta incertezza. Nel 2003 pubblica il libro Dal Centro d’Italia, primo di una prossima serie per celebrare i 25 anni della rivista al fine di, come ebbe a scrivere, «esprimere modestamente al colto e all’inclita la sua buona volontà di diffondere, come ha sempre fatto nella sua vita, la pacifica convivenza e l’amore per l’arte in generale e la buona cultura, insieme a coloro che condividono questo suo ideale. Questo ‘preludio’, infatti, vuol essere l’anticipo con la dedica alla città, un congedo dalla scuola, una breve sintesi dell’attività svolta nei primi cinque anni del “Tizzone”.».

Molti critici hanno scritto sull'opera di A., in particolare Guerino d'Alessandro ha curato la monografia Saggio estetico sulla produzione letteraria di Alfio Arcifa (1982) e il saggio di Orazio Tanelli dal titolo Alfio Arcifa. Poetica e ideologia (1988). Tra gli altri, apparsi sulla stampa nazionale, citiamo: D. Accodo «Malgrado il nuovo ambiente, il legame di A. con la Sicilia è rimasto sempre intensissimo. Ed è la Sicilia che, attraverso quel rimembrare che è tanta parte della poesia, come il Leopardi acutamente intravidi, appare e torna ad apparire nella sua opera. Che poi si sviluppa anche su piani di una moralità contenutistica, di un'acutezza psicologica non comune.»; F. Boveri «La crisi che il brillante scrittore A. vuole analizzare, con la collaborazione di noti nomi dell'arte contemporanea, è quella della letteratura nei suoi tre parametri fondamentali: narrativa, saggistica, poesia. I pareri degli illustri scrittori interpellati, in fondo, non sono discordi perché basati su semplici ragionamenti e su realtà tangibile.»; F. Calabrese «Ho letto, con vivo interesse, il tuo Novecento inquieto e ti faccio i miei più sinceri complimenti per la profondità degli argomenti e per lo stile limpido e umano. Sei davvero bravo! E, in un mondo più giusto, il tuo posto ideale dovrebbe essere tanto elevato e la tua fama più vasta. Ma l'interessante è operare, andare avanti (anche nel buio e nel silenzio).»; G. D'Alessandro «L'A. non ha mai nulla concesso alle mode esotiche, alle correnti degli ismi e nulla ha mai concesso alle nebule di quanti vogliono profanare il sacro tempio dell'arte. Egli resta se stesso: semplice e dignitoso, fiero e tenace assertore della buona letteratura.»; E. Di Bella «Tutte le liriche di A. ci regalano immagini di luoghi vicini e lontani con la voglia di volerli scoprire per ricreare ed addolcire il nostro spirito e temprarlo con una esistenza scevra di odi e diffidenze.»; G. Jelenkovich «La poesia di A. è semplice, senza pretenziosità e nevrotici cerebralismi: la realtà è vissuta sotto un velo di delicato lirismo che sgorga sensibile e sincero, dal ritmo sciolto, che si empie man mano per giungere a volte in versi di forza irresistibile.»; M.G. Lenisa «Mi torna caro, dopo uno spazio bianco concesso alla meditazione, riconoscere ogni privilegio alla personalità poetica di A., su cui a torto si sono appuntati certi strali di una critica ignorante, in quanto non comprensiva dell'opera del nostro. Uomo di tempi difficili, egli ha conservato per la poesia i suoi occhi di ragazzo; sul filo spinato delle sue esperienze dolorose, belliche, seppe far fiorire un canto di speranza.»; A. Magnifico «Il valore poetico di Fiori allo specchio risulta senza ombra di dubbi, e la controllata traduzione in francese di tutte le poesie a cura della poetessa Solange de Bressieux danno un tocco magico di delicato sentimentalismo a tutte le liriche del nostro, siano esse di ricordi, di rimpianti, o riflessioni sulla vita vissuta.»; L. Pellegrini «Sia che si tratti di luoghi celebri baciati dalla bellezza della natura, sia che si tratti della meravigliosa varietà dei fenomeni naturali o delle mille variabili voci del cuore, il poeta compone quadri di stupenda fattura in cui il lettore sente il fascino inenarrabile del lirismo che infonde serenità e pare messaggio di eternità e di beatitudine.»; M. Schillaci «Il saggio estetico di Guerino D'Alessandro sulla produzione letteraria di A. tende a consolidare tanti giudizi favorevoli della critica, intorno alla bellezza e alla purezza della qualità letteraria prodotta da A., motivandone gli apprezzamenti e documentando l'esito delle sue indagini estetiche, con serena visione delle armonie riscontratevi.»; O. Tanelli «...A. traccia [nell'antologia Luci ed ombre del ventesimo secolo] le linee essenziali della nostra letteratura e della storia civile e politica dell'Italia: da Federico II al Rinascimento, dal Risorgimento italiano all'unità nazionale, da Vittorio Emanuele II a Umberto I, dal Futurismo a D'Annunzio e Prezzolini, dal fascismo alla seconda guerra mondiale, dal muro di Berlino alla cibernetica, dalle scoperte scientifiche ed astronomiche agli ingenti progressi effettuati nei settori della psicologia e della sociologia. Un vero diorama cognitivo che dimostra chiaramente la preparazione culturale dell'a. A. è un esponente di primo piano nell'universo letterario d'Italia e promuove altri poeti ed artisti con molta generosità e vero altruismo.»; G. Villaroel «La sua poesia contiene almeno uno degli elementi vitali che manca alla poesia d'oggi: farsi leggere. Naturalmente questa virtù è accoppiata ad altre: quella, per esempio, oggi scomparsa di far partecipare il cuore ai moti del pensiero; quella di non fare oscura chiosa laddove è chiara la lettura.».

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