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Tumminello

Luca (Palermo 1979), poeta, vive a Palermo. Laureato in Giurisprudenza nel 2003 con il massimo dei voti e la lode, ha conseguito nel 2007 il titolo di Dottore di ricerca in Diritto penale. È Assegnista di Ricerca in diritto penale presso il Dipartimento di Scienze Penalistiche Processualpenalistiche e Criminologiche dell’Università di Palermo. Collabora con la cattedra di diritto penale e diritto penale comparato del Prof. Vincenzo Militello e con la cattedra di diritto penale del Prof. Manfredi Parodi Giusino.

Ha pubblicato l’opera di poesia Terre di Telesma (2005, con prefazione di Franca Alaimo). È presente nell’antologia “Respiri Coniugati” a cura di Domenico Cara (Laboratorio delle Arti, 2006). Collabora con la rivista “Spiritualità & Letteratura” diretta da Tommaso Romano e con la rivista "Letteratura-Tradizione". Ha, inoltre, pubblicato: Individuo, diritto e vita etica in Giuseppe Capograssi. Metafisica dell’umano universale, in "Letteratura-Tradizione", n. 42/2008; il contributo è apparso anche, con un’esègesi direttoriale di Silvano Panunzio, in "Metapolitica", n. 1-4/2008, col titolo Un saettante pensatore cristiano: Giuseppe Capograssi. Sue poesie sono apparse nelle riviste "Letteratura-Tradizione" e "Spiritualità & Letteratura". È in fase di pubblicazione un libro-intervista al poeta e saggista Tommaso Romano, a cura sua e di Maria Patrizia Allotta. È in fase di preparazione, in collaborazione con Francesco Sicilia e Maria Luisa Pesce, una pagina web a lui dedicata su Animus er Anima, dove sarà possibile anche ascoltare alcune sue poesie dalla voce di Adriana Novello. Tra i premi letterari conseguiti ricordiamo: 2005: “Giuseppe Pagano” per opera prima; “Padre Pino Puglisi”.

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri: F. Alaimo (dalla prefazione a Terre di Telesma) «…cielo e terra si baciano, il “confluito” diventa “il permeato”, “l’acqua visita l’asciutto”, si celebrano le nozze “tra volgere e volgente” e perfino le similitudini bruciano il loro come, poiché non di somiglianza si tratta fra una cosa e un’altra, quanto piuttosto di una corrispondenza intima, attraverso la quale la molteplicità si versa nell’Unità. …il mare fa da specchio al cielo, i fuochi delle meteore spariscono dietro declivi collinari; e in questa corrispondenza segreta “vive totale l’esistente mistero”, …”allora arte è stupirsi d’essere, | religione”, dando a quest’ultimo termine tutta la valenza che gli proviene dall’etimo significante l’atto del raccogliere insieme, restituendo il kòsmos, che è ordine e bellezza.»; G. Amodio (in “Puglia”, 7 agosto 2005, e “Ultim’ora”, 23 Luglio 2005) «Terre di Telesma ardisce ed esplora la possibilità elevata della parola di farsi carne, di inglobare gli elementi del creato, mostrando che i quattro valori (terra, aria, fuoco, acqua) necessitano dell’aggiunta di un elemento astratto che è il verbo.»; »; E. Andriuoli (lettera del 10.06.2005) «…ho letto il suo libro di versi Terre di Telesma e l’ho trovato percorso da una notevole tensione espressiva, che la porta a far forza sulla parola per tentare di farne scaturire più luce. E’ certamente questo lo scopo del poeta , il quale deve reinventarsi ogni volta il linguaggio, allo scopo di raggiungere la purezza e la novità dell’espressione. Vedo che lei è già in tal senso sulla buona strada e vivamente mi congratulo per come ha saputo costruire questa sua opera prima, alla quale auguro ogni successo»; F. Banchini (in “Punto di Vista” n. 46/2005) «Poesia che è sovrabbondanza di vita: selva di concetti e rigoglio di sensazioni. Sempre vi si accostano e si mescolano i lontani e gli opposti, le funzioni si avvicendano e si scambiano, le qualità si fondono l’una nell’altra, ciò che è disparato converge, confluisce nell’unità, il paradosso apparente regna sovrano, rivelatore di verità possibili. Ed è questo infine l’elemento più d’ogni altro caratterizzante le ventinove composizioni di Terre di Telesma: questo straordinario rimescolio di visioni e d’intuizioni raccordanti e rispecchianti assenza e presenza, punta e radice… Poesia cui non saprei trovare antecedenti e frequentazioni. Poesia (e va a lode di T.) decisamente ambiziosa.»; G. Bárberi Squarotti (lettera del 21.05.2005) «…sono testi di intensa creatività e di pensiero attentamente meditato.»; N. Barraco (lettera del maggio 2005) «…la scrittura rischia sempre l’impotenza. Ma quando lo scrivere è respiro delle cose, è capacità di trasalire, “trapasso di ali oltre il manto nuvoloso”, quando è “filamento d’unione tra l’assenza e la presenza”, quando è mistero che vive “nell’appeso senza sostegni”, allora è scandalo. È futuro che viene da “materno magma”, grafia di “spighe mansuete”, seminate altrove. Là dove è parola-vita, per il grande bisogno che ha l’uomo, di risposte superiori alle sue stesse domande»; O. Bonvicini «Terre di Telesma colpisce in primo luogo per la facilità con cui fluiscono i versi a tratti “immaginifici”»; D. Cara (lettera del 10.06.05) «L’occhio naviga in una monoloquialità riprodotta in essenze, e mai per balbettii, ma per scoperte solenni e luminose, per mediterraneità gioiose inflitte alla quotidianità sparsa fra sussurri e incanti, frequentati da simboli e ottiche morbide, estasi e segrete presenze naturali… iniziale contributo non debordante, sincero, segreto, visto che la parola – nel clima variopinto di pagine avorio – spesso diventa luce!»; G. Chiellino «…ho letto con molto interesse le tue poesie, vi spira un’aria nuova, vi corre uno sguardo che spoglia la materia e ce la mostra nel suo mutante fluire, nel contempo la veste di un’anima sempre stupita e pregante. Coglie la tua parola l’alchemico ch’è nella natura, lo assorbe nella sua sillaba per restituircelo nel gioco del Sogno, nel ritmo della Musica, nella meraviglia del Bello che sgorga, vivo e vivificante, dai tuoi versi… Il tuo linguaggio moderno, denso di cultura e aperto a nuove soluzioni fa ben sperare.»; P. Civitareale (in “Spiritualità & Letteratura” n. 55/2005) «…è privilegio dei poeti svelare i segreti del loro tempo e della loro storia e sostituire le false iconografie con altre più adeguate. In tal senso, l’esperienza poetica di T. si offre come ricognizione degli impulsi più radicali e sottili dell’animo umano, come smascheramento della grigia neutralità di certa poesia d’oggi, come monito della possibile dissoluzione della stessa capacità inventiva dell’uomo, anche se con ciò il poeta si espone al rischio di un accumulo di senso, di un neoermetismo di non facile decifrazione, e la luce della parola si rivela quasi sempre una penombra, nella quale le verità sottese sono mostri dai mille volti e dalle inesauribili sfumature.»; L. Garibaldi (lettera del 21.07.2005) «…la Lingua vera, la Lingua superiore, è la Vostra. I Suoi versi sono assolutamente lindi e armoniosi.»; P. Giacopelli (lettera del 12.06.2005) «Ho molto apprezzato, insieme ai contenuti, la ‘scrittura’ e il tono alto della Parola. Il resto lo affida a quei “fili d’erba suonati | dal vento” e agli “spartiti in bemolle” che diventano la colonna sonora di tutta l’opera.»; E. Giunta (lettera del 03.06.2005) «…leggere la sua poesia è stata una lieta sorpresa. Si nota l’apporto di una fine sensibilità e la capacità d’uso di una parola che scorre, con vera spontaneità, verso il suono. Cosa rara, specie in un esordiente»; D. Grammatico (lettera del 13.04.2006) «[il libro] l’ho letto e anche riletto e inoltre ho valutato attentamente la prefazione intelligente di Franca Alaimo. Ne condivido l’impianto; e mi sembra che abbia fatto bene a mettere in evidenza lo spirito alchimistico che si sprigiona dalle tre sezioni in cui si articola la raccolta. Personalmente aggiungerei quel senso di stupore che è possibile cogliere nei versi di contemplazione della natura. Direi che la sua poesia si muova lungo queste due direttrici. Un primo passo certamente interessante»; F. Hoefer (lettera del 18.07.2005) «…accattivanti mediterraneità aleggiano in ogni componimento della silloge Terre di Telesma che si avvale di un prezioso lessico che, in molte occasioni, stritola la consuetudine di un fraseggio tradizionale e, ormai, sotto molti aspetti, stantio: per un rinnovamento della poesia nei suoi vari aspetti di forma e contenutistici»; G. Ladolfi (in Atelier, trimestrale di poesia critica letteraria, n. 49/2008) «L'opera prima del giovane Tumminello reca l'impronta di una personalità che non si accontenta della cantabilità o della sperimentazione. Egli mediante approfondimenti filosofici tenta un tipo di poesia che si ponga come strumento di indagine... Il contatto con la realtà è viscerale ed emotivamente coinvolgente al punto da generare un lessico a forti tinte, di carattere espressionistico, quasi un tentativo di impossessarsi, anzi di introiettare, gli oggetti...»; S. Lanuzza «…grazie a Lei per il Suo libro-opera prima, una piccola cosmologia ricca di suggestioni estetiche e un esperimento iniziatico.»; M.G. Lenisa «Lei è un innamorato ‘Teologo’ della Poesia, allacciandola alla natura, al seme per nuove fioriture.»; F. Lepre (in “Tradizione” n. 4/2005) «Semplicemente Poesia, una Poesia che ripercorre itinerari di vita in una sequenza non dissimile da quella che potrebbe essere un diario. E poi, c’è la corposità dell’“Io”. E questo costituisce l’identità dell’autore attraverso la varietà e l’originalità dei versi.»; N. Licciardello «…per me è un dono rarissimo conoscerti in questa poesia, saperti scriverla, immaginare i percorsi per arrivarci, quelli per andare ancora avanti…Grazie intanto dei tanti versi alla cui vibrante trasparenza tornerò sempre a suggere come ape mediterranea»; G.R. Manzoni (lettera del 17.05.2005) «Terre di Telesma è opera oltremodo sapienziale, ricca di tradizione e di rimandi arcani, in cui la ricerca è continuo passo iniziatico verso uno svelamento del sé e dell’altro. … La bellezza è continua conquista, così come l’amore, e lei riesce ad espugnare quelle mura. Dai suoi versi mi sono lasciato cullare e, tramite essi, ho toccato apici di insperata consolazione intellettuale.»; W. Nesti (lettera del 02.07.2005) «I versi scorrono via come quiete cascate di montagna o tranquille risacche al riparo di porticcioli nascosti, si è investiti da un’aura quasi magica che scaturisce da una visione della vita, ordinata secondo un progetto che ne delinea i contorni e il campo. … Il linguaggio lussureggiante, carico di umori e di linfe classiche, conferisce all’insieme un aspetto di tavola pitagorica, dove i vari elementi scientificamente ordinati e combinati, producono risultati poetici e stilistici infinitamente superiori all’età storica dell’autore.»; D. Puccini (lettera del 06.06.2005) «La sua è opera prima convincente e feconda di esiti futuri…»; P. Ruffilli (lettera del 30.05.2005) «Ho letto con interesse il suo Terre di Telesma … Sono rimasto coinvolto dalla lettura per tutta una serie di consonanze e affinità.»; M. Scurria «Ho scritto questo commento (non ho altre ambizioni) perché la poesia e la lirica di T. mi ha entusiasmato. A me che piacciono le cose complicate, mi sono immediatamente trovato di fronte ad una melangerìa. E nel proseguo è anche più criptico, difficile. Ma l’onore di aprire il libro dalla prima pagina, è un piacere dai sapori rituali. … è un poeta, difficile, ma capace di fare opere belle, perché il “bello” è difficile, mentre il “brutto” è facile, opera con sciatteria e le ripercussioni della piaggeria hanno dimensioni catastrofiche sull’arte e sulla letteratura. Invece, Tumminello poeta, è un’entità. I molti ossimori, per esempio, non subiscono la metafora, ma esprimono una idea dall’incastro, hanno un loro particolare movimento nella struttura della poesia e fungono da complemento-predicato. … il poeta si rende conto di non fare alchimie, ma di avere inventato un tipo di logoversalità. Da qui, dalla mia idea cioè, che la poesia di Luca Tumminello percorra un itinerario olistico, anziché particolare, al massimo ristretto ai labilissimi confini dei titoli, in cui è la somma delle singole parti ad essere maggiore del totale aritmetico…»; M. Specchio (lettera del 08.12.2005) «…ho letto il Suo libro con grande interesse e vi ho trovato un timbro convinto e autentico. Anche la Sua lingua è di notevole originalità e dimostra una ‘vocazione’ forte.»; P. Topa (in “Il Convivio” n. 23/2005) «…un autore che ha grandi capacità di amalgamare, fondere, manipolare, il senso delle cose in maniera metafisica. Trattasi di una poesia che vola alta e si pone ad un livello di non sempre facile acquisizione.».

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