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Baccelli

Vittorio (Lucca 1941), poeta, scrittore e saggista, vive a Lucca. Diplomatosi presso l'Istituto Tecnico Industriale "Enrico Fermi" di Lucca nel 1975, fu poi allievo del prof. Guglielmo Pescetto (docente di neuropsicologia presso l'Università di Pisa), del prof. Aldo Testa (filosofo, Università di Urbino) e del prof. Antonio Russi (docente di Estetica alla Scuola Normale di Pisa). Si laurea in Lettere Moderne ad indirizzo artistico all'Università di Pisa nel 1979 con il massimo dei voti discutendo la tesi in Estetica con il prof. Antonio Russi. Consegue poi una Libera Laurea in Scienze Umane e Sociali con il massimo dei voti e lode discutendo una tesi sulla Dialogica con il filosofo Aldo Testa; consegue successivamente un Master in Scienze Biomediche con la Pacific Western University di Los Angeles (Usa).- È direttore negli anni 70/80 dei fogli underground "Fuck" e "La rivolta degli straccioni". Negli anni '80 è nella redazione di "Carcere Informazione" con Giovanni Marini e Giovan Battista Lazagna. È membro onorario con Piergiorgio Odifreddi del Centro Studi e Ricerche "Aleph". Attualmente collabora con numerose testate giornalistiche come opinionista e critico d'arte, tra le quali: "Il Nuovo Corriere", "Progetto Babele", "Parliamone", "Scrittura Fresca", "Neteditor", "La notizia", ecc. Buona parte dell'Archivio Storico di Arte postale di questo Autore è conservato presso il Museo Civico e della Mail Art di Montecarotto (Ancona). Il materiale manoscritto è invece conservato presso il Fondo Manoscritti del “Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta di Autori moderni e contemporanei” della Università di Pavia.

É presente negli anni d’oro della Mail Art (arte postale), attivo a partire dagli anni Settanta. Aderì al movimento "beat C.13" e diresse vari fogli underground (Fuck e La rivolta degli straccioni). Attualmente è coordinatore del progetto multimediale "luther blissett eXperience" lanciato nel 2000. Dal 2004 è presidente dell’associazione letteraria "Cesare Viviani".

Ha pubblicato: Mail art terzo millennio (1997), Luther Blissett dossier (1997), La città sottile (1979), L'anima delle cose (1981, con Andrea Bocconi), La mail art scrive al domani (1990), Poetica italiana di frontiera negli anni '70 (1996), Storie di fine millennio (2000), 45 lezioni sul vuoto (2001), Mainframe (2001), La rosa gialla (2002), Cinq et quarante (2002), Scaglie dorate (2004), Quando il cronodrome implose (2004), Fiocco di neve a fargo (2004), Tramway express (2005), Fino all'alba (2005), Daemon - pixel e altri deliri (2005), Azulh - il libro dell'Opificio (2006), Eclisse (2006), La profezia di Goethe (2006), Mosaico (2006), Mater Tenebrarum (2006), Nazislam (2006), Nikola Tesla - un genio volutamente dimenticato (2007), Nikola Tesla 2 (2007), La cavalletta non si alzerà più (2007), Libro di sogni (2008), John Titor - crononauta (2008), Luther Blissett - terrorista mediatico (2008), Teletrasporto paranormale (2008), Uno storico falso (2009), Mutazioni, vol. I, Progetto Siderurgiko, Rionero (2009), Mutazioni - vol. II, Progetto Siderurgiko, Rionero (2009), Arte Postale – Mail Art (2009).

Ha conseguito i seguenti primi premi in concorsi letterari: 2001: "Alias", Melbourne; 2004: "Fantascienza e dintorni".

Sulla sua attività letteraria hanno scritto, tra gli altri: Quotidiano (La Nazione, Il Resto del carlino, Il Giorno) «Quello percorso da B. è un territorio vasto come la letteratura. Da Platone a Pascoli, da Verne a Welles, da Berto a Calvino, si tratta dell'ineffabile contrada di coloro che hanno voluto immaginare il radicale mutamento delle regole naturali della vita e della morte. Alcuni hanno praticato tale fantasia soltanto in una occasione, altri invece per tutta la vita, producendo libri su libri, fantasie a catena e scatenando le risorse più rischiose tra il meraviglioso e l'inverosimile. Due punti restano fermi: la creazione di un altro mondo e la morte, che chiude il teatro. Nel racconto di Baccelli i due punti si fondono e il nero della morte fa pensare al buco nero e luminoso del tolstoiano Ivan Ilic, una delle più grandi creazioni del russo, aderentissima alla norma naturale della morte e della fine di tutto. Al di là di questo, nel racconto ospitato qui vince il senso dello spazio e del tempo, la cancellazione dei loro parametri e della vita stessa, sino a quella immobilità che coincide con una fine che è principio. A questo punto la letteratura svela la sua eterna tensione a rifare l'uomo e il mondo, palesando l'ottimismo inguaribile di chi insieme persegue l'azzeramento, nel momento in cui lancia

baccelli1@interfree.it

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