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Bartocci

Gianni (Fiuminata), poeta, scrittore, saggista, italianista e commediografo, vive a Roma, ma come docente universitario è periodicamente impegnato presso le università in Canada (Guelph, Ontario) e in Nuova Zelanda. Infatti, ama definirsi ‘viator’, perché sempre in viaggio tra Europa, America e Nuova Zelanda. È anche cittadino neozelandese. Nel suo corso di laurea in filosofia ha avuto come maestri F. Chabod, G. de Ruggiero e N. Sapegno. Ha frequentato anche l'Accademia d'Arte Drammatica dove fu allievo di Silvio D’Amico e prese parte a spettacoli assieme a V. Gassmann, A. Bonucci, V. Caprioli, A. Celi e altri noti attori e registi. È studioso di letterature classiche e di antropologia. Ha partecipato a vari congressi linguistico-letterari in Australia e negli Stati Uniti. Nel 1967, per aver contribuito allo sviluppo dei rapporti culturali tra Italia e Nuova Zelanda, è stato insignito della Croce di cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana; ha ottenuto, inoltre, il riconoscimento di “Fiuminatese illustre” nel 1997. Ha fondato la sezione della “Dante Alighieri” ad Aukland in Nuova Zelanda e la sezione presso l’università Guelph in Canada, dove ne è attualmente presidente. Ha collaborato e collabora con riviste e giornali italiani e di lingua inglese: Il Mondo, La Nazione, Literary Guide, The Humanist, The Rationalist Annual, Selva, La Carovana, Crucible, The Canadian Modern Language Review, Fenarete (Letture d’Italia), The Poetry Review, ecc. Ha pubblicato diverse opere letterarie, di saggistica: Agenda per educatori (1954), Per le vie di Dublino (1956), Italy and Italians (1973, University of Guelph); di narrativa: Addio, vecchia strada (1959), I Volsci a Dublino (1968), Equinozio ad Armanderiz (1968), La riabilitazione di Galileo (1980), Te per Atauhalpa (1992), Aquiloni sopra Buenos Aires (1995), L’Acchiappafantasmi (1999), Oneirata. Sogni (1999), A Toronto una domenica di novembre (2002); di poesia: Waiting for you. La tua attesa (1966), Viaggio agli Antipodi (1967), Stars and solitude (1969), Vento a Guelph (1969), In margine a Gauguin (1970). Ha partecipato a numerosi premi letterari, tra cui “Nuove Lettere” nel 1996 e nel 1997; 2001, Martinsicuro "Festival internazionale Anfiosso - Omaggio a Gabriele D'Annunzio" primo premio per la narrativa edita (L'acchiappafantasmi); 2002, Martinsicuro “Festival internazionale Anfiosso - Omaggio a Gabriele D’Annunzio” premio speciale per A Toronto una domenica di novembre. Nel 2000 è stato nominato dalla Giunta comunale di Fiuminata membro della Giuria del Premio di Poesia “Fiuminata”. Sulla sua attività poetica Ferdinando P. Alfonsi ha dedicato un saggio nel “Dictionary of Italian-American Poets” e nel saggio “Di libro in libro” così ha scritto: «Il linguaggio di tutte le raccolte si rivela fondamentalmente efficace nella sua limpidità e nella sua semplicità. Esso non scende mai nella sciatteria, neppure quando descrive i sentimenti d’amore che, turbinosi, tumultuano e si succedono nello spirito dell’autore. La scrittura bartocciana, anzi, si rivela ricca di parole chiave (vento, notte, solitudine, angoscia, tormento, disperazione, nostalgia, ecc.), le quali, essendo ripetute piuttosto costantemente e frequentemente, acquistano un evidente valore emblematico.».

Sull’opera letteraria di B. hanno scritto inoltre: D. Benvenuti in "Il Cenacolo Marchigiano" n. 3/02 «...lo scrittore con un linguaggio limpido e piano tratteggia sapientemente le figure e gli ambienti nati dalla sua fervida fantasia [A Toronto una domenica di novembre]. Nei 16 racconti che compongono il volume l'a. si rivela profondo conoscitore dell'animo umano ed attento osservatore delle vicende della vita. Ciascun racconto è scritto con un proprio stile e calibrato alle diverse situazioni descritte, noelle quali non viene trascurato alcun particolare.»; F. Longhi «Lo scrittore con un linguaggio limpido e piano tratteggia sapientemente le figure e gli ambienti nati dalla sua fervida fantasia. Nei sedici racconti che compongono il libro A Toronto una domenica di novembre, B. si rivela profondo conoscitore dell'animo umano ed osservatore attento che dalla spalletta del muro si ferma a scrutare il fiume della vita. La sua prosa così minuziosamente realistica, trasfigura la realtà in un universo simbolico ed irreale. In esso non si distinguono interiorità ed oggettività, e il fluire impersonale della narrazione sembra essere agli occhi del lettore un lucido monologo interiore. Lo stile narrativo dell'a. è multiforme e calibrato alle diverse situazioni descrittive, nelle quali non viene trascurato alcun particolare. Le stesse diventano specchio del labirinto grottesco nel quale si muove l'uomo moderno, impotente ed alienato, estraneo alla società che lo circonda.»; M. Mancia «...una vera carrellata [Oneirata] del mondo psichico di B., che ha avuto il coraggio e la costanza di trascriverli per molti anni. ... Il sogno non è soltanto l’esaudimento allucinatorio di un desiderio rimosso nell’infanzia, come diceva Freud, ma è anche un teatro privato dove vengono rappresentate situazioni affettive interne, in forma naturalmente distorta, ma pure sempre drammi simbolici che attraverso la condensazione e lo spostamento si ricollegano alle relazioni tra oggetti interni, cioè figure e rappresentazioni stratificate in quello spazio metaforico che è il nostro mondo interno.»; L. Nanni «Vivaci e colorite, le sedici novelle [L’Acchiapafantasmi] presentano spunti surreali o grotteschi con un linguaggio fantasioso e ricco di inventiva verbale che calza alla perfezione.»; W. Nesti «...narratore poliedrico, nel senso che non è catalogabile in nessuna scuola, in nessun movimento letterario, poiché il suo stile, per quanto marcato e riconoscibile, è multiforme, si adatta alle varie situazioni narrative create dalla sua fervida mente e sicuramente arricchite da una esperienza esistenziale fuori dal comune. ...B. arriva a questi risultati, davvero sorprendenti, per la sua profonda conoscenza dell’animo umano, e per quel fondo di scetticismo di cui pare permeata la sua filosofia di vita, che lo fa assomigliare a un eterno dandy (nel senso nobile del termine), che pur assegnando all’esistenza un valore supremo, riesce tuttavia a porsi un gradino al di fuori per poter giudicare, sorridendo, il mare magnum della stupidità umana.».

 

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Gianni Bartocci
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