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Benagiano
Antonietta (Massafra), poetessa, scrittrice e saggista, vive a Massafra. È stata
insignita di molti titoli: Procuratrice dell'Accademia internazionale dei "Micenei" di Reggio Calabria; Cavaliere dell'Accademia
"Gli Etruschi" di Vada,
dell'Accademia "Il Marzocco" di Firenze, Cavaliere per la poesia
dell'associazione "Lago Verde" di Roma e annovera altre onorificenze
da parte dell'Accademia "Città di Roma", dell'Accademia "Il
Tirreno" di Livorno, dell'Accademia "Valentiniana" di Terni, del
Centro "La Conca" di Roma etc. Socia di associazioni e di centri
culturali internazionali, collabora con riviste nazionali e internazionali:
OggiFuturo, Nuove Lettere, La Nuova Tribuna Letteraria, Punto di
Vista, Bacherontius, Presenza,
Poesia, La Fonte, Il Convivio etc. ed è anche presente in diverse collane di
autori contemporanei ed in numerose antologie, anche ad uso scolastico. Dalla
partecipazione a concorsi letterari ha riportato riconoscimenti prestigiosi con
primi premi sia come poetessa che come scrittrice: 1998: “Santo Natale” Reggio
Calabria; 1999: “Eurotrofeo” Roma; “Santa Pasqua” Reggio Calabria; “Santo
Natale” Reggio Calabria; 2000: “Nuove lettere” Napoli; “Narrativa Europea” Roma;
“San Domenichino” Massa; “Città di Viareggio”; “Lido di Camaiore”; “Coppa d’Oro
d’Europa” Roma; “Città di Venezia”; “XX Secolo Poeti e Scrittori Protagonisti”
Roma; 2001: “Giovanni Gronchi” Pontedera; “D’Annunzio e la Versilia” Viareggio;
“Italia nel mondo” Roma; “Città di Firenze”; “Coppa d’Oro del Successo” Roma;
“Nuove lettere” Napoli; “Città di Riparbella”; “Oscar d’Europa” Roma; “Accademia
dei Micenei” Reggio Calabria; “Omaggio a San Marino”; “Rosario Piccolo” Patti;
“Ippocampo d’oro” Roma; “Città di Livorno”; “Lev Tolstoj” Luco dei Marsi;
“Filomena Gerbasio” Buccino; “Porta dei Leoni” Reggio Calabria; “Omaggio alla
Città di Montecatini”; 2002: “V. Hugo” Roma; “Omaggio alla Città di Roma”; “I
protagonisti del 2001”; 2003: “Il Simposio” Buccino; “Città di Firenze.
Ha pubblicato
diverse opere letterarie:
Appunti al tramonto (1998, poesia),
Neppure soffrendo (2000, narrativa), Vento
nelle mani (2001, poesia), Patér
(2001, narrativa), Invano cerco (2001,
poesia, prefazione di F. D’Episcopo), Dove il mirto...
(2002), È l’amor uno strano... (2003,
saggistica), Fermare il tempo (2003,
narrativa), Nikolaj Stepanovic
Gumilev acmeista romantico (2004, saggistica),
Nel Cosmo (2005, teatro),
Anormalità normale (2007, narrativa), Poetiche
sinapsi (2008, poesia), Focolari (2009, narrativa),
Simone Weil. Il dominio della Forza e della Libertà (2010).
Sulla sua
produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri: M.
Alemanno «Null'altro riesce a quietare la sua anima se non le
bellezze rare del creato; rare non per grandezza o eccezionalità, ma per
densità di significato. Uniche parentesi nel travaglio sono l'ascolto, il
canto, l'incantevole senso di smarrimento dell'anima che torna arcobaleno, la
preghiera a Dio... forse una sorta di testamento spirituale della poetessa che
si dichiara enigma a se stessa e che sembra cercare la chiave di volta in un
etrno passato.»; M.T. Barbero «La
pluripremiata poetessa e scrittrice... ci dà un esempio di quello che è, è stato
e sempre sarà uno dei grandi problemi della famiglia: lo scontro generazionale
tra genitori e figli... l’Autrice ci conduce per mano a scoprire i sentimenti
più comuni insiti in ognuno di noi: le passioni e gli affetti di un’umanità che
soffre per i vizi e le storture della società in cui vive, lavora, ama e muore.
Questo Patér diventa quasi il simbolo di un’avventura che per il
protagonista si srotola tra i ricordi e le vicende giovanili, l’antagonismo tra
padre e figlio, la cultura per i popoli antichi... ma sarà proprio tra gli
avelli di una necropoli che il protagonista riuscirà a comporre quella parte del
mosaico famigliare rimasto incompleto...»; R. Carello «Profondità
di sentire... non indulge mai all'inutile... Immagini ricche di originali
suggestioni... mai scelte per dare colore... sono vie di comunicazione come
sanno fare i poeti... Poesia che non è mai manierismo... dai forti battiti...
essenziali... espressivi...»; M. Delpino e G.
Prassi «Nel concatenarsi passionale dei versi cogliamo un respiro
che è assimilabile al coro delle tragedie greche. Un coro di una sola voce, ma
che ci par quasi di sentire... tanto è denso il ritmo dei versi... Le scelte
linguistiche ed estetiche vengono naturalmente poste al servizio di una poesia
alta, a tratti definibile come 'cosmica', in cui i sentimenti del cuore umano si
confrontano ed entrano in risonanza con le sfere maggiori, in una felice sintesi
tra terra e cielo.»; F. D'Episcopo «Il
pensiero... il sentimento... emergono quasi come un continente sommerso,
sibillino e petroso... attraverso un linguaggio concettuale, carico di densità
esistenziale ed espressiva... La voce di questo comunicare è classicamente
composta e costruita, si può anzi dire che la classicità è la frontiera
prescelta e perseguita per un impianto esistenziale ed estetico, destinato a
durare e a non sgretolarsi sotto la pulsione di miti illusori e inutili.»; R.
Iurescia «La B. si lascia trasportare dal vento di un misticismo
interiore che scava il pensiero per purificarlo e accenderlo di alta
spiritualità... possiede accenti classici che s'inseriscono nelle visioni di
alta intensità lirica...»; C. Magliuolo Podo
«Si dimostra abile scrittrice, tratteggiando persone ed avvenimenti col suo
tocco d'artista... col suo linguaggio chiaro, dalla narrativa fluida eppur
stringata, le emozioni agorgano genuine e s'impossessano del lettore...»;
M. Marcone «Nel Cosmo racchiude tre
pièces teatrali ambientate nello spazio al di là della nostra Galassia fra
milioni di anni, tre dialoghi stringati ed essenziali fra esseri umani
robotizzati e digitalizzati, immaginati per un teatro di ragazzi che si pongono
domande non peregrine sul futuro della nostra Specie... Un libro interessante ed
attuale, una riprova di come riflettere sul futuro anche molto lontano possa
aiutare a capire meglio il presente e ad orientare le nostre scelte...»; M.
Mazza «Patèr, lo scontro generazionale fa venire a galla le
crepe della coppia, nel quale risultano, tra le altre note, evidenziate
problematiche quali lo scontro generazionale tra genitori e figli, l’individuo
contemporaneo sempre più svuotato di certezze, il potere straripante dei
mass-media nella formazione delle nuove generazioni, la sapienza e attenzione
rivolta dalla scrittrice alla necropoli dei Messapi e alla loro storia
leggendaria.»; L. Nanni «La ricerca della
parola non usurata dalla quotidianità emerge dal lessico... affinando così gli
strumenti linguistici per una scrittura alta e nel contempo personale. Legame
con figure mitologiche, senso del linguaggio creativo... quasi che l’ispirazione
tornasse alla fonte originaria, di Muse non soltanto ideali... Nel narrare
risulta interessante quel clima fra oggettivi- tà, riflessione e incertezza -uno
scandaglio psicologico... Pochi gli ornamenti,per uno stile chiaro e senza
fronzoli. Nel Cosmo... un tipo di scrittura fantascientifica che sviluppa
fantasia e capacità intuitiva anche sotto il profilo logico e si inoltra
nell’oggettività del pensiero con taluni elementi idonei al ‘genere teatrale per
ragazzi’: la riacquisizione di un’identità naturale o il ciclo degli eventi
tramite un mezzo (la scrittura) interposto tra mondo reale e virtuale.»; P.
Pantaleo «In Neppure soffrendo la trama dei pensieri diventa
la trama compatta del ricordo, l’uso della rimembranza per cogliere il modo di
porsi di fronte all’esistenza e per determinare il punto d’intersezione fra ciò
che si è e ciò che si vuole essere... La B. stabilisce uno stato di attivismo
del ricordo... un principio di ragion sufficiente... uno stato organicistico
della psicologia del ricordo in quanto esprime la durata delle percezioni...» «Mantiene inalterati il livello letterario e l'efficacia
dello stile... conserva costantemente delle proprietà di linguaggio che spesso
non sono consevate in molti saggi della letteratura contemporanea... In Patér
molto opportunamente coglie il nesso psicologico così delle differenze come
delle convergenze umane e penetra nel profondo solco delle due
personalità...»; R. Pasanisi
«Che cosa si potrebbe chiedere di più ad una raccolta di racconti
[Fermare il tempo], in tempi non
solo, non tanto di ‘prosa debole’ (come si potrebbe chiamare riprendendo un
sintagma da tempo vulgato in filosofia), ma proprio di ‘para-letteratura’ (come
dicono i Francesi)?... Ma la letteratura è un’altra cosa: la letteratura è,
prima di tutto, una questione di stile, ovvero di lingua, ovvero di forma. La
letteratura è inesausta innovazione sul filo che non si smarrisce della
tradizione... è una parola che si fa unica e irripetibile allontanandosi dalla
sua langue, ovvero dal ‘linguaggio stereotipico e fraudolento’ della
Kulturindustrie... esorcizza continuamente la piatta norma del ‘linguaggio di
massa’ e la sua visione stereotipica del mondo; creativamente conduce contro di
esse una ‘rivoluzione permanente’...»; A. Pasolino «Robusta
personalità poetica... condensa un universo di sensazioni e stati d'animo... ha
una eccezionale capacità di penetrare nel proprio mondo di sentimenti... di
proiettarsi nell'immortalità, con passione e sensibilità lirica... comunicando
col verso della sensibilità ora dolce, ora quasi violenta... Poesia di simboli
e di metafore... In alcuni passi vengono usati termini di genere ermetico in un
contesto simbolico ai ritmi della solennità classica...»; M.
Peruzzini «La poesia di B. sollecita ricordi e muove la memoria a
immagini antiche, si slarga in un linguaggio di metafore, rinvii ed echi di
versi che si diramano in profondità e sapienze ancestrali fino a raggiungere il
futuro del nostro tempo fitto di opache verità... La hybris poetica lascia
vividi segni... scopriamo nella sua scrittura l’anima passionale di una
poetessa che nutre fermi ideali e valori... uno stimmung vitale e caloroso.»;
G.P. Prassi «In Dove il mirto...,
ultima silloge poetica di A.B. respiriamo a piene mani dell’antichità classica,
come pure degli affetti familiari. Non manca un filone critico e comunque
accorato nei confronti di un modernismo che va perdendo le ragioni dell’anima e
non vede più intorno a sè quel gioioso mistero dell’esistenza che agli antichi
ispirò pensieri sublimi e filosofie che hanno ancor oggi la forza della verità.»
«In Patér, la famiglia è l’oggetto che la B. pone sotto le lenti del
microscopio narrativo. Una famiglia che si barcamena tra le torpidità del
quotidiano, il progressivo affievolirsi della passione... e soprattutto il
rapporto con i figli che, oltre alle naturali contestazioni fra generazioni
diverse, soffrono anche della poca cura, della noia... C’è inoltre un mistero,
una presenza che viene dall’antichità e che in definitiva si può identificare
proprio come in uno ‘spirito del sangue’, cioè nella catena della discendenza
che si perde nella notte dei tempi...»; L.
Pumpo «La B. tende ad una scrittura poetica essenziale e
calibrata... Il verso, dal ritmo serrato, coinvolge immagini e simboli di grande
intensità... Il suo raccontare diventa satira sottile e raffinata i cui toni
letterari raggiungono livelli lirici coinvolgenti...»;
G. Rogato «In Fermare il tempo la parola si snoda sofferta e
immediata mescolando in modo del tutto naturale aspetti di sapore strettamente
realistico con squarci ricorrenti di visioni surreali, Una raccolta, dunque, che
offre molterplici spunti di lettura e che non deluderà chi nella scrittura cerca
parole nuove per riflettere su interrogativi senza tempo e, forse, senza
risposte.»; L.
Ruggeri «Poesia fra le migliori nel panorama nazionale... ottima
qualità... vigoria lirica...»; A. Sciacovelli
«E’ l’amor uno strano... sulle dune di un immaginifico excursus storico
sull’amore... una serie di riflessioni apparentemente vaganti, quasi atemporali,
che lasciano emergere chiaramente le personalissime intuizioni dell’autrice...»;
L. Spinelli de’ Santelena «Un teatro
rinnovato nei contenuti e nella impostazione, adeguato all’uomo del Terzo
Millennio che sente già la sua enorme distanza da quello del Novecento perchè
più forti sono all’esistenza presenti gl’interrogativi che vanno oltre il nostro
pianeta, oltre il sistema ben noto, anch’esso ridimensionato, uno dei tanti
negl’infiniti mondi dell’universo, alla cui conoscenza l’uomo anela pervenire.
Le tre proposte vanno lette con attenzione maggiore di quella che potremmo avere
per cogliere messaggi da pagine cui siamo normalmente abituati... Lo stile è
denso, essenziale stringato, atto non soltanto “alla natura dei personaggi” come
l’Autrice scrive nella Premessa al libro, ma agli esiti letterari di un pensiero
fortemente pregnante che induce il lettore attento a riflettere su problematiche
anche nostre e su quelle del probabile “homo astralis”»; G.M. Tufarulo
«La B. possiede abilità nell'intreccio dei fatti, fluidità nel condurre le
vicende, il senso della misura e delle proporzioni, il taglio dei colloqui,
l'indagine psicologica che rende profondo il rilievo dei personaggi... tende a
svincolarsi dalla tradizione e creare un'espressione che si scioglie in vaghe
suggestioni della comune vita spirituale degli uomini.» [in: "Corriere del Giorno"] «In
Fermare il tempo... l’affastellamento delle stagioni della vita regala alla
sua arte ed al lettore una prosa all’avanguardia, che consente alla ‘ratio’
l’analisi e la sintesi di un ‘realismo’ romanzato, oltre lo scontro
psicologico...’Fermare il tempo’ non è una costante, nè una violenza ad una
delle ‘leggi fondamentali della natura’ ma un nuovo simbolismo che, tra il tempo
del potere ‘virtuale’ (presente e futuro) e quello senza potere (realismo), si
accosta al mondo pirandelliano... Gli uomini del presente e del divenire, non
‘padroni’ assoluti dei sistemi ma coscienti del ‘sistema’ che attua il
satellitismo, sono(uno, nessuno o centomila) o come direbbe Kasack... delle
marionette, o Sherwood Anderson delle ‘grotesques’. La scrittrice, surclassando
il realismo psicologico, propone una poetica della vita, una speranza nella
terra ‘mater et magistra’, una lieve contemplazione di stelle, come monito
all’uomo, ottenebrato dalle brame, l’umanità terrorizzata dai cavalieri neri di
Allah che portano bombe e morte, il difficile apprendimento del sorriso e del
pianto nel mondo delle intelligenze artificiali, la corsa al tempio di Creso, la
creazione di se stessa nemica dei luoghi comuni, delle convenzioni, fautrice
dell’intelligenza sugl’istinti e cantatrice del poema dell’umanità, elaborato
dalla coscienza civile... Tra le sirene del consumismo letterario, d’ogni
manierismo e del nichilismo, l’autrice jonica apre la sua strada al lavoro
letterario, che non si lascia implicare da queste tentazioni ma conferma che il
presente ed il futuro della letteratura sono nella libertà dello scrittore da
ogni finzione e servitù...».
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