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Bigon

Luigina (Padova 1935), poetessa, vive a Padova. Si è sempre dedicata all'arte e al fare artistico trovando la sua dimensione estetico-espressiva nell'ambito creativo della progettazione e del ricamo per l'Alta moda calzaturiera. Sue creazioni sono esposte nella "Mostra della Calzatura d'Autore" nella villa Foscarini-Rossi di Stra e sono oggetto di attrattiva, insieme ad altri artisti della calzatura, nel programma turistico del "Burchiello" lungo il percorso della Brenta per la visita alle Ville Venete. Nel corso di una conversazione sugli orientamenti poetici di fine millennio ebbe a dire: «...poesia è la magnifica per eccellenza. Qualsiasi risvolto abbia la natura, lo spirito di chi la guida ne fa emergere l'impalpabile segno che la distingue. È proprio del linguaggio sottile inoltrarsi tra le falde più remote e riportare alla luce quei tesori occlusi alla razionalità della mente. Il pensiero vola, scava nella roccia, penetra il cristallo, e là, dove più quieto rimane in vitro il seme, ecco apparire l'aurora e manifestarsi la creazione. Questa è la poesia, pura sequenza d'alfabeti, metafore, allegorie, suoni, divertissements, finezza artistica, sublimazione, bellezza estrema, spiro cristallino, Dio! arriva come un lampo e fluisce generosa come il sangue senza arrestare la sua corsa. A volte afferrarla è quasi impossibile, ti sfugge come ala di gabbiano in volo.. E quelle volte che ti capita di agganciarla ti poni di fronte al foglio bianco e senti scendere le parole come spiriti a dilatare lo spazio, e solo in questa dimensione, che definisco soprannaturale, ti vengono incontro le anime a parlarti, a raccontarti dei misteri, a svelarti la sacralità che tutto dice e tutto nasconde... E quando ti scuoti sempre ti sorprende la parola.».

Ha pubblicato opere di poesia: Barattare sogni (1989), Lucenèra (1995) e Cercando "O" (2001, prefazione di L. Nanni e saggio critico di A. Piazza Nicolai), Diacronicità. Ponte Sottomarina / Cina (2009, prefazione e tr. in inglese di A. Piazza Nicolai).

Ha ideato e curato la raccolta di liriche in omaggio alla calzatura Camminando... in versi (1996), la raccolta Gelato... in versi (1997), la raccolta Occhiali… in versi (1998, che ha avuto ampio risalto nella rivista "Vedere International, n. 1/99, nel servizio 'Poetry and Eyewear' a firma di Isabella Morpurgo, tradotto in quattro lingue) e sta preparando la raccolta Orologi… in versi; in collaborazione con R. Bettiol, M.L. Ottogalli e L. Gaddo Zanovello, ha curato la raccolta Inconsapevoli preghiere. I poeti per il Giubileo del 2000 (1999, presentato al Papa nell'udienza del dicembre 1999). In occasione dello spettacolo Riflessi Veneziani, promosso dall'Associazione Calzaturieri della Riviera del Brenta, ha ideato e realizzato la composizione artistica di una Scarpina ispirata al Settecento veneziano che è stata al centro dello spettacolo tenutosi a New York nel 1995 e poi nel 1997 a Londra. È inserita con un suo intervento lirico e in prosa Riflessi londinesi nel volume "I mestieri della moda a Venezia-The Arts and Crafts of Fashion in Venice from the 13th to the 18th century" (1997) pubblicato dall' European Academy e dall'Accademia Italiana in collaborazione con l'Italian Trade Centre in occasione delle celebrazioni per il "Bicentenario della caduta della Serenissima". Sue creazioni artistiche sono inserite nel volume 100 anni di industria calzaturiera nella Riviera del Brenta (1998, a cura di G.L. Fontana, G. Franceschetti e G. Roverato) e nel volume Calzature d'autore. 50 anni per le grandi firme (1997). Sta preparando un volume sulla Didattica dell'ornato artistico applicato alla calzatura femminile nell'ambito dell'attività didattica presso la "Scuola modellisti" di Stra. È inserita nel volume Voci di donne di fine Millennio (1999, curato da M.P. Codato, con prefazione di M. Boselli e introduzione di S. Acquaviva). È membro del direttivo del Gruppo letterario Formica Nera di Padova e responsabile del 'Gruppo Poeti' dell'Ucai di Padova.

Sulla sua produzione letteraria ha scritto Luciano Nanni nella prefazione a Lucenèra «L'evolversi di una scrittura le cui modifiche si svolgono all'interno di una posizione mentale che coordina affinità e opposizioni tra l'io e il mondo: è impossibile darne una sintesi per la molteplicità degli aspetti formali e tematici; ogni testo meriterebbe un discorso a sé, in quanto esiste una condensazione concettuale alla quale le strutture conferiscono la massima duttilità espressiva.».

Hanno scritto inoltre: M. Battilana «'Prezioso' è il primo aggettivo che mi viene in mente per questo recente libretto di B. [Cercando "O"] ....il testo di B. emana un fascino che nessun commento critico può rendere.» A. Capuzzo «Lo stile spesso ermetico racchiude in mille veli e giochi di specchi il significato che l'autrice - consapevolmente o meno - voleva esprimere, e insieme apre mille possibili significati per i lettori: per cui, paradossalmente, queste che sono tutte o quasi poesie legate a fatti o situazioni particolari, nello stesso tempo si presentano tutte anche come portatrici di contenuti universali.»; L. Curatola «La sua è una poesia che, partendo da un momento particolare, di carattere individuale, si estende ad una forma universale perché il suo sentire poetico coinvolge a doppio filo tutte le fasi dell'esistenza: dal pensiero all'immagine scorrono le stagioni dell'anima, il mondo fremente di spontanei movimenti, scorrono i desideri e le verità che investono l'uomo nella sua essenza.»; G. De Min «...ha la facoltà di proiettarsi nell'al di là del piano fisico e istantaneamente captare un momento di vita. Per lei - ipersensibile - è sufficiente un tramonto, un luogo, un cielo stellato, un'emozione, un albero in fiore, sentire una tragedia umana, perché affiori una poesia.»; A. de Palchi [in: Gradiva, ] «B. coniuga momenti fuggevoli di poesia con sentimenti aspramente immersi nel reale.»; G. De Pascalis «I poeti son quelli che hanno la parola per tutti. Poesia così rapida da sembrare venuta giù di getto.»; E. Di Pasquale «… Le immagini colpiscono, il linguaggio è sempre vivace, il timbro suona vero, concreto. La sua visione totalizzante, che ricorda la prospettiva di Fellini, ci riporta ai paesaggi di Walt Whitman. Simile al ragno silenzioso del Whitman che tesse la sua tela in continua espansione, la poetica di B. costruisce il suo tappeto…»; N. Di Stefano Busà «L'impasto verbale si avvantaggia di sinestesie e metafore che inglobano un'immediata attitudine alla meditazione di tipo essenziale, senza cerebralismi inutili e dispersivi.»; A.M. Ferrero «Lo stile poetico di B. è pieno d'armonia, sofisticato e nello stesso tempo ricco di dolcezza, ermetico e nello stesso tempo limpido. I versi si susseguono musicali e insinuanti, le liriche procedono legate da fili di misteriosa impalpabilità. La poesia di questa autrice è poesia di ampio respiro, basata sulla simbologia e sulla inusualità delle immagini. Molti versi paiono semplicemente descrittivi, per rivelarsi poi di immensa profondità.»; R. Iurescia «Ritmo e cadenze riempiono gli spazi e le pause di visualizzata armonia. Un linguaggio incisivo il suo che stupisce e sorprende per le sue immagini che aderiscono perfettamente al suo pensiero, al suo modo di fare poesie. Le liriche della B. sono come pagine di un diario in cui ella racconta se stessa e tutto quanto le succede attorno...»; M. Mazzocca [da: Padova e il suo territorio, dicembre 1997] «… la ricerca di ciò che, nel trascorrere dei giorni, rimane essenziale perché elude la prigionia del tempo. “Che appare, a tratti, raggrumato secondo una sintassi surreale che arieggia, forse, certo De Chirico (“Tutto avviene nella stanza”).»; L. Milana «Una folla di immagini travolgente che prorompe necessariamente nei versi, con la impellente necessità di uscire, di confrontarsi con la vita e con gli altri, in una continua lotta esistenziale in cui l'alternarsi di gioia e sconforto, dà luogo alla ritrosia di esporre al pubblico la propria interiorità vulnerabile.»; I. Morpurgo «…nasce da un'idea di B., una donna che ha fatto dell'arte la sua compagna di vita…»; L. Nanni «… in B. affiora nitida la coscienza di una poetica moderna [da: Poeti Padovani, 2006].» «...[Cercando "O"] un cambiamento di cui la critica dovrà tenere conto: sarebbe infatti troppo facile liquidare questi tre poemetti come descrittivi, se non fosse che nella scrittura semplificata, più fluida, simbologia e profondità di significati sono mantenuti e anzi accresciuti dietro quel velo del paesaggio, con uno stile che scorre in senso quasi diacronico avendo presente il 'viaggio' del sottotitolo, modello che prefigura la modalità dell'essere nel divenire, e ciò con mutazioni perfino d'ordine semantico: ma nel nucleo la personalità appare immutata.»; G. Niccolai «La consapevolezza dei limiti del proprio libero arbitrio e al contempo del potere di una forza superiore che sceglie di esprimersi quasi beffarda, a suo piacere, nei momenti più impensati, con visioni, suoni o analogie e associazioni di pensiero che la scienza definisce “allucinazioni”, sono tutti aspetti di una ulteriore prova alla quale l’essere viene sottoposto.»; A. Piazza Nicolai «Questi versi, per la maggior parte quinari spesso interrotti da enjambements, sono di natura onirica; sono frammenti di un sogno che si intrecciano con metafore iper-reali. Infatti, le immagini si susseguono rapidamente come in una moviola e l’occhio quasi fa fatica a seguirle. Forse in questi versi possiamo meglio evidenziare l’intreccio di immagini reali con quelle magico-oniriche che illuminano il percorso poetico della B., segnalano le novità nel suo poetare. Con un linguaggio chiaro, diretto, accessibile, che fa ricordare lo stile postmoderno di autori americani come Raymond Carver e Charles Buckowski, la poetessa ci fa entrare in quel “sentimento quieto e antico” proprio della grande e vera poesia. [Cercando O - VII: versi 1-38].» «La poesia di B. è anzitutto una ‘illuminazione’ intensa e totale, dai primi versi mistici e surreali di Barattare sogni e Lucenèra al più recente Cercando ‘O’, dove la visione attinge da una tematica corale e postmoderna. E Il poemetto inedito Diacronicità (2002) propone una aporia esistenziale; l’io misterioso e segreto della prima fase poetica ora rispecchia l’altro... L’umano in tutte le sue sfaccettature – amore, gelosia, ira, odio, follia, fragilità, compassione, indifferenza, eccetera. – informa l’attuale poetica bigoniana, che si esprime con le tinte smaglianti di un realismo magico tutto suo. La nuova stagione lirica della B. si illumina d’immenso e di conseguenza schiarisce pure il nostro percorso.» «Le poesie di Lucenèra creano l'arcobaleno lirico/onirico che forma ed informa in parte l'ininterrotto e complesso viaggio esistenziale della poetessa. È un viaggio che fruga i limiti interni dell'io/non-io, quanto quelli esterni - delineati da eventi sia privati che del mondo quotidiano.»; L. Rossi «…ha interpretato le immagini, cogliendo in una breve didascalia l'essenza, il carattere della scarpa.»;; C. Rugger «I componimenti poetici svolgono il loro intreccio mediante e per la metafora; queste segrete simpatie dei concetti che sono intessuti nel verso e dal verso sostenuti, largiscono sorprese inaspettate. Un'emozione giustifica la loro laboriosa costruzione, sorta dall'intuizione di analogie tra aspetti dissimili - processo mentale che crea oggetti verbali puri e indipendenti tra loro.»; U. Stefanutti «...in molte composizioni vibra intensa la voce della poesia cosmica, che ha aperto nuove strade alla fantasia, lontana ormai dai luoghi scontati del post-ermetismo. Attendiamo con interesse la terza raccolta di B.: in questa, superati gli inevitabili ostacoli, siamo sicuri che risuonerà chiaro il significato originario del cosmo, secondo l'etimologia indoeuropea: mi affermo con autorità senza poter essere smentito.»; O. Zaccaria «Sono sì itinerari [Cercando "O"], ma piuttosto quelli dell'anima, tortuosi e sofferti, visitati escavati con il puntiglio del ricercatore attento, indagati con forza e determinazione negli anfratti più nascosti ed insidiosi dell'io profondo.».

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