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Borgini
Alma (Firenze), poetessa e saggista, vive a Firenze. Laureata
in Lettere all’Università fiorentina col prof. W. Binni, ha insegnato negli
istituti superiori, svolgendo contemporaneamente attività critica. Critico
letterario, presenta autori contemporanei e collabora a varie associazioni
culturali fiorentine:
"Sguardo e sogno" con Piero Grazzini e Paola Lucarini Poggi e "Novecento"
che ora ha assunto il nome
di "Pianeta poesia" con Franco Manescalchi, Ucai e Associazione “Mario
Luzi”. Sue poesie inedite sono state trasmesse nel 1995
su radio Monteserra. È inserita nel “Repertorio di poesia contemporanea” di V.
Ursini, nell’“Atlante dei poeti contemporanei”, nel sito “Literary” e nel sito
“Novecentopoesia”. Suoi articoli di critica sono stati pubblicati su diverse
riviste e le lezioni tenute nei corsi organizzati da “Novecento” sono state
raccolte per l’Assessorato alla Cultura di Firenze nel volume “Pianeta poesia.
Documenti” (2005). Con il sodalizio “Pianeta Poesia” coordinato da F.
Manescalchi conduce un ciclo di incontri con autori contemporanei. È socia del
“Pen Club”.
Ha pubblicato i libri:
Poesie (1993), Cristalli di
memoria (1994), Una notte e lo specchio
(1999, introduzione critica di S. Ramat),
Soffiare sulle acque (2005, con prefazioni di E. Giachery e C.
Mezzasalma), Ballata scorretta
(2009); oltre a poesie e racconti in diverse antologie: "Racconti e poesie" (1991),
"La poesia contemporanea" (1997);
"Carteggio. Poeti degli anni '90 a Firenze" (1999), “Parole di pace”
(2004), “Slanci e partecipazione. 15 poetesse fiorentine” (2004); le antologie dei premi “Histonium
2000”, “Calcit 1996-2000”, “Michele Pavel”, “Voce plurale”, “Il baule delle
storie perdute”, “Un fatto di cronaca 2005”. Ha conseguito i seguenti primi
premi in concorsi letterari: 1990, “Arti-Galleria La ruota” Carrara; 1993,
“Histonium”; 1997, “Calcit”; 1999, “Vallesenio” Riolo Terme; 2000, “Casentino”;
premio speciale “Michele Pavel”; “Mario Conti”; “Giuseppe Giusti”; “Vigonza” con
pubblicazione del racconto Solitudine affollata di volti.
Intorno alla sua produzione letteraria hanno scritto:
A. Balsamo [Soffiare sulle acque]
«....C’è qualcuno in questo libro, l’a., che si rialza sempre e riprende il
cammino diversa, ferita, rivendicando comunque la propria creaturalità, ma
avanzando... dicono i prefatori che nota saliente è la memoria: non proustiana –
aggiungo io – perché qui è la memoria esperienza, incontro-scontro con gli
avvenimenti che tatuano corpo ed anima...»; G. Bárberi
Squarotti [Soffiare sulle acque] «...la sua poesia offre una
lezione esemplare di bellezza e verità... c’è dentro sempre la luce della
speranza.»; M. Bettarini «…contenuti toccanti, umanissimi,
intensi.»; A. Bigagli [Soffiare sulle
acque] «...regredisci, secondo il bisogno del dolore gridante e non
placato... fino alla lacerazione della nascita. Ti rivivi. Rianimi anche gli
oggetti, perché? Per lavorare, ansimando poeticamente, a una sorta di
unificazione: te stessa, l’altro, la cosa. E l’altro, il soggetto umano, venendo
a fondersi nel contatto con te, si ammorbidisce. Ora è creatura. E i dialoghi
riescono ad emergere da un contenitore molle e afono, fattlo di acqua e sangue.
Acqua e acque che sono o divengono mare e preparano il tuo rivolgerti e volgerti
a Cristo, con segni di infinita, abbandonata fiducia.»;
P. Civitareale [Soffiare sulle acque] «... La tua raccolta
di poesie è bellissima; e leggendola ne sono rimasto affascinato e consolato. Mi
sono piaciute la leggerezza e la perspicuità del dettato, la misura e la
limpidezza del disegno sentimentale, la capacità di far emergere dalla realtà
evocata ed osservata quanto ancora vi sia di buono, di intatto, di consistente
per la vita...»; V. Franci-Riggio «...poesia di
coraggio, di riscatto, di scoperta e quindi di salvezza... che non ha paura di
scendere nei propri Inferi, ma che trova anche il coraggio di risalirne (...)
espressioni originali, di raffinata qualità letteraria»; E. Ghidetti «Leggere
Una notte e lo specchio come un romanzo, come l'esecuzione di un segreto progetto che nasce al crocivia fra autobiografia e trasfigurazione poetica. […] La misura della forza segreta di questa poesia consiste in un vitalismo riscoperto nelle sue primigenie radici biologiche e ricuperato non come mito decadente, ma come risorsa vitale.»;
E. Giachery [Soffiare sulle acque]
«... Un punto di partenza interpretativo.. per questo intenso e ricco libro di
poesia potremmo trovarlo nel forte senso di totalità di vita che ne garantisce
la sofferta autenticità... ritmazione dell’esistenza... con implicito invito al
lettore a rilevare... il fecondo incarnarsi di temi e situazioni in risultati
espressivi ritmici e melodici.»; P. Lucarini
[Soffiare sulle acque] «...del tuo libro... mi sono innamorata... dalla
tua parte sta una forza terragna, humus fertilissimo, che attorcia di luce
vivissima il fulgore dello spirito indomito, indomabile, la straripante voglia
di urlare – nonostante tutto – il grazie più acceso all’intensità della vita...
oltre che palpito furore di essere, e di esserci, qui, ora...»;
D. Maffia «Una notte e lo specchio è il libro da tenere in seria
considerazione.»; C. Mezzasalma [Soffiare
sulle acque] «....la memoria, una memoria compiuta e compatta, sembra essere
il registro prediletto di B. queste sue nuove poesie mettono in campo tutta una
sua particolare biografia dell’anima ove soprattutto dominano gli affetti
interrogati ed accarezzati nel tentativo che la poesia li illumini... il ricordo
allora non è ozioso sentimentalismo, ma una discesa nella caverna, come voleva
Platone, per indagare le radici del nostro essere umani... B. sa parlarci...
della morte, così come sa parlarci della preghiera e della fede... imparate
soprattutto dall’esperienza degli emarginati della società del benessere...»; E. Mingolla
«...osservatrice attenta e studiosa della parola (...) con uno stile
musicalmente felice l'a. ci mostra il suo mondo fatto di sofferenza, ma anche di
desideri, di grandi slanci.»; G. Palumbo «La sua vena poetica si rivela sensibile all'evento e al dramma della vita e della morte, alla memoria dell'infanzia e al dono della giovinezza, al mistero che ci circonda e al rimpianto di ciò che è passato, al dono di sè nell' ideale dell'amore che giunge sino al sacrificio e all'immolazione quotidiana e silenziosa.»;
U. Perniola «Una splendida silloge,
combattuta fra dettami del cuore e l'orecchio teso ad interpretare gli umori del
mondo: istanti frementi, in cui il peso della negatività è maggiormente
scandito, ma in cui fioriscono sentimenti e stati di grazia di un'intensità
sovraumana, che la perizia degli accostamenti semantici, la versatilità del
linguaggio e dei mezzi stilistici riesce ad esaltare, offrendo una prova di
maturità irrepetibile. A difendere lo stato di grazia sovviene la ventata
europea, ma più visivamente il cantore di Arsenio che, accanto all'inganno
consueto, all'anello che non tiene, ci ha coinvolti nell'attesa, almeno per noi
ansiosa, del miracolo.»; Premio "Firenze"
«Attenta alla lezione dei maestri novecenteschi eppure svincolata da qualsiasi
calco passivante... Il privato e il sociale si intersecano in un discorso che si
smorza, con pudore, ma anche con figure ferme, chiare, da sinopia memoriale.»; S. Ramat «Politezza dello stile, nell'ubbidienza pressoché istintiva al postulato di una poesia come canto, seppur discretissimo e consapevole.»;
M. Specchio «Nel mare morto di libri inutili
... è un libro vero scritto da mani vive ... quello che giunge è il messaggio
pieno e diretto di una vita che cerca il senso e disvela le cifre attraverso una
lingua serrata e compatta, dai molteplici timbri unificati dal tono – alto –
anche quando è domestico ... la sua è una voce che parla – e consola.».
e-mail alma.borgini@libero.it
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