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Calamassi
Gianni (Firenze), poeta, narratore e pittore, vive a Firenze.
"Si direbbe che il male di vivere montaliano sia
fortemente inteso nella poesia di C., ma qui la parola sostiene e richiama con
un suo percorso inusitato immagini e sembianze, memorie e occasioni. (Guido
Miano)». L'autore è inserito nel "Dizionario Autori
Contemporanei" (2006, G. Miano, Milano).
L'autore è molto impegnato anche nell'attività
artistica ed è socio di alcune fra le più rilevanti associazioni
culturali toscane; "Circolo Poeti e scrittori di Empoli", "Armonia delle Muse",
Centro culturale "Firenze - Europa - Mario Conti" e "LiberArte" di Sesto
Fiorentino.
Ha pubblicato: Birbonate fiorentine
(2003, racconti), Compos mei (2004, poesia),
Bacheca (2005, poesia),
Nina, al femminile... è meglio (2006,
racconti), Angeli stanchi
(2009, poesia), Le parole rubate (2011).
Numerose sono le sue presenze in apprezzate
antologie letterarie.
E' inserito nel "Dizionario Autori Contemporanei" (2006,
Miano Editore, Milano).
Sulla sua produzione letteraria e artistica hanno scritto, tra gli altri:
M. Batisti (2007) «Lottatore d’indole, C.
non ha mai rifiutato il confronto con la vita, spesa giorno dopo giorno con
misurata saggezza, facendo tesoro delle varie esperienze di insegnante, di
promotore di idee e di progetti, di proponente espressioni artistiche permeate
di una rara interiorità.» - A. Becchi Azzurrini
(1984) «Tu scrivi come per costruire un disegno, uno di quei tuoi disegni
terribilmente precisi, così tanto precisi da far sempre credere che
all’improvviso c’irrompa un granello di follia. (E, talvolta, succede).» -
L. Bicchi (2007) «Per chi intenda avvicinarsi ad opere di grafica
non è semplice: non troverà infatti l’accattivante invito del colore, al
contrario dovrà misurarsi, nella definizione dei volumi, delle prospettive,
della tridimensionalità degli oggetti e dei corpi, con l’ombra del nero,
l’anticolore. Con la Grafica si chiede quindi, un supplemento
di pazienza e di attenzione per ricercare e catturare nei segni scuri le idee
dell’artista.
E’
evidente che questo sforzo supplementare, sarà tanto più compiuto quando
l’autore riesce ad inserire nella sua opera quei tratti capaci di mantenere
vigile l’attenzione del visitatore. In caso diverso avremo una lettura
rapida e quasi superficiale dell’opera: sono sufficienti un abuso d’ombra, un
tratto incerto, una non convinzione del progetto realizzativo.
Non è questo il rischio che si corre con C.; anzi il gioco sottile che compie
tra segno ed ombra, avvince ed introduce il fruitore dell’opera ad un percorso
quasi misterico nella paziente costruzione del soggetto rappresentato.
E’ poeta
di buona lena C., tra realismo e trascendenza, del poeta ritrasporta sulla
carta la capacità di analisi, la ricerca del tratto come parola specifica per la
realizzazione. Quindi pazienza, fatica, precisione e poi il segno deciso che fa
individuare il percorso artistico, l’ombra sottile che sottraendo al soggetto la
dimensione temporale, regala al complesso una piena astrazione, sia che si
riferisca a soggetti architettonici che a corpi o ad oggetti di uso comune.
E’ questo il gioco sottile che regala al
visitatore, adesso fruitore pieno, la ricerca e la scoperta di significati
personali dei quali l’intera opera di C. è pervasa.» - «C. biologo, insegnante, progettista, inizia la propria esperienza nelle
arti visive nel modo più appropriato: il disegno con grafite. Il percorso è interamente dedicato alla figurazione ed in questa al ritratto
(anni '60), negli anni '70 prosegue la propria esperienza/formazione con alcune
escursioni nell'uso dell'olio e, successivamente, delle tecniche miste. Dalla lettura delle opere, ancorché dettagliate e precise, si intuisce che
l'artista avverte di non aver trovato una propria definitiva maturità
espressiva. L'esperienza successiva è con le chine, e qui G. C. inizia a trovare il
proprio mezzo per comunicare un pensiero, una sensazione, un ricordo. A mio parere si definisce una sintesi più perfetta tra il C. uomo del fare e
l'artista che sente dentro di sé. La figurazione si fa ancora più accurata; L'introduzione di alcuni elementi
surreali ed onirici lo aiuta ad ammorbidire la secchezza del tratto di china. Questo accorgimento si fa ancora più marcato man mano che l'artista si
addentra nelle sfere più intime e nascoste dei propri convincimenti e desideri (tra gli altri Crisalide Celtica, Sogno erotico, Il presagio, La signora
degli Acheni, L'adulterio). Raggiunge in modo particolare l'apice di questa esperienza, pronto ad
affinarsi ancora, con due opere entrambe del 2008: Omaggio a Fattori (che tanti
consensi ha raccolto nell'omonima mostra collettiva, organizzata da LiberArte,
tenutasi nello stesso anno al Centro Espositivo Berti di Sesto Fiorentino) e
Kaminari. In queste due opere si individua un ulteriore avanzamento della qualità
espressiva di Gianni Calamassi, una maturità di tratto, un tempo sospeso nella
lettura delle due opere che rimanda all'altra caratteristica di
C.: lo scrivere. E del suo scrivere tanto si legge nell'attesa vigile dei due soldati della
“Vedetta” (quadro del Fattori ispiratore dell'opera), nella polvere della strada
bianca, nel muro calcinato, nella precisione del ritratto del maestro), nel
sonno turbato della donna giacente, nell'ideogramma marcato di “Kaminari”.
Questo collegamento tra composizione scritta e arte visiva, forse rappresenta
oggi la nuova frontiera dell'artista, qualcosa di già tentato nel '65 con la
poesia inserita nel ritratto di Daniela, ma che adesso raggiunge un momento più
alto in quel dire e non dire, in quell'accennare senza marcare troppo, in
quell'eleganza di tratto che caratterizzano la più recente produzione. I
percorsi della grafica non sono mai agevoli, G. C. pare aver trovato un giusta
chiave interpretativa. Ci attendiamo altre positive evoluzioni in questo cammino
che vediamo molto più lungo dei cinquanta anni che l'artista ci propone.» -
A. Ferragina (2003) «Caro G. le tue opere
sono accomunate nella loro diversità dai valori e dalla esecuzione. Tutto dice:
vai avanti perché la tua è una meravigliosa ricerca di grosso valore.» - R. Fiorini (2008) «C.
artista fiorentino con le sue chine raffinate in cui si alternano il tratto
rigoroso nei temi di paesaggio e il segno mobile e fluido dalle intonazioni
liberty nelle figurazioni simboliste.» - «Il segno pulito e le luci intense nei
temi realisti come nelle composizioni che attingono all’immaginario, riescono
nel bianco e nero a non soffrire dell’assenza del colore.» - A. Franceschini
(2005) «C. è un artista completo quello che io definisco un cantastorie moderno
che profuma d’altri tempi. Domatore Domato da una fedele compagna: la sua matita
che rapito dall’ispirazione utilizza sicuro con grazia e competenza, sia per
disegnare che per scrivere alla ricerca continua di un’alternanza perfetta di
ritmi, immagini e colori.» - G. Giovannoni
(2008) «C. è un fiorentino del Rinascimento; se lo cercate, lo trovate
probabilmente in un cantiere .Fino a poco tempo fa l’avreste trovato anche a
scuola, a insegnare ai ragazzi il rigore del modulo o la simmetria delle
conchiglie. Se, per caso, lo vedete a una scrivania, la scrivania è
ordinatamente ingombra di disegni nitidamente incisi paesaggi, cattedrali, volti
intensi, figure femminili in pose quasi sfuggenti, misteriose. Pochi tratti,
morbidi o decisi, linee curve, rette, ondulate. Ma ogni tratto rimanda a un
”altrove”, a uno spazio più ampio, anche oltre il limite del foglio; ogni tratto
vi cattura nella raffigurazione, ma vi suggerisce di immaginare l’”oltre”. Nel
brusio del cantiere o solitario alla scrivania, G. C. ascolta le parole del
quotidiano, ma le”ruba” all’uso immediato, ne coglie la profondità complessa del
significato. Sa che le parole portano sempre”oltre”. C. è anche scrittore e
poeta.» -
M.L. Guaita Vallecchi (2005) «Complimenti
vivissimi. Mi piace molto il posto e i lavori presentati.» -
N. Guelfi (2010) «Scrittore e poeta dal
riconosciuto talento, le cui doti potranno continuare ad essere foriere di
lusinghieri esiti artistici. Raro incontrare un artista così padrone del
disegno… Opera con impegno professionistico, partecipando a numerose
manifestazioni artistiche, aggiudicandosi continui riconoscimenti. C. ha la
forza di saper guardar con giudizio ironico e di saper demitizzare e
disincantare con la sua pittura. Non si arrocca sotto l’etichetta di una
qualsiasi ideologia. La sua una tecnica raffinata che tocca il limite del
virtuosismo e del compiacimento. Opere dalla circostanza poetica ove la
creatività è documentale di una visione della natura con l’insieme di tristezza
e felicità. Ci troviamo realmente di fronte ad un’estrema purezza artistica ed
espressiva.» - S. Renzi (2005) «Diligenza e rigore sono le peculiarità più interessanti della sua grafica a
china che mette in opera soggetti di lirico naturalismo e tematiche di composito
simbolismo. Complimenti all’artista e allo scrittore.».
calama0d@studiogiannicalamassi.191.it
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