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Carraroli

Mariagrazia (Verona), poetessa, vive a Campi Bisenzio. Ha conseguito il diploma magistrale, insegnando nella scuola elementare per ventisei anni e, nel 1991, il diploma di Cultura Teologica presso la Scuola di Formazione Teologica del Seminario diocesano di Treviso.

L’incontro con la poesia risale agli anni ottanta, quando ha cominciato a pubblicare in proprio le prime due raccolte . E’ stata subito confortata da riconoscimenti e premi. Nel 1987, insieme a un gruppo di volontari, è stata fondatrice della Cooperativa di lavoro e di solidarietà sociale “EOS” e fino al 1997 ha collaborato nella stessa struttura come consigliere, periodicamente con incarichi di vicepresidenza e presidenza. Tale Cooperativa, sorta per iniziativa del Servizio Psichiatrico dell’Ospedale di Montebelluna (Treviso) è stata una delle prime nel Veneto, atta a creare un ambiente lavorativo per il reinserimento dei pazienti psichiatrici nella società. Il contatto con il dolore mentale è stata un’esperienza di grande valore umano, testimoniata dalla silloge Parolamare.

Ha collaborato con la rivista pedagogica “Cem Mondialità”, direttore Domenico Calarco, con “Note di vita vissuta” che sono state poi pubblicate, assieme a sue poesie, in diverse Antologie alcune delle quali edite da "La Scuola-Le Stelle-Sei-De Agostini".

Da una sua idea proposta a Giuliano Ladolfi fu realizzato nel 1993 il Primo Convegno Nazionale “La Poesia e il Sacro alla fine del secondo millennio“ con Carifi, Mussapi, Loi, Ravasi e altri. Da oltre dieci anni collabora con il poeta e critico letterario Franco Manescalchi, curando per "Pianeta Poesia" da lui ideata e diretta, la presentazione di Autori a Firenze.

Ha pubblicato: E' già stagione di miracoli (1985), In libero gioco (1987), Cammino (1989), D'una promessa (1992, co-autore A. Abramo Saporiti), Parolamare (1994), Canto discanto (1996, co-autore A. Abramo Saporiti), Coniugazioni (2001), E nella sera un'ombra (2005), Contrappunto (2006, co-autore Patrizia Fanelli), Mai più (2008), N.O.F. 4 centottantadue metri di follia (2010), Passaggio condominiale (2015), Trittico (2016), Letti bianchi (2017).

Diverse riviste, settimanali e mensili, hanno scritto sulla sua poesia, tra i quali: La Repubblica (Napoli), Avvenire, Osservatore Romano-Domenica, L’Arena, Il Giornale di Vicenza, Il Mattino di Napoli, Il Resto del Carlino, Il Sole 24 Ore-Domenica, Toscana Oggi, Il Solco, Il Momento, Otto/Novecento, Città di Vita, Arte Triveneta, Periferie, Il Giornale della Libreria, Il Ragguaglio Librario, Nuova Marginalia, Polimnia, Poesia… Sue poesie sono state lette in Radio e Tv private, Radio della Svizzera Italiana, Radio Montecarlo, Rai Radio Uno e Rai Radio Tre.

Ha ricevuto diversi riconoscimenti in premi letterari.

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri:
G. Bárberi Squarotti
(1992) «C’è nella sua poesia un andamento lineare, fortemente ritmato fra liricità e meditatività. Il suo discorso poetico è sempre limpido e gentile e autentico…I suoi libri sono colmi di sensibilità e di finezza, di situazioni e di linguaggio e di ritmo…»; [Contrappunto, 2007] «Le sue poesie… sono luminose, argute e acute, sapienti e ilari. Parlano della vita dei sensi e dell’anima, con qualche preziosa evocazione della memoria… sempre il loro discorso è sicuro e armonioso e suasivo.»; M. Bettarini (2009) «…bellissimo, tragico, straordinario testo poetico con fotoelaborazioni di Luciano Ricci , Mai più…. Potessero, invero salvarci i fraterni alberi…»; A. Caramella [E nella sera un'ombra, 2006] «…E’ un’opera di grande bellezza e di grande raffinatezza e non mancherò di farla segnalare nel sito della Fondazione Il Fiore e di segnalarla io stesso in qualsiasi utile occasione che mi capiterà… condivido la sensibilità per quella che C. chiama, così giustamente "atmosfera etrusca"»; F. Fozzer [Coniugazioni, 2002] «… o della vivente metafora…in questo libro ci colpisce il bagliore di scaglia lucente dell’indagine della realtà quotidiana, la certezza di fondo che la via di salvezza sia l’affidarsi alle cose: ne è matrice l’anima meditante in libertà e responsabilità.»; G. Ladolfi [D'una promessa, 1993] «La poesia germina con forza prorompente e nello stesso tempo con una delicatezza sommamente femminile che sa circondare d’un velo di maternità, di pudore, di rispetto alla realtà delle cose. Versi impalpabili, bellissimi, profondi.»; L. Lanza [E nella sera un'ombra, 2008] «…Un lavoro senz’altro prezioso, anche nelle scelte grafiche, che magistralmente coniuga testo poetico-teatrale e immagini. Un forte afflato antico permea entrambi i linguaggi (peraltro modernissimi) a degnamente incoronare la fascinosa presenza femminile…»; G. Panella [N.O.F.4- centottantadue metri di follia] «…La voce della C. …non si alza fino a mimare il diapason della follia, ma è tenera, parca, urbanamente intesa a chiarire, a spiegare, a raccontare… La poesia di C. rende conto… della diversità di un uomo che ha viaggiato autour de son pavillon tutta la sua vita e non si è stancato mai.»; N. Pardini «La poesia della C. va snella, con misure apodittiche e slanci verbali di rara fattura; va con eufonica andatura affidata ad una semplicità maturata nel tempo. Il suo scopo è quello di tradurre l'amore e il senso della vita in oggettivazioni verbali di corposa visività.»; D. Rondoni [N.O.F.4- centottantadue metri di follia, dalla prefazione] « … La vitalità dell’opera teatrale e poetica di C. sta nella incandescente materia del racconto, e nello speciale rispetto con cui ad essa si avvicina la voce dell’autrice, franta in quella di più figure, e comunque composta, attenta sempre più al testimoniare che all’esibirsi.(…) E l’opera testimoniale e l’opera d’arte diventano una...»; P. Ruffilli (1989) «Ho letto il suo – Cammino – e l’impressione è notevole. Si tratta di una raccolta di profondissima umanità e di misura stilistica raffinata…»; M. Specchio (2008) «…Il suo Mai più ha saputo distillare un vino prezioso, inebriante e terribile insieme, come spesso è l’arte. Sono poesie davvero belle, tese e compatte, nutrite di un dolore pervasivo, eppure tenere nella loro musicalità potente e dimessa…», oltre a: Giuseppe Baldassarre, Fernanda Caprilli, Gianni Conti, Giovanni Cosatti, Gino Cavallo, Annarosa del Corona, Dante Maffia, Franco Manescalchi, Ferruccio Mazzariol, Graziella Merlatti, Carmelo Mezzasalma, Ruggero Quintavalle, Gianfranco Ravasi, Gregorio Scalise, Achille Serrao, Ottorino Stefani, Domenico Volpi, e l'emittente San Marino RTV...

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