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Cecconi

Raffaele (Zara 1930), poeta, scrittore e saggista, vive a Venezia.

Ha pubblicato diverse opere letterarie, tra le quali: L'uomo curvo (1959, saggio presentato da Carlo Izzo), Pettegolezzi d'attualità (1969, zibaldone di pensieri e aforismi), L'Italia degli impegnati (1969, racconti satirici), Ofelia (1970, racconti), Una vita ladra (1971, poesie presentate da Aldo Palazzeschi), Calore (1971), Confessioni al figlio (1976, poesie con introduzione di Giorgio Bárberi Squarotti), Un culo così (1979, romanzo grottesco), Il sorriso che morde (1980, breve storia dell'epigramma), Viaggio in canoa (1980, poesie presentate da Thomas Colbourne), Ora che invecchio (1989, presentazione di Federico Fellini e un'incisione di Remo Brindisi), Dio è un buffone? (1991, incontro con il Padreterno in un'osteria di campagna), Non me ne frega niente (1993), D... come Dalmata (1998, poesie nel dialetto di Zara, presentate da Aldo Duro, direttore del "Nuovo Dizionario della Lingua Italiana" presso l'Istituto Enciclopedia Treccani, fotografie di Sergio Brcic), Ciò che ho visto girando il mondo (1999), I pensieri che contano (2000, con Nota di G. Petronio), Trentatré misteriosi eventi (2002), La signora X (2004, romanzo), Quaderno Trevigiano e della Gioiosa Marca (2005, con disegni di Nello Pacchietto); Il venditore di giardini (2006, prefazione di L. De Luca), La Meraviglia (2008), Grilli e capricci (2011). Tra i vari riconoscimenti ricevuti sono da segnalare i primi premi: 1965, "Torino" per il volume di poesie Da un mare all'altro; 1966, "Prove Rapallo" per il romanzo La Corsara; 1972, "Jesolo" per il racconto inedito La corriera della neve e "Stradanova" per un saggio sull'epigramma; 1978, "Camposampiero" per la poesia religiosa; 1979, "Plusart" per la poesia nelle Tre Venezie, etc.

Intorno all'opera di C. hanno scritto: T. Crali «Hai scritto qualcosa che mai avevo letto e che avrei voluto scrivere io.»; R. Damiani «La sua stravaganza nasconde spesso un'intelligenza che può persino turbare. C. non cerca sentenze, ma promemoria, secche note per una strategia di sopravvivenza intellettuale, registrazioni sintetiche di fatti constatati ... sono battute di un solista, che tuttavia sottintende un coro, di cui manca, o almeno una conversazione 'd'altri tempi', dove ogni partecipante doveva sfoggiare una propria brillantezza. E la stessa libertà rivendicata da C. si ricollega, in fondo, al rispetto di un'educazione, anche letteraria, che ormai pochi sono disposti ad osservare.»; F. Fellini «Ho aperto il suo libro di poesie sfogliandolo all'inizio con quel senso di estraneità e di vaga diffidenza che si ha sempre nei confronti di poeti che non si conoscono, ma poi sono stato toccato da un verso, da un'immagine, dalla musica, dal sentimento, e le ho lette tutte con trasporto crescente, sentendo con gratitudine di trovarmi dinanzi ad un vero poeta.»; G. Manacorda «Mi pare condotto con così rigorose e insieme popolari argomentazioni da costituire un vademecum prezioso per la vita e per la poesia. Lei è davvero uno degli scrittori dalla carriera più strana in cui mi sia imbattuto.»; G. Pampaloni «Il suo libro - ad eccezione delle migliaia che ricevo - lo conserverò.»; G. Pontiggia «Le poesie di C. sono ironiche a volte, ricche di amare e sorridenti provocazioni. E, a dispetto del titolo, animate da una singolare gioventù interiore.»; G. Prezzolini «Leggendolo mi sono accorto che ci sono cose molto buone nel loro genere, però meritevoli sempre se non altro perché lei va per la sua corrente e s'infischia degli altri. Mi dispiace di non averlo letto prima.»; A. Zanzotto «Anche se la sua esperienza è per più di un aspetto lontana dalla mia, trovo che questa sua opera è ricca di autenticità, è solida, e merita senz'altro quella diffusione e quell'ascolto che va alla poesia vera.»; oltre a: Pietro Annigoni, Carlo Betocchi, Italo Calvino, Giorgio Caproni, Luigi Dallapiccola, Carlo Della Corte, Gillo Dorfles, Ugo Fasolo, Claudio Magris, Giacomo Manzù, Z. Nizic, Giuseppe Petronio, Fausto Pirandello, G. Raboni, Vittorio Sereni, Giani Stuparich, Fulvio Tomizza, Diego Valeri e Giorgio Vigolo.

Ha collaborato saltuariamente a riviste, tra cui: "La Fiera Letteraria", "Prospetti", "Quinta generazione", "Prove", "Controcampo", "L'Osservatore politico letterario", "Arenaria", "Talento", "Vernice". Sue poesie sono state tradotte in America a cura di Ruth Feldman e Brian Swann su "The Centennial Review", v. XVII, n.4, 1973, Michigan State University e su "Granite", 7/8, 1974, Hannover N.H.; in arabo a cura di Issa I. Naouri su "Al-Adib", n. 7, 1972, Beirut, Libano e in "Antologia di liriche italiane contemporanee", 1978, Amman, Giordania.

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