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Chittero Villani

Luciana (Sanluri 1945), poetessa, scrittrice, saggista ed insegnante, vive a Vicenza.

Ha pubblicato diverse opere letterarie: Sapore di bontà (1992, poesia, coautori: Anna Pedon e Igina Fabi Lotto), Sprazzi di vita (1993 2° ed., poesia), Flash (1996, poesia), Variegato (1996, narrativa),  Quattro idee per il 2000 (1996, saggistica), La vita che mi donasti te la rendo nel conto (1999, narrativa), Nello spazio e nel tempo (2001, poesia), Una rosa nel mio confine (2004, poesia), Animae Loci (2006, poesia), Eleonora d'Arborea (2007, saggistica), Uno spazio per sognare (2007, poesia), Gioco è il fuggire dei giorni (2008, poesia, audiolibro), Alla ricerca di mondi perduti (2010, narrativa), Tu non fuggi mai dalla mia testa. Esperienze di una maestra nell'Alto Adige, tra le due guerre (2010, narrativa).  La leggenda di Dravella (2012),  Fuori tempo massimo (2013),  Profumo di rose & di ginestre (2015),  San Lorenzo il mistero della pietra (2017).

Oltre a varie poesie inserite in diverse antologie. Ne "La Domenica di Vicenza", il 4 luglio '99 ha recensito l'opera di David Maria Turoldo "Canti ultimi". Ha ricevuto numerosi primi premi in concorsi letterari: 1993, "Puglia viva"; 1995, "Gronchi"; 1996, "Trinacria" e "Parmenide"; 1997, "Histonium"; 1998, "Santa Margherita Ligure", finalista; 1999, Vasto, "Histonium" premio unico per il Veneto con la silloge inedita Nello spazio e nel tempo; 2000, "Letteratura alpina" Lacchiarella, segnalazione per il racconto inedito Una piccola storia nella grande storia; "Histonium" Vasto, terzo premio; 2001, "Histonium" Vasto, premio speciale per la poesia Per Deborah; "Joutes Alpines" Annecy, per il racconto inedito Per fortuna la terra....

Intorno alla sua produzione letteraria hanno scritto: L. Alfiero Medea [Nello spazio e nel tempo, introduzione] «È una parola efficace quella della C., perché attraverso la poesia scava nella roccia della vita per mettere a nudo radici vere, storie d’umanità, ma soprattutto teneri quadretti personali, rinverditi dai ricordi di una nostalgica infanzia. Su tutto si eleva la testimonianza della poetessa per le sue due patrie che le restano eternamente nel cuore: la Sardegna , dove è nata, e il Veneto dove vive.» - A. Baba Bressan «È nella poesia che C. con la sua scrittura rivela tutta la potenza della sua parola. È una poesia mai ricercata, mai costruita che sgorga limpida e coerente. È musica, eleganza, sensibilità con scelta spontanea di parole che danno al testo poetico una dolce potenza. Nei suoi versi C. raccoglie un cosmo intero ed il lettore è portato a scoprire in questa immensità le sensazioni che sono più vicine al suo animo.» - M. Bagnara (da Il Giornale di Vicenza) «All’ultima silloge Una rosa nel mio confine di cui ha realizzato anche l’allusiva copertina a cui è particolarmente affezionata, perché la ritiene una tappa fondamentale nella sua attività poetica. L’a. vi delinea la sua concezione estetica in Cuore di poeta. Insieme ai miti classici si affollano i ricordi personali di suggestive vacanze ad Ischia , in Maremma, a Roma con i ragazzi durante i gioiosi viaggi scolastici. Su ogni visione trionfano la bellezza e la suggestione della natura, una presenza costantemente amica, idillica solare. Ma la poesia della C. non è evasione dalla realtà, colta sempre sia pur per cenni fugaci , quasi con impressionistiche pennellate. Prendendo spunto da Heidegger anche la Chittero pensa che “La condanna è la vita da scontar con dolore” e che “la Via Crucis non ha sosta” ma alla fine “la sconfitta della vita il trionfo della morte sveleranno il tuo mistero: solo allora scoprirai il vero”. C’è una visione religiosa che riesce sempre a ispirare conforto e speranza che oltre a pervadere tutta la raccolta poetica caratterizza soprattutto l’ultima composizione.» - G. Boschiero «Nei racconti C. si cimenta in diversi registri: passa dal dramma alla fiaba, dall'ironia al compianto, dal surreale al reale. Spesso costruisce i suoi testi a quadri diversi e ricorre ora al flash-back sull'onda del ricordo, ora a fantasticherie, ora al suspence come nei gialli, riuscendo così a tenere sempre vivo l'interesse del lettore.» -  A. Bruscagli - L. Pinelli Pontello «La poesia di C. è un invito a salire sulla giostra dell'esistenza, a lasciarsi prendere e coinvolgere senza paura nel turbinio delle emozioni, nella complessità dei sentimenti.» - L. Carbonara «C. eleva il suo canto alla vita e la sua poesia allora, percorsa da speranze e passioni, sublima il senso del ritrovamento, della riscoperta di sé e dell’altro: “e ci diciamo le cento… mille cose mai dette, prima”.» -  G. Federici «C. s'unisce, con mezzi e ambizioni semplici, a quanti dalla poesia attendono solo una cosa: un intenso, appassionato, mai domo canto d'umanità.» - G. Giolo (in La Domenica di Vicenza) «I ricordi lacustri manzoniani si sciolgono in un canto di emozioni auditive e coloristiche che creano un’armonia vaga e languida che richiama i quadri della grande scuola francese impressionistica. Tutto è pacato e sereno, proprio di un animo candido aperto alle piccole gioie della vita.» «Poesia vibrante, viva, incantata, fatta di colori intensi e di profumi d’altri tempi. Una poesia che spazia a tutto campo dal mito alla realtà, dal mondo omerico ai traumi delle ferite della nostra vita contemporanea, una poesia fatta di alati sogni e di umili sentimenti quotidiani, una poesia universale e profondamente umana.» - Giuria del premio Histonium «Un vecchio album, ritrovato nella camera dei genitori, riporta l'a. al periodo trascorso in Alto Adige come giovane insegnante durante la seconda guerra mondiale. Ricordi, paure, teneri sentimenti si intrecciano nel racconto, che si chiude con un'amara riflessione davanti al Monumento dei Caduti - triste testimonianza e forte monito alle nuove generazioni - sulle nefaste conseguenze di una tragedia che ha falciato tante giovani vite.» - G. G. da "La Domenica di Vicenza" «Questa lettura dei fatti quotidiani sub specie aeternitatis è la qualità e la cifra più caratteristica e peculiare della scrittura della C., sempre pronta a cogliere i significati e i sensi più profondi e reconditi dei fatti e delle logiche spesso miopi degli uomini e degli eventi.» - C. Magaraggia - M.T. Dalla Vecchia «Leggere i racconti di C. è immergersi in un'atmosfera che è nello stesso tempo realistica e rarefatta. ... ogni elemento, tuttavia, appare filtrato attraverso la memoria e la sensibilità dell'a. che sa ricreare le situazioni proiettandole in una dimensione di leggerezza e a volte di sogno. ... Emerge in ogni racconto la centralità del paesaggio, soprattutto di quel prediletto paesaggio dolomitico che l'a. sa pennellare con felice gusto cromatico, trasferendo nei dettagli autentici palpiti di vita.» - G. Matteazzi (in Realtà Vicentina) «La rosa, che spicca gialla e lucente nella copertina del libro è forse il fiore della creatività, il profumo dell’arte che illumina e segna il mondo di C. autrice tra le più feconde e interessanti del panorama vicentino… L’a. sa essere efficace nel raccontare la bellezza delle cose e nello stesso tempo capace di evocare atmosfere lontane e sentimenti profondi.» -  C. Nanni analizzando il manoscritto inedito Una rosa nel mio confine sottolinea «...la musicalità implicita nei versi dell'a., musicalità che dà eleganza alla sua produzione poetica, ad essa si collega la sensibilità per il colore che ispira in modo positivo molte poesie, ciò deriva da una percezione della natura come immagine...» - da La Nuova Sardegna «C. ha sempre mantenuto alta l’attenzione per certi temi poetici: dalla natura sino ad arrivare all’intimità familiare. Un’ispirazione costante che caratterizza le prime come le ultime opere. È presente anche nella recente partecipazione al convegno del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna che nei giorni scorsi si è svolto in Val di Rabbi.» -  M. Pavan «C. ha raccolto in un volumetto [Sprazzi di vita] la sua creatività poetica, il fascino dell'esprimersi, il desiderio di cogliere il tutto che ha dentro, nella parola, nell'attimo.» - S. Valentini «L'abilità della vicentina (d'adozione) C., che è anche poetessa, consiste nel saper trasfondere nei propri racconti la vitalità e il significato del sentimento senza introdurvi, però, alcuna stonata sdolcinatura. I suoi personaggi sono l'incarnazione di emozioni forti, potenti, valide e anche valorose, i suoi temi puntano a difendere il valore dell'amore nelle sue più svariate forme, ma pur avvalendosi (ma non sempre, e comunque non in modo consolante e retorico) delle opportunità del lieto fine, lo fa esclusivamente per sottolineare le possibilità di riscatto dell'individuo che, in una situazione di crisi, è costretto a riflettere e confrontarsi con le domande della vita.».

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