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Costa

Germano (Chioggia 1963), in arte Jaki, poeta, scrittore, saggista e pittore, vive a Cavanella d’Adige. Nel 1987 in occasione della frequenza a Roma di un corso di giornalismo ha scoperto la sua passione per la scrittura. Da allora ha partecipato a numerosi concorsi di poesia e narrativa oltre che di pittura, ottenendo notevoli risultati: 2005: “San Marco” Venezia, premio speciale; “Europa” Svizzera; “Superiore Accademia della Cultura” Roma; “Poeti nella Società”, delegazione di Basilea; “Accademia del Verbano” Verbania; “Maria Montessori” Cremona. È inserito in numerose antologie letterarie (Club degli Autori, Il Giro d’Italia delle poesie in cornice, Poeti del Terzo Millennio, Arte e Cultura, Accademia del Verbano, Eugenio Montale). È stato nominato Accademico ad Honorem dell’“Accademia del Verbano”. Recentemente ha partecipato ad una mostra dello scultore Sandro Penzo, fondatore del filone artistico del “Surealtotemismo”, affiancando ad ogni scultura una sua poesia. È intervenuto in diverse trasmissioni televisive, soprattutto a “Televita” nel Lazio, dove ha parlato oltre che della sua poesia e dei suoi racconti tratti dai numerosi viaggi compiuti intorno al mondo. La casa editrice Book l’ha selezionato per l’inserimento tra i poeti contemporanei in un’antologia della letteratura italiana rivolta alla scuola e che sarà in distribuzione nell’anno scolatico 2006-07. Ha pubblicato: Dolci ondulazioni dell’anima (2003, poesia), Argo (2004, poesia), Viaggio 1 (2005, racconti), Viaggioterapia (2006, saggio).

Sulla sua attività letteraria ha scritto: F. Mancini «È un’attività frenetica, quella che lo vede nella sua poliedricità, poeta, scrittore ricercatore scientifico, critico, pittore. Nato per raggiungere quella praticità, porta con sé un mondo nuovo, attuale, attendibile. Affida all’io sovrano, la parola, ai pennelli il pensiero, dando valore all’irrazionale, traendo forza, coraggio dall’insondabile. L’anima ricusa la disperazione, prende le debite distanze… L’artista vive il presente. Superando le difficoltà con spirito di abnegazione e maturità poetica. Non a caso, G. si propone verso quelle libertà, per parteciparci le profondità del suo essere, consapevole dell’incanto di quelle gioie che sa di possedere. Accettando d’amare per vivere. Le sue opere ne sono “testimonianza”. Si installa nel cuore delle persone “oltre” il semplice”vedere…” andando a scavare al di là del percettibile. Ce ne dà notizia “Speranza” dove porta il critico ad osservare i momenti “cupi” di “tre anime” poste davanti ad una possibile libertà… spiraglio di luce che è giustappunto la ritrovata armonia verso la libertà. Tema non trascurabile in “Serenità” – dove l’albero (la vita) nel rigoglio della primavera si affida alle cure del tramonto… con fiducia, esponendo le sue fronde alla sera... alla notte, al freddo di una solitudine… possibile, ma sempre superabile. Così ci assicura G. in “Verso l’Azzurro”, in qual luogo – i tratti lievi accennati appena da un’ancora – tendono verso l’infinito. Quello di C., è un’apparizione interiore, improbabile non subirne il fascino nella dirompente immaginazione.».

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