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Dallari

Pietro Paolo (Genova), poeta e saggista, vive a Modena. Laureato all'Università di Bologna e vincitore di diversi concorsi a cattedre, ha ricoperto la carica di presidente in numerose commissioni d'esami di maturità. In possesso del diploma di abilitazione per l'esercizio professionale, ha svolto attività di consulente e revisore in molte importanti aziende e gruppi industriali. Nel campo letterario e specificatamente nell'ambito poetico, di cui è sempre stato un appassionato cultore, ha pubblicato fondamentali saggi critici riguardanti le origini, le strutture e gli scopi delle forme di espressione poetica. Le sue liriche oltre ad essere presenti in specifiche raccolte personali hanno trovato diffusione in note riviste e antologie poetiche. Ha pubblicato: Gli aumenti reali di capitale sociale nelle Spa (1966), Poesia. Invito alla conoscenza della poesia (1991), L'amore, la natura, il sogno (1993), Rondelli. Canti poetici di origine medievale (1996), Rondelli. Canti poetici di origine medievale (1996, cd), Guardia di finanza. Storia, vicende e decorazioni (2004), Argomenti: alla ricerca del linguaggio poetico (2004).

Sulla sua produzione poetica hanno scritto, tra gli altri: L. Attanasio [Rondelli] «Ho apprezzato lo sforzo da lei intrapreso di esprimere la propria ammirevole sensibilità poetica secondo una composizione metrica ormai da troppi secoli colpevolmente abbandonata, la quale, tuttavia, ha caratterizzato con successo il panorama poetico della letteratura francese a partire dall'epoca tardoantica e medievale.»; R. Barazzoni [Rondelli] «Non a caso il suo poema, scandito in brevi palpiti di fantasia e di sentimento, è interrotto dai versi del Leopardi, con un richiamo alla "gioventù del cuore" che sembra arridere intatta, malgrado il volgere degli anni. ... Direi che Tersicore, insieme a Polimnia, presieda alla sua ispirazione, suggerendo leggiadre figure di danza in un contesto idillico e sognante. E neppure le grazie pascoliane sono estranee al suo mondo poetico; un mondo non lontano dalla soavità del dolce stil nuovo, quando in esso la donna fa la sua eterea comparsa...»; G. Bárberi Squarotti [Rondelli] «...leggo con molto interesse e piacere i suoi Rondelli, costruiti con tanta maestrale sapienza di verso, ritmo e rima, in una ben trionfante scommessa tecnica.»; Bibliotecario dell'Istituto Gonzaga «Pubblicazioni elegantissime... validissime per i preziosi contenuti di alta poesia di cui oggi sente particolarmente bisogno in nostro spirito assediato da tante banalità e volgarità.»; R. Bornoroni [Rondelli] «Le sue poesie in versi pregiati evocano immagini delicate, visioni liriche, ci fanno provare pacate emozioni e fanno "risplendere in cor la Primavera".»; M. Gigli [Rondelli] «L'opera rappresenta la viva testimonianza di un'antica struttura di poesia nata nel Medio Evo in Francia come canzone e poi successivamente nobilitatasi nei raffinati ambienti di corte, quale forma d'arte poetica. E' proprio da quell'ultimo rango poetico che i versi composti da Dallari alla maniera di Charles d'Orléans, evolutasi in Théodore de Banville, traggono ile proprie lontane origini. Il singolare vanto di una tale genealogia poetica pone, attraverso le strofe in endecasillabi del poeta sassolese, uno storico spartiacque fra i fiumi d'inchiostro versati da De Sanctis in avanti...»; A. La Vecchia [L'amore, la natura, il sogno] «...un raro cultore della bella poesia, un conoscitore profondo dell'arte poetica, che diresti cresciuto alla scuola dei grandi del passato, ci presenta una curatissima raccolta di liriche, venticinque, che hanno il carattere della singolarità originale per la struttura e l'ispirazione, per la musicalità che porta il verso e per la esaltazione della parola che si fa colore e luce...»; A. Leopardi [Rondelli] «...ho ricevuto e letto con molto piacere le sue poesie, per cui sinceramente mi rallegro con lei, che nel ricordo del nostro grande avo ha voluto trasmetterci le sue sensazioni ed i suoi sentimenti usando con passione e maestria la "sommità del discorso umano".»; F. Liverani [Rondelli] «...nuovi, finissimi versi calati con squisita sensibilità nelle forme, da noi inedite, degli antichi "rondels".»; M. Pelati [Rondelli] «...del suo volume che mi ha portato, come lei si augurava, "poetico diletto"... l'aroma di un passato culturale che – ahinoi – è ormai soltanto un ricordo...»; M. Quinzi [Rondelli] «Contagiato dalla materia trattata, come uno scienziato dai suoi esperimenti, e incitato dal fatto che il rondello è una forma di poesia quasi del tutto sconosciuta nella pur vasta produzione poetica italiana, Pietro Paolo Dallari ha rotto ulteriori indugi e, quasi salito a bordo di una ideale macchina del tempo, avendo trovato proprio nella forma del rondello una modalità espressiva congeniale alla sua autentica vena poetica, ha saputo reinventarsi un vocabolario d'antan e una tavolozza tematica adeguata, senza nemmeno ricorrere, come forse avrebbe potuto fare, all'espediente del manoscritto ritrovato di manzoniana e non solo manzoniana memoria. Ci offre così in questo volume il frutto di questa sua curiosa avventura...»; M. Rigoni Stern [Rondelli] «...i suoi Rondelli così musicali, così preziosi. Risuonano memorie della mia adolescenza felice...»; L. Verducci [Rondelli] «Penso che potrà rivelarsi molto utile, oltreché di piacevole lettura, per i nostri utenti che sono gli studenti iscritti alla Facoltà di Lettere e filosofia.»; F. Zeri [Rondelli] «Per il vero piacere che procurano le Sue poesie...».

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