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Dalle Ore

Oretta (Milano 1927), in arte Oretta, poetessa e autrice di testi teatrali, vive a Milano. Laureata in medicina ha lavorato per sedici anni come volontaria con psicotici istituzionalizzati. Ha pubblicato diverse opere: L’aggiustapendoli (1996, 20032), Il mondo nuovo e all’Italia (2003, 20042), Si viveva… Internet Life was… Internet (2004), A teatro euro (2004), Mattoni tegole e pietre - Bricks tiles and stones (2004), Schreber e Sabine (2004), Sarajevo (2004), Piazza Fontana (2004), Le betulle (2004). Dal 1996 ha pubblicato più di duemila lettere in siti internet del Corriere della Sera e della Stampa. Ha ricevuto due significativi primi premi in concorsi letterari: “A. Sala”, Vailate 1997, poesia opera prima (L’aggiustapendoli); “Adonai”, per l’edito (L’aggiustapendoli).

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri: D. Adriano «(da: Avvenimenti Libri) A vincere qui è l’infanzia, la viva favola della ripetizione dell’infanzia. Un racconto d’amore – vi partecipa anche lo stupore della natura – si snoda attraverso le pagine-gioco di questo libro speciale che è L’aggiustapendoli.»; E. Franzin «(da: Punto di Vista, Piazza Fontana) Le classi dirigenti italiane, la magistratura, il Parlamento gli storici, i giornalisti, i partiti non sono ancora riusciti, dal dicembre 1969 ad oggi, a fornire una versione credibile della strage del 12 dicembre 1969. I processi si sono susseguiti ma nessuna sentenza della Magistratura è stata accettata come credibile. Ancora oggi chi si ricorda della strage del dicembre 1969 si pone degli interrogativi che non trovano risposte coerenti. Come fu vissuta dalla città di Milano la strage? Oretta Dalle Ore porta la sua testimonianza diretta – per certi aspetti non nota – che è una prova ulteriore della confusione che ancora regna a proposito di un momento cruciale della nostra storia.»; B. Garavelli «(da: l’Avvenire) O. D.O., milanese, una laurea in medicina conquistata durante l’ analisi, con L’Aggiustapendoli è un’esordiente che scrive poesie da quarant’anni. Ed è una delle persone che amerebbero ringraziare il dottor Freud perché alla psicanalisi devono la loro salute.»; F. Loi «(da: Il Sole 24 Ore, L'Aggiustapendoli) Rinnovato ne è anche il rapporto con la natura – la natura che da sempre i poeti tornano ciechi a guardare qui si rivela in riparlate forme “La pianta che guardava le finestre | coperta di fuliggine e di inverno”, “per l'alone la luna si storceva | verso l'alto quasi ad arrampicarsi”, “Vorrei solo la neve alta tra i pini | far cantare nel gelo aprendo il passo”, “Il pranzo era sotto la paglia | tra gatti alla questua coi cani | e un vivo ricamo | di fervide vespe nel piatto”.»; G. Luongo Bartolini «(L'Aggiustapendoli) Questo originalissimo libro, giunto alla sua terza edizione, già presentato da Maria Pia Quintavalla, primo Premio Nazionale di Poesia Adonai, per il libro edito di donne poetesse , esce con testo a fronte in lingua inglese e si evidenzia subito come fatto di eccezione, supportato, sul piano editoriale, da una impostazione assai ricca di interventi espressivi, “figurine” e quadretti esemplari. Si tratta di un testo che ci offre la possibilità di accogliere, condividendole, le varie recensioni di illustri critici e giornalisti, oltre l’introduzione, questa volta, di Laura Salandin che nota, in queste pagine una diversa completezza, certamente meritoria, rispetto alle precedenti. E ne pone in evidenza “il lungo e calibrato lavoro di scarto e di centratura dell’immagine sulla parola” e la preminenza assoluta del reale sul fantastico, dando luogo ad un tipo di poesia per così dire”oggettuale”, nata da un racconto di salvazione. La sua opera, che riguarda certamente una poesia di relazione, anzitutto nel rapporto col dott. Senise, ci offre l’ immagine di un’adolescenza sofferta, onde i ricordi e le memorie indugiano su persone ed episodi dell’infanzia, mentre ella stessa tenta di superare il discorso personale, per approdare ad una visione sociale, recuperando la coralità del canto, sul presupposto, come lei stessa afferma, che “la vita degli umani è una scogliera di arboreschi coralli che si uniscono e accalcano stringendosi come arbusti intrecciati”. La riflessione storico-politica si intreccia con la vicenda degli intellettuali della Milano di allora, come ben osserva la Salandin, tra i luoghi canonici, tra cui il Giamaica, il Biffi. Un’autrice e un libro, dunque, a cui occorre ritornare, per approfondire, nella complessità dei metodi filologici da adottare, il dramma umano nei suoi versanti più oscuri, nelle su più insondabili pieghe.»; L. Nanni «(L'Aggiustapendoli) Fra versificazioni e testi esplicativi si articola questo libro di non consueta forma: terza edizione arricchita da inserti figurativi e traduzione inglese (la prima edizione risale al 1996) grazie anche all’ impegno tecnico-critico di un consistente supporto operativo. La disposizione testuale si potrebbe interpretare come diario di esperienze che segue un iter poetico secondo una certa libertà narrante (da considerare anche la versione teatrale).Ritorno – come certifica l’autrice – al “suo antico mestiere di poetessa civile” (cfr. p. 49).» «(Piazza Fontana) L’aspetto formale di un libro serve a meglio comprenderne spirito e contenuti Piazza Fontana si potrebbe ritenere documento e pezzo teatrale. Delle quattro parti la prima riveste funzione introduttiva tramite il mezzo informatico come la quarta ; la seconda contempla tre personaggi, se Telefono va ritenuto tale: interviene Mimo, figura emblematica che si riscontra in altre pièce; la terza presenta alcune prose (riflessioni?); la quarta titola “Lettere al Caffè Buongiorno" pubblicate nel sito internet di Massimo Gramellini.»; M.P. Quintavalla «(dalla Prefazione a L'aggiustapendoli) Si parla di una bellissima, e a lieto fine, storia di un rapporto, che prima che di analisi è tra due persone; che scelgono di "salvarsi", ancorando, come qua accade, tale decisione al linguaggio. Senonché la grandiosa avventura umana prende una strada imprevista anche se coerente, che è quella della scrittura come medicamenta.»; G. Riotta «(da: Pensieri e Parole) Ho letto il libro di O. D.O. Si chiama L'Aggiustapendoli. È la storia, in versi, di un'anima, di un amore, di una persona. Consiglio a tutti la lettura. Vi commuoverà, piacerà, stupirà e vi terrà compagnia.»; E. Spina «(L'Aggiustapendoli)Una storia d’amore straordinaria tra l’autrice, il medico, gli amici e il mondo.».

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