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Emmy

Elsa (Linguaglossa 1935), scrittrice, saggista, giornalista e artista vive a Catania. Dal 1952 al 1956 fa parte della redazione del quotidiano "La Sicilia", quindi si dedica alla pittura e contemporaneamente scrive. Ha pubblicato numerosi saggi: L'arte cambia sesso (1975, sulla storia della discriminazione della donna - Facoltà di Lettere dell'Università di Catania: proff. F. Alberoni e R. Valensise), La liberazione della donna (1976, Istituto di Filosofia moderna e contemporanea, Università di Catania, prof. Brancaforte), Donna arte marxismo, con un'autoanalisi sullo sviluppo della creatività (1977, Facoltà di Lettere, Università di Catania: proff. Sen. S. Mafai e N. Grassi), L'ambra da ciottolo a gioiello (1982, acquisito dall'Assessorato regionale ai Beni Culturali), Caro Maurizio, cara Elsa cioè vite d'artista (1985, carteggio con M. De Joanna), Artisti in cucina per una fabula cibaria (1994, carteggio con E. Puglia, premio "San Valentino"), Sono stata nell'aldilà (1997dr. S. Scalia, premio"Santa Rita"), Passaporto per il cielo (1999, avv. On. A. Dato, premio "Umbria Estate 2000"), L'ultimo viaggio, oltre l'aldilà (2002, avv. On. E. Trantino e prof. S. Sciacca, premio "San Benedetto" e "Il Convivio"), In difesa dell'aldilà (2003), La coscienza è morta? (2005), Sulle tracce del figlio di Dio (2007), Un amore virtuale (2008), Il gioco della vita (2009).

Dal 1961 opera in campo multimediale, ha tenuto oltre 70 personali e ha partecipato a prestigiose mostre nazionali ed internazionali ottenendo premi e riconoscimenti. Nel suo percorso materico «...si evidenzia una estroiettazione catartica che attraversa le opere, materializzando sulla tela luoghi e tempi dell'anima, un'anima sensibile e capace di cogliere gli attimi, di specificare le sensazioni attraverso un sapiente dosaggio delle figure che nel susseguirsi delle meditazioni aprono squarci di comprensione che mettono in sintonia il fruitore e l'autore. La proposta ermetica, allora, diviene il risultato di una perizia tecnico-stilistica notevole, fatta di schemi non legati al solito sperimentalismo di maniera. Caratteristica essenziale è la frugalità del dire, la semplicità dell'essere arte che materializza gli stati d'animo, quelle dimensioni recondite che ogni artista vorrebbe concretare sulla tela».

Si è dedicata anche alla manualità con i "libri d'artista", da ricordare: "Missione impossibile" (primo premio assoluto ai concorsi "E. Dickinson" e "Clitumno") e con le installazioni, dedicandosi anche alla mail-art. È anche scenografa-bozzettista e costumista avendo operato una carriera direttiva presso la direzione degli allestimenti scenici del teatro "Massimo Bellini", del "Piccolo Teatro" e del "Teatro Stabile". Ha tenuto conferenze e coordinato dibattiti, promosso convegni, diretto corsi di discipline artistiche e di scenografia e istruito seminari di studio presso l'università. Ha svolto anche attività politica e sindacale finalizzando il suo operato alla promozione della cultura nel sociale e nel recupero dei beni culturali. Dopo l'attivo impegno per la causa femminista e per le rivendicazioni degli artisti, nonché nell'associazionismo, approda ai 'percorsi dell'anima', dimensione ultima che attualmente permea la sua arte.

Molti critici e giornalisti hanno scritto sulla sua poliedrica attività, tra questi: M. De Joanna «Togliere senso pur di ridare senso... Questo mi pare il senso dei lavori di E. In qualche modo negare ogni senso concreto pur di risvegliare ogni volta il senso che li rende possibili. Forse, con Barthes, il "senso vuoto che li sorregge tutti.." ... Il punto che mi pare di essenziale rilievo nel lavoro di E. è quello del rifiuto di quegli accordi pragmatici, tanto perversi quanto innocenti, con cui spesso ci si intende su una pretesa nozione di opera d'arte. Rifiutando quegli accordi E. rifiuta l'opera. È questo il prezzo che paga per ricrearla ogni volta. L'opera. E questa, ogni volta, si produce sul filo di un'istanza critica che la giustifica, mentre essa stessa, l'opera, ogni volta speiga l'istanza.».

www.elsaemmy.it

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