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Faggioli
Mara (Firenze 1950), poetessa, scrittrice e scultrice, vive a
Scandicci. Ha pubblicato Dedicato a Lorenzo (ovvero storia di un
bambino dolce e tenero, molto amato, chiamato “Kom Ombo”) (2001, narrativa e
poesia, prefazione di Neuro Bonifazi),
Piuma leggera (2004, poesia, con saggio introduttivo di
Vittorio Vettori, Edizioni Masso delle Fate, vincitore
del “Fiorino d’oro” primo premio XXII Edizione Premio Firenze e Premio Europeo
“Città di Vienna”). Ha curato la prefazione alla commedia in vernacolo
fiorentino Amleto …i’ vinaio di
Mario Recchia (2003). E’ inserita nel
“Dizionario degli Autori Italiani del Secondo Novecento”,
“Letteratura Italia, Poesia e narrativa dal Secondo Novecento ad
oggi”, “Le donne: la storia, le storie”, “Poesia e Musica”, “Poeti e Poesie
della Toscana”, “Scrivere”, nell’antologia poetica “..questo calice amaro”,
“Donne in arte” e “Canzoniere d’amore” con saggio introduttivo di
Lia
Bronzi, “Arte e Pensiero”. Collabora con la rivista d’arte “Pegaso”. E’
impegnata in attività no-profit in ambito culturale e sociale. Fa parte della
Giuria del Premio Letterario di Poesia “Eugenio Mazzinghi” e del
Concorso Letterario "Scrittori in erba". Nel 2003 è stata premiata presso
la sede del Parlamento Europeo di Bruxelles per il “Grand Prix de Poésie”.
Soltanto dall’anno 2001 ha iniziato a partecipare ai concorsi letterari
ricevendo significativi riconoscimenti e primi premi, tra i quali: 2001:
“Giovanni Gronchi” per la sezione speciale “Omaggio a Carla Gronchi” per opere
di alto contenuto sociale ed umano; 2002: “L’arcobaleno
della vita” Lendinara; “La Diligenza”; 2003: Comune di Faenza; “Leonardo”
Firenze; 2004: “Fiorino d’oro-Città di Firenze” per la poesia;
“Ode al vino” Montespertoli; 2006: "Città di Colonna" (Roma);
2007: "Fiorino d'argento-Città di Firenze" per la scultura;
2008: "Isabella Morra" Valsinni; 2009: "La Tavolozza".
Il Comitato del Premio "Titano" della Repubblica di San
Marino con il patrocinio dell’Interreligiousand International Federation for
Word Peace le ha conferito il titolo di “Promotore di una cultura di pace”. Come
scultrice, oltre al “Fiorino d’Argento” al Premio Firenze-Europa ha ricevuto il
1° premio al Concorso di Pittura e Scultura “Città di Montecatini”, segnalazione
di merito al Concorso “G. Gronchi” ed al Concorso Piccolo Formato “La Tavolozza”
di Pontedera. Sue sculture si trovano in collezioni private in Italia, Germania
e Canada ed in permanenza presso i Comuni di Firenze, Montelupo Fiorentino,
Castel San Niccolò, Greve in Chianti, Colonna (Roma) e presso la Basilica di San
Francesco ad Assisi.
Ha partecipato, con il libro “Dedicato a Lorenzo”, al progetto, coordinato
dal Prof. Luigi Locanto, di “Educazione alla lettura ed alla poesia” per gli
studenti della Scuola Media Garibaldi-Matteucci di Campi Bisenzio (Firenze).
E’stata inserita dalla Commissione Nazionale dell’Unesco
nel sito web della “Babele Poetica” in occasione della giornata mondiale della
poesia 2003 e 2004.Una sua poesia è stata inserita nella raccolta “Donne Arte
Poesia” curata dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Scandicci (Firenze)
. Sue poesie sono state pubblicate sulle rivista “Pratica”, “Pegaso”, “Omnibus”
ed in varie antologie. Su invito del “Comité de Jumelage” di Pantin (Parigi) ha
fatto parte della delegazione del Centro d’Arte Modigliani di Scandicci (Firenze)
partecipando all’VIII Mostra di Arte Contemporanea italo-franco-russa a Pantin
(Parigi) sia come scultrice che come poetessa nell’ambito della Manifestazione
Letteraria.
Delle sue opere hanno scritto e si sono interessati:
N. Bonifazi (dal
"Dizionario degli Autori Italiani del Secondo Novecento")
«Ma forse nessuno sa unire le due arti, della scrittura,
comunque poetica e della scultura, in una forma così particolare e commossa e
familiare, come la fiorentina M.F., che sa trasferire l’uno stile nell’altro e
sa passare dall’una passione intima all’altra con grande delicatezza e maestrìa.»;
L. Bronzi (Canzoniere d’amore)
«L’innegabile fascino di questa autrice consiste nella
scioltezza di un’umanissima voce che crea un buon sistema di corrispondenze con
riguardo alla magia ed al colore, cosa che è in simbiosi con il fatto
dell’essere scultrice di M.F., protesa in prodigiose forze nell’ansia di
esprimersi in spinte di grande vitalità.» (Dedicato a
“Zahra”) «(…) Ma l’itinerario umano e sociale
percorso, è il vero nocciolo del racconto, in un’accurata verosimiglianza
morale, dove c’è tutta la sostanza profondamente moderna ed attuale della
scrittrice, integrata ed intrigata nella creatura Zahra, nella quale
s’individuano i motivi più fermi e più sinceri della sua ispirazione. La F. è
attratta dagli aspetti del costume e della società del nostro tempo, con la
spiccata tendenza a trasferirsi sul piano universale, dove è cancellata ogni
forma di disuguaglianza, ogni mancanza di libertà, per la realizzazione della
fratellanza planetaria, che sia la vera Città del sole, del futuro.»;
D. Camiciotti «Mi
trovo in presenza di un duplice fenomeno artistico: scultura e poesia. E non
vorrei davvero parlare separatamente dell’una o dell’altra, poiché per me
rappresentano un continuum, o forse, meglio ancora, un’identità (…) le poesie si
dispiegano su di un terreno vedutistico e amorevole, dedicate a Marco, il
secondo nipotino, la “Piuma leggera” che dà il titolo al libro, in una visione
di sogno, introspezione, sensibilità alle meraviglie del creato, nostalgia
d‘impossibile perfezione che guida e trascina, quasi stella cometa. In questa
poesia musicale e rarefatta, d’una trasparenza sorgiva, il contenuto è forse il
più grande insegnamento che il nipotino, quando sarà appena un po’ cresciuto,
potrà assimilare e mettere in pratica.»;
R. Cellini «Le poesie
di M.F. affascinano per la loro musicalità e la loro soave introspezione e ci
conducono, come in un viaggio mentale, sul percorso, che in lei sempre si
rinnova, delle liriche d’amore. Il suo stile è preciso e puntuale, mentre lei sa
cogliere gli attimi dei sentimenti veri, riproposti con versi struggenti, spesso
di grande impatto culturale. Un’altra parte della sua poesia è di epica civile e
qui vengono affrontati i grandi temi dell’umanità, quali la fratellanza, la
solidarietà e la pace, quasi come nella sua scultura.»;
N. Di Stefano Busà «Il
volume Dedicato a Lorenzo è una miscellanea di tendenze artistiche: vi si
riscontra l’arte nelle sue varie sfaccettature. Si và dalla favola, alla
scultura, alla poesia. La prosa è sciolta. La poesia sentimentale è chiara come
acqua di fonte. La nostra autrice è poliedrica e riesce a mostrare la raffinata
versatilità dell’animo, la dedizione ad una ispirazione al “bello” che sono in
definitiva le fonti di energia vitale da cui scaturisce il suo estro, e prendono
forma diversa, e si dispiegano in attitudini sorprendentemente ricche di grazia.
M.F. però, fa di più, usa metafore che mostrano la grazia consumata di una vera
artista. Qui, trattasi di equilibrio in arte, e le similitudine come ben si può
intuire sono la regola del gioco, fanno le funzioni di un percorso impegnativo
che sa coniugare e distillare la storia di ognuno. Tutto viene esibito con la
naturalezza e la raffinatezza di una maturità acquisita e controllata, senza
debordare dal solco, senza eccessi, o distonìe. Un libro che mi ha convinto e
commosso: un compendio di delizie a cominciare dalle – favole – o racconti
brevi, per giungere alle sculture, ai versi di poesia che ben chiudono questo
scrigno di apprezzabili abilità scrittorie oltre che scultoree.»;
C. Francone «Ho
letto il tuo libro ed ho pensato ai milioni di piccoli che vivono abbandonati
per le strade in balìa del freddo e dei pericoli, a tutti quei piccoli che sono
sfruttati sessualmente. Cambiare il mondo credo sia ancora possibile – anche se
estremamente difficile – di vuole la volontà politica e l’apporto di tutti,
ciascuno secondo il proprio campo. Trovo che la tua arte si inserisca
perfettamente nell’ambito della sensibilizzazione necessaria per arrivare ad
eliminare tutte le oppressioni del mondo.»;
L. Locanto «Sensibilità,
tenerezza, accompagnano sempre l’ispirazione poetica con un turbinio di
sensazioni e magiche atmosfere. (…) la poesia, dunque, è il suo “mestiere”, il
punto di riferimento, la sua ragion d’essere.»;
G. Nocentini «(…)
nella sua opera vi trasferisce la “verità” essenziale della vita, rispettando
l’ammonizione di Isaia: “Scindite corda vestra” che M.F. rappresenta
nell’insopprimibile sintesi tra materia e spirito (…).»;
S. Ranzi «… La
maternità è senz’altro l’esperienza che più definisceM. F. nella sua identità
di donna e artista, determinando il suo imprinting nello scrivere che si
avvale di una innata e magistrale disinvoltura di espressione, compostezza di
ideazione e soavità di linguaggio dagli accenti miti ed accorati.…» «… La
molteplicità dell’area semantico-contenutistica da cui M. Faggioli attinge
metaforicamente le sue visioni liriche si può sintetizzare nel ricorso a
tematiche esistenziali ispirative di grande risonanza interiore. L’amore, colto
in tutte le sue sfaccettature, si colora di rivendicazioni umanitarie:
rieducarci al valore della tolleranza e fratellanza nel rispetto della
multietnicità, sfida prioritaria nell’epoca della globalizzazione; l’impegno a
promuovere la solidarietà; l’ansia di costruzione della pace come dimensione del
quotidiano; la lotta antirazziale; la denuncia dell’orrore della guerra; la
difesa dei diritti dell’infanzia; la salvaguardia della femminilità nella donna
madre e lavoratrice; in ultima analisi la lotta contro ogni sopruso e violenza
fisica o ideologica che alieni o minacci la libertà e la dignità della persona
umana…»;
T. Rasi «Lei,
poetessa pura, che sogna “nelle notti palpitanti di stelle”, “i sogni più lievi
e leggiadri”, si scopre smarrita nell’immensità di un pensiero trascinante,
affascinante, immenso, come quello di un affetto che “toglie il respiro”, che
rende librante l’anima e il cuore, i sogni ed il pensiero. E’ per questa
immediatezza diamantina, per questa sorprendente capacità di cogliere dritto il
nucleo del sentimento espresso, che Eustacchio Antonio Sarra assembla parole di
plauso e di elogio, forgiando un meritorio scritto lodativo. Saffo, la poetessa
dell’amore, la “decima musa” di Platone tenta, spesso invano, di elargire il
proprio alito ispirativo, di trovare l’anima presso cui reincarnarsi e far
rivivere la propria essenza. Leopardi, si dice, fu uno dei pochi eletti a
beneficiare del suo influsso transeunte. Adesso, Sarra, dichiara a lei, M. F.,
donna sensibile e colta, che “le trepidazioni di Saffo/hanno trovato/ in te /
prescelta/ l’anima/ e son tornate/ in parole / a cantare l’amore”. Dunque il più
bell’elogio che ad una poetessa si possa dedicare, la più alta e sentita
considerazione di stima. Non a tutti è dato riceverla”.»;
L. Romoli «…
M.F.autrice di opere scritte, raccolte in due volumi, Dedicato a Lorenzo
e Piuma Leggera e scultoree,che esprimono l’Amore ed a volte anche
l’Angoscia dell’Amore, sempre però accompagnate dalla forza che scaturisce dalla
consapevolezza del dono disinteressato. … Canta l’Amore, anche nei suoi silenzi,
la voglia di dare e la capacità di ricevere ciò che il mondo concede, con
leggera e tenace consapevolezza, che dalla parole si tramuta in opere “che si
toccano”, pur sempre lievi ed aggraziate…»;
V. Vettori
«(…) da qui nasce la raccolta poetica “Piuma Leggera” di
M.F., che alla esplicita levità aggiunge e congiunge la compatta coerenza delle
opere perfettamente riuscite (…)»;
L. Viviani «M.F. ha
il merito di mettere in luce il patrimonio “più vero” di cui dispone l’umanità.
Le sue opere, specchi di vita, sono perenni fonti di riferimento in un’esistenza
frenetica che ci aliena da noi stessi.» «Se
dovessi definire il libro di M.F. Dedicato a Lorenzo,
direi che è un piccolo scrigno che permette col suo contenuto di
racconti-favole, poesie e sculture, tutte della stessa autrice, di contemplare
la bellezza dell’amore familiare e universale.In questo volume avvertiamo
l’intensità affettiva del Femminile che tutto abbraccia incondizionatamente e
come un’onda benefica coinvolge.».
mail:
mara_faggioli@marafaggioli.it
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web
www.marafaggioli.it
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