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Faggioli

Mara (Firenze), poetessa, pittrice, scultrice, vive a Scandicci.

Fin da giovanissima ha iniziato a scrivere poesie ed in seguito si è appassionata alla scultura e alla pittura, tre espressioni artistiche che sente vivere abbracciate dentro di sé. Le sue opere riescono a coinvolgere con incisività e nello stesso tempo con delicatezza e soavità di espressione, toccando spesso temi che fanno riferimento ai valori multiculturali, alla solidarietà ed alla fratellanza fra i popoli per affermare che l’arte deve saper parlare al cuore della gente.

Ha frequentato gli studi della scultrice Amalia Ciardi Duprè e della pittrice Lucetta Risaliti.

Ha pubblicato i seguenti libri di poesia: Dedicato a Lorenzo (ovvero storia di un bambino dolce e tenero, molto amato, chiamato “Kom Ombo”), (2001, narrativa e poesia, prefazione di Neuro Bonifazi), Piuma Leggera (2004, poesia, con saggio introduttivo di Vittorio Vettori, vincitrice del 1° premio “Fiorino d’Oro” al XXII Premio Firenze-Europa e del Premio “Città di Vienna”(Ricavato in parte devoluto ai Padri Missionari Comboniani per l'Ospedale St. Mary's Maternity di Khartoum, Sudan), Dulcamara (2010 vincitrice del 1° Premio al Concorso letterario”La Tavolozza”, del Premio “M.Conti” al Premio Firenze Europa e premio istituzionale “Mario Luzi” al Concorso “Elisabetta e Maria Chiara Casini”.

Membro di Giuria di concorsi letterari.

Ha partecipato, con il libro “Dedicato a Lorenzo”, al progetto, coordinato dal prof. Luigi Locanto, di “Educazione alla lettura ed alla poesia” per gli studenti della Scuola Media Garibaldi-Matteucci di Campi Bisenzio.

E’ stata inserita dalla Commissione Nazionale dell’Unesco nel sito web della “Babele Poetica” in occasione della giornata mondiale della poesia 2003 e 2004.

Una sua poesia è stata scelta da Maurizio Costanzo e letta a RAI 1.

Ha curato la prefazione alla commedia in vernacolo fiorentino Amleto …i’ vinaio di Mario Recchia.

E’ inserita nel “Dizionario degli Autori Italiani del Secondo Novecento”, “Letteratura Italiana, Poesia e narrativa dal Secondo Novecento ad oggi”; “Donne in arte”, “Arte e Pensiero”, “Canzoniere d’amore”con saggio introduttivo di Lia Bronzi, “Atlante Letterario Italiano”, “Le donne: la storia, le storie”; “Poesia e Musica”, “Poeti e Poesie della Toscana”, “Voci Fiorentine”, “Scrivere”, “… questo calice amaro”, "Cento voci verso il cielo", “Le opere e i giorni”, “Ode al vino”, “”Artisti della Toscana”, “Donne dell’arte in Toscana”, ”Pianeta donna” , “Oltre il Novecento”, “Artisti contemporanei del territorio delle Signe”, “Artisti della Piana Fiorentina”, “Artisti di Scandicci”, “Artìsti dal Mondo”, ”Artisti contemporanei del territorio delle Signe”, “Scultori in Toscana”, “Donne dell’Arte in Toscana”, “Artisti in Toscana” ed in numerose antologie, riviste letterarie e d’arte.

Sue poesie sono state tradotte in inglese, greco, russo, francese, polacco, romeno.

Si è classificata al 1° posto in numerosi concorsi letterari, nazionali e internazionali. Ne ricordiamo alcuni: 1° premio “Fiorino d’Oro” al Premio Firenze – Europa per la poesia edita con il libro “Piuma Leggera”; 1° premio “Giovanni Gronchi” per la sezione speciale “Omaggio a Carla Gronchi” per opere di alto contenuto sociale ed umano; 1° premio “L’arcobaleno della vita” Lendinara; 1° premio “La Diligenza”; 1° premio Comune di Faenza; 1° premio “Leonardo” Firenze; 1° premio assoluto “Ode al vino” Montespertoli; 1° premio "Città di Colonna" (Roma); 1° premio Isabella Morra di Valsinni (Matera) 1° premio concorso La Tavolozza con pubblicazione del libro Dulcamara.

Nel 2003 è stata premiata presso la sede del Parlamento Europeo di Bruxelles per il “Grand Prix de Poésie”.

Premio “Donna Città di Scandicci” (2011) conferito dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Scandicci, assegnato ogni anno in occasione dell’8 marzo, a donne particolarmente meritevoli che si sono distinte per meriti in favore della comunità scandiccese e non.

Premio Medaglia del Presidente della Camera Laura Boldrini (2016) per aver dedicato la vita a sensibilizzare le persone contro ogni forma di violenza rivolta ai bambini, alle donne, agli anziani.(Fondazione Elisabetta e Maria Chiara Casini)

Premio Toscana Cultura Donna (2015)

Premio alla carriera Premio Titano della Repubblica di San Marino

Premio alla carriera del Circolo Culturale Mario Luzi di Boccheggiano

Premio alla carriera Premio G. Severini Cortona

L’Accademia Internazionale Medicea le ha conferito l’onorificenza del Collare Laurenziano.

Il Comitato del Premio Titano della Rep. di S. Marino con il patrocinio dell’Interreligious and Intern. Federation for World Peace le ha conferito il titolo di “Promotore di una Cultura di Pace”.

E' socia della Camerata dei Poeti di Firenze, dell'Associazione Gadarte di Firenze, dell’Associazione “Toscana Cultura”, Associazione "A.N.L.A," Associazione Culturale "La rosa d'oro nell'arte", Pro Lastra Enrico Caruso di Lastra a Signa, “La Torre” di Signa, Ev’Art di Scandicci, il Cenacolo Art Gallery, Associazione ALI.

Sono apparsi articoli su di lei nei seguenti giornali e quotidiani: La Repubblica, La Nazione, Il Corriere della Sera, Il Resto del Carlino, La Gazzetta del Mezzogiorno, il Quotidiano della Basilicata, Il Tirreno, il Nuovo Corriere di Firenze, Metropoli, Il Corriere di Firenze, Il Corriere di Arezzo, Firenze Spettacolo, Il Giornale della Toscana, Il Reporter, Lo spicciolo di Grosseto, Toscana Oggi, Informa Città Firenze, InformaScandicci, Vivere in Toscana, Informatore Coop, Il Pegaso, Firenze Informa, La Toscana, Esperienza, Riflessi, Bacherontius, Pratica, Informatore del Comune di San Martino in Rio, Lamura (Romania) Corriere Valesiano, Corriere Esubiano, Notizie Oggi di Varallo, La Toscana.

Delle sue opere hanno scritto e si sono interessati:

A. Balsamo «M. Faggioli è interprete d’una dolcissima femminilità, sempre rivendicandone, anche in poesia, i giusti diritti ma salvandone il fascino della sua tenerezza. Sa reggere le fila dell’emotività che si fa incomparabile e inafferrabile “Bellezza” come ci insegna oggi il cinema di Sorrentino. Essere chiamata a raffigurare la Santa Patrona di Signa è un meraviglioso traguardo artistico e spirituale! E’ un meritato riconoscimento ed onore. Mancava questa nuova stella da aggiungere alla galleria dei suoi trepidi volti di donne.»

G. Bianchi «E’ come un viaggio all’interno di un mistero, quella forza creativa che accompagna da sempre M. Faggioli. Ho ammirato le sue opere indiscusse, perché la bellezza e la perfezione non si discutono, possiamo solo ammirarle perché ci appartengono, appartengono alla nostra anima ed è un dono, il dono dell’anima….»

N. Bonifazi (dal "Dizionario degli Autori Italiani del Secondo Novecento") «Ma forse nessuno sa unire le due arti, della scrittura, comunque poetica e della scultura, in una forma così particolare e commossa e familiare, come la fiorentina M.F., che sa trasferire l’uno stile nell’altro e sa passare dall’una passione intima all’altra con grande delicatezza e maestrìa.»;

L. Bronzi (Canzoniere d’amore) «L’innegabile fascino di questa autrice consiste nella scioltezza di un’umanissima voce che crea un buon sistema di corrispondenze con riguardo alla magia ed al colore, cosa che è in simbiosi con il fatto dell’essere scultrice di M.F., protesa in prodigiose forze nell’ansia di esprimersi in spinte di grande vitalità.» (Dedicato a “Zahra”) «(…) Ma l’itinerario umano e sociale percorso, è il vero nocciolo del racconto, in un’accurata verosimiglianza morale, dove c’è tutta la sostanza profondamente moderna ed attuale della scrittrice, integrata ed intrigata nella creatura Zahra, nella quale s’individuano i motivi più fermi e più sinceri della sua ispirazione. La F. è attratta dagli aspetti del costume e della società del nostro tempo, con la spiccata tendenza a trasferirsi sul piano universale, dove è cancellata ogni forma di disuguaglianza, ogni mancanza di libertà, per la realizzazione della fratellanza planetaria, che sia la vera Città del sole, del futuro.»;

L. Bruni «L'universo espressivo di Mara è un grande abbraccio al mondo. La sua sensibilità narrativa, in qualunque disciplina si realizzi - pittura, scultura, poesia - fa da perno all'uso della metafora, la quale diviene mezzo e fine al tempo stesso, segno e simbolo dell’atto creativo, spazio affabulatorio dell'io, esplicita materia di composizione. Il tratto deciso e raffinato in pittura asseconda la morbidezza nella linea dei soggetti, costruisce la dinamica delle forme, stende colori vivi, quasi invitandoci a un dialogo ideale. Ciò che colpisce di più in tutta l'arte di Mara, oltre all'abilità nell'uso del mezzo pittorico, è la serenità che si coglie nei suoi lavori e con la quale riesce a far da tramite fra i soggetti raffigurati e lo spettatore. Se poi entriamo nella poesia di Mara il pensiero si dilata, i confini si allargano creando un respiro ancora più ampio. Qui troviamo Mara nel pieno della propria efficacia rappresentativa. C’è dentro la donna con la sua forza interiore che si manifesta attraverso i tanti ruoli che il mondo le chiede di ricoprire; nelle infinite metafore c'è tenerezza, determinazione, sogni, rivelazioni e soprattutto amore, aspetti che compaiono anche nella pittura: toni delicati, volontà tenaci, qualche volo di fantasia (pensiamo alla Deledda de La madre o alla Banti di Artemisia) che si uniscono alla scelta consapevole di essere se stesse, sempre.»

D. Camiciotti «Mi trovo in presenza di un duplice fenomeno artistico: scultura e poesia. E non vorrei davvero parlare separatamente dell’una o dell’altra, poiché per me rappresentano un continuum, o forse, meglio ancora, un’identità (…) le poesie si dispiegano su di un terreno vedutistico e amorevole, dedicate a Marco, il secondo nipotino, la “Piuma leggera” che dà il titolo al libro, in una visione di sogno, introspezione, sensibilità alle meraviglie del creato, nostalgia d‘impossibile perfezione che guida e trascina, quasi stella cometa. In questa poesia musicale e rarefatta, d’una trasparenza sorgiva, il contenuto è forse il più grande insegnamento che il nipotino, quando sarà appena un po’ cresciuto, potrà assimilare e mettere in pratica.»;

R. Cellini «Le poesie di M.F. affascinano per la loro musicalità e la loro soave introspezione e ci conducono, come in un viaggio mentale, sul percorso, che in lei sempre si rinnova, delle liriche d’amore. Il suo stile è preciso e puntuale, mentre lei sa cogliere gli attimi dei sentimenti veri, riproposti con versi struggenti, spesso di grande impatto culturale. Un’altra parte della sua poesia è di epica civile e qui vengono affrontati i grandi temi dell’umanità, quali la fratellanza, la solidarietà e la pace, quasi come nella sua scultura.»;

N. Di Stefano Busà «Il volume Dedicato a Lorenzo è una miscellanea di tendenze artistiche: vi si riscontra l’arte nelle sue varie sfaccettature. Si và dalla favola, alla scultura, alla poesia. La prosa è sciolta. La poesia sentimentale è chiara come acqua di fonte. La nostra autrice è poliedrica e riesce a mostrare la raffinata versatilità dell’animo, la dedizione ad una ispirazione al “bello” che sono in definitiva le fonti di energia vitale da cui scaturisce il suo estro, e prendono forma diversa, e si dispiegano in attitudini sorprendentemente ricche di grazia. M.F. però, fa di più, usa metafore che mostrano la grazia consumata di una vera artista. Qui, trattasi di equilibrio in arte, e le similitudine come ben si può intuire sono la regola del gioco, fanno le funzioni di un percorso impegnativo che sa coniugare e distillare la storia di ognuno. Tutto viene esibito con la naturalezza e la raffinatezza di una maturità acquisita e controllata, senza debordare dal solco, senza eccessi, o distonìe. Un libro che mi ha convinto e commosso: un compendio di delizie a cominciare dalle – favole – o racconti brevi, per giungere alle sculture, ai versi di poesia che ben chiudono questo scrigno di apprezzabili abilità scrittorie oltre che scultoree.»;

C. Francone «Ho letto il tuo libro ed ho pensato ai milioni di piccoli che vivono abbandonati per le strade in balìa del freddo e dei pericoli, a tutti quei piccoli che sono sfruttati sessualmente. Cambiare il mondo credo sia ancora possibile – anche se estremamente difficile – ci vuole la volontà politica e l’apporto di tutti, ciascuno secondo il proprio campo. Trovo che la tua arte si inserisca perfettamente nell’ambito della sensibilizzazione necessaria per arrivare ad eliminare tutte le oppressioni del mondo.»

A. Giglio «Mi è piaciuto leggere una decina di poesie di Mara Faggioli, poetessa ormai nota alla critica letteraria, premiata più volte, con riconoscimenti importanti, per la sua poetica, che spazia a 360°, nel panorama dei più svariati temi, che investono le vicende umane nel loro continuo peregrinare, fra soavi sensazioni, sentimenti tumultuosi ed acute osservazioni, che la poetessa trae dal profondo del suo sentire, per esternarli, accompagnandoli con l’armonia dei suoi versi, che si innalzano fino a penetrare nell’anima, con la dolcezza di un melodioso canto.»

A.M. Guidi «E’ quel mondo che Faggioli prepara e ripara nella contagiosa generosità del suo passionale “cuoremente”, sempre proteso per battere all’unisono con il suono e la luce, l’ombra e la voce – ed anche la croce – della “dulcamara” sostanza che il mondo muove e commuove, il caleidoscopico mondo animato dalla sua complessa personalità artistica, le cui sapienti mani, innamorate del “fare per esistere”, sono sempre impegnate a lavorare per testimoniare in parole ed opere senza omissioni, la valorialità del sogno d’imparare a cooperare, senza nequizia né malizia, per l’aurorale riedificazione del comune “regno della terra”: un regno di pace e d’amore, dove impegnarsi per testimoniare – come Faggioli nel suo magistero pluriartistico – l’amicale reciprocità dell’attenzione nel rispetto ognun dell’altro: attenzione e rispetto che sono i primizi motori della carità dell’amore in ci ciascuno si con-promette con ogni “altro”, “piccolo principe” prossimo d’anima nell’umanità del suo “viaggio terrestre e celeste.»

L. Locanto «Sensibilità, tenerezza, accompagnano sempre l’ispirazione poetica con un turbinio di sensazioni e magiche atmosfere. (…) la poesia, dunque, è il suo “mestiere”, il punto di riferimento, la sua ragion d’essere.»;

D. Massaro «La soave musicalità delle poesie di M. Faggioli sempre pervase da quell'afflato universale di aspirazione e definizione nell'Amore, trova nelle sue deliziose e ben definite sculture l'adempimento ulteriore della Bellezza che sempre si coniuga all'Amore, e si visualizza efficacemente nella materia plasmata quella spirituale tensione in cui trova compiutezza la sua multiforme poetica.»

M. Meozzi «Queste poesie della raccolta vincitrice del Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “ La Tavolozza”, sono poesie di sentimenti rivissuti e prolungati, ripetuti fino a dare la sensazione che l’Autrice vuole viverli e amarli così, con il loro carico di pena e di amore. La Faggioli, in questi versi delicati, è capace di quell’abbandono totale – di vita e di poesia - che la portano a superare i problemi del passato attraverso la sublimazione lirica, che trasforma e nobilita qualsiasi materiale esperienza. E’ la poesia, questa suprema voglia di canto, che si fa gratificazione e orgoglio e audacia di vita.»

Michael Musone «Poetessa,scrittrice e scultrice. Una delle donne che coniugano questo binomio con estrema disinvoltura e maestria. I suoi lavori in scultura risentono del sociale in cui attivamente si prodiga: realizzazioni pregevoli per plasticità e movimento che stimolano lo spettatore ad un’attenta e ammirata osservazione. Prestigiosi i premi nel suo curriculum artistico, anche in poesia (Fiorino d’oro di Firenze), connotano l’artista Mara Faggioli come una delle più importanti punte avanguardistiche del panorama artistico fiorentino».

G. Nocentini «(…) nella sua opera vi trasferisce la “verità” essenziale della vita, rispettando l’ammonizione di Isaia: “Scindite corda vestra” che M.F. rappresenta nell’insopprimibile sintesi tra materia e spirito (…).»

S. Ranzi «… La maternità è senz’altro l’esperienza che più definisce M. F. nella sua identità di donna e artista, determinando il suo imprinting nello scrivere che si avvale di una innata e magistrale disinvoltura di espressione, compostezza di ideazione e soavità di linguaggio dagli accenti miti ed accorati.…» «… La molteplicità dell’area semantico-contenutistica da cui M. Faggioli attinge metaforicamente le sue visioni liriche si può sintetizzare nel ricorso a tematiche esistenziali ispirative di grande risonanza interiore. L’amore, colto in tutte le sue sfaccettature, si colora di rivendicazioni umanitarie: rieducarci al valore della tolleranza e fratellanza nel rispetto della multietnicità, sfida prioritaria nell’epoca della globalizzazione; l’impegno a promuovere la solidarietà; l’ansia di costruzione della pace come dimensione del quotidiano; la lotta antirazziale; la denuncia dell’orrore della guerra; la difesa dei diritti dell’infanzia; la salvaguardia della femminilità nella donna madre e lavoratrice; in ultima analisi la lotta contro ogni sopruso e violenza fisica o ideologica che alieni o minacci la libertà e la dignità della persona umana…»

T. Rasi «Lei, poetessa pura, che sogna “nelle notti palpitanti di stelle”, “i sogni più lievi e leggiadri”, si scopre smarrita nell’immensità di un pensiero trascinante, affascinante, immenso, come quello di un affetto che “toglie il respiro”, che rende librante l’anima e il cuore, i sogni ed il pensiero. E’ per questa immediatezza diamantina, per questa sorprendente capacità di cogliere dritto il nucleo del sentimento espresso, che Eustacchio Antonio Sarra assembla parole di plauso e di elogio, forgiando un meritorio scritto lodativo. Saffo, la poetessa dell’amore, la “decima musa” di Platone tenta, spesso invano, di elargire il proprio alito ispirativo, di trovare l’anima presso cui reincarnarsi e far rivivere la propria essenza. Leopardi, si dice, fu uno dei pochi eletti a beneficiare del suo influsso transeunte. Adesso, Sarra, dichiara a lei, M. F., donna sensibile e colta, che “le trepidazioni di Saffo / hanno trovato / in te / prescelta / l’anima / e son tornate / in parole / a cantare l’amore”. Dunque il più bell’elogio che ad una poetessa si possa dedicare, la più alta e sentita considerazione di stima. Non a tutti è dato riceverla.»

L. Risaliti «Il senso filantropico emerge anche nelle sue opere. La poesia, la scultura e la pittura spesso sono mezzi per mettere a nudo i disagi, le paure, le violenze, i soprusi di cui sono vittime soprattutto donne e bambini. Mara però non manca di lanciare messaggi di speranza, la sua tempra non le permette di abbandonarsi alla rassegnazione. Ella sa trasformare i “fiori del male” in fragranti bouquets pieni di luce e di colore. Così modella, dipinge e scrive di donne che, come lei, si sono distinte per il loro impegno sociale e umanitario, incarnazioni archetipiche della grande madre, luna primigenia che lenisce e cura ogni umano dolore. Mara risplende in questo suo essere donna impegnata su tanti fronti e le sue opere ci inondano di tanta passione e tanta bellezza,offrendoci la speranza di un’arte foriera di grandi traguardi, che l’umanità deve raggiungere attingendo alle fonti passate, per costruire un futuro dove etica ed estetica si fondono per dare vita ad un nuovo criterio di giustizia e di pace.»

L. Romoli «… M.F. autrice di opere scritte, raccolte in due volumi, Dedicato a Lorenzo e Piuma Leggera e scultoree,che esprimono l’Amore ed a volte anche l’Angoscia dell’Amore, sempre però accompagnate dalla forza che scaturisce dalla consapevolezza del dono disinteressato. … Canta l’Amore, anche nei suoi silenzi, la voglia di dare e la capacità di ricevere ciò che il mondo concede, con leggera e tenace consapevolezza, che dalla parole si tramuta in opere “che si toccano”, pur sempre lievi ed aggraziate…»

V. Vettori «(…) da qui nasce la raccolta poetica “Piuma Leggera” di M.F., che alla esplicita levità aggiunge e congiunge la compatta coerenza delle opere perfettamente riuscite (…)»

L. Viviani «M.F. ha il merito di mettere in luce il patrimonio “più vero” di cui dispone l’umanità. Le sue opere, specchi di vita, sono perenni fonti di riferimento in un’esistenza frenetica che ci aliena da noi stessi.» «Se dovessi definire il libro di M.F. Dedicato a Lorenzo, direi che è un piccolo scrigno che permette col suo contenuto di racconti-favole, poesie e sculture, tutte della stessa autrice, di contemplare la bellezza dell’amore familiare e universale. In questo volume avvertiamo l’intensità affettiva del Femminile che tutto abbraccia incondizionatamente e come un’onda benefica coinvolge.».

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Alcune notazioni nel campo artistico
Esposizione permanente: Piazza Marconi, 8 - 50018 Scandicci (Firenze):

Contemporaneamente all’attività letteraria si dedica alla scultura e alla pittura partecipando a mostre personali e collettive in Italia ed all’estero, ne ricordiamo alcune:

Salon des Amis des Arts di Pantin Parigi, alla Chiesa di S. Francesco di Cracovia (Polonia), mostre personali al Caffè Storico Letterario Le Giubbe Rosse di Firenze, al Palazzo della Cultura di Cardoso di Stazzema nel Parco Nazionale della Pace di S. Anna di Stazzema, nella Cappella del SS. Sacramento ad Agliana (Pistoia), al Palazzo del Podestà di Firenze, al Palazzo Comunale di Scandicci, al Palazzo Comunale di Firenzuola, nella Sala dell’Affresco del Palazzo Comunale di Signa, al Palazzo Giannozzi di Certaldo, alla Rocca Estense di S. Martino in Rio (Reggio Emilia), alla Galleria Via Larga della Provincia di Firenze, al Grand Hotel Esplanade di Viareggio, nella Biblioteca del Comune di S. Casciano V.P., nel Chiostro della Pieve di S.Giuliano a Settimo di Scandicci, nell’Abbazia di S .Lorenzo e S. Salvatore a Settimo di Scandicci, a Montespertoli, Castel S. Niccolò (Arezzo), e altre mostre al Palagio di Parte Guelfa di Firenze, nella Chiesa di S. Lorenzo a Firenze, nella Chiesa di S. Lorenzo a Signa, al Museo della Città di Cortona, all’Abbazia di S. Galgano, al Museo di Storia Naturale di Livorno, alla Chiesa di S. Mustiola a Siena, al Palazzo Pretorio di Certaldo, alla Rocca Sforza di Forlì, alla Basilica della SS. Annunziata di Firenze, all’Hotel Liberty di Viareggio, alle Sale del Bramante a Roma, alla Pinacoteca di Napoli, alla Chiesa di Santa Croce di Firenze, nel Museo delle Macchine di Leonardo da Vinci a Firenze, al Comune di Grottole (Matera), a Verona, Varallo Sesia (Vercelli), Montecatini Terme (Pistoia), Impruneta, Lastra a Signa, Scandicci, Pontedera (Pisa), Fiesole, Signa, Campi Bisenzio, Montemurlo, Ponsacco (Pisa), Sesto Fiorentino, Figline, Montelupo Fiorentino, Bibbiena (Arezzo), Barberino del Mugello, Ponte a Poppi (Arezzo), Pescia (Pistoia), Cerreto Guidi, Cortona.

Nel 2016 ha esposto otto opere di pittura nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze e in quella occasione ha ricevuto la medaglia della Presidente della Camera Laura Boldrini.

Di particolare rilievo internazionale la Mostra itinerante del Comitato Promotore della Pietra Lavorata del Comune di Castel S. Niccolò “Omaggio a Francesco” allestita nella Cripta della Basilica di S. Croce a Firenze, nella Chiesa delle Stimmate a Roma, nella Basilica di S. Francesco ad Arezzo, al Santuario della Verna, al Palazzo Chigi di S. Quirico d’Orcia, alla Basilica di S. Francesco a Pisa, alla Basilica Superiore di S. Francesco ad Assisi, alla Chiesa di S. Andrea a Montevarchi ed alla Basilica di S. Francesco a Cracovia (Polonia).

Su invito del ”Comité de Jumelage” di Pantin (Parigi) ha fatto parte della Delegazione del Centro d’Arte Modigliani di Scandicci partecipando all’VIII Mostra di Arte Contemporanea italo-franco-russa a Pantin (Parigi) sia come poetessa che come scultrice e pittrice.

Per le arti visive ha ricevuto il “Fiorino d'argento” per la scultura al Premio Firenze-Europa, il 1° premio per la scultura al Primo Ed. Concorso di Pittura e Scultura “Città di Montecatini”, il 1° premio assoluto al Concorso di pittura “Diamo un volto ad Abufina” del Comune di Grottole (Matera) e il suo dipinto resterà come simbolo di Abufina al Comune di Grottole, 1° premio per la scultura al Concorso “Un artista per Legnaia” con la seguente motivazione: “per il forte richiamo al senso della cooperazione espresso attraverso figura umane unite in uno sforzo collettivo e nell’insieme unico”, 1° Premio concorso Carnevale 2016; “2° Premio concorso Carnevale 2017; 2° premio al 2° Concorso “Città di Montecatini”; il Premio per la pittura al 48° Premio “Città di Lastra” con la seguente motivazione: “all’opera che meglio esprime i valori dell’uomo”, il Premio Firenze Europa, il Premio di Pittura alla 47° Edizione “Città di Lastra”, il Premio Speciale dell’Assessorato alle Politiche Culturali al Concorso Internazionale “Artisti alla Ribalta”; il Premio “Mario Monicelli” di Viareggio, Targa “Il Magnifico”; 2° premio al Concorso “G. Gronchi”; il premio “Gino Severini Città di Cortona”, il Premio Vedda Gadarte; il primo premio giuria popolare al Concorso Immagin Art.

Una sua opera di scultura è stata scelta dall’Istituto Scudi di San Martino quale simbolo per rappresentare l’Edizione del 2009 ed è entrata a far parte della raccolta dell’Istituto Scudi di San Martino che ogni anno premia persone distintesi in atti di generosità, altruismo e solidarietà umana.

Ha realizzato il trofeo “cardo in argento” per il Concorso “Cardo d’Argento” dell’Associazione Culturale Gadarte per le 49^, 50^, 51^ ,52^ , 53^ 54^ edizioni.

Ha realizzato lo stendardo per il Palio degli arcieri raffigurante la Beata Giovanna, patrona di Signa, adesso in esposizione permanente nella Chiesa di S. Lorenzo di Signa.

Sue sculture si trovano in collezioni private in Italia, Francia, Germania e Canada ed in permanenza presso i Comuni di Firenze, Montelupo Fiorentino, Castel S. Niccolò, Signa, Greve in Chianti, Grottole (Matera) Colonna (Roma), presso la Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi. la Chiesa di S. Lorenzo di Signa e la Chiesa di S. Francesco a Cortona.

mail: marafaggioli@hotmail.it

11/2018

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