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Ferrari

Mauro (Novi Ligure 1959), poeta, scrittore e saggista, vive a Novi Ligure. Le sue pubblicazioni: Forme (1989, poesia), Storie da Novi (1994, silloge di racconti), Al fondo delle cose (1996, poesia), Poesia come gesto, appunti di poesia (1998, saggistica), Nel crescere del tempo (2003, poesia), Il bene della vista (2006, poesia).

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto tra gli altri: G. Bárberi Squarotti «Un bell'esempio di poesia alta, di idee, di visioni, di meditazione, sorretto da un ritmo perfetto dei versi.»; G. Caccia «C'è nelle poesie inedite di F. una spinta ulteriore verso quel fondo delle cose eletto a titolo della sua seconda raccolta, verso lo scavo interiore condotto con lo strumento gnoseologico del verso, per il quale la poesia diventa veicolo di conoscenza.»; M. Germani «Libro alquanto singolare e complesso... che colpisce il lettore non solo per l'insolita struttura poematica e per il rigore stilistico, ma anche per la profondità dei temi affrontati.»; S. Gros-Pietro «L'obiettivo è l'essenzialità della forma, lo sgravio della parola poetica dalle asfissie lessicali e linguistiche, l'affrancamento della struttura dai paludamenti retorici, dalle occasioni e dalle seduzioni linguistiche.»; S. Montalto «Nominare le cose per conoscerle diviene sempre più importante: diverse poesie di Nel crescere del tempo sono composte di brani che nominano con precisa inventiva i luoghi e le cose... Si è già parlato della capacità di F. di far convivere gli opposti: in questo libro ciò diviene evidente nella convivenza di concreto ed astratto, o meglio di astrazione e quotidianità, mentre i toni e i registri si fanno inversamente proporzionali all’“altezza” dei temi creando un sotterraneo andamento come a doppia sinusoide dal fascino estremo. ... Anche l’innegabile coraggio etico di F. fa capolino, esercitandosi qui in una esemplare lotta contro la vacua poeticità e la sterile semplicità figlia dell’ignoranza ... Si evolve anche, assume sempre maggiore e più calzante amarezza il discorso sul fare letterario e sulla sociologia letteraria: non è più tempo di poesie pur pregevoli come “Serata mondana” su personaggi minori (anche se certo non innocui!).»; L. Morandotti «Una felice esperienza di scrittura, con ritmo e tensione calcolati in un percorso poematico del tutto raro nella sua coerenza.»; A. Pellegatta «Attenta alla complessità del mondo, senza cedere all’enfasi, la poesia di F. raggiunge momenti di nitida profondità, scovando persino “il punto che fomenta il crollo” e “le linee sterminate | che non hanno avuto inizio”. O ancora scoprendo nella “pazienza” il segreto di ogni affetto.»; A. Spagnuolo «Forma che manifesta il senso del vano e la ricerca del raro, attraverso la sopravvivenza e la concretizzazione di un riscatto...»; V. Surliuga «Nel crescere del tempo è un volume di riflessioni che non lascia indifferenti, nel suo tono a volte criptico ma sempre impregnato di emotività e dubbio. Nel suo tentativo di elucidare un destino umano in comune, fin dai primi testi crea un deciso punto di contatto tra scrivente e lettore. Sono poesie in cui si sente lo sforzo di capire il reale, di coglierlo verbalmente nella sua aleatorietà. Ne risulta una raccolta densa e verbalmente fitta di immagini che scorrono quasi senza prendere il fiato. Il lavoro poetico di F. si è mosso, in questa raccolta, verso una meditazione su questioni esistenziali che partono da un’osservazione del tangibile quotidiano occupante lo spazio tra il nascere e il morire.»; P. Valesio «Il discorso poetico di F. evita una certa predicibilità sociologica come pure la relativa semplicità dell'inventiva mantenendo invece quel tono di pensosa metaforicità che è tipica della sua poesia.».

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