Servizi
Contatti

Eventi


Informazioni
Ricerca
Autori
Gruppi Letterari
Riviste Letterarie

Franzot

Julius (Trieste 1956), poeta, scrittore, saggista e traduttore Italiano-Tedesco, vive tra Guntersblum am Rhein (Germania) e Trieste. Consulente d'azienda a Trieste (1996-1997) poi Direttore export di un´Azienda farmaceutica italiana (1998-2005), dal 2005 solo scrittore, traduttore e pubblicista. Ha iniziato la sua attività letteraria nel 2002, all´inizio nel tempo libero, a partire dal 2005 a tempo pieno, parallelamente alla sua nuova professione di traduttore dall´italiano al tedesco. E' membro del P.E.N. Club International (Germania e Trieste), del F.D.A. Baden-Württemberg dell'Institut Solidarische Moderne, Berlin e del Verein zur Erhaltung Guntersblumer Kulturguts e.V., Guntersblum.

Ha pubblicato: Nel bosco davanti al sole (Im Wald und vor der Sonne (2003, poesia), Gefesselte Freiheit (Libertà in catene) (2003, narrativa), Der Herold und die Trommlerin (L´araldo e la tamburina) (2004, narrativa), Kontinent-America (Continente America) (2005, narrativa), Aktenkoffer und Seidenstrümpfe (Valigetta 24ore e calze di seta) (2006, narrativa), Marokko - Zwischen Atlas und Atlantik (Marocco - tra Atlante e Atlantico) (2007, narrativa), Auf den Wegen des Islams (Sulle vie dell´Islam) (2008, saggistica), Nicht mit mir! Im Ausverkauf von Turm und Brücke (Non con me! - Nella svendita di Torre e Ponte) (2010, narrativa).

La sua produzione letteraria, oltre ai libri pubblicati, include: liriche e prose brevi apparsi su giornali e riviste, soprattutto su due complessi temi: i viaggi e l´evoluzione politica, economica e sociale del mondo di oggi, a cui spesso si accompagna una critica al neoliberalismo, quale fonte di guerre, disoccupazione ed ingiustizie sociali (mobbing, per esempio, tema a cui e´dedicato il romanzo Non con me!). Ha in progetto un romanzo sugli intrecci tra mafia, criminalità organizzata ed economia col titolo provvisorio Kietz trifft Mafia (Quartiere a luci rosse incontra la mafia). Negli ultimi lavori ha inteso dare risalto al tema delle "oligarchie", che rappresentano nella sua visione la tendenza di varie società a chiudersi in un sistema di caste, in cui gli appartenenti si considerano superiori, al di là del bene e del male, indipendentemente delle conseguenze del loro modo di agire. Finora ha pubblicato quasi esclusivamente in Germania, pur avendo tentato ripetutamente, ma senza successo, di offrire i diritti delle sue opere anche a case editrici italiane non a pagamento.

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri: H. Back [L´araldo e la tamburina] «...è un romanzo di grande impatto emotivo che, tra prosa ed episodi lirici, trasporta il lettore in un mondo nemmeno troppo lontano: quello della Bruxelles europea. L'autore riesce a ingannare il lettore. Sembra di trovarsi nel presente, tra gli avvenimenti di una Bruxelles reale, finché non ci si accorge improvvisamente che qui si gioca una finzione, nel romanzo come pure nel lettore: si entra in una nuova, diversa realtà. Questa è così cruda e incredibile da avvicinarsi nuovamente ai fatti e alle situazioni del mondo di oggi. L'autore ci attira su deviazioni apparentemente assurde, che ben presto, però, dimostrano di essere incredibilmente realistiche. Anche se una calda notte di sesso in una stanza d'ospedale non è esattamente ciò che ci s'immagina possa corrispondere alla realtà, dietro a questa immagine la realtà si trova, una realtà che fa rabbrividire (nonostante, o proprio a causa della calda notte di sesso). Intercettazioni, assassinii, l'autore non ci risparmia nulla. Ci si meraviglia di quante cose accadono in nemmeno 150 pagine e proprio per questo ci si sente un po' angustiati quando si ripone il libro. é difficile ritornare subito alla quotidianità!»; R. Grim-Wolf [Sulle vie dell´Islam] «Passando alla parte più riflessiva, F., una volta assodato che l'orientamento più profondo ed originario dell'Islam è stato e rimane quello giuridico, si interroga sulla possibilità per il mondo occidentale di comprendere ed accettare l'interconnessione tra la politica ed una religione derivata da testi antichi ed immutabili, che però al giorno d'oggi qualche scuola vorrebbe rivedere alla luce dei cambiamenti della civiltà nel corso dei secoli. Nel libro risulta chiaro come la religione incida sulla vita quotidiana delle persone e ne modelli la mentalità. D'altra parte è indubbia la forte attrazione esercitata dal consumismo. Le coscienze dei dotti islamici ne sono scosse, ma il dibattito turba anche le nostre coscienze. Tuttavia, come sostiene l'autore, prima o poi il mondo occidentale dovrà mettere in campo nuovi valori sociali ed economici, rendendosi conto che una cieca fede nella pura economia di mercato è superata. Quali valori? Non c'è dubbio che una riflessione è doverosa, ma il quesito "con che cosa possiamo/dovremmo sostituirli?" rimane. Di fronte alle possibili risposte, F. pone a sé ed al lettore domande del tipo "esiste nell'Islam una volontà di predominio e/o di guerra santa?" O c'è piuttosto la speranza di un leale coinvolgimento, di un leale processo d'integrazione? Con ciò non si intende una rinuncia all'essere e rimanere mussulmani, ma quella normale accettazione di doveri, responsabilità ed impegni reciproci che ogni spazio civile e liberale richiede.»; C. Martelli [Nel bosco davanti al sole] «"La prima impressione su questa raccolta pubblicata dalla Ibiskos di Empoli è quella di uno spiccato pessimismo, graffiante in certe venature ironiche fino al sarcasmo ("Conosci te stesso! Non ti piacerai" afferma in una poesia). Ricorre costantemente il tema del tempo. La percezione del suo ineluttabile trascorrere, della provvisorietà che esso imprime alla sostanza del nostro esistere. In certi versi l' intensità emotiva raggiunge insistenze quasi ossessive. ...  Inquietudine, senso di attesa o di perdita per qualche cosa che non è ancora o non è più (come un amico, un amore, l' infanzia) sono dominanti nelle prime poesie; vibrazioni classiche, quasi leopardiane nella maturità, dove prevalgono la nostalgia per la giovinezza e le sue speranze, il rimpianto di un' età e della pienezza mai a pieno vissuta.»; S. Weingärtner [Non con me!] «Dopo aver letto il romanzo, un lettore che sia stato lui stesso vittima del mobbing dirà: "Questo lo ho vissuto anch'io! Anch'io ho dovuto riconoscere nella democrazia tedesca, in mezzo ai ruderi di uno Stato sociale, come il merito professionale, la dignità umana, lo stesso diritto del singolo all'esistenza, siano privi di valore. Come succede ad Egon, anch'io ho visto i paralleli con le due dittature tedesche!" Chi invece avesse avuto la fortuna di non conoscere il mobbing sulla propria pelle sarà condotto dall'apparente lunga introduzione alla situazione di Egon, attraverso la via dell'esperienza, della sensibilità, alla comprensione di ciò che viene definito superficialmente "mobbing", che negli occhi delle Ditte che lo praticano nemmeno esiste, in grazia del quale esistono istituzioni pubbliche che finora si sono talmente prodigate per le vittime (la cui esistenza è volentieri negata), da non aver mai ottenuto nulla a favore delle vittime. Qui la realtà supera la finzione (parlando di "scadimento dei valori etici della società"). Per i persecutori, per le persone esterne, per chi non ne è coinvolto, il mobbing è solo una favola, una comoda invenzione di gente che preferisce ottenere denaro con processi, che con "vere prestazioni", che rifuggono dal lavoro, tanto tutti sanno che "chi vuole lavorare trova sempre un lavoro". Il romanzo Non con me! porta il lettore nella realtà del mondo odierno del lavoro, al di là delle battute standardizzate degli amichetti dei padroni del vapore.», oltre a: R. Ponis (2003); J. Dehr (2003); E. Schemuth (2003); E. Mattea Vida (2004); U. Plessow (2004); W. A. Gogolin (2006); K. Koblo (2009); F. Weiz (2008); G. Tomasin (2009); A. Schiff (2010); A. Zegelman (2011).

mail: info@juliusfranzot.com

web: www.juliusfranzot.com

autore
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza