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Giani

Mariateresa (Uboldo), poeta, vive a Uboldo (Varese).

Ha pubblicato: Percorso di somiglianze (1993, poesia), Sogno del mondo (2007, poemetto), A onore della vita (2009, plaquette poesia), Nel profondo alto (2011, poesia), Quella forza di pace (2014), Alle radici del principio (2018), Prima della luce (2014).

Suoi testi sono apparsi nella rivista “Poesia” (ottobre 1989) con introduzione di Maurizio Cucchi. Alcuni testi di una raccolta, inedita, sono apparsi sulla rivista “Atelier” (marzo 2006) con presentazione di F. Francucci.

Sulla sua poesia hanno scritto, tra gli altri: F. Buldrini  [Prima della luce] «Mariateresa Giani in questi testi scava il proprio mondo interiore come un fiume carsico, con un percorso lavico di dissotterramento, agli albori della conoscenza, “prima della luce”, appunto, per estrarre il deposito d'oro di enigmatiche verità e percezioni folgoranti, come repentini lampi che squarciano la realtà» [Nel profondo alto] «...il titolo già presagisce la vertigine lirica che attraversa questi versi, nel sondare gli abissi che scavano l’anima, come un fiume carsico che trascina con sé sedimenti di parole, da passare al setaccio come grani d’oro dalle inquiete tempeste dei giorni. ...ha il pregio di imbastire profondi concetti con un linguaggio aulico e un intenso lirismo, così come di vestire le sensazioni di immagini di notevole espressività simbolica» - Nicoletta Corsalini [Prima della luce] «Il lungo percorso poetico della Giani, come attestano questi testi, è iniziato però con l’esplorazione profonda della propria interiorità per poi culminare, nelle ultime pubblicazioni, nell’analisi della realtà e nella costante ricerca dell’infinito, di un approdo luminoso e salvifico, attraverso riflessioni filosofiche e religiose.» - M. Cucchi «... imposta la sua lirica sul fuoco di un pensiero sempre attivo e di un sentire religioso, nei quali spinta verso l'alto e profondità vengono misteriosamente a coincidere: «Ho convertito / il profondo in un'altura ariosa, l'ottuso / dolore della terra in gloria di creatura». Il suo procedere è ricco di energia e tensione, in una sorta di meditazione alta senza sosta quasi ai confini col delirio, secondo modalità molto personali, che possono semmai far pensare solo a Clemente Rèbora. La sua ricerca è efficace, inquieta e complessa. Il testo appare sempre un po' sovraccarico ma di forte impatto.» - F. Lepre [Sogno del mondo] «Ma andando avanti nella lettura, le poesie si fanno più intime, più aderenti alla vita quotidiana degli esseri: umani. Così che sotto il titolo "La notte e il mondo" scivolano le liriche che hanno in comune il senso della continuità, come se si trattasse di un racconto poetico portato avanti addentrandosi sempre di più nei sogni che si rompono, nei rimpianti dai quali scaturiscono ombre che oscurano la luce, la notte che entra nelle pene della vita che continua... » - L. Nanni [Prima della luce]«A ogni passo, intendi verso, si potrebbero trarre riflessioni che coinvolgono la sfera esistenziale e sembrano metterci sull’avviso di come non sempre ciò che si vede è ciò che è: quella “infida matrigna memoria” dunque potrebbe indurci in inganno, se non in tentazione.» [Nel profondo alto] «Forma e lessico sono due cardini portanti di questa poetica, tesa a una sfera spirituale con un linguaggio elevato e, a tratti, ‘iniziatico’. ... Questa poesia resisterà all’usura del tempo e alla pervicace lettura di chi cerca l’alta profondità del segno.» - [Sogno del mondo] «Osservando una scrittura nel suo insieme, nascono delle impressioni che influiscono su un’eventuale valutazione critica,» - P. Ruffilli [Nel profondo alto] «L’essenza e la caratteristica della ricerca poetica di G. stanno in quell’attesa dell’evento a cui ogni volta l’autrice sembra disporsi, fissando sulla pagina i segni noti e incasellabili, disponendo l’immagine sui tratti conosciuti o riconosciuti secondo certezza di sensi e consequenzialità di causa ed effetto, eppure affidandosi intanto a una risoluzione del rebus che va ben oltre e dietro l’evidenza delle cose.» - C.M. Turco [Alle radici del principio] «In questo libro le parole germogliano e rigermogliano su se stesse. Compongono una tessitura densa di concrezioni, mentre si dispongono in una molteplicità di strati.» - [Sogno del mondo] «Il poemetto Sogno del mondo di G. si impone subito all’attenzione del lettore per una padronanza del mezzo espressivo, dimostrata dall’autrice, che trova rari parallelismi nella produzione poetica attuale. ».

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