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Greco

Angela (1976), poeta e artista, vive a Massafra.

Ha pubblicato opere sia in prosa che in poesia e libri d'artista: Ritratto di ragazza allo specchio (2008, racconti); A sensi congiunti (2012, poesia); Arabeschi incisi dal sole (2013, poesia); Uscita d'emergenza (2014, libro d'artista),  Personale Eden (2015, poesia); Attraversandomi (2015, poesia). Irrivelato segreto (2015,  opera poetico-fotografica su dibond e alluminio), Anamòrfosi (2017, poesia).

È ideatrice e curatrice del collettivo di poesia, arte e dintorni Il sasso nello stagno di AnGre.

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri:
F. Alaimo [Personale Eden] «La lingua impetuosa di A. G. celebra quell’affondamento nell’abisso (termine tra i più ricorrenti all’interno della silloge) dell’Amore necessario al superamento della frattura fra femminilità e maschilità narrata dal libro della Genesi e fin troppo negativamente giudicata quale colpevole disubbidienza e sprezzatura diabolica (proprio nel senso del dia-ballo greco quale “gettare di traverso”) dalla maggior parte degli interpreti veterotestamentari, che ne hanno sempre taciuto la forte valenza filosofica e gnoseologica, messa invece in luce dal racconto che ne fa Aristofane nel Simposio di Platone...»
A. Caponnetto [A sensi congiunti] «Questo poemetto di A. G. è nato come urgente e incontenibile necessità di dire, di dare nomi, di riempire di aggettivi la non ancora detta, vitalissima e sempre sorprendente potenza dell’eros, quest’ultima così intimamente connessa con l’anarchica libertà dei sensi, con lo stupore che viene dal totale abbandonarsi a tutto ciò che è sensuale. Ma come recita il titolo, si tratta di un vivere, di uno sperimentare e di un dire che può avvenire solo A sensi congiunti. Cioè nella reale simultaneità di un totale ritrovarsi con e nell’altro da sé, a un tempo e scambievolmente, amanti e amati. […]» • «La poesia come urgenza, come necessità vitale, veste nei poeti del nostro sud umili e antichissimi panni, essa porta in se stessa, insieme a una sorta di intrinseca e solare inerzia, quella naturale capacità di accogliere i pensieri e i sentimenti così come si accoglie il sole meridiano. Cose antitetiche queste, che solo nell’anima del nostro sud è possibile trovare, ma la nostra è un’anima contraddittoria che alla fortuna delle sue molte e antiche radici coniuga un silenzioso orgoglio che proprio da tali radici è originato, ed è questa forse la contraddizione che più fortemente caratterizza la nostra anima (che ci caratterizza). In A. G. c’è – a suo modo – tutto questo. C’è anzitutto la poesia come urgenza, come necessità vitale, una poesia che veste umili (e antichissimi) panni. […]»
R. Galbucci [Personale Eden] «Con l’avvento di Maggio, A. G. ci lascia entrare nel suo Personale Eden dove la parola poetica si srotola sui ritmi incalzanti di un dialogo unico , una piena che infrange gli argini personali e si mostra pur rimanendo in sé.»
F. Ghenzovich [Personale Eden] «Una poesia sensoriale e sensuale, a volte struggente. I versi liberi sono un fiume in piena, travolgente e non credo sia un difetto, con notevole capacità suggestiva e inventiva che ci indicano quel possibile “cerchio perfetto di un desiderio” che si compie nell’essere “due e uno e parte stessa del medesimo cielo”. .... Trovo nella poesia di Angela una visione onnicomprensiva che ci parla di “sud femmina” pronta per l’accoglienza, aperta al maschio, e di un microcosmo che sa togliere” limite allo sguardo profanando il cielo”, in un susseguirsi di qualità emotive: gioia del congiungersi e timore della perdita, nella consapevolezza che l’amore vive anche attraverso una carezza “ a filo di voce e scrittura.»
C. Lindi [A sensi congiunti] «Uno scrigno di parole ricorrenti, di istanti familiari, dipinti a tratti rapidi, ma impegnativi per un lettore che riconosce, nei versi di A. G., una realtà intima da toccare con mano calda e che sfugge al quotidiano. A sensi congiunti è la raccolta poetica di A. G., pubblicata nel 2012 dalla casa editrice Smasher Edizioni, che racconta atmosfere appassionate, sublimate da un tocco sacrale di ogni atto e di ogni gesto di quel Noi che ognuno brama; un Noi magico e passionale, un Noi da equiparare, come l’autrice scrive, al nome divino. [...]»
P.L. Losavio [Arabeschi incisi dal sole] «A. G. è un vero poeta. Che ha la grazia di migliorarsi ogni volta. Ci porta in mondi mediterranei ed in luoghi odorosi di macchie e sabbia. Dove la luce è la luce del sud. Dove la natura sembra fondersi nel sintagma della forma poetica. L’amore è carnale, sensualisticamente carnale, è sangue e terra, se si può. La costruzione poetica attinge ad un mondo ctonio, sommerso, sotterraneo. Dove le pietre di questo mosaico mediterraneo, e quindi anche arabo, costruiscono mirabilmente la casa di Angela. La delimitano nel suo essere, è la forma che dà luogo alla poesia. Una prova ammirevole che merita sicuramente una diffusa conoscenza e che è intrisa di conoscenza a sua volta e di echi poetici.»
N. Pardini [Attraversandoni] «[…] in questa silloge la prima cosa che salta agli occhi e all’anima è un’aspirazione alla totalità, alla plurivocità, all’assoluto del potere umano. Ad un mare che tanto significa estensione, lontananza irraggiunta e irraggiugibile; porto di un sogno improbabile per la navigazione umana: l’eterno. […]»
S. Patané Ferro «Spesso mi capita di leggere poesia d’amore e spesso mi accorgo che in molti si accostano a questo tema in un modo diaristico, senza criteri di ricerca e/o di rivalutazione dei concetti attorno ai quali ruota questo tipo di scrittura. Scrivere d’amore o dell’amore è cosa assai complicata e scadere nel prevedibile, nello scontato e, peggio, nel banale, non è raro. A. G., vive in maniera più o meno “romantica” i suoi desideri, filtrandoli a livello inconscio e trasformandoli in parole per porgerli al lettore sotto forma di genuina poesia. Genuina perché piena, ma nella giusta misura, di quell’enfasi propria dell’innamoramento; genuina perché interelaborata, masticata a lungo prima dell’emersione e non sovraccaricata di quei logismi da diario provenienti da una cultura poetica di tipo scolastico, bensì da lettura e studio di autori classici e contemporanei. […]»
R. Piazza «Attraversandomi è un’opera originale e compiuta di A. G., nata nel 1976, nella quale, come dal titolo, la città di Roma entra in sintonia, quasi in simbiosi, con la poeta. Angela l’attraversa e ne è attraversata, virtualmente, come una turista, nel suo percorrerla, sorgivo e sempre capace, di giorno in giorno, pur nella ripetizione, di provocarle stupore e meraviglia. A. G. è attenta a captare ogni sfumatura ogni particolare, di quello che le si staglia davanti agli occhi. Una poetica della dolcezza, rara nel nostro panorama, caratterizza la scrittura della giovane autrice, che si presenta come una delle voci più promettenti nel nostro contesto letterario. Tutti i segmenti omogenei, dai quali è composto il testo, sono privi di titolo e intervallati l’uno con l’altro da suggestive fotografie dell’autrice. […]»
PugliaLibre «Libro femminile per eccellenza»: è questa la definizione probabilmente più appropriata per la raccolta di racconti scritta a quattro mani da Lilla Rogèc e A. G. e pubblicata nel 2008 per Lupo Editore, dal titolo Ritratto di ragazza allo specchio. Le due scrittrici sono un’esordiente nella prosa della provincia di Taranto, A. G., trentaduenne, ed una donna più grande, Lilla Rogèc […]»
RecensioneLibro [Attraversandomi] «La raccolta di poesie di A. G. dal titolo Attraversandomi può essere letta ascoltando i diversi pensieri dell’autrice e cogliere due vite diverse, eppur completamente affini, quella di Roma, città in cui le poesie sono ambientate attraverso delle fotografie, e l’anima di A. G. in cui le emozioni sono vissute. Quelle che la poetessa attraversa sono quindi le strade che le brulicano intorno, ma anche quelle che spesso restano solitarie dentro di lei. Attraversandomi fonde bellezza, paura, pienezza e vuoto allo stesso tempo, sempre raccontando con grande ispirazione i vari sentimenti che invadono e poi spariscono lasciando vuoti incolmabili, per poi ritornare. […]»
L. Zinna «Trovo la Sua una delicata poesia d’amore, tra calo nella quotidianità e visione cosmica, in cui l’eros è esaltato nei suoi prismatici aspetti e nel contempo controllato dal preminente dominio dell’essere nella sua interezza/integralità. Fluido il verseggiare. Tendenza poematica. Forse un uso un po’ meno insistito delle metafore (peraltro apprezzabilissime) avrebbe conferito maggiore levità al dettato poetico, ma nel complesso la tenuta si mantiene alta. Complimenti e auguri...»

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