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GuidiAnna Maria (Firenze), poetessa, scrittrice e promotrice culturale vive a Firenze. È stata responsabile amministrativa del Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Firenze dal 1970 al 1997. Ha pubblicato diverse opere: Esercizi (1998, poesia, a cura di G. Luti), Incontri (2000, poesia, a cura di C. Mezzasalma), Tenacia d’ombra (2002, poesia, a cura di G. Panella), Certezze (2002, poesia, a cura di C. Mazzanti), In transito (2005, poesia, a cura di G. Luti, presentata nel dicembre presso il “Gabinetto scientifico letterario Vieusseux” a Palazza Strozzi da G. Luti e G. Manghetti), La carità erotica nell'edonismo geoestetico della poesia di Sandro Penna: un approccio psicocritico (2010, saggistica, prefazione di Lia Bronzi). Queste sillogi, insieme ad altre liriche singole, racconti e saggi, hanno conseguito numerosi premi, alcuni dei quali assoluti e reiterati, fra i quali: “Il Viaggio infinito”, “Città di Milano”, “Città di Venezia”, “Città di Salò”, “San Valentino”, “Il Golfo”, “Spazio donna”, “Città di Pinerolo”, “Etruria”, “Firenze Europa-Mario Conti” (Fiorino d'oro), “Aeclanum” (Superpremio G. Giacalone, “Il Litorale”, “Capit”, “Versilia”, “Anla”, “Casentino”, “Firenze Capitale d'Europa”, “Athena”, “Penisola Sorrentina”, “Violetta di Soragna”, “I. Silone”, “Astrolabio”. Molte poesie tratte dalle raccolte citate sono state accompagnate da colonna sonora e pubblicate in Cd a cura di P. Biagini «La G. collabora alle attività culturali del Comune di Firenze, curando e presentando per il “Pianeta Poesia” diretto da F. Manescalchi, il ciclo annuale di incontri letterari presso il “Caffè Storico Letterario Le Giubbe Rosse”. Presenta attualmente autori presso in altre varie sedi culturali istituzionali e biblioteche e librerie del territorio (Gabinetto Viesseux, Biblioteca Marucelliana, Palagio di Parte Guelfa, Palazzo Panciatichi, Palazzo Bastogi, Palazzo Vivarelli, Palazzo Colonna ecc. È presente e collabora con associazioni e laboratori culturali toscani e nazionali, fra cui la “Camerata dei Poeti” ove fa parte del Consiglio direttivo, il “Centro d’Arte Modigliani”, di cui è Socio onorario per meriti culturali, il “Centro Studi Donati” (Pistoia), “Literary-Sistema letterario italiano”, ove è collaboratore redazionale. È inoltre partecipe dei lavori della giuria di alcuni premi letterari nazionali e internazionali. Nell’ambito dei suoi molteplici interessi culturali organizza e presenta conferenze e didactic lectures di carattere scientifico-filosofico-letterario, volte a promuovere la conoscenza per l’interazione fra le discipline, nonché curato e prefato alcune relative pubblicazioni che nel 2009 sono state raccolte e compendiate ne la Dispensa sintetica illustrata ad uso didattico presso l'Università di Firenze. Ha conseguito il premio speciale per la cultura nell’ambito della XXI edizione del Premio internazionale “G. La Pira” nel 2003 e per la saggistica il “G. Parise” nel 2006. Nel biennio 2006-08 ha svolto attività didattica sulla poesia del ’900 nell'ambito della collaborazione culturale fra Pianeta Poesia e il Comune di Bagni di Lucca. È inserita in importanti antologie, sia cartacee che on-line, fra cui: “La scrittura delle donne” (Tracce), “I poeti del III millennio” (Punto d’incontro), “Kelle” (Punto di Vista), “La mia Venezia” (La Versiliana), “Toscanautori”, “Luci e ombre”, “Racconti del premio Città di Empoli” (Ibiskos), “Donne in poesia” (Presenza), “Poesia religiosa del terzo millennio” Lorenzo editore), “Via Francigena” (Città di Pontremoli), “Città di Salò”, “Slanci e partecipazioni-15 poetesse fiorentine”, “I poeti dell’Arca”, “Poesie d’amore per il III Millennio” (Bastogi, a cura di L. Bronzi), “Dal verso al segno” (Università di Venezia), “Pater” (Morgana), “Questo calice amaro” (Polistampa), ecc. È stata inserita nella “Storia della letteratura italiana contemporanea” (Helicon, a cura di G. Luti), in “Documenti di Pianeta Poesia” (Comune di Firenze, a cura di F. Manescalchi e L. Ugolini), con numerose testimonianze della sua intensa attività critica svolta nel biennio 2004-06, in “Poesia del novecento in Toscana” (2009, Biblioteca Marucelliana, a cura di F. Manescalchi). Dai numerosi interventi critici: S. Albisani «[In transito] ...ricchezza di tematiche nell’attenta partecipazione morale e forza di un linguaggio autenticamente corrispondente con una, non esibita, necessità intellettuale, che insorge da dentro a farsi poesia: convivio nel quale il poeta ricerca il "sale delle briciole", ma anche navigazione che tenta di mantenere una rotta "nel delta in cui s’ingorga | la piena dell’esistere", in un itinerario di autocoscienza che è documento di vita.»; E. Andriuoli «[In transito] ...ciò che più colpisce è l’affiorare di taluni personaggi, quali Celestino, Fidelmo, Ernesto e Teresina, Sterpignèra, Schicchero, Lena, galleria di uomini falliti, verso cui la vita è stata matrigna...»; G. Baldassarre «[In transito] Libro, interessante, ‘esperto’ e coraggioso, sia perché ‘diretto’ nell’espressione e nella visione delle cose, che per il contenuto e la cura formale: dall’occhio albertiano della copertina, alla intelligente costruzione dei testi, alla raffinatezza stilistica delle varie modalità espressive, che attraverso la complessa e avvincente tematica si sviluppano guidando in una direzione, più che dando soluzioni.»; A. Balsamo «Nella poetica della G. si resta colpiti dal tema tornante del tempo. In questo ideale percorso G. svaria acrobaticamente passando dalle composizioni di pochi, incisivi versi, a piccoli pregevoli poemi, pensose delizie.»; G. Bárberi Squarotti «Mirabili sono, in particolare, alcuni capitoli di un volume [In transito] denso, ricco, serrato, in pagine espresse con sensibili alternanze fra il semplice dettato e l’accorto impegno, nella fresca attenzione alle cose squisitamente sognate.» «Discorso poetico lineare e sicuro, con risultati esemplari e molto alti. Mi piace in particolare la poesia narrativa (per esempio, Carmen, Da grande, Angiolina, nella raccolta Incontri) e Giordano Bruno in Tenacia d’ombra, dove le “stazioni” sono una bella sequenza di descrizioni, riflessioni e memorie suasive e significative di questa vocazione poetica, luminosa e vitale.»; M. Bettarini «[In transito] Questo libro mi ha davvero avvinto per la sua intensità, forza, ironia, ‘sapienza’ (e non solo linguistica).»; A. Bigagli «[In transito] Angolo di sentimento, di pensiero o di emozione sensitiva. L’autrice ha una parola che sa essere bolla di sapone, fiore polposo e odoroso, ma anche lama. Una sorta di parola-tutto.»; L. Bronzi «G. scrive concentrata nel proprio essere ed esserci; la scrittura entra con lei nella vita ontologicamente, quindi il processo della vita stessa si potenzia e si raddoppia rispecchiandosi, ed entra nella poesia come metafora controfigurando l’estrema difficoltà del vivere, di cui l’opera poetica diviene vasto simbolo, colto in perfetti corto circuiti di icastici versi.»; G.A. Brunelli «[In transito] ...come la voce della poetessa sappia spesso anche farsi lieve in esemplare semplicità e efficacia...»; D. Cara «[In transito] …Dentro questo diffuso genere di segnali necessari, esorcizzabili, senza sfoggio linguistico, e tanto meno magmi per il labirinto, questa poesia prende campo e vigore, consacra i suoi dettati alla lusinga morale, alla tersità non speciosa, al ritmo franto e recitato in libertà di movimenti ed esiti individuali, cifrati per riflessioni di una fiaba (presente ‘un mago benigno’) raccontando in avanzi proditori manifestazioni evocative, moralità seriose, ed anche ilari.»; A. Caramella «[In transito] La G. è davvero ciò che sa e dice di essere “Esploratrice senza caduceo, | i piedi alati | dei pagani calzari di Mercurio” [in] libertà, indipendenza, e tutti i frutti di uno sguardo dolce e spietato fra i fasti e guasti del quotidiano artefatto.»; R. Carifi «[In transito] Questo è un libro molto complesso, difficile, e perché no, bello. Bastino i versi di Qohélet a renderlo tale, come le citazioni di Pascal o di Petrarca, che fanno tutt’uno con il testo, che lo abbelliscono e ne vengono abbellite. Si prenda ‘Passi di terra’, una delle più belle poesie, come lo è ‘Segnali di fumo’, dove ‘verseggiare è come fare il pane’, e ‘Senza pinne’»; P. Civitareale «[In transito] ...fortemente impressionato dalla sapienza del dire e dalla qualità dei testi [si] ritrova gran parte di uno stesso sentire e interrogarsi sul mistero delle cose e dell’esistere ... che transitano dal dubbio alla ragione, dall’empito vitalistico al tramonto di fruttate dolcezze, in una spirale interlocutoria e riflessiva dove l’unica, fragile certezza emergente è la "ricompensa | d’una cartacea, personale | meritata primavera."»; S. Demarchi [In transito] «Il poemetto diviso in 13 movimenti rivela una grande coesione di svolgimento, passando dai conflitti giovanili ad una matura e serena accettazione del transito per arrestarsi di fronte all'ineluttabilità inspiegabile del ‘varco’. La padronanza metrica rende musicale e insieme essenziale l'espressione poetica»; V. Esposito «Ad un modesto, e pur attento lettore di provincia, quale io mi ritengo, che ebbe l’ardimento di scrivere “La poetica della semplicità” in reazione al morente ermetismo può essere concesso di definire un piccolo prodigio delle “cose semplici e buone” la densa raccolta di questi versi della G. [Esercizi], prodigio anche rispetto al dilagare delle sofisticherie baroccheggianti e delle astrusità cerebrali, oggi tanto di moda anche presso poeti di gran nome. Dunque, rallegramenti sinceri!»; L. Fontanella «Dal suo bellissimo In transito la G. lancia una sfida estrema al degrado del mondo odierno e dei suoi effimeri presepi, a dispetto delle sorti pseudoprogressive in atto. E la sfida, irriducibile, viene condotta con la più umile e irrinunciabile delle armi, quella dell’allucinazione delle parole che sostengono ed articolano la vera poesia che ogni volta sa fare rifiorire il giardino sterile delle pagine. Libro coraggioso, complesso e ricco di evocazioni e forti richiami leopardiani (v. Il grillo parlante) con improvvisi squarci di tenerezze fra sogno e memoria.»; S. Gros-Pietro «Splendido libro questo In transito che mi ha reso piacevole compagnia sia per le soluzioni poetiche che la meritata grazia e calibrata pertinenza di scelta delle citazioni.»; G. Ladolfi «La poesia di G. è strumento e rivelazione; l’ombra rappresentata e individuata nell’accadere spaziale e temporale non è solo metafora, ma parte integrante di una realtà che sfugge ai sensi. [Tenacia d’ombra]» «Come autentico poeta la G. ha occhi per vedere ciò che gli altri non vedono e orecchie per sentire ciò che gli altri non ascoltano, nella sapienza del cuore che aiuta a valutare persone e cose secondo i parametri della soddisfazione interiore [In transito].»; A. Lanza [In transito] «Quel che colpisce nella poetica della G. è la coerenza del suo percorso creativo; fin dalle prime raccolte, che mostrano una sicurezza stilistica ed una perizia versificatoria davvero notevoli, noi ritroviamo ‘in nuce’ ed in forma sorprendentemente matura quei ‘topoi’ e quegli stilemi assolutamente personali che caratterizzano i suoi ultimi libri in un ‘lusus’ musivo di rara abilità e gusto sopraffino. I versi della G. sprigionano un vitalismo contagioso che sorge dall’attenta osservazione del reale, filtrato e rielaborato attraverso le pieghe di una sensibilità artistica di elevata portata. Quel che mi piace sottolineare è il gusto che ella mostra per la parola. …Della nostra lingua la G. ha padronanza assoluta e riesce perfettamente a piegarla alle sue esigenze espressive con ragguardevole icasticità. Alcune sue illuminazioni hanno un fascino fra macchiaiolo ed impressionistico e restano scolpite nella mente del lettore per la loro elevatissima qualità: penso a poesie come la mirabile “Traiettorie”, o ancora una delle sue liriche più alte, “Primavera”, che fa parte di “Esercizi”, la prima raccolta poetica. Parimenti notevoli sono, poi, alcune liriche nelle quali ella svela i principi costitutivi della sua poetica. Mi riferisco a “Segnali di fumo”, “La semina”, e soprattutto alla scintillante “Meritata primavera”»; P. Lucarini Poggi «[In transito] Questo libro è stato per me una speciale sorpresa: mi ha incantata e stregata. Per molte ore non sono riuscita a staccare gli occhi dal profilo interiore dell’a., che mi ha conquistata a partire da quell’attrito fra la solarità e il gelo notturno che la contraddistinguono: chiaroscuro di luce e buio nel sorriso dell’essere. Mi hanno poi emozionato i continui affondi nel fare di questa poesia, un filo rosso subliminale che spesso qua e là riaffiora con lucida intelligenza... Le figure divengono poi sangue del nostro sangue: penso a Celestino, a Fidelmo, che sono entrati per sempre nel nostro cuore, a renderlo migliore attraverso l’esemplare qualità delle loro vite.»; G. Luongo Bartolini «[Certezze] Versi di sensibile e forte caratura, traversati dal vento della memoria, del disinganno, guardando a una sofferta volontà di rinascita da realizzare nella rappresentazione del sentire, in un ritrovato calore umano nel ricambio di una ri-conoscenza infinita.»; G. Luti «[dalla presentazione a In transito] Consuntivo tutto interiore d’una coscienza sospesa fra memoria e speranza nell’azzardo del volo, In transito è coraggiosa avventura nell’intimo segreto dell’esistere che, nella volontà di protendersi da tutto ciò che è intimamente ‘altro’, ne scopre e varca l’ambita alterità’ per conoscere ed accogliere tutto ciò che si nasconde nel divenire altrimenti irriconoscibile, nel caos d’un mondo che ci circonda e ci sfugge... Con un afflato quasi profetico nella testimonianza del proprio tempo, nella eccezionale capacità d’una perfetta padronanza metrica che tende costantemente a farsi canto e ritmo e che qui s’impone come elemento di primaria forza creatrice, G. rivela in quest’ultima opera una complessa originalità poetica: da accogliere ed ascoltare, da godere e sottolineare, nel suo singolare gusto mistico-biblico, come vera, sorprendente novità nel quadro della poesia contemporanea.» «[dalla presentazione di Esercizi] Sia benedetta questa voce di autentica poesia: poesia come esorcismo, come unico luogo d’incontro fra il sé e l’altro, dove quasi inaspettatamente si accende una “briciola” di luce ad indicarci il percorso compiuto giustificandone le ansie, le contraddizioni, i dolori, le malinconie, il lungo travaglio che porta con sè il gorgo dei giorni altrimenti indecifrabile. Qui la voce del cuore trasforma in musica e in ritmo il flusso delle parole ed il segno del tempo “nell’urna ovattata della memoria” si trasforma in dettato poetico, nella sincera ricerca di un ultimo e conclusivo approdo, che davvero sembra interrompere ed annullare il silenzio e la solitudine che insidiano l’esistenza. Difficile cogliere ogni sfumatura di questo intenso percorso nel flusso della vita; ma ciò che soprattutto colpisce è la forza sublimante del dolore, quella “voglia limpida di vivere | anche quando fa male” che è il dato essenziale di questo itinerario poetico.»; D. Maffia «In transito merita un’attenzione tutta particolare perché nato da una effettiva esigenza espressiva con esiti di rara efficacia nella esemplarità con cui la G. sa affrontare i temi risolvendoli con tocco delicato e convincente.»; F. Manescalchi «Per la G. questo poemetto [In transito] rappresenta un cardine centrale nel suo lavoro poetico. Un viaggio a tutto tondo nel proprio passato, e dunque il recupero mitologico dell’infanzia del mondo che, interagendo col presente, diviene una doppia transizione. Quasi una allegoria dell’umano transitare nel mistero della vita. Anzi, una doppia allegoria. Lo svolgersi del tempo fino alla sua poetica fissione, che, in quanto tale, ne rappresenta una dantesca enunciazione. Dunque, lavoro capitale questo, per l’autrice, che qui ha giocato le sue carte più alte… Un viaggio ardito e ardente in cui l’inquieto logos cerca, infine, nel suo maiuscolo omonimo, rifugio e conferma.» «G., nella lettura di sé e del mondo, ha alle spalle un percorso poetico che denota una capacità tutta interiore di trasformare l’esperienza in viaggio, l’avventura in conoscenza, il senso in segno, l’analogia in allegoria. Con tenacia ha perseguito il suo iter verso il centro naturale dove l’Ombra è l’ubi consistam del Tutto. Si notava, nei libri precedenti, questo nobile, alto cercare che pure enunciava e denunciava una ansiosa reciprocità fra cuore e mente. Ora la poetessa riesce a trovare, in un’opera di ampio respiro [Tenacia d’ombra], un discorso naturale illuminando quel centro dove la vita si riconosce nel suo limite ed il suo limite si apre al mistero rivelato del flusso di coscienza sapienziale. Perché, come scrive Giuseppe Panella nel saggio introduttivo a cui non voglio aggiungere altro, “L’ombra è il luogo della riflessione e, di conseguenza, della possibilità più autentica della forza del pensiero”. Certamente, per citare l’a., le nostre ali sono d’ombra e le ombre, a cui attingiamo l’acqua del tempo, hanno le ali, anche se il nostro “destino è vivere | balenando in burrasca. O proprio per questo.»; G. Manghetti «[In transito] Diseredato universo senza rassegnazione, dipinto in versi tenaci di esemplare padronanza metrica che si fa canto e ritmo in classicità priva di paludamenti, nell’attrazione, stupore azzardo del volo (senza rete) da una ‘esploratrice senza caducèo’ che non si ispira, aspira “l’incenso sottile della vita” nell’adesione alla natura, dove le parole sono le cose sante d’una comunione poeticamente magica e unica.»; C. Mazzanti «Le tematiche della silloge [Certezze], apparentemente diaristiche o intimiste, sono molteplici e si presentano in un crescendo poetico ed emotivo fino alle liriche finali segnate dalla magistrale descrizione della morte tramite il colpo di requiem e il cimitero arato del silenzio. ... L’a., nelle sue confessioni tecniche nel senso di poesia poiesis, artigianato verbale e fonetico, si mostra anche abile domatrice del tempo, con i giorni che scodinzolano, e delle parole che si presentano ora in un ripostiglio per aver mancato l’appuntamento con il mare, ora in abito da sera, in frac ma col pericolo di avere la coda tagliata.»; C. Mezzasalma «Nella poesia di G. [Incontri] non c’è una mappa sicura del percorso né una verità definitiva perché ella tesse la sua trama d’immagini e parole a contatto d’un sentire originario dove non ci sono gesti eroici nè rivelazioni spettacolari, ma soltanto eventi impercettibili e silenziosi , vissuti attraverso l’inesauribile canto della memoria e dove la conoscenza del mondo è davvero trasformata e illuminata nella qualità allusiva di un linguaggio che prende forza dalla sua intrinseca sincerità nella suggestione creativa della parola.»; M.P. Moschini «[In transito] La G. canta a una se stessa ed al suo riconoscibile e riconosciuto ‘Io’ la manifestazione della sua libertà dai lacci che la imprigionano ai riti, ruoli e codici del paziente dizionario chiamato vita, ascoltandone, perlustrandone, aspirandone il segreto sentore nel vorticante magma illuminato dalla percezione di un segreto rivelato nella partecipazione delle parole: grande e generoso dono nell’invito a condividerne le intense emozioni in versi insoliti e sfolgoranti in cui la natura ed i suoi rituali vengono riproposti come tesori dissepolti in epifaniche visioni.»; E. Nistri [In transito] «Poesia matura, costruita con saggezza e competenza, talmente raffinata e avvolgente da sapere e potere affrontare le dimensioni più drammatiche e umane con la rassicurazione del sorriso dell’intelligenza…che immune dal patetico tempra in un equilibrio tutto suo anche le situazioni più dolorose.»; C. Nobbio «[In transito] La luce della poesia che brilla dentro e che si coltiva in solitudine e in silenzio un giorno esplode. È come un atomo di potenza. Proprio come in questo caso. La poetessa che mangiava la marmellata di nascosto ha bisogno di rivelare i propri sentimenti? A chi? Al mondo, perché il mondo lo dica ai destinatari. Brava. Complimenti.»; G. Panella «[Tenacia d'ombra] Alternanza di canto e di sosta, di slancio e cauta perlustrazione, di attesa e partenza, di meditazione e proposta, la poesia di G. tenta l’assalto al cielo: nella sentita e coraggiosa rivendicazione della propria arte è poesia ad alta densità morale, poesia vera.»; U. Piscopo [In transito] «Una pronuncia di sillabe esatte, che va elegantemente verso la metodicità, ma una metodicità rarefatta e tersa. A monte si colloca una frequentazione da vigilia dei classici, in particolare degli italiani, da Petrarca a Leopardi, Pascoli e Montale. Lo spazio della meditazione è costituito da un eterno presente, che si epifanizza e si riscontra, nella sua tormentosa e inconclusa ambiguità, di riflessi, rinvii e scambi con simulacri di altre dimensioni, con incontri stranianti con lacerti di realtà, con esperienze di movimenti verso l’altrove.»; G. Poli «La sostanza del discorso poetico di G. è pervenuto a un grado di scioltezza encomiabile. Sì, “scioltezza”, perché il pensiero si scioglie nelle strofe e nei versi con naturalezza, senza residui. L’irrequietezza intellettuale e la reattività emotiva sono componenti che circolano ovunque increspando la superficie testuale.[Certezze]»; V. Scarselli «[In transito] ...cose ‘belline’ e inedite, con metafore ricche e saporite nella semina di intriganti riflessioni esistenziali, buttate là come vengono, quasi a tradimento, e perciò vieppiù gustose.»; A. Serrao «[In transito] Stimo la G. Profondamente. È visibilissimo il ‘rovello’ (formale e di sostanza) della sua poesia: che sono felicissimo d’avere conosciuto.»; A. Spagnuolo «[In transito] È un volume denso, ricco, serrato, con pagine di notevolissimo spessore e dignità poetica che riesce ad esprimersi con sensibile alternanza fra il semplice dettato e l’accorto impegno nel riflesso allusivo fra metafore giustamente intarsiate e ritmiche strutture di percettibili occasioni intime.»; L. Ugolini «[In transito] Già l’esergo del libro (‘a chi mi tiene senza trattenermi’) esprime il valore dato alla libertà d’agire e di pensiero. Inoltrandomi nella poesia noto che la costruzione del verso nella urgenza del dire è elegante ed ha uno stile pulito, riconoscibile, con quel tanto che complica, in maniera accattivante, la casa/parola. Ed è qui che la G. si sente a suo agio, che si rivela cercando verità sfaccettate in contatti, nella concreta generosità del capire il ‘doppio segno’, perché la sparizione è in agguato, aspirata: e la corsa nel parco della poesia Sol-tanto, rivissuta, è la corsa del pensiero nell’armonia del Sol mentre ella si sposa con il mondo.»; M. Venturini [In transito] «…da Esercizi a Incontri, a Tenacia d’ombra e Certezze” la G. ha elaborato una personale poetica, nella quale il tema ricorrente del tempo e la memoria, ha il senso di un percorso esistenziale da costruire passo passo e un linguaggio che fa propri modelli classici (Dante e Petrarca) così come i molti riferimenti alla poesia moderna (Leopardi, Pascoli e Montale) si combinano secondo una rigorosa e ben calcolata tecnica. Le raccolte citate hanno in passato conseguito molti premi letterari e notevole interesse critico…;ora, con il viaggio poetico – esistenziale di In transito la G. ri-attraversa l’esperienza alle spalle e, nello stesso tempo, dà prova di una profonda maturazione e di una nuova elaborazione formale della sua poetica. Come scrive Luti nell’invito di lettura introduttivo, il transito è per la G.’attraversamento di uno spazio ideale e reale’, che dalle inquietudini della giovinezza attraverso incontri e spazi conquistati a caro prezzo, giunge all’accettazione del tempo trascorso e ad una sorta di lucida e attenta osservazione. Dio è il punto d’arrivo di questo percorso, l’obiettivo verso cui tende l’intero poemetto, l’approdo a partire dal quale riprendere il cammino e dare senso a quello alle spalle. L’opera divisa in 13 ‘passaggi’ introdotti da un breve esergo in corsivo, ha inizio con il tono diaristico autobiografico di ‘Ambita alterità’, ove si pongono le premesse dell’andare e snoda attraverso un ritmo ascensionale e di testimonianza un uso calibrato di citazioni (Pasolini, passi del Qohèlet, Pascal, Villon, Milosz, Larkin, Petrarca, Cvetaeva, Sereni) a testimoniare l’idea della tradizione come viaggio, allegoria della vita nella sua possibilità di incontri e riflessioni continua. Così, con la stessa chiarezza e volontà, emergono, soprattutto nella 2a metà dell’opera, riferimenti alla contemporaneità, come in ‘Doveroso silenzio’, dedicata ai bimbi di Beslan. Manescalchi definisce in modo illuminante questo percorso ‘quasi un’allegoria dell’umano transitare nel mistero della vita’. Ed è così davvero. La G. fa della propria esperienza personale parabola esistenziale disegnata nel tempo, viaggio e canzoniere, nel senso petrarchesco del termine, teso alla conquista di senso che culmina nella invocazione finale a Dio dell’ultima poesia, dove l’ ‘azzardo del volo’ della scrittura genera l’infinito interrogare e interrogarsi della vita.»; C. Viazzo «[In transito] Profondità di indagine che attraverso piccole fessure scopre continenti misteriosi, innalzando lo spirito che osserva nuvole, a volte piccoli cirri, portando dentro azzurre sublimità… in parole limpide e iridescenti come cristalli.». Oltre a: G. Ametrano, G.C. Bianchi, N. Bonifazi, D. Camiciotti, R. Cellini, C. Cipparone, G. Colonna di Stigliano, G. Commare, G. Curabili, R. Degl’Innocenti, I Guasti, S. Guidi, E. Iodice, S. Lanuzza, G. Marchetti, L. Nanni, G. Nardi, G. Nativio, E. Nicotra, G. Peralta, L. Pumpo, P. Ruffilli, I. Scerrotta Samà, R. Tassinari, L. Zaniboni. Diverse riviste e fogli letterari hanno ospitato sue liriche, saggi, racconti e recensioni, fra i quali: Il Portolano, Punto d’incontro, Punto di Vista, Dibattito Democratico, Il Fauno, Talento, La Ballata, Atelier, Sìlarus, Capoverso, Poesia, Pomezia Notizie, Viva Piazza, InformaScandicci, Città di Pinerolo, La Nazione, Il Corriere di Firenze, Caffè Michelangelo, La Gradiva, Città di Vita, Vernice, Periferie. La G. è più volte ospite in varie trasmissioni televisive e radiofoniche di emittenti locali e nazionali (ToscanaTv, TgR, Rai1): nell’aprile 2006 testi tratti da In transito sono stati letti a “Zapping” da A. Forbice su Rai 1. |
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