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Iannacone

Amerigo (Venafro 1950), poeta, scrittore e saggista, vive a Venafro. Ha pubblicato diverse opere di poesia: Pensieri della sera (1980), Dissolvenza incrociata (1983), Eterna metamorfosi-Eterna metamorfozo (con tr. in esperanto, 1987), Ruit hora (1992), Greka kajero kaj aliaj versoj (tr. in esperanto del volume Taccuino greco e altri versi di Gerardo Vacana, 1993), Variacioj pri la realo (tr. in esperanto del volume Variazioni sul reale di Gerardo Vacana, 1994), Mater (1995), Ruit hora (con tr in francese a cura di P. Courget, 1996), Estaciones (2001, con tr. in spagnolo a cura di C. Vitale), L'ombra del carrubo (2001, con tr. in francese a cura di P. Courget), Semi (2004), Stagioni (2005); di narrativa: A zonzo nel tempo che fu (2002), Sera e l’ata sera. Filastrocche, stornelli, proverbi, scioglilingua e altre cosette molisane (2004); di saggistica: Parliamo un po' di Ceppagna (1985), Microracconti (1991), Verso il fonetismo, Evoluzione della scrittura (1994), Da Babilonia a Esperantujo. Considerazioni sulla lingua internazionale (1997) e La stramma. Un artigianato in via di estinzione (1997, in coll. con Maurizio Zambardi), Testimonianze (1999, interventi critici), Vincenzo Rossi e i canti della terra (2001, in coll. con I. Di Ianni), Nuove testimonianze. Interventi critici (2005), Piccolo manuale di esperanto (2006). È fondatore e direttore del mensile letterario e di cultura varia "Il Foglio Volante-La Flugfolio". Molte poesie di I. sono state tradotte in esperanto, francese, spagnolo, greco, cinese, inglese, albanese e rumeno. Ha fatto diverse traduzioni dal francese e in esperanto: Aldo Cervo Le “Testimonianze” di Amerigo Iannacone (2000), Leonardo Selvaggi Tra crisi di transizione la poesia di Amerigo Iannacone in stimolazioni etico-sociali (2004).

Sulla produzione poetica di I. hanno scritto, tra gli altri: A. De Angelis «La poesia di I. è la manifestazione intima di ciò che avviene nel centro del suo essere. Ogni parola dei suoi versi è scaturita da un travaglio interiore, da un accendersi e affievolirsi in gioco alterno della speranza e delle aspettative nell’incontro con l’angusta realtà della vita, una sofferenza che lo porta a scoprire e sperimentare la solitudine interiore e che gli fa desiderare fortemente un pizzico di felicità, un po’ di felicità per tutti. L’impossibilità di raggiungerla se non in rare occasioni e sempre lontana dal momento della consapevolezza, lo convince a rifugiarsi sempre piú nella poesia, la fonte cristallina che riesce a lenire il dolore dell’anima.»; S. Demarchi «Poesia di grande umanità che s’interroga anche sul senso della vita... Vivere la giornata, il momento, sembra essere il monito per poter vivere in pace con se stessi. Agli interrogativi esistenziali il poeta dà risposte brevi e sentenziose cariche di speranza, perché l’amore per la vita deve trionfare su ogni altra cosa. Il verso, alternato prevalentemente tra endecasillabi e settenari, si segnala per la chiarezza e la comunicatività dei suoi contenuti in un’espressione di diffusa dolcezza.».

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