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Klein

Mario (Montagnana 1935), poeta, vive a Padova. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie: Colori nel buio (1982), Il soffione (1983), Donativo (1984), Forme separate (1986), Theoria (1996). Ha partecipato a concorsi letterari dove ha conseguito il primo premio: 1985, "Città di Fano"; 1988, "La Baita"; 1994, "Atheste" e finalista al premio "Dino Buzzati", 1985; 2000, "Cosmo d'Oro" Canaro; 2001, "Conte Milone" San Bonifacio.

Sull'opera poetica di K. hanno scritto, tra gli altri: M. Battilana «In Theoria, alla varietà di possibili interpretazioni, contribuisce grandemente l'ispirato uso della lingua: di un lessico connotativo al massimo grado, fertile di accostamenti inattesi anche a livello di immagini, per cui si può ben parlare di un linguaggio poetico che si presenta assai sgombro da quella intertestualità che tiene così facilmente in ostaggio troppe pagine in versi (e di prosa) di autori contemporanei a volte celebratissimi.»; G.G. Benedetti «Attraverso un linguaggio equilibrato, maturo, limpido, raffinato ed oltremodo armonico, in cui la ricerca della parola si trasforma in privilegio prezioso di levità incantevole e di perfetta, lucida aderenza alle immagini create ed al pensiero elaborato, il poeta ci affida una trilogia [Theoria] che gravita in prevalenza intorno al problema esistenziale, in una continua, instancabile, onesta ricerca di un varco nel buio. ... La poesia si fa, così, con grazia e dono che sprigionano forza ed offrono salvezza.»; R. Borsotti «Scavare nella poesia di K. si trova certamente un nettare d'alto pregio, l'essenza della dimensione odierna del dolore ma anche quell'impenetrabile forza che alimenta la più singolare voce della lirica, quando è veramente ispirata e sentita nel profondo, sì da tramutarsi in versi degni di essere ben altrimenti tramandati.»; C. Comel «Così, nei versi di Theoria... si ritrova la forza millenaria della sapienza biblica e il fascino perenne della bellezza classica, nell'evocazione di salomoniche (o, appunto, platoniche) sentenze esistenziali che sfidano ancor oggi l'inquietante enigma del nulla.»; P. Giacomazzi «Cercando una definizione, la più calzante possibile, per la poesia di K., si sarebbe tentati di definirla metafisica.»; G. Larcati «Se nel libro Colori nel buio si può scorgere un'impronta crepuscolare bisogna notare che essa fa parte di un bagaglio poetico forte e ben definito. Il Soffione è una delicata canzone viva, e imprevedibile, e ricca di phatos. È un libro che fa meditare e scoprire addentellati tra poesia e poesia per i quali la compiutezza è totale.»; L. Maggiolo «Gli elementi naturali hanno una frequenza sorprendente e danno alla sua poesia, nel suo insieme, un qualcosa di antico e di sempre nuovo che ripete nell'uomo un desiderio di tornare nel grembo della madre-terra per rigenerarsi. Dono aristocratico è questo che porge l'autore, dove la raffinatezza si accompagna allo stile, creando un leit-motiv inalterabile.»; U. Marinello «...l'amore è presente, ma si fonde sempre più con un malessere esistenziale che par quasi di poter toccare con mano, un malessere che si fa atmosfera, che avvolge tutta l'opera, che penetra completamente, che si espande tanto da coinvolgere direttamente il lettore. Ciò che più colpisce è che questo malessere non è mai chiaramente esplicitato: è più una sensazione che si assorbe, piuttosto che una comunicazione che si percepisce.»; A. Masiero «La poesia di K. è viva. Le sue liriche vibrano di suoni, evocano bellissime immagini, scavano nel profondo, palpitano di emozioni. L'a. oltrepassa il limite dei sensi e lascia emergere il suo vissuto sensibile. K. conquista il lettore con l'autenticità dei sentimenti e con un rigore intellettuale e morale che i suoi splendidi versi ben palesano... La sua scrittura s'immerge nelle dolci e impetuose maree dell'anima per scandagliarne le possibilità, le inconfessate verità.» «Ritengo K. un grande poeta che sa guardare oltre la realtà e la memoria, oltre il respiro del tempo e la fragilità dell'essere uomini. ...conosce il respiro grande della poesia; la capacità di parlare e indagare nel proprio tempo e conosce anche la sfida del mistero e dell'universo.»; G. Massarelli «Fragile lo strumento esaltante, ma i versi densi di passione, di accorata speranza, di accenti costruttivi. Poesia dolce, aurata di armonie, stupendamente stesa con cuore fermo e sentimenti sublimi.»; L. Nanni «L'impeto lirico fluisce in splendide intuizioni a tratti venate da motivi filosofici.»; L. Nosarti «Dopo la fase (d'obbligo) dello sperimentalismo, in cui ha cercato via via di affinare i mezzi espressivi, ora K. sta trovando sempre più una voce tutta propria e originale, che gli consente di mettere a frutto la lunga e paziente ricerca di una dizione ritmicamente sorvegliata e suggestiva, ben supportata da adeguati contenuti poetici e da una inesauribile vena immaginifica.»; P. Ruffilli «Le tue Forme separate mi sono piaciute molto. C'è una vena poetica, cui hai dato volto originale attraverso un sapiente filtraggio della poesia nostra maggiore...»; S.A. Tietto «In Colori del buio il contatto immediatamente umano fornisce l'idea del nitore. Il verso semplice poi farà gradire l'opera anche a chi non si accosta abitualmente alla poesia. Ed anche chi di poesia non s'interessa, avvicinandolo, potrà iniziare un dialogo con il messaggio.».

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