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Luzzio
Francesca (Montemaggiore Belsito), poetessa, vive a
Palermo. Docente di italiano e latino presso il Liceo
scientifico "S. Cannizzaro".
Ha pubblicato le opere di poesia:
Cielo grigio (1994), Ripercussioni
esistenziali (2005) e Poesie
come dialoghi (2008), oltre a numerosi saggi, recensioni, pre-postfazioni,
prose liriche pubblicate su riviste o siti internet.
E' socia dell'Accademia
internazionale "Il Convivio", dell' "Ottagono
letterario", del Cenacolo "Symposiacus". E’
componente dell’ ”Accademia siciliana Cultura umanistica”; collaboratrice
redazionale di Literary; componente della giuria del Premio internazionale
Poesia , Prosa e Arti figurative indetto dalla rivista "Il
Convivio". Fa parte del Comitato letterario di redazione
della rivista "Le Muse".
E' inserita in: Paolo Borruto, Storia della
Letteratura –antologia internazionale (A.G.A.R.
Editrice, vol. 2°, con scheda biobibliografica, poesie e
note critiche di Gregorio Napoli,Giorgio Bárberi
Squarotti e Michela Sacco), nella raccolta antologica::
Dediche a Franca (2007, dedicata alla poetessa Franca Alaimo), in:
Stefano Lanuzza, Insulari, Romanzo della Letteratura siciliana
(Nuovi equilibri-Stampa alternativa, 2009).
Ha conseguito il primo premio di poesia:
“Giacomo Giardina 2005”, oltre ad altri riconoscimenti. Sue poesie sono inserite
in raccolte antologiche: Maranatha, Due versi e più (1991, 1993);
Premio di poesia "Mondello" (1992), Poeti oggi
(1994, 1995), Antologia del premio internazionale “Città di Marineo” (1994),
Poesie in cornice (2002), Omaggio al treno (2003), Pensieri di carta (2003),
L’orchestra colorata dei panni (2005), Poeti Italiani Contemporanei (2006),
Momenti (2006), Il tempo e l'emozione (2007), Prader Willi
(2009), Antologia del premio internazionale “Città di Marineo” (2009).
In riviste letterarie: "Fantasy-La Torre" (1994), "Il
Richiamo" (2005) “Lumie di Sicilia” (2005), “Poeti e poesia” (2005), “Il
Salotto degli autori” (2005), "L'archivio della memoria" (2006), “Noialtri”
(2006), "La nuova Tribuna letteraria" (2007), "Il Convivio"
(2007-2008), "Spiritualità & Letteratura" (2008), "Il Bandolo" (2009),
"Poesia" (2010).
Dal suo interesse per la
didattica e la scuola è derivata la collaborazione insieme ad altri docenti alla
rivista "Allegoria", diretta da R. Luperini e nel nr. 19 (1995) e nel nr. 24
(1996) nella sezione letteratura e scuola, sono stati pubblicati i seguenti
studi: "Poesia italiana del Novecento" e di antologizzazione scolastica
"Narrativa italiana del Novecento". Ha
realizzato presso la sua scuola un laboratorio di scrittura creativa in
collaborazione con M.Scurria ed ha curato con il predetto scrittore la
pubblicazione di un’antologia,”Poetare e raccontare, c.e.Arianna” che contiene
la produzione letteraria realizzata dai frequentanti il laboratorio.
Numerosi critici si sono interessati alla sua poetica, fra gli altri:
F. Alaimo [Poesie come
dialoghi, dalla prefazione] «La poetessa tiene vivo con la forma del
dialogo, il dramma di un’interiorità che si rappresenta,
come su un palcoscenico, attraverso uno sdoppiamento
(talvolta, anche attraverso una frantumazione plurale) del punto di vista, da
cui si pone ad osservare il mondo tra consapevolezza storica delle sue storture,
ingiustizie,violenze e sentimento doloroso della propria estraneità ad esso…»;
(in: La recherche.it) «E’ il tempo che passa, che
spegne i sogni della giovinezza, che rende lisi gli abiti, che appare in un
evento e con esso dispare, il tema di questa poesia che ha il pregio di una
bella unità d’immagini e di lessico. Così, nel presente,
le ombre, il cristallo,continuano a sottolineare la fragilità d’ogni cosa, la
precarietà di ogni istante di vita, che non esclude, però, la sua preziosità,
poiché con gli altri sarà custodito nello scrigno della memoria, e, ancora di
più,nelle parole di una poesia.»; [Spiritualità & Letteratura, 2005]
«Una sorta di ininterrotto canto e controcanto che rivela una ricchezza del
sentire mai traboccante, grazie ad uno stile severo, controllato e abilmente
filtrato attraverso la lettura degli autori classici come dei moderni.»;
G. Amodio (Poesie come
dialoghi, in: Ultim'ora-Arte e
cultura, gennaio 2009) «Peculiarità del teatro, la forma dialogata
esprime concetti, ragionamenti, domande, risposte,
seguendo piani paralleli non sempre conseguenti,
perché la “divergenza” genera il piacere stesso della visione a confronto, del
giudizio differenziato, della dialettica letteraria,
affrontando in linea diretta l’accostamento dei pensieri e la comunione delle
idee da esprimere…»; (in: Arte e cultura, 2005;
Puglia, 2005) «L’epifania di una scrittura che si manifesta
immediata e meditata nel contempo, amena e discorsiva, sempre pronta al sagace
valore di una lingua che impreziosisce la parola e la transustanzia
nell’invenzione lirica, nella moltiplicazione dei sensi, tra leggerezza e
molteplicità, così come suggerito dalle Lezioni americane di Italo Calvino.»;
E. Andriuoli [Poesie come
dialoghi, in: La nuova Tribuna letteraria, n. 94, 2009] «Un’assidua
analisi interiore è quella che L. compie con il suo nuovo
libro di versi... Si tratta, come
dice il titolo, di una poesia a due voci, fatta di
domande e di risposte, di quesiti e di soluzioni che l’autrice pone a se stessa,
in un costante gioco dialettico, capace di sortire effetti di singolare
efficacia… Un libro originale, dallo stile incisivo e di
piacevole lettura.»;
G. Bárberi Squarotti
(lettera, novembre 2008) «Ricevo con emozione e con gioia le sue
Poesie come dialoghi, così originali come impostazione e così fervide e
profonde per liricità, memoria, riflessione sulla vita e
sui sentimenti, rievocazione d’amicizia e paesaggi. E bellissime sono le
citazioni di figure e personaggi che hanno animato e animano le giornate della
poesia.»; (lettera, febbraio 2007) «Le sue poesie
dialogate sono originalissime:è una bella invenzione questa che merita molto
plauso.»; (lettera, ottobre 2006) «I suoi dialoghi sono molto
belli e suggestivi.»; (lettera, maggio 2006) «I suoi dialoghi sono molto
originali per ritmo e struttura. Molto mi piacciono quelli più inventivi e
fantasiosi, come Amalgama, Conoscenza,Trame di vita, Indipendenza, Fessure,
perché, a sorreggerli, è sempre la riflessione, il pensiero,l’alta
spiritualità.»; (lettera, luglio 2005)
[Ripercussioni] «...C’è, nel suo disegno poetico, un’autentica, sicura passione del cuore, nel
rappresentare le esperienze e le vicende della vita, e nel rievocare memorie,
visioni.»;
G. Bava [Poesie come dialoghi,
in: Il Salotto degli autori, n. 26, 2009] «…ciò che colpisce in questa
raccolta, è l’originalità della veste scelta per offrire dialoghi con se
stessa, che sono l’essenza dell’opera, dialoghi personali, gli argomenti dei
quali, però variano a tutto campo, inducendo il lettore a soffermarsi per
cogliere appieno i reconditi inviti in essi contenuti…
Poesie come dialoghi non è un trattato e non è neppure una lezione di
buon vivere, è un’intelligente opera di poesia che va letta, riletta e capita.»;
(Il Richiamo,.4/5 e Il Salotto degli
autori, 11) «...In una successione armonica di versi non privi di lirica
musicalità, si evidenzia l’intimo in un garbato succedersi di quadretti di
vissuto. Sogni, pensieri, nostalgie destati da cosmiche contemplazioni, da
problematiche sociali.»; A. Biondi [Peloro
2000, 2006] «Nel campo del giornalismo culturale ci è dato ravvisare un fatto
che ci pare di disarmante rilevanza: l’imperscrutabilità e il mistero dell’animo
umano, appannaggio per antonomasia del filosofo, è oggi studiato sceverato,
analizzato sempre più da donne. L. racconta la sua vita in una silloge di cinque
momenti poetici e nel raccontarcela ci svela l’esistenza umana, e nelle sue
grandezze, e nelle sue miserie, approdando in questo senso anche alla denuncia
sociale.»; A.M. Bonfiglio [Poesie
come dialoghi, in: Il Bandolo, n. 6-7, 2009] «Un intenso
e solitario colloquio con se stessa è la prima e connotazione che si coglie n
queste “poesie-dialoghi” di L.. I versi sono per la
poetessa la necessità di mettersi in contatto con una realtà personale e sociale
la cui potenza problematica fa da suggerimento e da stimolo per considerazioni
talvolta anche amare, ma sempre di alto valore morale…
Nei testi di questa raccolta possiamo cogliere ombre e luci di un vissuto
nel quale rispecchiarsi per quei motivi universali che tutti ci appartengono: la
percezione dell’instabilità umana la debolezza e la virtù, l’incanto di fronte
alla natura, … e quello spleen di
matrice baudeleriana…»; O.
Bonvicini (Il Salotto degli autori, 10) «Le Ripercussioni
esistenziali destano in noi, per estensione, l’eccezione di
respingere/rifrangere d’onde sonore. E come onde sonore – voce – la parola
affidata alle pagine, dove versi dai tratti discorsivi raggiungono un sommesso
intimo, raccontare/raccontandosi, cogliendo aspetti esistenziali forse più
subiti che vissuti e mai resi innocui, mai annullati nella cristallizzazione del
ricordo che, espressione della memoria involontaria, riaffiora al riaffiorare di
sensazioni, già note, oppure sopite e ridestate proprio come ripercussioni.»;
G. Cappuzzo [Poesie come dialoghi] «La prima impressione, leggendo le liriche
di L., è che ci si trova di fronte ad una poesia che si
caratterizza per il garbo della pronuncia , per una sorta di gentilezza schiva e
discreta, dalla schiettezza tonale che si affida ad un rapporto immediato tra il
sentire e il dire… …Insomma sono ravvisabili tutte le
risorse di un temperamento delicato che preferisce i dolci mezzi toni, le caute
mezze tinte con una sorta d’inclinazione quasi crepuscolare. Ma una lettura più
avvertita e profonda ci porta a scoprire…. qualcosa di più.»;
T. Cauchi [Poesie come dialoghi, in:
La recherche.it] «La raccolta
ha l’originalità che ogni componimento presenta due voci, che si differenziano
dal carattere stampato, normale e in grassetto. La voce si sdoppia, si interroga
e si dà risposte; il che ne fa, in un certo senso, un’opera compiuta, un
poemetto, un itinerario dell’anima, in un conflitto interiore, alla ricerca
della propria identità. Direi che il suo Io vuole venire in superficie, ma
stenta per le difficoltà opposte dal suo stesso involucro fisico, che la tiene
prigioniera ,convinta che ,anche fuori di lei, sia la stessa cosa. L’esperienza
di una persona può arricchire altre persone; in questa ottica provo ad entrare
nei meandri della psiche( in punta di piedi), ricevendo l’impressione di
trovarmi davanti ad un certo tessuto(di vita) dove i diversi capi di filo
ubbidiscano a un disegno,formando una trama dall’ordito misterioso...»;
E. Conti [Poesie come
dialoghi, in: Il Convivio, n. 4,
2008] «Ut pictura poesis, e se Orazio affermava che la poesia è come un
quadro, la raccolta di L. è un dipinto che raggruppa i
colori che unisce l’uomo e il mondo, cioè quel linguaggio universale che
smaterializza i sentimenti e dà fascino alla vita.
L’autrice mette, attraverso la forza dell’arte poetica, in relazione l’io con il
mondo, cioè le due realtà: quella oggettiva e quella soggettiva. Ed ecco perché
la sua poesia è un invito a scrutare oltre la parola, oltre il semplice dettame
lessicale, in quanto attraverso un’esegesi scrupolosa i suoi versi uniscono il
passato e il presente, in un susseguirsi di tasselli verbali…»;
[Il Convivio, 2006] «Lo stile è
ricco di immagini facili e struggenti, ricche di fonosimbolismo, per cui la
parola si carica di significati alternati tanto da proporsi come tropos e
specchio dell’anima. L’a. pur permeando i versi di un substrato pessimistico, si
aggrappa a quelle certezze che illuminano gli attimi bui del proprio esistere:
l’urgenza del linguaggio poetico e la mente sono rivolti alla fede, quale forza
trascendente che, come affermava Tolstoj, è “la conoscenza del significato della
vita umana”.»;
M. Esposito
(Lettera, giugno 2005) [Ripercussioni] «...Poesia di una limpidezza
insolita ai tempi d’oggi. È raro infatti imbattersi in un testo leggibile e
godibile alla prima lettura.»; M. Gallo [Poesie come dialoghi, in: Lumie di Sicilia,
n. 65, 2009] «...occasioni di profonda meditazione esistenziale, che si
avvale – una nota di originalità –
della forma dello sdoppiamento dialogato.»;
P. Giacopelli
(Lettera, luglio 2005) [Ripercussioni]
«Onnivora e
potenzialmente infinita, la poesia di L. si distingue per
la capacità di rovistare con acribia nella quotidianità e per la sua attitudine
ad incorporare i più diversi frammenti di vita tra le fiamme delle illusioni…»; E. Giunta
[Poesie come dialoghi, in: Cntn, n. 15, 2008] «Opportunamente questo nuovo libro
[Poesie come dialoghi] si giova di un sistema dialogico. Ogni
testo coglie ora una sosta di pensiero, nella ricerca di autenticità
nell’ingorgo delle passioni, ora una constatazione dell’insufficienza del
proprio essere a fronte del fluire, ora un’umile visione oggettuale :dalle quali
vengono condizioni di perplessità che richiedono interventi, risposte
… …Ci troviamo dunque di fronte a una poesia di
spessore, ad un esemplare di filosofia liricizzata, che
la novità di presentarsi a mo’ di dialoghi ne favorisce la fruizione e ne
incide le tematiche…»; (Cntn, 2005)
«Fissaggio di momenti esistenziali, profondamente interiorizzati, quali in
genere si vuole nella poesia del nostro tempo. Ripreso il motivo del taedium
vitae, le conclusioni non sono quelle leopardiane, perché la poetessa riconosce
una celeste bussola che guida la retta via...»;
S. Gros-Pietro [Poesie come dialoghi, in: Vernice, n.
41] «Si tratta di una poesia che si colloca sul versante connotativo,
raziocinante e riflessivo, molto lontano dalle estasi liriche o dai
viaggi orfici. Quella di L. è una poesia d’inquisizione e
di riflessione, scavata intorno alla nozione dell’io come personaggio autonomo e
irrepetibile del mondo, e al dramma della sua evanescenza dubitativa e
pluriespressiva. La profondità delle forme possibili dell’io è realizzata
attraverso una sorta di vista binaria ovvero di dialogo con un presumibile
alterego che contrasta le asserzioni dell’io protagonista e che si alterna con
lui con ruolo d’inquirente Ne deriva una rappresentazione dell’io che appare
vista e rivista, cioè contrastata e approfonditasi su ogni tema dibattuto.»; A. Inserra
[Poesie come dialoghi, in: La nuova Tribuna letteraria, n. 97, 2010] «Già di fronte
al titolo di questa nuova raccolta di poesie di L., si è
tentati di richiamarsi a Platone, ai suoi meravigliosi dialoghi intorno alla
realtà e alla vita, connubio di poesia e filosofia per arrivare alla verità e
alla bellezza, unico sommo sole che il ricordo larvato (inconscio?) di un
iperuranio cerca di richiamare nelle vicende di questo mondo. …
Una dilogia che solo in parte sottende un impianto freudiano, come scavo
per comprendere l’Es; come tempi di una “sonata” a quattromani,che variega uno
stesso tema:dentro (io) e fuori (mondo),
sotto la spinta delle due principali pulsioni freudiane:
Eros e Thanatos…»; [Ripercussioni, dalla prefazione] «Un titolo emblematico, un esergo heideggeriano per volersi
confrontare con questo dasein che va della nascita alla morte, cioè da un arcano
ad un altro arcano... Il costrutto apparentemente semplice, tende ad espandersi
in una correlazione oggettiva corposa e significante.»;
G. Iorio (Il Richiamo, 4/5) «...La L. sa
scorgere nella natura il senso misterioso dell’infinito, l’arcano furore delle
passioni, gli assilli perenni della vita e della morte. Nella silloge
fondamentalmente si definisce una poetica basata su una tecnica stilistica
quanto mai suggestiva per la sintassi accorta, le immagini forti e
l’accostamento definito delle parole, che son cose... Ed è quindi il carosello
naturale e umano, che materializzandosi nella sua poesia, diventa allo stesso
tempo ispirazione e responsabilità: in una parola lavoro sul dono che non è dato
a caso, ma un dono consapevole di cui lei vuol regalare sprazzi anche agli
altri...»; V. Lalomia
[Cielo grigio] La poetessa vuole lasciare al lettore qualcosa di
se stessa le sensazioni provate, le emozioni vissute. Versi commoventi
presentano una donna, l’autrice, con un animo estremamente sensibile.»; F. Lepre
(Lettera, luglio 2005) [Ripercussioni]
«È una raccolta originale e simbolica immagine di un itinerario poetico che si
muove con garbo particolare entro il vasto mondo delle parole... La varietà dei
temi che affronta e la solidità dei contenuti mettono a nudo non soltanto le sue
autentiche qualità poetiche, ma esaltano una complessa e geniale personalità
letteraria, capace di trascendere pensiero e azione esistenziale in un
susseguirsi d’immagini, quale specchio interiore in un continuo dialogo con il
mondo esterno.»; S. Magno
(Lettera, luglio 2005) [Ripercussioni]
«Silloge ricca di motivi,
intensamente vissuta e rappresentata,carica di sensualità.»;
P. Matrodonato [Poesie come dialoghi, in: Il
Symbosiacus, n. 3, 2009] «Vi è qui un dialogo,
pronunciato con stile sobrio ed efficace, ma nutrito di
molta cultura letteraria e filosofica, che annoda molti fili del passato
letterario. Le varie considerazioni dell’autrice sono quelle sottolineate da
caratteri forti e marcati, che sottolineano il pensiero
dell’autrice con tratti brevi ed incisivi.»;
G. Napoli [Poesie come dialoghi, in: P. Borruto,
Letteratura italiana...] «L’amebeo è un percosso poetico poco
praticato. E’ affascinante l’uso che L. ne fa,
superando il mero meccanicismo della contrapposizione fra un canto e
l’altro. Incorporando, piuttosto, la tesi e l’antitesi, sì da far rimbalzare con
accentuato lirismo i “due tempi”della nostra sensibilità: la natura e l’anima,
la suggestione del paesaggio e le ferite dello spirito, la realtà ambigua e la
lucida ragione. Il lettore può bearsi di emozioni ben temprate su una scacchiera
ampia, dall’amore alla pace, dall’orrore per la guerra a trionfanti speranze.»;
G. Peralta (Poesie come dialoghi, in: La recherche,it) «L’infanzia è un
mondo di cristallo e di magiche e fugaci illusioni. La vita trascorsa rimane
custodita nei "mobili lisi", nei "vestiti" e negli odori,
che la riportano alla memoria. Il passato, che ritorna attraverso i ricordi che
ne rivelano la correlazione col mondo dei sogni, è, tuttavia, il tempo più reale
ed eterno, rispetto al presente nostalgico e precario. Cara Francesca, questa
tua poesia è Proustianamente bella!»; N. Rampin
[Ripercussioni]
«...Una raccolta ben studiata nei suoi particolari... Nella poesia della L.
troviamo anche le denuncie, gli amari dei nostri giorni, visti attraverso la
politica, la protesta, la società. Una poesia che vibra, che scuote, che
stuzzica l’interesse, che vuole prendere forma, che vuole lottare, che vuole
amare e ricordare, che vuole essere solamente poesia!»;
L. Riccobene
[Poesie come dialoghi, in: Il Symposiacus, n.4, 2009] «Serene
e brillanti riflessioni sulle vicende umane. Silente mutare del ritmo
dell’andare, per sapere della luce e del senso delle
cose, nonché del senso della fine … Poesia che
indubbiamente si legge d’un fiato, ma sulla quale bisogna ritornare per
considerarne e coglierne la sintonia tra il poetare e il dialogare…
che conferiscono all’opera un felicissimo incontro. Come dire che, se la
poesia si inoltra a volte sugli inusuali sentieri del dialogo dell’altro da sé,
così il testo può farsi dialogo che raggiunge culmini che sono propri della
lirica.»; [Ripercussioni] «Cinque sezioni per un lungo ed
immenso tema, l’esistenza, con tutte le sue ripercussioni, sul piano della
ricchezza dei dettagli, della potenza evocativa e della caratteristica dello
stile, nonché una particolare presente ironia, spesso molcente, tenuemente
malinconica a pervadere le liriche stemperando o acuendo stati d’animo,
meditazioni che ne scaturiscono dentro cornici di immagini che ci mostrano lo
spettacolo della vita mandato e ricreato ora con sguardo virginale ora
sognante.»; M. Sacco
(dalla Postfazione)
[Ripercussioni] «...La rappresentazione della realtà, se si colora di
elementi romantici, esemplata com’è sugli eventi di una ideale autobiografia,
insieme si pone come sfida al mondo nella fiducia che essa ce lo restituisca
diverso e migliore. Un’esigenza di legame con l’esterno allora, per necessità il
linguaggio nobilmente solitario della interiorità si fa coloristico, fino a
diventare in un certo gruppo di liriche espressione pregnante tra simbolismo e
allegoria.»; G. Riverso [Poesie come dialoghi, in: Il Salotto degli
autori, n. 11, 2005] «“Le azioni non dominano /
più la materia del cuore”. Incomincia così la bella poesia "Amalgama"
di L. … Cosa e come incide il
cuore sulle nostre azioni? ... Il
cuore frantuma l’eventuale aridità del cervello che può secernere azioni anche
brutali e senza pietà. La pietà dei vinti la reclama il cuore, mai il cervello
che vorrebbe far piazza pulita. Il cervello senza l’intervento del cuore produce
azioni fine a se stesse e quindi senza morale, amorali quando va ancora bene,
immorali quando calpesta regole collaudate e
valide. Comunque in "Amalgama" la
poetessa dipana il problema dell’amalgama confuso delle passioni e capisce che
l’idillio vero può nascere solo dall’amore, quello che viene dal cuore.»;
M. Scalabrino [Poesie come dialoghi, in: Lumie di
Sicilia, n. 66, 2009] «La poesia di L., appunta
Franca Alaimo nella pregevole prefazione, ӏ occasione di
profonda meditazione che determina una sorta di percezione grigia del tempo”
il quale si districa “fra somma di doveri e avvertimento della opacità
della propria storia personale”. …Nella seconda parte della raccolta
l’attenzione si indirizza altresì ”alle voci degli altri:
gli ultimi, i disedarati”. E, ci
permettiamo di aggiungere alle puntuali enunciazioni di F. Alaimo, il suo
sguardo si estende, consapevole, alla quotidianità,
all’attualità,alla società.»; M. Scurria [Poesie come dialoghi, in: Cultura e
prospettive, n. 6, 2010] «La silloge
riavvolge il tempo per esprimere, insieme all’intimismo, una trama di sottofondo
che pregna tutta l’opera con l’intervento di una voce onnisciente. Un narratore
esterno e impersonale che si esprime in neretto fra le stanze dei componimenti
per essere intenzionalmente uno sguardo su tutto, sulle parusie, sulle
sinestesie, sulle riflessioni che navigano tra la certezza del personale e il
generale di un oracolo, quasi un osservatore sociale, etico e morale, con il
compito di normalizzare voli pindarici, amori tentati, interiezioni, prospettive
familiari e di lavoro. Anche se normalizza, il punto di vista esterno è un
intervento pragmatico, qualche volta paradigmatico, altre ancora è sinonimo di
(insindacabile) giudizio tracotante di saggezza. Insomma, tra la poesia in
corsivo e la narrazione in neretto, la poetessa riesce a materializzare un
edenico nuncio, un cupido, un lare, parlanti ciascuno una limpida lingua
profetica (es. La Storia)»; L. Spalanca [Poesie come dialoghi, in: La Repubblica,
23 dic. 2008] «Un ininterrotto dialogo con se stessi. E’questo il
leit-motiv dell’ultima silloge di L., che ci racconta
attraverso uno stile sorvegliato debitore della migliore tradizione
Otto-novecentesca – senza dimenticare la lezione dei
classici – l’esistenza con le sue infinite ripercussioni,
l’amaro dei giorni e il mistero dell’universo… in una
continua ricerca di verità percossa a tratti da un’ansia metafisica…
Sorretto da un procedimento contrappuntistico, l’esperimento poetico
esibisce una tensione fra aridità e utopia, consapevole della vanitas e
cristiana pietas…»; P. Topa (Amicizia
n. 4) [Ripercussioni]
«Per lei il tempo è padrone assoluto dell’essere e ne dispone a suo piacimento,
non resta che adeguarsi ad una realtà ineluttabile ed immodificabile. Le
Ripercussioni sono un rigurgito di elementi che ha dentro e che,
gradualmente esterna con una versificazione chiara, delicata, come delicati sono
i temi che affronta, oserei dire, gradevoli...»; A.
Trimarchi [Noialtri, 2006] «Una poesia, dal punto di vista
stilistico, perfetta, i versi si congiungono armoniosamente tra loro, rendendo
la lettura piacevole. Un’a. che suscita e merita interesse.»;
P- Vassallo [Poesie come dialoghi, in: Symposiacus, n.
4, 2009] «Ho apprezzato il suo stile personalissimo e la ricchezza di
pensiero forti, che attraversano la sua poesia. Nei versi che ella dedica alla
gioventù moderna vibra una coscienza alta del dramma che si consuma in questo
regno della dissipazione oscura…»;
O. Zaccaria [La Nuova Tribuna Letteraria,
2006] «Le emozioni si rincorrono, come gli accadimenti e le evocazioni dei
momenti felici e non... Nella quinta sezione c’è il rifiuto di quel perverso
impianto burocratico del quale le istituzioni non possono o non sanno
privarsi.» e diversi altri.
- f.luzzio@libero.it
www.siciliainternazionale.it
• www.tommasoromano.it •
www.cannizzaro.palermo.it •
www.club.it\autori\ •
www.ilconvivio.org •
www.aastgiardininaxos.it •
http://ricerca.repubblica.it •
www.2duerighe.com\rubriche •
www.amiciziafraipopoli.org •
www.mosaicosmo.altervista.org
• www.comunemontemaggiorebelsito.it
• www.palermo24h.com\lapis •
www.provincia.palermo.it •
www.ilsigillo.too.it •
www.ilsalottodegliautori.it •
www.blumedia.info •
www.siciliainternazionale.it •
http://tonypoet.blogspot •
www.fondazionearnone.it •
www.palermo24ore.com/lapis •
http://universosimona.interfree.it
• www.poetilandia.it
• www.partecipiamo.it •
www.fucine.net
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