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Franco Maria (Mentone 1943 / 26.02.2011), scrittore, critico letterario, accademico, giornalista, editore e operatore culturale, è vissuto a Bolzano dal 1945 ma le sue radici in Alto Adige risalgono ai primi anni dell'Ottocento.

Nel 1963 approda al quotidiano "Alto Adige" di Bolzano dove per molti anni svolge la sua attività. Coofondatore del Circolo "Amici della poesia" (1969) e dell'Asa (Associazione scrittori altoatesini, 1986). È direttore responsabile della rivista culturale altoatesina "Latmag" e della "Gazzetta di Bolzano" fondate rispettivamente nel 1985 e 1992. Con il poeta Franco Latino nel 1987 ha costituito a Bolzano il Premio Letterario Nazionale "Goffredo Parise".

Ha pubblicato diversi libri: Il Pony (1962); La mia poesia (1968); La campana di ghiaccio (1970, poesia); La coda del diavolo (1974, romanzo); Il professore (1986, racconto lungo); Parusìa (1995, poesia), Franz Kafka, giornalista di Bolzano (2006, romanzo).

Ha curato Dizionari e Antologie: "Crestomazìa" (1984); "Mitteleuropa" (1985); "Poesia italiana in Alto Adige-Italienische Dichtung in Südtirol" (1989); "Poesia italiana del Novecento" (1992,anche in versione tedesca con traduzione di Joseph Maurer); "Dizionario Poeti del Duemila" (1993); "La poesia nelle Dolomiti" (1995); "Il Parnaso in Alto Adige"(1995); "I Premiati- Goffredo Parise. Uno scrittore europeo" (1996); "Parnaso contemporaneo" (1998); "Il giardino delle rose - Rosengarten" (1998); "La nuova Mitteleuropa" (1999); "Storia della letteratura italiana in Alto Adige" (1999); "Poeta del Nuovo Millennio" (2001); "Narratori italiani del XXI secolo" (2002); "Gli animali nella nostra vita. Simbolo. Mito. Realtà" (2003); "Dizionario Poeti altoatesini" (2003). È presente su: "La poesia nel Trentino-Alto Adige" a cura di Duccio Canestrini, Silvano Demarchi e Vittoriano Esposito (1988); "Buchland Tirol" (1980-1990); "Die Zeitgenössische Literatur Südtirols". Probleme.Profile. Texte" di Hans-Georg Grüning dell'Universitä degli Studi di Macerata (1992); "Un limbo di frontiera" a cura di Carlo Romeo (1998); "Rebell in Südtirol" di Joseph Maurer (1993); "Dizionario autori contemporanei" (1996); "Storia della letteratura italiana in Alto Adige" (1999).

Della sua produzione letteraria, tra gli altri, hanno scritto: B. Andolfi «...ogni poesia di M. è una pillola di concentrato poetico-filosofico di alto significato lirico espressivo, scritta con un linguaggio che assume le tonalità più svariate della poetica contemporanea...»; G. Ansaloni [Franz Kafka...] «Cosa c’è dietro il “cricetismo” psicologico che ossessiona il giornalista Kafka? Una vita vissuta solo di notte, tesa a costruirsi una tana, nutrendosi di granuli per sopravvivere a una quotidianità insopportabile? Un modo per “mitridatizzarsi” dei veleni che avvolgono una fauna fatta di giornalisti, tipografi, direttori, caporedattori, che affrontano come automi il lavoro quotidiano, teleguidati dalla proprietà editoriale attraverso la longa manus di un ragioniere-amministratore dal nome significativo di Rodrigo?...»; G. Bárberi Squarotti «Ho letto con molto piacere e ammirazione Franz Kafka, giornalista di Bolzano. Un romanzo così alacre, inventivo, giocoso, ironico che è la preziosa offerta dell'alternativa di vita e di avventura dei personaggi della letteratura e della storia in ariosi e improbabili luoghi e tempi. La scrittura è rapida, saporosa, nervosa, mutevole, come è ben raro capiti nell'ambito del genere narrativo....» «... nelle poesie di M. c'è dentro un piglio fra l'ironico e l'aspro che ha momenti di sicura efficacia in certe autopresentazioni un poco beffarde o in meditazioni rapide...»; R. Berti Sabbieti «[Parusìa] Il libro è su un tono alto di contenuti, però M. riesce ad essere totalmente valido anche quando tocca con maestria e completezza il mondo fisico con passione d'amore sincero e coglie l'infinito del mare, o rievoca il padre morto...»; P. Cacciaguerra «...M. ha il grido delle tenebre in sé e il suo sguardo ci dona solo una sconvolgente realtà. Non vi è spazio per la catarsi che è una delle benefiche prospettive dell'Arte. Il suo passaggio nella coscienza degli altri attraverso i versi è doloroso e logorato dal quotidiano...»; S. Demarchi «...nella poesia di M. vi è il gusto del paradosso, dell'immagine come rottura delle convenzioni comunicative, la ricerca di qualcosa di nuovo e insieme abnorme. È sempre presente in forme perentorie l'io del poeta, un io che spesso ama trasformarsi in elementi della natura inorganica o vegetale... seguace delle correnti letterarie e poetiche francesi, soprattutto simbolismo ed ecole du regard, M. eredita dal primo la concezione rivelativa della poesia, mediante la polisemia della metafora e delle corrispondeces, che attesta un'ansia metafisica; del secondo l'attenzione all'attuale società dei consumi e della progressiva reificazione...»; E. Galasso [Franz Kafka...] «...stile irto e spezzato, aspro e paratattico, à la Céline, Burroughs, Allan Ginsbarg, In Italia Malaparte per citare autori familiari a parte dei lettori e fra i più cari a M. Questo, però, senza che vi sia mai alcun calco, anzi...» « ...Poesia dell'essenzialità, dove la ripresa anaforica non è mai tautologia, il fonosimbolismo mai esercizio sterilmente autocompiaciuto... »; C. Guglielmo (in: L'Adige) «...nel suo primo volume "La mia poesia" M. aveva presentato la sua produzione poetica giovanile, in cui il tema fondamentale era la realtà sociale, il dramma dell'uomo moderno soffocato dal materialismo... "La campana di ghiaccio" è una silloge di liriche tutta diversa. M. evade nella natura per esprimere motivi umani...»; B. Maier «...M. è fra i poeti altoatesini, il più ungarettiano, nel senso che le sue liriche, desunte da varie raccolte, si richiamano nella trascrizione formale dei singoli temi e nell'uso di versi brevi e intensi al poeta dell'"Allegria" e di "Sentimento del tempo"...Varie liriche consistono in rapide e stringate notazioni autobiografiche...una poesia caratterizzata dalla brevità: una brevità costantemente densa ed epigrammatica, meditativa e sentenziosa...». G. Parise «M. è poeta e scrittore di sicuro valore; non è condizionato da soggettività arbitrarie ed esprime la poesia con costrutti moderni e libertà creativa... è colmo di mistero metafisico e ricco di originaria purezza...»; L. Pumpo [Franz Kafka...] «M. ha scritto un’opera di alta caratura psicologica con uno spaccato del nostro tempo precario e turbinoso, ed il libro avvince proprio per una costruzione che si avvale pure di una sorta di autobiografismo convincente ed accattivante. Un libro da leggere, che non ti lascia se non ne completi la lettura.»; E Schwarz « ..."Parusìa" di M. è una cartina al tornasole, sintomatica in quanto con processi sinestesici il chiaro evidenziatore è il richiamo alla filosofia di Platone là dove il concetto di idea penetra nei tessuti di una realtà sensibile...».

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