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Maggiani

Roberto (Carrara, 1968), poeta e saggista scientifico, vive a Roma. Laureato all’Università di Pisa con una tesi di fisica nucleare, lavora presso una azienda di informatica che aderisce al progetto dell’Economia di Comunione. Appassionato di astronomia, è autore di svariati articoli di divulgazione scientifica, pubblicati sia in Italia che all’estero. Dal 2004 co-gestisce il sito di cultura e conoscenza www.lapared.it Ha pubblicato alcune raccolte poetiche: Sì dopo sì (1998), Forme e informe (2000), L’indicibile (2006) e Cielo indiviso (2008). Sue poesie sono state pubblicate su varie riviste (in particolare su “L’area di Broca” e “Nuova Umanità”) e piccole antologie.

Sulla sua poesia hanno scritto, tra gli altri: M. Amendolara [in: “Nuovo Sud”, 2000] «Poeta e studioso di fisica, dà forma a una scrittura il più delle volte rapida, essenziale, quasi prossima all’aforisma e all’essenzialità del concetto. La poetica che muove questi versi è costantemente tesa, inoltre, all’espressione spirituale, alla formulazione di un messaggio che sappia mostrare appieno le difficoltà e le contraddizioni delle vicende dell’anima. Si tiene distante da una lirica pura e semplice; cerca, piuttosto, di mettere in luce la sintesi delle proprie riflessioni.»; M. Battilana «Traspare dalle sue pagine una nobile concettualità, una probabile filosofia di vita: il Suo significante ha un significato, che si cerca, si legge volentieri.»; G. Bárberi Squarotti «Una limpida grazia sorregge sempre la sua poesia.»; G. Brenna «Nelle poesie de L’indicibile vi è racchiuso l’Universo. M. con le sue parole ci schiude lo sguardo alle galassie dell’infinitamente grande qual è l’universo con la stessa levità con cui ci conduce fra le particelle elementari della materia e del pensiero.»; R. Carifi [in: “Poesia”, 1998] «La poesia di M. sembra nascere da uno sguardo che sa osservare le sfumature, registra anche i minimi eventi (un’ombra, un muro, un attimo). Un linguaggio nitido, a tratti semplice, talvolta percorso da improvvise tensioni, non di rado aperto alla drammaticità dell’esperienza religiosa.»; P. Civitareale «La forma del testo è dialogica prevalentemente e ciò annulla ogni tentazione solipsistica per farsi ricognizione, serena e meditativa, delle armonie e disarmonie delle cose e dell’esistenza.»; L. Commissari «Si coglie la complessa tematica nella quale (e non dispiace) non manca la vibrazione religiosa, oggi quasi sconosciuta. Lo stile, snodato su toni asciutti e severi, si forgia in modo valido con la materia e 1 atmosfera suscitata.»; I. Cremaschi «Un libro maturo, questo Sì dopo sì, che terremo ben stretto.»; A. De Marchi Gherini «Poesia “solare” la sua che oltre al tessuto veloce è pregna dell’ossessione romantico-esistenziale, ingredienti principe per la vera e la buona poesia . Il verso si dipana con complicata semplicità che serve al ritmo interno del discorso in cui l’approccio con il mondo appare calibrato al punto giusto, senza suture o fratture, con un innesto sapiente dei lemmi, con una loro angosciata e angosciante giustapposizione, che attinge notevolissimi esiti gnomici.»; D. Di Stasi «Il flusso intimistico delle riflessioni scorre ininterrotto verso il lettore, che rimane toccato dalla levità di queste composizioni.»; V. Esposito «Davvero stupefacente che un laureato in fisica nucleare si occupi di poesia; non solo, ma che riesca a farla come lei riesce nella piccola silloge [Sì dopo sì].»; G. Ladolfi «In primo luogo ho trovato interessante il suo stile sobrio, essenziale, “petroso”, assolutamente privo di musicalità che conferisce senso ad un dettato poetico “desertico”. In secondo luogo ho ammirato la presenza di un simbolismo discreto, ma anche trasparente, che deriva da una concezione di realtà aperta, positiva, anche se intimamente lacerata.»; M.G. Lenisa «Lei scrive poesie gradevoli più si rilegge il suo lavoro, più nell’implicito è profondo senza perdere in freschezza.»; R. Lo Russo «La sua lirica è un’enemnesi minuziosa di tutte le particole di cui la realtà ci meraviglia.»; P. Lucarini «Il suo è un pulsare all’unisono con i ritmi naturali della creaturalità.»; G. Neri «Le parole sono chiare, belle le immagini, c’è qualcosa di nuovo e insieme di classico.»; C. Ruffato «Trovo varie indovinate gemme poetiche e tematiche irradiate forti. Ho l’impressione che come “primo libro” con pregnanza etica indiscutibile, lei abbia posto le premesse per ulteriori “balzi e slanci” di poesia.»; A. Ventura «...mi fa piacere, innanzitutto, che un giovane creda nel discorso poetico, in maniera così immediata e pura. Lei conosce – e rappresenta felicemente – l’incanto della natura più autentica.».

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